mercoledì 22 luglio 2009

Prima pietra del cantiere Brebemi Formigoni:"Una svolta epocale"

AUTOSTRADA REGIONALE

Inaugurato l'inizio dei lavori dell'autostrada che collega Brescia e Milano. Aumenterà la sicurezza del traffico, lo scorrimento e la viabilità in Lombardia e tutto questo verrà fatto in tempi certi e con costi certi. Tutto sarà pronto per dicembre 2012

Milano, 22 luglio 2009 - Inaugurato questa mattina il cantiere della nuova autostrada regionale Brebemi, che si concluderà entro la fine del 2012.

Alla cerimonia sono presenti il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, l’amministratore delegato di Cal, Antonio Rognoni, il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, e il presidente di Anas, Pietro Ciucci.

“Si tratta di un’opera - dichiara Formigoni - nella cui importanza Regione Lombardia ha creduto fin dall’inizio, impegnandosi in un’opera intensa di regia, di incontri con il Governo e gli enti locali per raggiungere il massimo del consenso. Un metodo questo, che ha dimostrato di garantire la certezza della realizzazione delle opere di cui il territorio lombardo ha bisogno”.

Lunga 62,1 chilometri, la Brebemi collegherà la nuova tangenziale esterna milanese (Tem), attraverso la barriera di Liscate, alla città di Brescia, alleggerendo il peso del traffico, soprattutto quello pesante, sul territorio.

L’infrastruttura costerà 1,6 miliardi di euro e sarà realizzata totalmente in project financing, senza pesare dunque sui bilanci dello Stato. Un modello che in Lombardia ha sempre più successo, visto che nel 2008 il valore delle infrastrutture realizzate con capitali privati è stato superiore del 27,8% rispetto all’anno precedente.

Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, intervenuta alla cerimonia per l’avvio dei lavori della Brebemi, parla della necessità di anticipare l’inizio dei lavori della Tem. "Senza la Tem - ha detto il primo cittadino - Milano rischia una sofferenza. La tangenziale non può finire nel 2014, come previsto. Stiamo spingendo perchè finisca prima".

D'altra parte "i finanziamenti ci sono", ha assicurato Moratti, ricordando che sono previsti nelle opere per l’Expo. Il problema non sono i fondi, dunque, «il problema - ha ribadito - è accelerare i lavori. Per fare questo non ci vogliono leggi speciali ma la volontà condivisa degli attori del territorio».

"È un’opera indispensabile per il territorio, che cade in un momento giusto, un momento di difficoltà economica: darà lavoro a centinaia di imprese, creerà 30mila posti di lavoro". È quanto ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, stamane intervenuto per la posa della prima pietra di Brebemi al cantiere di Urago d’Oglio.

"È un lavoro destinato a rendere più scorrevole il traffico, in una zona, quella della Lombardia, dove si rischiava l’effetto marmellata. Avremo sicurezza e velocità negli spostamenti, ricadute positive sull’ambiente perchè ci sarà meno inquinamento. Tutto questo in tempi certi e a costi certi. L’appuntamento è il 31 dicembre 2012 per l’inaugurazione».



Pd, respinta la tessera di Beppe Grillo «Hanno vinto gli ayatollah di Roma»

sfogo del segretario della sezione di Paternopoli che aveva accettato il comico


Il comico genovese sul suo blog: «Il Pdmenoelle ha annullato la mia iscrizione, non posso candidarmi»

MILANO - Beppe Grillo getta la spugna. Con un secco post scriptm, pubblicato sul suo blog - a margine di un intervento intitolato «La muta del serpente» dedicato in parte al caso Borsellino e alle dichiarazioni del figlio di Ciancimino e in parte alle conversazioni tra Berlusconi e Patrizia D'Addario (e in questo caso il comico genovese si dice convinto che la escort pugliese «sembra recitare una parte. Non mi sembra verosimile che una escort rischi tutto, si metta contro il Sistema, per una concessione edilizia negata, per una promessa non mantenuta dello psiconano») -, il fondatore delle liste a cinque stelle annuncia l'impossibilità di candidarsi alla segreteria del Partito democratico. «Il PDmenoelle - scrive Grillo - ha annullato anche la mia iscrizione di Paternopoli. Non ho quindi la possibilità di candidarmi a segretario».

L'ANNULLAMENTO - L'annuncio fa seguito alla comunicazione della segreteria provinciale del Pd di Avellino (guarda il documento), sottoscritta dal segretario Vanda Grassi, con cui veniva respinta la tessera n. 40 del circolo di Paternopoli «Martin Luther King» intestata, appunto, a Beppe Grillo. La procedura è scattata, sentito il parere della segreteria nazionale del Pd. Grassi ha impegnato il coordinatore del circolo irpino Andrea Forgione a restituire al comico genovese la quota dovuta per l'iscrizione al circolo.

«HANNO VINTO I MULLAH» - Lo stesso Forgione ha espresso il proprio rammarico per la decisione pilotata evidentemente dalla segreteria nazionale di Sant'Andrea delle Fratte: «Soffro come un cane perchè vedo infrangersi il sogno di Walter Veltroni di un partito aperto - commenta il leader dei democratici di Paternopoli - . Lo stesso sogno che mi aveva fatto avvicinare al Partito democratico». Forgione spiega come sono andate le cose: «Siamo andati a consegnare le tessere alla federazione provinciale di Avellino e quella di Grillo non l'hanno nemmeno voluta vedere.

Non hanno nemmeno fatto il passaggio formale di prendere le tessere, fare le verifiche e quindi respingere l'iscrizione di Grillo. Niente. Fuori, punto e basta». Forgione riferisce che ha parlato con Grillo al telefono dopo il definitivo non al suo tesseramento: «Mi ha ringraziato e mi ha detto che le rivoluzioni si possono fare anche dalla periferia. Speriamo. Io sono molto dispiaciuto perchè il partito di Roma ha perso l'occasione di dimostrare che siamo un partito democratico davvero. Hanno vinto gli 'ayatollah' di Roma e i loro 'mullah' sul territorio».


22 luglio 2009


Venga a farsi la mammografia per la diagnosi precoce». Ma è morta da 3 anni

Signora di 55 anni deceduta nel dicem­bre 2006 per un can­cro al seno. Il figlio: presi in giro

 


BARI — «La invitiamo ad ese­guire una mammografia per il controllo del seno il 25/08/09 al­le ore 14». Poche parole che gli hanno riportato alla memoria il calvario della mamma. Una don­na di 55 anni deceduta nel dicem­bre del 2006 per colpa di un can­cro al seno «diagnosticato con ri­tardo». A distanza di quasi tre an­ni, la signora (della quale non pubblichiamo il nome su richie­sta dei familiari) la settimana scorsa ha ricevuto una lettera dall’Asl con la quale viene invita­ta - nell’ambito del programma regionale di screening del carci­noma mammario - a sottoporsi all’esame radiologico gratuito. Parole che sono risuonate beffar­de a Piero Ruggiero, figlio trentenne della defunta. «Una pre­sa in giro - esterna - tutto assur­do ». Non potrebbe essere diver­samente per un ragazzo che ha visto morire la mamma per una diagnosi arrivata tardi. «Adesso - attacca - si ricordano di lei».

Con un pizzico d’attenzione in più si sarebbe potuto evitare la gaffe. «Una lettera di cattivo gu­sto - attacca ancora Ruggiero - ­l’Asl è a conoscenza non solo del­la morte di mia madre, ma anche delle cause». Il trentenne si rivolge direttamente all’assessore regio­nale alla Sanità, Tommaso Fiore. «Chiedo con rabbia - spiega - di essere più attento nella gestione di questi programmi, ricordan­do che nella prevenzione ci sono anche le visite di controllo post-intervento che a volte sono considerate semplice routine dai medici». Il riferimento non è ca­suale.

La 55enne venne operata al seno nel maggio del 1997 dal­l’equipe medica della Mater Dei. L’esito dell’intervento fu defini­to positivo dai camici bianchi. Ma la donna, nel corso degli an­ni, torna ad avvertire dolori fisi­ci. «Durante i controlli periodici - ricorda il figlio - sono accadute cose strane. Spesso ci dicevano che la cartella non era rintraccia­bile, che le condizioni di mia ma­dre erano però ottime». Fino al novembre del 2004, quando la 55enne si accorge che qualcosa non va, avverte dolori lancinanti alle gambe, sempre più frequen­ti. «Ci recammo nuovamente dal medico - prosegue Ruggiero ­- per pretendere esami approfon­diti. Il medico, quasi stizzito, la rassicurò dicendole che a distan­za di oltre cinque anni dall’inter­vento non c’era più bisogno di preoccuparsi.

Che il decorso era andato per il vero giusto». La re­altà era un’altra: le metastasi sta­vano divorando la donna, si era­no sviluppate fino alle ossa delle gambe. La diagnosi - dopo l’insi­stenza dei familiari della pazien­te - arriva però solo tra marzo e aprile del 2005. Quando orami è troppo tardi. «La chemioterapia alla quale si è sottoposta a Brindi­si non è servita», aggiunge il fi­glio. La donna si spegne nel di­cembre del 2006. La settimana scorsa la beffa: «La invitiamo ad eseguire una mammografia per in controllo del seno… poiché una diagnosi precoce consente un intervento tempestivo più ef­ficace », le scrivono nella lettera di invito. «Una vergogna», chio­sa stizzito Ruggiero.

Vincenzo Damiani
22 luglio 2009


Puzzi perché sei meridionale» La mamma gli fa cambiare scuola

La donna ha denunciato i comportamenti razzisti dei compagni a una tv locale


Gli altri alunni intonavano canzoni contro i napoletani, e disinfettavano le penne che lui toccava


TREVISO - I compagni di scuola lo hanno preso di mira fino a quando sua madre, una donna napoletana ha deciso di trasferire il figlio 12enne in un'altra scuola media. Era stanca delle offese e dei comportamenti razzisti che il ragazzino subiva dai compagni. È accaduto a Treviso. La donna, che ha raccontato la vicenda all'emittente televisiva "Antenna Tre Nordest", ha sostenuto che il figlio veniva preso di mira in quanto «meridionale».

NESSUNA DENUNCIA -
La signora, che non ha presentato però alcuna denuncia, ha spiegato che gli altri alunni lo sbeffeggiavano, intonando canzoni contro i napoletani, dicevano che avevano paura di lui, «perché figlio di un camorrista», e lo emarginavano durante le attività scolastiche e ricreative. Tra i gesti più odiosi riferiti dalla donna, anche l'abitudine di alcuni compagni del figlio di disinfettare le penne dopo che lui aveva toccate «perché puzzava». La signora ha provato a far presente la situazione alle insegnanti della scuola - un istituto del centro di Treviso - ma si sarebbe sentita rispondere che era il suo ragazzo ad essere problematico.

21 luglio 2009