martedì 7 luglio 2009

Allarme maltempo

Nubifragio, Milano va in tilt
Black out, tram fermi, allagamenti
Nel caos anche ferrovie e Passante

Violenti temporali e forti pioggia in tutta l'area dalla notte, black out nell'intera zona sud est della città e tram fermi. Ospedali e sotto passi allagati, auto bloccate e centralino dei vigili del fuoco in tilt. Trenitalia: interrotta la Milano-Mortara e ritardi su tutte le linee per le forti piogge

Un forte temporale si è abbattuto nelle prime ore dell'alba su Milano. Il centralino dei vigili del fuoco ha ricevuto diverse chiamate per allagamenti. Il traffico è rallentato, soprattutto per chi arriva in città, ma anche in centro si segnalano disagi a causa di numerosi semafori non attivi.

Si è trattato di un nubifragio a tutti gli effetti. Tra le 5.30 e le 9.40 sono caduti 87 millimetri di pioggia, ma a sorprendere, spiega l'Osservatorio meteorologico di Milano Duomo, è stata la precipitazione tra le 6 e le 6.30 di stamani: 44,6 mm, superata quindi la soglia di 40 mm in mezz' ora sopra la quale si puo' parlare di nubifragio.

Il precedente nubifragio risale al 17 settembre 1999 quando caddero in mezzora 42,6 mm. L'ultimo caso superiore a oggi è il 4 settembre 1998 quando caddero in mezz'ora 52,3 mm.

Per l'allagamento di alcune centraline, si trovano senza elettricita' la parte sud est della citta' di Milano e anche alcune zone del centro. A piazza Repubblica, vicino la stazione centrale, ad esempio sono bloccati i tram perche' e' venuta meno la corrente sulla linea. In tutto dal black out sono interessati circa 16 mila utenti e ''si prevede - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato - che il ripristino avverra' nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio: occorreranno quattro o cinque ore''. Verso le 16, la quasi totalita' delle cabine elettriche e' tornata operativa.

Il nubifragio ha creato parecchi problemi alle strutture. Allagamenti
in alcuni ospedali come il San Raffaele, il San Paolo, la Santa Rita e il San Giuseppe e in alcuni negozi. Via Raimberti e' chiusa per la caduta di un cornicione e sono caduti alberi in via Battistoli Sassi e in via Dateo. Nessuno e' rimasto ferito.

Nonostante tutto, i centri estivi scolastici hanno funzionato regolarmente. I disagi causati dal maltempo sono stati ridotti al minimo, grazie a interventi tempestivi che hanno consentito di garantire a tutti i bambini presenti il regolare svolgimento delle attività.

Solo nella scuola elementare di via Forze Armate 279 si è verificato un problema a un controsoffitto che è stato già risolto. L'assessore Simini si è recato personalmente a controllare la situazione: "Questa mattina ho fatto un sopralluogo. Durante i controlli abbiamo verificato che i pluviali, nonostante la pulizia costante, sono stati occlusi dalle foglie degli alberi secolari che sovrastano l'edificio. I pannelli di un controsoffitto si sono bagnati e staccati per il peso. Il fatto non ha creato alcuna situazione di pericolo, dato che questi pannelli sono realizzati appositamente di cartone".

"I locali della scuola di via Forze Armate - spiega l'assessore Moioli - sono stati temporaneamente sgomberati. I tecnici che sono intervenuti ci hanno assicurato che la struttura è di nuovo completamente agibile. Nella giornata di oggi l'attività del centro si è svolta in un'altra struttura scolastica. L'attività dei centri estivi continuerà, quindi, regolarmente sia nella scuola di via Forze Armate che in tutte le altre sedi".

Disagi anche al palazzo di Giustizia. Molte le stanze e gli uffici allagati non solo al pianterreno ma anche ai piani superiori. Addirittura in procura, in uno degli uffici dello staff del procuratore aggiunto Francesco Greco - uffici tra l'altro appena ristrutturati - e' crollata la controsoffittatura per le infiltrazioni di acqua. Inoltre stamani, come hanno raccontato alcuni dipendenti, molti degli ascensori erano in tilt ed e' mancata la corrente elettrica.

Il nubifragio
non ha risparmiato nemmeno la nuova struttura di via Valvassori Peroni 56, sede del Cam zonale e della nuova Biblioteca rionale. L'acqua è filtrata nelle stanze al piano terra e al piano interrato della Biblioteca rendendola inagibile per l'intera giornata. Il Cam (Centro Aggregativo Multifunzionale), con le sue aule, invece, non ha subito la stessa sorte.

Lo rende noto Matteo Certani, Presidente Commissione del Polo Multifunzionale di Zona) che dichiara: "Fortunatamente i corsi non sono stati bloccati altrimenti si rischiava di penalizzare ulteriormente la cittadinanza", e aggiunge: "mi dispiace molto per la Biblioteca, spero che tutto venga ripristinato al più presto. Non capisco come possa accadere tutto questo in una struttura nuova, inaugurata nei mesi scorsi".

Sono stati chiusi anche diversi importanti sottopassi per allagamento. Sotto quello di via Pompeo Leoni fra l'altro sono rimaste bloccate due auto ed e' anche stata chiusa via Noale in direzione della tangenziale. La maggior parte e' stata poi riaperta, non pero' quello di via Schivano e di via Pompeo Leoni, dove e' ancora al lavoro l'idrovora per togliere i restanti 70 cm d'acqua. Anche gli svincoli della tangenziale Est di Binasco e via Mecenate sono riaperti cosi' come quello di Como sud sull' autostrada A9.

E' uscito fuori strada un camion che trasporta cemento ed ora si trova in bilico sulle sponde del Naviglio Pavese. Sul posto la Polizia locale, che spiega come l'incidente sia stato causato dal maltempo, che ha provocato uno sbilanciamento del carico.

E' stato dichiarato lo stato di allarme esondazione per i fiumi Seveso e Lambro', che al momento non hanno comunque rotto gli argini.

Grandi problemi anche alla circolazione dei mezzi di trasporto pubblici.

METROPOLITANA: è stata riaperta la linea verde della metropolitana fra le stazioni di Famagosta e Abbiategrasso chiusa per un allagamento, cosi' come la linea gialla bloccata fra Portodimare e San Donato

TRAM, BUS e FILOBUS: Atm informa che hanno ritardi di circa 15-20 minuti per gli allagamenti e il traffico intenso. Quattro linee del tram (3,4,12, 14) hanno subito deviazioni, mentre è ripresa normalmente la circolazione dei tram in piazza Repubblica dove i mezzi sono rimasti fermi per piu' di dieci minuti per un black out.

TRENI FS E FN: circolazione bloccata sul Passante ferroviario, per allagamenti nella stazione Fs di Milano Rogoredo. I tecnici sono al lavoro da questa mattina per ripristinare la normale ripresa del servizio, che è prevista per le prime ore del pomeriggio. E' tornata alla normalita' anche la situazione sulle linee delle FN dove alle 15.40 e' stato riaperto il passante di Rogoredo.

I treni delle Nord da e per Rogoredo fanno capolinea a Bovisa. Alcuni vengono instradati su Cadorna compatibilmente con la disponibilità della linea per consentire ai passeggeri l'interscambio con le linee metropolitane 1 e 2. Alla Bovisa la circolazione avviene su due binari (invece dei soliti quattro) e i treni hanno qualche minuto di ritardo. Dalle 17, sono tornati in funzione tutti e 4 i binari sulla tratta Milano-Bovisa. Al momento la circolazione procede senza problemi su entrambe le linee.

Tra Cadorna e Bovisa sulla linea delle Nord, in seguito all'allagamento parziale della sede ferroviaria all'altezza della stazione Milano-Domodossola, la circolazione è a due binari invece che a quattro con conseguenti ritardi medi di circa venti minuti e alcune limitate soppressioni.Per limitare al minimo i ritardi e le soppressioni, si legge in una nota, i treni che hanno un tragitto parzialmente in comune vengono, ove possibile, accorpati e fatti viaggiare insieme.

Completamente bloccata la linea ferroviaria Milano Mortara. Trenitalia fa sapere che si registrano ritardi anche su tutte le altre linee per la forte pioggia.

Sta tornando alla normalità il traffico ferroviario in Lombardia dopo i forti disagi subiti questa mattina, soprattutto nel nodo di Milano. La situazione è stata costantemente monitorata dall'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, in stretto contatto con le Ferrovie dello Stato e con le Ferrovie Nord Milano allo scopo di velocizzare il più possibile il regolare ripristino dei servizi.

In particolare, per quanto riguarda le FS, alle 13,55 è stata ripristinata la linea Milano - Mortara dopo l'interruzione totale del mattino e dalle 15,20 anche il Passante ferroviario di Milano, interrotto per allagamento, è tornato completamente agibile. Anche sulle linee FNM la circolazione sta tornando lentamente alla normalità dopo che sono stati risolti i problemi insorti tra Bovisa e Cadorna.

AEROPORTI: a Linate e Malpensa, ritardi compresi fra i 30 e i 50 minuti e flussi rallentati. A causa dei forti temporali che si sono abbattuti sulla regione dalle prime ore dell'alba, gli scali del capoluogo lombardo hanno registrato un rallentamento dei flussi di traffico, senza però dover cancellare o dirottare voli. Al momento, comunica la Sea, la società che gestisce gli scali, la situazione sta tornando alla normalità. 

Il sindaco di Milano Letizia Moratti dedica poche parole al nubifragio che questa mattina ha mandato in tilt l'intera città. "E' da stamattina che stiamo lavorando per alleviare i disagi dei milanesi - ha detto il sindaco a margine di una conferenza stampa - Purtroppo d'estate ci sono gli acquazzoni e purtroppo, quando piove così forte, si creano disagi". Anche Palazzo Marino, sede del Comune, è stato toccato dal black out elettrico che ha interessato un'ampia parte del centro di Milano.

Quelli che tifano per il terremoto

di Mario Giordano


Tra un po', vedrete, arriveranno a gridare «forza terremoto». Arriveranno a compiacersi nel vedere le tendopoli riempirsi di nuova paura. Arriveranno a sperare in una vera scossa, tanto per far contento D'Alema, sebben che sia fuor di metafora. Che ci volete fare? Si sono messi in testa che questo G8 deve fallire. Si sono messi in testa che l'Italia deve far brutta figura. Proprio non va giù alla sinistra repubblicona che, nonostante il loro impegno, al vertice internazionale possa filar tutto via liscio come la testa di Minzolini. Così si aggrappano ai sismografi, ultima speranza di disgrazia prossima ventura. E finiscono per tradire l'attesa del crollo. Se non di Berlusconi, almeno dell'Abruzzo.


Da due mesi non si fa altro che indicare la data dell'8 luglio come quella dello showdown. Si attende che scatti la Grande Trappola. Tutti parlano della Grande Trappola. Tanti si danno da fare per preparare la Grande Trappola. Prima ci hanno provato con Noemi, ma non sono arrivati da nessuna parte. Poi ci hanno provato con i voli di Stato, ed è finita con l'archiviazione. Quindi hanno tirato fuori un po' di foto con Topolanek al vento, ma non hanno convinto nessuno. E anche la D'Addario ha mostrato di essere quella che è: teste non proprio attendibile e comunque assai ricattabile (da chi? Come?). Risultato: da due mesi stiamo parlando del nulla. Ne parliamo molto, si capisce. Ma resta quel che è: il nulla.


Infatti, nonostante i grandi sforzi messi in campo da Repubblica e dai suoi fratelli, siamo arrivati al G8 senza nessuna scossa, dalemianamente parlando. Il paventato avviso di garanzia formato juke box (insert coin) non è saltato fuori, almeno fino al momento in cui scriviamo (non si sa mai). E i Grandi della Terra, che qualcuno aveva ipotizzato potessero disertare il vertice, si presenteranno tutti con puntualità brianzola (o cinese), con tanto di first lady al seguito. Altro che febbre diplomatica scatenata dal virus Villa Certosa...


Ma a voi non pare una situazione surreale? Prima Repubblica getta fango sul premier italiano, poi dice che i Grandi della Terra sarebbero in imbarazzo perché il premier italiano è infangato... Mah. Dev'essere lo stesso criterio per cui il quotidiano fondato da Scalfari ieri, dopo l'ennesimo attacco della stampa estera a Berlusconi, titolava: «Berlusconi attacca la stampa estera». Che è un po' come dire che il punching ball ha tirato un uppercut a un pugile... Che ci volete fare? C'è una parte di Paese che sta sperando in tutti i modi che il suo Paese faccia una figuraccia internazionale. Non stanno più nella pelle, non si tengono, come sedicenni al loro primo incontro amoroso, perdono la testa nell'attesa un po' masochista di perdere la faccia.


È proprio così: se leggete i giornali e se ascoltate certi discorsi alla D'Alema, vi accorgerete che gira per l'Italia questa attesa spasmodica della catastrofe, questo desiderio dell'incidente, una spirale di incomprensibile masochismo autodistruttivo. I quotidiani stranieri, specialmente quelli manovrati da Murdoch, ci sguazzano. E annunciano costantemente l'uscita di nuove foto o nuove bombe o nuovi scoop. Sarà. Aspettiamo di vedere quel che finora non abbiamo ancora visto. Con un dubbio: se gli scoop ci sono da quando in qua la stampa li annuncia, anziché farli? E perché organizzare uno stillicidio di notizie, un crescendo rossiniano di spazzatura, che culmina proprio nel G8? I grandi maestri del giornalismo anglosassone sono ancora interessati alle notizie (che si pubblicano quando ci sono) o preferiscono partecipare ai complotti (con foto o presunte foto a orologeria)?

«Gli scandali, anche se non ci sono, si fabbricano», mi ha detto uno che la sa lunga. Può essere. Tutto può ancora succedere. Ma potrebbe anche succedere, come è successo finora, che il grande sforzo non produca nulla. Potrebbe anche succedere che la Grande Trappola faccia cilecca un'altra volta, come su Noemi, come sui voli di Stato. E allora che resterà ai sognatori di sventura? L'assalto dei no global, che stanno caricando le loro polveri un po' bagnate per creare una nuova Genova. E, se falliranno anche loro? Eccola lì, l'ultima drammatica spiaggia: il terremoto. Avanti popolo, alla scossa: forza sisma. Ma come sono caduti in basso: una volta sognavano la felicità per tutti, ora si limitano a sognare l'infelicità degli altri. Addio Marx, non restano loro che Zappadu e il quarto grado della scala Richter.

Ci sono i turisti, non voglio disabili»

Così, la titolare di un bar che si affaccia su una spiaggia di Rio dell'Elba, si è rivolta a un gruppo di ragazzini con problemi mentali

 


RIO DELL'ELBA - «Ci sono i turisti, non voglio i disabili». Con queste parole, un gruppo di ragazzini con problemi mentali in cura presso la casa famiglia Villa Gramante, a Magazzini, è stato invitato ad abbandonare un bar che si affaccia su una spiaggia di Rio dell'Elba, a Portoferraio. La vicenda è accaduta circa due settimane fa ed è stata raccontata oggi sull'edizione livornese del Tirreno.

«LA VOSTRA PRESENZA E' INOPPORTUNA» - Dopo due mesi di frequentazione giornaliera, la titolare del locale ha avvicinato un'operatrice che segue il gruppo invitandoli a non ripresentarsi fino al mese di settembre. «La vostra presenza - ha detto - non è opportuna. Ho sempre cercato di accontentarvi, ma con l'arrivo dei turisti sono cominciate le lamentele».

NESSUNA DENUNCIA MA TANTA INCREDULITA' - Incredulo il responsabile della casa famiglia che però ha deciso di non sporgere denuncia. «Siamo esterrefatti - ha commentato - non frequenteremo più quel bar. Voglio pensare che la signora non si sia resa conto della gravità di ciò che ha detto». «Forse ho sbagliato - ha replicato la donna - ma mi sono permessa di invitare i disabili ad abbandonare il locale perchè la situazione si stava facendo insostenibile. Non sono un'assistente sociale, ma un gestore. I clienti mi chiedevano continuamente spiegazioni. Cosa avrei dovuto fare?».




07 luglio 2009