lunedì 16 marzo 2009

Donna litiga con l'amica la fa a pezzi e se la mangia

Le due amiche stavano bevendo un drink a casa della donna quando è scoppiato un litigio. La 'cannibale' ha poi cucinato "alcuni pezzi" della sua vittima prima di mangiarli, mentre altre parti erano state accuratamente conservate in alcuni barattoli

Mosca, 16 marzo 2009


Ha litigato con l’amica, l’ha uccisa, fatta a pezzi e ne ha mangiato alcune parti per conservarne altre in barattoli. Una vicenda che nel suo orrore racchiude una pecularità: il cannibale è una donna.


Arrestata dalla polizia nella regione siberiana di Irkutsk, è accusata di aver ucciso la vittima a colpi di accetta. Secondo l’agenzia Interfax che cita fonti locali, l’episodio risale al 5 marzo.

Le due amiche stavano bevendo un drink a casa della donna quando è scoppiato un litigio. La donna, secondo gli investigatori, ha cucinato "alcuni pezzi" della sua vittima prima di mangiarli; altre parti erano state accuratamente conservate in alcuni barattoli.

Aridatece er Prodi

Blog di Giovanni Morandi

NON SENTIVAMO nostalgia per Prodi, quando l’allora capo del governo raggiungeva il massimo della popolarità inventandosi una tassa al giorno.

Nonostante ciò il neosegretario del Pd Dario Franceschini ha ritenuto che noi proustianamente fossimo alla ricerca del tempo perduto e si è inventato la tassa sui cosiddetti redditi alti. Raggiungendo due risultati immediati, prim’ancora che la sua idea trovasse pur marginali connotati di concretezza. Si è guadagnato l’impopolarità dei contribuenti, che hanno un reddito superiore ai 120 mila euro, che è il livello al di sopra del quale tale tassa dovrebbe essere imposta. E si è guadagnato sguardi di totale scetticismo da coloro che dovrebbero beneficiare di tale tassa, perché non sono nati ieri e hanno ben imparato che quando lo Stato s’inventa una tassa, qualunque sia la dichiarata destinazione, finisce solo che scontenta chi paga e non rende felice nessuno, perché nessuno ha mai tratto vantaggio da una tassa in più semmai da una tassa in meno.

Sorvolo su alcune notazioni moralisticheggianti e nonostante ciò inevitabili sull’ipocrisia di non chiamare tassa una tassa ma di chiamarla, ungendola ben bene, contributo straordinario. Come se i tassati dovessero essere più contenti di dover pagare un contributo anziché una tassa. Sembrerà un problema marginale ma in politica la mancanza di chiarezza e l’ipocrisia, o per meglio dire la voluta ambiguità, e anche quella involontaria, ha il suo peso e se ancora Franceschini non l’ha capito sarebbe bene che qualcuno glielo dicesse prima possibile.

Alla fine dei conti, a qualcuno dispiacerà constatare che in questa sinistra alla ricerca di se stessa anche i nuovi assomigliano tragicamente ai vecchi, tanto che di fronte ad una crisi economica di queste proporzioni invece che trovare nuove idee e originali proposte si accontenta di godere un po’ pensando di far piangere i ricchi, ammesso che i redditi che Franceschini vuole colpire possano essere considerati ricchi. Dove crede di andare il giovane segretario colpendo quei soli redditi su cui possono oggi contare i consumi? Sono queste le grandi idee dei nuovi? Rivogliamo Prodi!!!


Pubblicato da Giovanni Morandi Lun, 16/03/2009 - 16:44

Londra, "ladro di tetti" grazie a Google Earth

di Eleonora Barbieri

lunedì 16 marzo 2009, 17:35


Un ladro di tetti pregiati e un «navigatore» attento ai dettagli. Tom Berge, 27 anni, è un esperto di Google Earth e uno scalatore più che abile: per mesi ha sfruttato il servizio satellitare su internet a scopi tutt'altro che leciti. Ma sicuramente originali: a chi altro sarebbe venuto in mente di utilizzare le immagini catturate dallo spazio per trafugare piombo dai tetti delle case?

Lui ne ha fatto una piccola fortuna: da settembre, quando si è messo in attività, ha rubato piombo per un valore di oltre 100mila euro dagli edifici vicino a casa sua, a Londra e dintorni. Fino a che la polizia non lo ha beccato col malloppo in mano e la scala sulle spalle: lui ha dovuto interrompere la serie impressionante di furti, è finito a processo, ha confessato una trentina di «raid» ed è stato condannato a otto mesi di prigione, sospesi per due anni se si comporterà bene. Ma, a scanso di equivoci, non potrà uscire di casa fra le 7 di mattina e le 7 di sera e dovrà svolgere cento ore di lavori socialmente utili e non pagati.
 
Berge preparava ogni colpo scrupolosamente. Studiava i tetti dall'alto, con una visuale privilegiata (e altrimenti impossibile) grazie al suo computer di casa. Individuato il tetto giusto - di solito d'epoca e dal colore più scuro - entrava in azione con la scala e poi nascondeva il piombo a bordo di un veicolo rubato. Così ha depredato i tetti di scuole, musei, chiese e altri edifici storici.

Per i poliziotti è stato un tormento: «Da quando l'abbiamo arrestato - hanno detto - le cifre di furti di piombo sono diminuite drasticamente». Senza considerare che, privi di copertura, molti edifici hanno subito danni. Come la chiesa di Croydon che, scoperchiata, è stata invasa dalla pioggia. Ma per Berge la tentazione di quel piombo a disposizione era troppo forte: nonostante il calo dei prezzi, in sei mesi si era messo da parte un bel gruzzolo. Ora però dovrà trovarsi un'altra fonte di reddito. Quando potrà uscire di casa.

Processo a Fritzl: "Ho stuprato, non ho ucciso"

di Redazione


lunedì 16 marzo 2009, 16:05


Vienna - E' entrato scortato dalla polizia nascondendosi il volto con un contenitore per documenti. Non ha risposto a nessuna  delle domande che un giornalista della tv austriaca Orf gli ha rivolto al suo passaggio. All’arrivo dei giudici davanti alla corte di assise di St. Poelten, capoluogo della Bassa Austria, gli otto giurati e il pubblico si sono alzati in piedi. Fritzl ha continuato a tenere nascosto il volto in contenitore per documenti di colore blu. Manifestazioni di protesta fuori dal tribunale.

L'udienza Si apre questa mattina il processo a Josef Fritzl, 73 anni, il padre-mostro che per 24 anni ha tenuto segregata e violentato la figlia Elisabeth (43), mettendola incinta sette volte. Fritzl deve rispondere di una serie di accuse che vanno dalla violenza sessuale alla riduzione in schiavitù della figlia e di tre dei bambini che ha avuto con lei, in una storia che ha sconvolto e inorridito l’Austria e il resto del mondo. "Ha chiuso (Elisabeth) nella segreta e l’ha resa totalmente dipendente da lui, violentandola e trattandola come fosse un oggetto di sua proprietà" si legge nell’elenco delle accuse dell’arrestato.

"Colpevole di stupro" Il "mostro di Amstetten" si è dichiarato colpevole di stupro e incesto, ma ha negato l’accusa di omicidio relativa alla morte di uno dei suoi figli-nipoti, un neonato morto subito dopo la nascita. Fritzl ha anche rifiutato l’accusa di aver tenuto in stato di schiavitù la figlia Elisabeth per gran parte della sua vita.

La linea difensiva del padre-mostro era già stata anticipata dal suo legale. L’accusa di omicidio preterintenzionale nei riguardi del figlio incestuoso morto nel 1996 è infatti difficile da provare, in quanto il bambino aveva gravi problemi respiratori ed morì 70 ore dopo la nascita.

Stabilire se fosse in condizioni di sopravvivere, una volta ricevuta la necessaria assistenza medica, è di fatto impossibile, non esistendo più il cadavere, in quanto Fritzl lo bruciò nella stufa. Anche la riduzione in schiavitù della figlia Elisabeth è difficile da dimostrare, in quanto in Austria esiste solo il reato di "traffico di schiavi", che finora non è mai stato perseguito nel Paese.

La casa degli orrori Fritzl, che ha costruito personalmente la segreta insonorizzata, blindandola con una porta a scomparsa, sotto casa sua, nella città di Amstetten, potrebbe passare il resto della sua vita in carcere. Il magistrato ha detto che Fritzl è responsabile della morte di uno dei gemelli morto poco dopo essere venuto al mondo nella segreta nel 1996. L’accusa sostiene che il piccolo è morto a causa della negligenza di Fritzl che non ha cercato aiuto per il neonato, il cui corpicino è stato bruciato in una caldaia.

Se sarà dichiarato colpevole di omicidio dalla giuria di otto membri del tribunale di St Poelten, vicino a Vienna, potrebbe essere condannato all’ergastolo o a un periodo di 10-15 anni in carcere. Il suo legale ha detto che l’uomo non è un "mostro", ma ha aggiunto che si aspetta che passi il resto della sua vita in carcere. Il verdetto della giuria dovrebbe arrivare venerdì.

Le proteste Proteste e manifestazioni anche pittoresche hanno animato l’esterno del tribunale austriaco. Decine di persone hanno inscenato performance di vario tipo, innalzato striscioni e scandito slogan. Nel mirino, il governo austriaco accusato di essere troppo tollerante verso i pedofili, ma anche il sistema mediatico, colpevole di mercificare vicende tanto drammatiche. Una donna vestita di bianco e con la bocca macchiata di sangue era, almeno nelle intenzioni, il simbolo delle vittime dei pedofili e della violenza sugli indifesi.

A terra, alcune bambole nude ricordavano i bimbi violati. Attivisti dell’organizzazione "Resistenza per la pace" mostravano cartelli per chiedere la tolleranza-zero per i pedofili. Centinaia i reporter assiepati all’esterno del tribunale e decine le equipe televisive.

A Pyongyang il primo ristorante italiano

nel 1997 il dittatore aveva invitato dei cuochi ma i risultati erano stati deludenti


A Pyongyang il primo ristorante italiano

Kim Jong-il ha spedito diversi chef a Napoli e a Roma perché apprendessero i segreti della cucina del Belpaese


PYONGYANG (Corea del Nord)


Dopo dieci anni di tentativi falliti, finalmente i nordcoreani possono mangiare la pizza. A dicembre è stato inaugurato a Pyongyang il primo "autentico" ristorante italiano. La pizzeria è l'ultimo capriccio del dittatore Kim Jong-il, che secondo il quotidiano giapponese filonordcoreano Choson Sinbo avrebbe un debole per la cucina del Belpaese. Il successore di Kim Il Sung, noto buongustaio e amante della bella vita (più volte i giornali internazionali hanno documentato le sue spese folli per acquistare cognac d'annata o caviale pregiato) lo scorso anno ha spedito diversi chef a Napoli e a Roma affinché apprendessero i segreti della cucina italiana. Al loro ritorno il dittatore ha potuto constatare direttamente i progressi fatti dai novelli pizzaioli e ha autorizzato l'apertura del locale.

GUSTO - Gli chef del ristorante, per non tradire il gusto dei piatti italiani, importano dal nostro Paese farina di grano tenero, burro e formaggio. La pizzeria, nonostante la Corea del Nord sia uno dei Paesi più poveri al mondo, nei primi tre mesi di vita ha ottenuto un discreto successo. «Il generale pensa che a tutto il popolo coreano dovrebbe essere consentito l’accesso ai piatti più famosi del mondo - ha detto al quotidiano nipponico Kim Sang-Soon, manager del ristorante.

È stato lui a volere fortemente l'apertura di questa pizzeria». Anche i clienti intervistati dal giornale asiatico sembrano apprezzare i piatti offerti dal ristorante: «Grazie alla tv e ai libri ho imparato che la pizza e gli spaghetti sono tra i piatti più famosi del mondo, ma questa è la prima volta che posso gustarli - ha detto la 42enne Jung Un-Suk -. Hanno davvero dei sapori unici».

FALLIMENTI - Già nel 1997 Kim Jong-il aveva tentato, con scarso successo, di introdurre la cucina del Belpaese in Corea del Nord. Il dittatore aveva invitato alcuni chef italiani nella capitale affinché insegnassero ai cuochi nordcoreani i segreti della cucina nostrana, ma i risultati erano stati deludenti e gli chef asiatici non sono diventati bravi pizzaioli. Tra gli chef italiani ospiti in Corea del Nord c'era anche Ermanno Furlanis, "mastro pizzaiolo" di Codroipo (Udine) e docente in un istituto professionale.

Ad agosto del 2004 la Bbc ha intervistato Furlanis e ha messo in onda il radiodramma «I made Pizza for Kim Jong-il» in cui lo chef raccontava la sua singolare esperienza alla corte del dittatore: «Mentre io cucinavo, gli assistenti che mi erano stati assegnati, armati di penna e taccuino prendeva nota di ogni minimo dettaglio - racconta Furlanis -. Il resto dello staff guardava attentamente le mie azioni in un assordante silenzio».

Più tardi Furlanis ha avuto l'onore di preparare la pizza per il dittatore che si era presentato nel luogo dove il "mastro pizzaiolo" insieme allo chef Antonio Macchia teneva le lezioni di cucina: «Non sono certo che fosse lui, ma uno dei cuochi militari, che non aveva alcuna ragione di mentire, restò per qualche minuto senza parole. Più tardi egli disse che si sentiva come se avesse visto Dio e io ancora provo invidia per questa sua esperienza».

Francesco Tortora
16 marzo 2009

Waterboarding e violenze inumane": le torture della Cia in un testo segreto

Utilizzati metodi «crudeli vietati dalla convenzione di Ginevra»


WASHINGTON

 
«Torture ai prigionieri»: la Cia e l'amministrazione Bush sotto accusa. In un suo rapporto segreto il comitato internazionale della Croce rossa afferma che i trattamenti adottati dall’amministrazione dell'ex presidente nei confronti dei prigionieri di Al Qaeda «rappresentano degli atti di tortura». Lo rivela il quotidiano statunitense «Washington Post» sottolineando che il documento mette sotto accusa i metodi di interrogatorio utilizzati nelle prigioni della Cia.
 
Il rapporto evidenzia le brutalità fisiche e psicologiche adottate da agenti dei servizi segreti Usa nelle prigioni della Cia all’estero, con metodi «crudeli, inumani e degradanti», vietati espressamente dalla convenzione di Ginevra. Il Washington Post sottolinea come il documento della Croce rossa internazionale si basi su testimonianze dirette ottenute da 14 detenuti, definiti dalla Cia di «alto valore», dopo il loro trasferimento nel 2006 nel campo di detenzione di Guantanamo.

Secondo la Croce rossa internazionale i detenuti venivano privati del sonno, malmenati, esposti a temperature estreme e sottoposti al waterboarding (l’annegamento simulato, ndr). Abu Zubaydah, che si occupava del reclutamento per Al Qaeda, ha denunciato le torture subite. Nella settimana in cui è stato arrestato racconta di aver ricevuto pochissimo cibo e di essere stato costretto a non dormire. «Mi hanno spogliato e poi mi hanno torturato con l'elettricità».
 
Il quotidiano della capitale afferma che almeno cinque copie del rapporto siano arrivate alla direzione della Cia e ai responsabili della Casa Bianca nel 2007. Per il momento la Cia non ha rilasciato commenti.

Prodi demolisce Veltroni e Mastella

"Clemente mi disse: volete farmi fuori? Sono io che faccio fuori prima voi"

 

L'amarezza dell'ex premier: "Dopo una Finanziaria durissima, il Paese si poteva distendere. Invece è successo come con il mio primo Governo. Entrammo nell’euro, poi tac...il governo fu fatto cadere"


Roma, 16 marzo 2009 - Torna a parlare Romano Prodi. Per farlo sceglie la trasmissione di Fabrio Fazio 'Che tempo che fa' in onda ieri sera. E non risparmia critiche alla scelta di Walter Veltroni di andare soli alle elezioni. Ecco alcuni dei passaggi più forti del’intervista. "Mastella mise la testa di traverso nel mio ufficio e mi disse: ‘Ragazzi miei, se volete far fuori me, sono io a far prima fuori voi'. Dopo una Finanziaria durissima, il Paese si poteva distendere, avere i frutti di quei sacrifici. Invece è successo come con il mio primo Governo. Entrammo nell’euro, poi tac...il Governo fu fatto cadere".

"Io ho sempre sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme. Se la legge permette ancora la frammentazione allora serve una coalizione per vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto Prodi.

Sulla tessera del Pd dice: "Non c’è stata una nuova iscrizione, c’è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava la tessera stampata...Non mi aspettavo tutta questa sorpresa, forse qualcuno si aspettava che non la rifacessi, che nutrissi rancore. Mi sembra ovvio che ci vogliono i tempi necessari. Sono un serio tesserato di un partito. Quando ho detto esco dalla politica l’ho detto con serietà".

Prodi parla anche della crisi economica. "I Paesi non si drogano, quando il debito supera il Pil uno deve dire la verità ai cittadini e il risanamento è condizione per dare più denaro ai deboli. Uno non può distribuire risorse che non ha. Io sotto questo aspetto ho dato prova di serietà". Romano Prodi, ospite di ‘Che tempo che fa', ricorda il tempo del suo governo e la stretta ai cordoni per ripianare i conti pubblici. Oggi, "il nostro paese è una barca nel mare in tempesta", afferma l’ex premier.

Randagi, Martini: "Sindaci del Sud inattivi"

di Redazione

lunedì 16 marzo 2009, 15:04

Roma - "Il randagismo è una emergenza nazionale". E' quanto afferma in una nota Carlo Scotti, presidente senior dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani chiedendo che il Ministero della Salute attivi un tavolo urgente di coordinamento con le strutture veterinarie private. Ma il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ribatte: "Colpevole l'inattività dei sindaci del centro-sud". E chiede un incontro con l’assessore alla sanità della Sicilia dopo il grave fatto del bambino di 10 anni sbranato e ucciso da due cani randagi a Ragusa.

La denuncia dei veterinari Secondo Scotti la tragedia di di Modica in provincia di Ragusa "si poteva evitare". "Il randagismo - afferma - soffre di un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina". Di qui la richiesta di un tavolo con il ministero. L’Associazione si appella innanzitutto al Sottosegretario Francesca Martini che ha anche la delega ministeriale alla gestione del Fondo sanitario nazionale. "Proprio in Regioni interessate da piani di rientro - dichiara Scotti - assistiamo alla più fantasiosa attuazione delle norme anti-randagismo". Critica, secondo il presidente, anche la situazione delle regioni virtuose in cui "non c’è sempre la dovuta trasparenza sulla destinazione delle risorse stanziate dallo Stato per le sterilizzazioni, il controllo della popolazione canina e felina, l’efficiente attuazione dell’anagrafe canina e un piano di gestione dei canili che consideri il randagismo un fenomeno a termine e favorisca le adozioni". "E' ora di fare chiarezza - conclude - sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulla filiera che va dallo stanziamento in Finanziaria fino alla spesa nelle amministrazioni. Sprechi e distorsioni di fondi non si contano più".

Martini: "Colpevole l'inattività dei sindaci" Il sottosegretario Martini ha chiesto un incontro con l’assessore Russo alla sanità della Regione Sicilia perché "la Sicilia purtroppo è ampiamente riconosciuta per fatti gravissimi, non solo di randagismo, ma purtroppo per gravissimi casi di maltrattamento sugli animali". L'esponente del Carroccio ha ricordato le sevizie di Porto Empedocle di questa estate: "La sterilizzazione è cosa dovuta per controllare la popolazione canina". "Da quando mi sono insediata - ha proseguito - denuncio l’inattività colpevole dei sindaci del centro sud. Il randagismo è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica. I mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla coppatura e al ricovero di questi animali che sono animali vaganti e che vanno sterilizzati, sta diventando un fenomeno gravissimo. Resto allibita - ha concluso - da questi fatti gravissimi di cronaca".

Costanzo boccia i consigli per gli acquisti di Mike

di Tony Damascelli

lunedì 16 marzo 2009, 09:36


Colpo di scena: Maurizio Costanzo sconsiglia un acquisto. Brevi dal mondo della pubblicità: Rosario Fiorello appare dovunque, comunque, Rai, Mediaset, private, pubbliche, locali, regionali, satellitari, digitali, se ti distrai un secondo ti spunta un Fiore in schermo. In confronto a lui le nomine di Obama e di papa Benedetto possono essere considerate eventi minori, la sua discesa dallo sky, in quanto emittente televisiva, sembra l’affare del secolo, il resto è fuffa.

Ma adesso monta, imprevista, improvvisa, la baruffa tra Mike e Maurizio, tra i “diversamente giovani”, per non dire “grandi vecchi” sennò si irritano, della televisione nostrana. Dunque, come tutti sanno, vedono, ascoltano, subiscono, mister Allegria sta facendo campagna elettorale per la propria sicula spalla o mattatore pubblicitario: ne propaganda, tradendo il proprio impegno di immagine e di sostanza con Mediaset, il debutto ad aprile, sul canale di Murdoch.

Voci maligne riferiscono che Mike non digerisca il fatto di essere stato messo da parte nei grandi show, ormai è utilizzato soltanto per le promozioni, dunque lui si adatta, si vendica e promuove, anche merce altrui. Quando gli è stato chiesto di girare il filmato sul programma di Fiorello, Mike ha pensato, con l’ingenuità del furbo professionista, di essere coinvolto nel cast e ha pure sgridato il produttore che gli aveva chiesto l’autorizzazione a trasmettere lo spot:

«Perché non lo avete già mandato in onda?». Costanzo lo pizzica sul vivo, oggi nella rubrica che tiene su Tv Sorrisi e Canzoni, così scrive: «L’ultimo “rapito” della malia di Fiorello è Mike Bongiorno, il quale malgrado una longeva frequentazione dei canali Mediaset, pubblicizza Fiorello e sembra impiparsene degli antichi rapporti. A dire il vero e il verosimile, già nei recenti spot commerciali Mike è apparso, pur se in smoking, stravolto, angosciato, senza la determinazione che decenni orsono lo ha fatto diventare Mike Bongiorno. Forever. Una sorta di malia, di fattura d’amore, di ipnosi che può ridurre l’uomo a preda d’altrui decisioni e desideri».

Roba grossa, velenosa, anche se Costanzo minimizza, come sa, ridimensiona, riduce a minimi termini, ma, conoscendo la pelle leggera del Bongiorno, si possono prevedere reazioni poco inclini all’Allegria! Insomma è in atto una guerra sotto traccia, con alcune sortite all’aria aperta, Rosario Tindaro Fiorello non ha bisogno di pullman per girare l’Italia in propaganda, gli basta aspettare, un Mollica, uno Staffelli, un Bongiorno, ma Costanzo ha pure capito che, come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza e il messaggio sta debordando, tra l’altro con la partecipazione attiva di un uomo del gruppo, tra i padri storici della televisione, non soltanto pubblica ma soprattutto privata o commerciale, insomma di Fininvest-Mediaset.

Fiorello ha messo in cassapanca il suo show slogan Stasera pago io, la pubblicità è l’anima del commercio, ha così chiamato a raccolta parenti, amici, affini, a titolo gratuito e/o volontario, ma non poteva immaginare che l’uomo che lo aveva presentato agli italiani, Maurizio Costanzo per l’appunto, potesse scendere in campo e prendere per l’orecchio il “maestro” Mike, cercando di scuoterlo dall’ipnosi, dalla malia, dalla fattura d’amore per un Fiorello che se n’è andato altrove, a prendere applausi, molti, ascolti, chi lo sa, e denari, tanti, nelle acque dello “squalo” australiano.
I consigli per gli acquisti sono una cosa, la fattura, in tutti i sensi, un’altra.

Baby-pensione vicina per la Pivetti: oltre 6mila euro al mese dal 2013

LA NUOVA LISTA DEI PRIVILEGI


Stavolta a spiccare fior da fiore negli elenchi dei privilegiati è il portale Affariitaliani.it. Tra le 'perle' anche Gambale (8mila euro dai 42 anni) il banchiere Valcalvi (3mila euro dal '92 per 68 giorni in Parlamento) e  Toni Negri che dal '93 incassa 3mila euro


ROMA, 15 marzo 2009


Sui giornali si parla di crisi e di età pensionabile da innalzare alle donne. Nelle famiglie la crisi la si vive, e la pensione per i più giovani diventa un miraggio e per i più anziani spesso una miseria, corrosa com'è dal ridotto potere d'acquisto.

Ma c'è una categoria che davvero non ha di che lamentarsi. Non indovinate? Ma certo, sono i politici. Baby-pensionati da molti zero sul conto in banca. Periodicamente escono nuove liste della Casta, roba da far venire il sangue amaro a chiunque, di destra o di sinistra, della Lega o degli autonomisti sardi. Stavolta a spiccare fior da fiore negli elenchi dei privilegiati è il portale Affariitaliani.it. Vediamo le 'perle' che ha trovato, e buona arrabbiatura...

Irene Pivetti, tra solo tre anni, nel 2013, a 50 anni, inizierà a percepire una pensione di 6.203 euro mensili. Del resto è stata 9 anni a Montecitorio... Intanto sbarca il lunario con le trasmissioni in tv

Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese.

Giovanni Valcavi, banchiere varesino, è rimasto al Senato 68 giorni (dovette poi dimettersi per incompatibilità) ma ogni mese, dal 23 aprile del 1992, porta a casa una pensione attualmente di 3.108 euro.

Dall'autunno del 2000 incassa ogni mese il vitalizio senatoriale (sia pure ridotto per reversibilità) la vedova di un uomo che non mise mai piede al Senato: Arturo Guatelli, che subentrò a camere già sciolte al senatore Morlino (morto per infarto).

Vi sono 4 ex parlamentari radicali (Angelo Pezzana, Piero Graveri, Luca Boneschi e René Andreani), che percepiscono una pensione di 1.733 euro netti al mese per essere stati al Parlamento un solo giorno. Si sono infatti dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati eletti.

Toni Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Pannella lo inserì nelle liste radicali facendolo eleggere in Parlamento, dove mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento. Dopo 64 giorni e 9 sedute, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, dal 1993 (compiuti 60 anni) riscuote ogni mese la pensione parlamentare, oggi di 3.108 euro.


Altri parlamentari con meno di 60 anni si sono aggiunti con l'interruzione dell'ultima legislatura:


Antonio Martusciello, Fi, 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio.
- Lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo e pure lui ha 4 mandati.

Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese.