sabato 31 luglio 2010

La bimba che non può dormire chiusi gli occhi si ferma il respiro

Corriere della sera

Ha 5 anni, solo una macchina l’aiuta a riposare

Una bimba disegna (Archivio)

Una bimba disegna (Archivio)

CASALE SUL SILE (Treviso) - Il sorriso di una bambina trevigiana rischia di spegnersi tutte le notti. Quando va a dormire, il suo corpicino non si ricorda più di respirare. È una patologia rarissima quella che ha colpito la piccola, tanto rara che se ne stima un caso ogni ventimila nati. In Italia ce ne sarebbero due, forse tre casi l'anno. Uno è il suo. La bimba, che ha 5 anni, durante il giorno ha una vita pressoché normale. Vive vicino a Casale, va all'asilo, gioca, si diverte con gli amichetti. Ma quando si distende nel suo lettino e chiude gli occhi ha bisogno di un particolare macchinario, un dispositivo di ventilazione meccanica che la aiuta a respirare.

La sua malattia si chiama sindrome da ipoventilazione centrale congenita, ma è più nota come sindrome di Ondine: è un disordine del controllo della respirazione autonoma. Il caso della bimba trevigiana è seguito dal servizio sanitario locale, che ha fornito alla famiglia due ventilatori volumetrici. Uno, più sofisticato e recente con motori di tecnologia avanzata, che soddisfa pienamente il bisogno della bimba, e l'altro in sostituzione del primo, perché se dovesse scaricarsi anche solo per poco tempo, lo stato di apnea in cui la piccola entra una volta addormentata potrebbe esserle fatale. «La paziente - spiega il dottor Nello Spinella, dell'Usl 9 di Treviso -, è seguita da una rete molto estesa, dalla clinica pediatrica di Padova, dall'ospedale trevigiano e dal proprio pediatra. Il macchinario che abbiamo fornito alla famiglia entra in funzione quando un'apnea prolungata impedisce il ricambio di ossigeno». Il nome della malattia, coniato nel 1962, ricorda una leggenda della tradizione germanica: Ondine era una ninfa che si innamorò di un uomo mortale. Ma lui il re delle ninfe, con una maledizione, fece sì che si dimenticasse di respirare una volta addormentato. Lo stesso può accadere alla piccola.

Solo che non è una leggenda, succede davvero, tutti i giorni. Cinque anni fa, quando nacque e i medici pronunciarono la parola «Ondine», i genitori della bimba non ne sapevano nulla. Avevano bisogno di sapere, di conoscere, di parlare con qualcuno che li potesse capire. E lanciarono un appello: avevano bisogno di un computer per comunicare con le altre famiglie con bambini affetti dalla medesima malattia della loro figlioletta, per ricevere e scambiare informazioni e consigli con chi viveva la loro stessa esperienza. Il Rotary Club Terraglio si fece subito avanti. Una raccolta fondi in poco tempo consentì alla coppia di avere il computer, e ancora oggi l'associazione continua a seguire la loro storia. «Ogni anno, a Natale, torniamo a salutare la bimba - spiega il presidente Ezio Lanteri -. I suoi genitori sono persone straordinarie. La loro speranza, e anche la nostra, è che si trovi una terapia per chi è affetto da questa rara malattia, perché la bambina possa respirare indipendentemente dalla macchina». Ma, nonostante i progressi della scienza, ancora una cura non c'è. Il club trevigiano si è già prefisso alcuni obiettivi importanti, che fanno perno attorno alla grande solidarietà dei membri. I progetti sono tanti, a Treviso e all'estero, e i risultati in 17 anni di attività sono stati importanti per molte persone. Fra di esse c'è la famiglia di questa bambina senza sonno, attorno a cui si è stretto un abbraccio enorme. «I genitori della bimba ricevono grande sostegno dal Comune di Casale e dalle associazioni di volontariato del territorio, siamo loro molto vicini - spiega il sindaco Bruna Battaglion -. Dal punto di vista delle relazioni so dai familiari che vive bene, tutti vogliamo aiutarla perché la sua sofferenza sia ridotta».

Silvia Madiotto
31 luglio 2010



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Insegne solo in lingua cinese, scattano le prime multe a Milano

Corriere della sera

Il vice-sindaco De Corato: «C'è un regolamento comunale che le vieta. Ho ricevuto molte lamentele di cittadini»

IL CASO

Insegne solo in lingua cinese, scattano le prime multe a Milano


Un negozio cinese in via Paolo Sarpi, a Milano
Un negozio cinese in via Paolo Sarpi, a Milano
MILANO - Il proprietario di una gioielleria e il titolare di un negozio di audio-video: sono loro i primi multati nella "chinatown" milanese per aver esposto insegne scritte soltanto in lingua cinese. «Ho ricevuto diverse lamentele da parte dei cittadini - ha spiegato il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato - relativamente alle insegne scritte solo in cinese, che di fatto risultano incomprensibili ai molti residenti non cinesi».

REGOLAMENTO - «Una situazione che oltre a provocare disagio - prosegue De Corato - crea problemi di legalità e sicurezza. Visto che dietro gli ideogrammi possono celarsi messaggi illeciti in codice per i connazionali: c'è un Regolamento comunale di Polizia Urbana che vieta l'esposizione di insegne, vetrine, cartelli, frontoni, ditte e pubblicità d'ogni specie senza l'approvazione dell¨Autorità comunale e prescrive anche che le leggende devono essere in corretta lingua italiana».

Redazione online
31 luglio 2010



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Un chicco di grandine da un chilo: è il più grande mai trovato negli Usa

Corriere della sera

MILANO - È ufficiale: il chicco di grandine gigante trovato nella cittadina di Vivian, nel Sud Dakota il 23 luglio scorso, è il più grande mai scoperto negli Stati Uniti. Esaminato dall'Agenzia federale per le ricerche oceaniche ed atmosferiche Noaa, misura 20 centimetri di diametro, quasi un chilo di peso. Leslie Scott, un operaio del Sud Dakota, ha trovato il chicco di grandine da record la scorsa settimana. È stato ufficialmente dichiarato il più grande mai registrato negli Stati Uniti, sia in termini di diametro, che di peso. Ovviamente da quando i ricercatori hanno cominciato con simili misurazioni.

Chicco di grandine da un chilo Scoperta record negli Usa

LE MISURE
- La palla di ghiaccio caduta dal cielo misura 20,3 centimetri di diametro e pesa 0,9 kg, secondo il National Climate Extremes Committee a cui fa capo la Noaa. Il record in termini di grandezza apparteneva finora ad un chicco di grandine caduto nell'estate del 2003 ad Aurora, nel Nebraska, con i suoi 17,8 centimetri di diametro. Lo scopritore ha riferito alla CNN che appena trovato il chicco era quasi 8 centimetri più largo, lo ha messo nel freezer ma non ha potuto prevenire che si sciogliesse perché per diverse ore a seguito della tempesta è mancata la corrente. Elmar Burchia
31 luglio 2010



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Crolla una palazzina nel Napoletano

La Stampa

Quattro persone hanno perso la vita sotto le macerie.
Tra loro una bambina di 10 anni




NAPOLI

Quattro morti a causa del crollo di una palazzina avvenuto poco dopo l’una della scorsa notte ad Afragola, nel Napoletano. Una coppia di sposi - Pasquale Zanfardino, di 33 anni ed Enrica Tromba, di 29 - sono stati estratti dalle macerie abbracciati.

Date in un primo momento per disperse, poco fa sono stati estratti i corpi senza vita della nonna e della bambina rimaste sepolte dalle maceria. Si tratta di Anna Cuccurullo di 75 anni e della nipotina I. M. di dieci. Secondo alcuni vicini di casa la bambina pur non risiedendo nell’edificio di via Calvanese, si sarebbe trattenuta in casa con la nonna per farle compagnia durante la notte. Una vicina di casa dell’anziana racconta della preoccupazione che le aveva riferito la Cuccurullo pochi giorni fa sulla pericolosità dello stabile. «La signora mi aveva detto che voleva cercare casa ma non sapeva dove andare - dice la vicina - il proprietario dell’appartamento le aveva consigliato di andar via perchè il palazzo non era sicuro. La signora Anna infatti non voleva dormire mai da sola».

Il crollo dell’edificio sarebbe stato provocato da un cedimento strutturale dovuto alle infiltrazioni di acqua piovana. Su tutto il Napoletano, nelle prime ore della notte, si è abbattuto un fortunale caratterizzato da pioggia battente e da fortissime raffiche di vento. Sul posto sono all’opera due squadre dei vigili del fuoco di Napoli, 20 volontari della protezione civile, carabinieri, polizia, vigili urbani e tecnici del Comune di Afragola.

Una gran folla di persone - per la maggior parte abitanti della zona - è scesa in strada e chiede di poter partecipare alle operazione di soccorso. I vigili del fuoco, però, hanno fatto sgombrare la zona, anche perchè c’è il pericolo che un edificio contiguo a quello crollato possa a sua volta subire un cedimento. In un silenzio surreale si cerca di percepire gemiti o richieste di aiuto che potrebbero provenire da sotto le macerie.

FOTOGALLERY
Afragola, crolla una palazzina



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L'addio della Walt Disney alla Miramax

Libero





Dopo mesi di trattative la Walt Disney saluta definitivamente la casa di produzione Miramax che vanta diverse pellicole blasonate, ma che, per genere, risulterebbero "scomode" o "discordanti" rispetto alla linea generale del gigante dell’intrattenimento americano.

Secondo le informazioni riportate sul "New York Times" e il "Los Angeles Times", la Disney avrebbe quindi ceduto la Miramax films a un gruppo di investitori, riuniti sotto la holding "Filmyard" e capeggiati dal magnate Ronald Tutor, per circa 660milioni di dollari. Gli acquirenti avrebbero già versato un deposito vincolato di circa 40milioni alla Disney.

Miramax ha prodotto film prestigiosi, a volte premiati con l’Oscar, ma spesso violenti e, per questo, poco compatibili con il resto della produzione Disney. Tra le pellicole "Pulp Fiction",  del 1994, "The Aviator", del 2004, e "Non è un paese per vecchi", del 2007. Miramax avrebbe inoltre prodotto diverse pellicole horror, quali le serie "Halloween" e "Hellraiser"

"La nostra attuale strategia per Walt Disney Studios è focalizzarsi sullo sviluppo di grandi film per i marchi Disney, Pixar e Marvel" ha riferito in una nota l'amministratore delegato di Disney, Robert Iger. L'accordo si dovrebbe chiudere tra il 10 settembre e la fine dell'anno.

30/07/2010





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E' morta sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico

di Redazione

Si è spenta a Roma, aveva 96 anni. Collaboratrice prediletta del grande regista Luchino Visconti, era figlia del letterato Emilio.

L'esordio come giornalista. 

Lavorò al fianco di Zampa, Flaiano, Zavattini, Antonioni, Rosi, Blasetti. Leone d'oro alla carriera, a Venezia, nel 1994



 
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Roma - È morta a Roma, dopo una malattia, la famosa sceneggiatrice Suso Cecchi D’amico. Aveva 96 anni. La sua scomparsa, di cui hanno dato annuncio i figli, non è semplicemente la fine di una stagione del cinema italiano. E anche la fine di un certo modo di intendere il mestiere del cinema nobilitato a arte. Con lei se ne va la "regina", la collaboratrice prediletta di Luchino Visconti, la sceneggiatrice più celebre, la più raffinata che al cinema portò in dote il bagaglio di una cultura multiforme, frutto di una grande famiglia d’artisti. Giovanna Cecchi, figlia del letterato Emilio, era nata a Roma nel 1914.

Fin dagli esordi come giornalista volle aggiungere alla sua firma il cognome materno eredità di una grande tradizione teatrale. La sua firma, con il nomignolo familiare "Suso", compare però la prima volta al cinema in calce al film di Renato Castellani ’Mio figlio professorè, nel 1946.

Comincia poi la sua grande stagione neorealista a fianco di maestri come Luigi Zampa, Ennio Flaiano, Cesare Zavattini. Lavora con Antonioni, Rosi, Blasetti. Ma l’autentico sodalizio ideale è quello con Luchino Visconti che la vuole al suo fianco nel 1950 per "Bellissima", che ne farà poi il suo fedele doppio narrativo per tutta la carriera fino al progetto mai realizzato della Recherche di Proust. Maestra della "bella prosa", di una tecnica raffinata, Suso diviene una garanzia internazionale per i copioni più impegnativi anche in tv. Nel 1994 la Mostra di Venezia le assegna un leone d’oro alla carriera.





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Pena di morte: il record cinese In Iran anche minori giustiziati

di Orlando Sacchelli

I dati del Rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino: nel 2009 il boia ha agito, in 18 Paesi, per un totale di almeno 5.679 esecuzioni. Solo in Cina sono state giustiziate 5.000 persone. Al secondo posto c'è l'Iran, con 402 esecuzioni, poi l'Iraq (77) e gli Usa (52). Premio "Abolizionista dell'anno" a Jean Ping, presidente della Commissione dell'Unione Africana dal 200


 
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Milano - Ancora una volta il record delle esecuzioni capitali va alla Cina. Lo rivela il rapporto annuale di "Nessuno tocchi Caino". Solo nel 2009 sono state giustiziate 5.679 persone in 18 diversi Paesi: in Cina le esecuzioni sono state cinquemila. Al secondo posto c'è l’Iran, con 402 esecuzioni, in terza posizione l’Iraq con 77, come ai tempi in cui c'era ancora S addam Hussein. Negli Stati Uniti il boia èentrato in azione 52 volte. A conti fatti la media è di uno a settimana. È possibile che esecuzioni siano state effettuate nel 2009 anche in Malesia, anche se non risultano conferme ufficiali. Statistiche. Freddi numeri di una pratica che, ancora oggi, vede nel mondo diversi Stati arrogarsi il diritto di togliere il bene più prezioso che appartiene all'uomo: la vita. Uno dei diritti "naturali" (vita, libertà e proprietà) che, per il filosofo inglese del Seicento John Locke, preesistono allo Stato. Intanto la battaglia degli abolizionisti va avanti.

Chi abolisce chi torna indietro Non risulta vi siano state esecuzioni nei seguenti 9 Paesi che le avevano effettuate nel 2008: Afghanistan, Bahrein, Bielorussia (che però ne ha effettuate due nei primi mesi del 2010), Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Mongolia (che nel frattempo ha deciso una moratoria delle esecuzioni), Pakistan, Saint Kitts e Nevis, Somalia. La Thailandia, invece, ha ripreso a praticarle dopo uno stop nel 2008. Nel 2010, Taiwan ha ripreso le esecuzioni (4) dopo cinque anni di sospensione. Anche in Palestina il Governo di Hamas a Gaza si è reso responsabile della ripresa delle esecuzioni (5) nel 2010, dopo una moratoria di fatto decisa dal presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese e durata cinque anni. 

Premiato l'abolizionista Jean Ping Il rapporto di "Nessuno tocchi Caino" è stato presentato a Roma in occasione della cerimonia di consegna del premio "L’Abolizionista dell’anno 2010". Il riconoscimento è stato attribuito a Jean Ping, presidente della Commissione dell’Unione Africana dal 2008. Prima di questo incarico, Ping è stato ministro degli Esteri del Gabon: durante il suo mandato, il paese ha approvato l’abolizione della pena capitale ed è stato protagonista della battaglia che ha portato, il 18 dicembre 2007, all’approvazione della "Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali" da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In seguito alla moratoria, sono stati 17 i Paesi di tutto il mondo ad abbandonare la pratica della pena di morte. I passi più significativi in questo senso sono stati fatti proprio in Africa: negli ultimi due anni, infatti, Ruanda, Burundi e Togo hanno abbracciato la causa dell’abolizionismo.





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Un euro e mezzo di «coperto» anche per il passeggino

di Redazione

AlassioIl coperto? Una «tassa» che fa arrabbiare i turisti, soprattutto stranieri che hanno deciso di rivolgersi alle associazioni dei consumatori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un episodio accaduto ad Alassio dove in un prestigioso ristorante del centro una famiglia si è vista addebitare un euro e cinquanta centesimi addirittura per il bambino seduto sul passeggino. E l’Assoutenti, per voce del presidente onorario Gianluigi Taboga, ha deciso di dare battaglia.

«I ristoratori che applicano il coperto, una vera e propria “tassa”, presentano un pessimo biglietto da visita per tutto il comparto turistico. Gli stranieri non capiscono la voce riportata sul menù e, quando la capiscono, si chiedono, e dobbiamo chiedercelo anche noi, perché si debbano pagare cifre non adeguate per una tovaglietta e un tovagliolo di carta. Fossero di fiandra si potrebbe capire ma, in linea di massima, i ristoranti di un certo livello hanno abolito da tempo il coperto».

Proprio l’Assoutenti, in una propria indagine, ha scoperto che «non è raro che il prezzo del coperto vari a seconda di cosa si consuma. Meno si mangia e più si spende, verrebbe da dire. Ma siamo veramente al confine della legalità. Secondo le nostre statistiche il 75 per cento dei clienti insoddisfatti non fa rimostranze, semplicemente non va più in quel locale o in quella città. La paura è che non scelga più nemmeno la regione. E la Riviera con questi comportamenti - aggiunge Taboga - rischia realmente di perdere quel poco di turismo di qualità che ancora la frequenta nonostante la concorrenza. Sul coperto, da tempo, abbiamo chiesto alla Regione l’abolizione per legge. Una cosa che altre regioni hanno già fatto». D’accordo il consigliere comunale con delega al Commercio , Pino Maiellano: «Le proteste dei turisti sono sacrosante. È una questione di rispetto verso il cliente».



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Il trucco per vendere il palazzo dietro quelle società di comodo

di Redazione

Le società off-shore che si sono palleggiate l’abitazione monegasca di Gianfranco Tulliani, il «cognato» del presidente della Camera, non sono società immobiliari ma finanziarie. E il dettaglio non è di poco conto, assicurano sornioni i broker monegaschi contattati dal Giornale per cercare di chiudere il cerchio di questo incredibile risiko immobiliare. L’alloggio che la contessa Anna Maria Colleoni lasciò a Gianfranco Fini (nominato erede universale in quanto presidente di Alleanza nazionale) come aiuto a combattere «la buona battaglia» non è finito in mano a imprese che operano professionalmente nell’edilizia o nell’intermediazione di proprietà edilizie e immobiliari, ma a società con base in un paradiso fiscale alle Antille. E con tutta probabilità sono state costituite per l’occasione dai medesimi soggetti. Che dunque, a tavolino, hanno creato un reticolo societario potenzialmente perfetto, immune da controlli incrociati, lontano dagli occhi indiscreti dell’autorità giudiziaria.

La Timara Ltd, proprietaria dell’appartamento di 75 metri quadri (più terrazzo) nel Palais Milton di Boulevard Princesse Charlotte 14 dato in affitto al fratello di Elisabetta Tulliani ha visto la luce un paio di mesi prima della compravendita. Ma anche la Printemps Ltd, società-fotocopia della Timara (stessa sede nella capitale dell’isola caraibica di Santa Lucia, stesso capitale sociale di 1000 dollari americani, stessi amministratori tutti monegaschi) che ha ceduto l’immobile, ha pochi mesi di vita. È stata costituita il 30 maggio 2008 nella sede al numero 10 di Manoel Street a Castries e registrata lo stesso giorno presso il Registro delle società di Santa Lucia sotto il numero 2008-00324.

La vendita a Timara della casa della «buona battaglia» per la somma di soli 330mila euro è avvenuta il 15 ottobre di quello stesso anno. Il che significa che la complessa operazione immobiliare si è perfezionata in appena quattro mesi e mezzo. Il 30 maggio è stata costituita la Printemps; negli stessi giorni ha visto la luce la Timara; successivamente Printemps è entrata in possesso l’appartamento ora affittato da Tulliani e a metà ottobre l’ha ceduto. Tutto porta a ritenere che l’operazione fosse stata congegnata in anticipo nei dettagli e poi attuata con una certa rapidità. Non bisogna dimenticare che proprio nella primavera 2008 è nato il Pdl in virtù della fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale: il famoso «discorso del predellino» di Silvio Berlusconi è del 18 novembre 2007 e le successive elezioni, vittoriose per il neonato partito del centrodestra, si sono svolte il 13 e 14 aprile 2008. E quando si verificano fusioni tra partiti, uno dei capitoli più spinosi riguarda sempre la gestione del patrimonio immobiliare.

Amministratore delegato della Printemps Ltd è un professionista del Principato, Bastiaan Anthonie Izelaar, che rappresenta molteplici interessi dal settore finanziario a quello petrolifero. Nel rogito notarile relativo alla casa ora nella disponibilità della famiglia Tulliani, monsieur Izelaar figura anche come direttore generale della società Jaman Directors Ltd, anch’essa partecipante alla compravendita. La Jaman Directors ha qualche anno in più delle altre finanziarie, essendo stata fondata il 2 novembre 2005; ma con la Printemps e la Timara condivide la sede di Manoel Street a Castries. Nel «board» di Jaman appare anche il nome del finanziere Gianfranco Comparetti, proprietario dello Yacht Club Villas at Cul de sac ad Anguilla, altro paradiso fiscale vicino all’isola di Santa Lucia, segnalato dall’Ocse come possibile terminale di operazioni di riciclaggio internazionale.



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Casa di Montecarlo, Storace all’attacco di Fini "Ho fatto una denuncia per truffa aggravata"

di Redazione

Dopo l'inchiesta del Giornale il leader della Destra presenta un esposto ai carabinieri per invalidare la cessione della casa voluta dall’ex leader di An.

Spunta la terza off shore nella filiera di controllo dell'abitazione dove vive il "cognato". 

Il trucco per vendere il palazzo dietro società di comodo


Gian Marco Chiocci
- Stefano Filippi

La Destra vera, denuncia. La destra che fu, tace. Mentre il partito di Francesco Storace, nelle persone dei consiglieri Buonasorte e D’Andrea (amici della defunta contessa nera Anna Maria Colleoni) attiva la magistratura ipotizzando la truffa aggravata per l’affaire immobiliare di Montecarlo, Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi tesorieri di un tempo restano in silenzio. Il duce della legalità non approfitta della conferenza stampa convocata sullo strappo da Berlusconi per allontanare da sé fastidiosi sospetti e dare spiegazioni sul pezzo pregiato dell’eredità della fascistissima nobildonna, alienato in circostanze oscure dal partito, finito nella disponibilità di più società off shore caraibiche e oggi in uso a un familiare acquisito, il «cognato», Giancarlo Tulliani.

Fini continua a non proferire parola rispetto ai pezzi del puzzle immobiliare che giorno dopo giorno il Giornale sta rimettendo a posto. Avrà i suoi motivi. Certo insospettiscono visto che lo stato dell’arte, nel frattempo, s’è fatto ancora più oscuro.

Ricapitolando: il 12 giugno ’99 a Monterotondo, due passi da Roma, se ne va la contessa Colleoni, fascista figlia di fascisti. Nel testamento la nobildonna lascia tutto ad An, anche perché due anni prima l’aveva promesso de visu a Gianfranco Fini incontrandolo riservatamente in un ristorante: «Quando me moro te lascio tutto.

Da camerata a camerata». Detto, fatto. Con la dipartita, l’apertura del testamento olografo riserva sorprese tali che per la prima volta il partito di Fini chiude il bilancio in attivo: nei beni della contessa, dal valore di 2,4 miliardi di lire, rientrano case a Ostia, a Terni, a Roma, terreni a Monterotondo e, appunto, un elegante appartamento nel Principato di Monaco, ben 75 metri quadrati con terrazzo al 14 di boulevard Princess Charlotte, a cinque minuti dal casinò.

Nel legato la contessa inserisce, però, una postilla che adesso - con la denuncia presentata ieri ai carabinieri di Monterotondo e con altre che stanno per essere presentate da disgustati iscritti di An - rischia di ritorcersi contro chi ha mal gestito il patrimonio: «Lascio tutto ad Alleanza nazionale e a Gianfranco Fini come contributo per la buona battaglia».

Per capire se, come ha scritto Feltri, il «cognato» di Fini sia l’uomo adatto a combattere questa «buona battaglia», siamo andato a scavare nella vita di questo appartamento. Intanto è uscito fuori che nei primi anni 2000 i triumviri romani di Fini salirono più volte a Montecarlo per prendere possesso del locale ereditato. E che, durante i sopralluoghi, ricevettero dai condomini reiterate proposte d’acquisto (offerte fino a un milione e mezzo di euro) o in subordine d’affitto.

Per sei-sette anni la risposta, dal partito, è sempre stata «no, al momento non se ne fa niente». Poi, nel 2008-2009, improvvisamente arriva la svolta. I vicini vedono i lavori partire, commissionati da una Ltd neoproprietaria dell’appartamento, una società off shore costituita chissà dove con soci sconosciuti. Coi lavori in corso - così hanno raccontato al Giornale alcuni condomini - si materializzano nella palazzina monegasca anche Gianfranco Fini e la compagna Elisabetta Tulliani. A che pro, nessuno lo capisce fino a quando sul campanello il nuovo inquilino non appone una pecetta adesiva con su scritto «Tulliani». Trattasi di Giancarlo, fratello di Elisabetta, cognato di Gianfranco.

Come abbia fatto la casa della contessa a finire nella disponibilità del fratello della compagna di Fini, è un risiko immobiliare complicatissimo. Mentre i tesorieri di An, incalzati dal Giornale, non ricordano gli estremi della compravendita, l’imprenditore che ha svolto i lavori di ristrutturazione nella casa occupata dal «cognato» rivela: «Tulliani seguiva personalmente i lavori nel cantiere, aveva un rapporto diretto con la Timara», la Ltd che effettivamente risulta proprietaria della casa. Per cercare di capire chi diavolo si nascondesse dietro questa Timara siamo arrivati a scoprire che a monte c’era un’altra società off shore, la Printemps Ltd, costituita anch’essa nell’isola di Santa Lucia nell’arcipelago caraibico. E che questa Printemps aveva venduto l’immobile della contessa a Timara per appena 330mila euro, segno che a sua volta la Printemps l’aveva acquistata (da chi?) ad una cifra ancora minore, sideralmente lontana dal milione e mezzo di euro offerto da un condòmino ad An solo cinque anni fa.

Ma c’è di più. È di ieri la scoperta che in questo gioco di società per nascondere l’appartamento di Montecarlo spunta, non si capisce bene a quale titolo, una terza Ltd, denominata Janom Partners. Andando avanti di questo passo chissà dove fini... amo. Ecco perché urgono chiarimenti dal presidente della Camera. Faccia finalmente sapere a chi il partito ha venduto la casa della contessa. Quando l’ha alienato. A che prezzo. Con quali modalità. Dia una spiegazione del perché di tutte queste società off shore costituite casualmente proprio nei giorni della vendita. Abbozzi un’ipotesi su come abbia fatto suo «cognato» ad accaparrarsi (a che prezzo?) quest’immobile a cui mezza Montecarlo aspirava. Insomma, batta un colpo prima che quest’appartamento di famiglia si abbatta su di lei.




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Le case di An e il fango di "Corriere" e "Repubblica"

di Alessandro Sallusti

Ci chiediamo come mai in questi giorni i due quotidiani non scavino sulla questione della casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An, cioè a Fini, e finita in uso al cognato del presidente della Camera dopo essere passata per due finanziarie estere a prezzi che nulla hanno che fare con i valori di mercato

 
Corriere della Sera e Repubblica sono appassionati del giornalismo libero, d'inchiesta, quello che mette il potere a nudo, di fronte alle sue responsabilità politiche, etiche, giudiziarie. La libertà di stampa, la sacralità della notizia sono valori assoluti, indiscutibili, che vengono prima del diritto alla privacy, soprattutto se si parla di personaggi pubblici. Per questo ci chiediamo come mai in questi giorni i due quotidiani non scavino sulla questione della casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An, cioè a Fini, e finita in uso al cognato del presidente della Camera dopo essere passata per due finanziarie estere a prezzi che nulla hanno che fare con i valori di mercato.

Non vogliamo insegnare nulla a nessuno, e ogni giornale ha il diritto e la libertà di occuparsi di ciò che meglio crede. Ma ieri i due quotidiani sono andati oltre. Negli editoriale firmati da Massimo Franco sul Corriere e da Ezio Mauro su Repubblica, si sostiene che l'inchiesta del Giornale sulla casa di Montecarlo è un’operazione politica, una campagna di fango. Ora, si dà il caso che gli articoli del Giornale sono frutto del lavoro di giornalisti che tra mille difficoltà e omertà hanno indagato, interrogato testimoni, rintracciato atti e documenti che non hanno ricevuto la ben che minima smentita. Nessun pm ci ha passato sottobanco intercettazioni o verbali coperti dal segreto istruttorio. Per carità, nessuna medaglia. Ma lezioni di giornalismo da due testate che da anni, con chiari fini politici, raccolgono e pubblicano ricatti di escort, sfoghi e minacce di moglie frustrate, che spacciano per verità teoremi giudiziari che si sgonfiano in poche settimane, che insomma sono campioni di notizie spazzatura vestite in abiti da sera, questo ci sembra troppo.

Massimo Franco ed Ezio Mauro si possono occupare delle case che credono, da quelle di Scajola a quelle della cricca, di Bertolaso, fino alla villa in Sardegna di Berlusconi. Ezio Mauro è anche libero di non raccontare ai lettori la storia (imbarazzante) della sua di casa. Entrambi hanno il diritto di non scatenare i cronisti sugli affari immobiliari dei loro editori. Ma il fatto che non si occupino di quella che coinvolge la famiglia Fini è più che sospetto. O si stanno inchinando al potere, o sono servi di una parte politica, o stanno facendo politica. In ogni caso nulla che abbia a che fare con la libertà di stampa.





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Sfigurata dai talebani: la copertina di 'Time'

Repubblica

"Ecco cosa succede quando cerchiamo di lasciare l'Afghanistan": Aisha, 18 anni, posa sulla scioccante copertina del nuovo numero del settimanale "Time" per un intenso ritratto


Afghanistan, Napolitano accoglie i caduti

Repubblica

Il rientro all'aeroporto di Ciampino delle salme dei miltari

Ralph, il coniglio gigante: 1 metro per 20kg

Repubblica

A un anno di età è lungo quasi un metro e pesa circa 20 chilogrammi: è un coniglio continentale gigante che vive nel Sussex, in Inghilterra. E' ghiotto di mele, carote e cavoli, ma anche di biscotti e addirittura di toast

di Ermanno Accardi

 

Svezia, il poliziotto balla in strada

Repubblica

A Malmö, in Svezia, la polizia - anzi, un poliziotto in particolare - sembra voler offrire un nuovo servizio: balletti per le strade della città

venerdì 30 luglio 2010

Sanità Lazio, ambulanze a peso d'oro: straordinari a gogò, sempre tre a bordo

Il Messaggero

 
di Claudio Marincola

ROMA (30 luglio) - E' un sistema fatto in casa: per l’80% gestito dalla Regione Lazio. Caso unico in Italia, fa tutto la sanità pubblica, cioe l’Ares 118. E’ un sistema salvavita. Ma costa: nel 2009 145 milioni di euro. Per garantire lo stipendio a 1922 dipendenti tra medici, paramedici, barellieri, autisti. E far funzionare le 139 postazioni spalmate sul territorio, di cui 99 gestite dall’Ares e le 40 in convenzione con la Croce Rossa e le altre associazioni del volontariato. Mettere su strada una dei 184 mezzi di soccorso in servizio H24 vuol dire utilizzare 15 persone di diverso profilo professionale in 4 turni diversi. Tradotto in moneta fanno circa 600 mila euro l’anno.

Il conteggio non comprende il trasporto secondario.
Lo spostamento dei pazienti da ospedale a ospedale, per le visite e le dialisi o per gli organi e del sangue non è a carico dell’Ares. Costi difficile da quantificare perché variano a seconda delle Asl. Un business per la giungla policromatica dei privati: Croce Bianca, Croce Verde, Croce Rosa, Croce Azzurra, Croce Blu, tutte Srl. Perché, come spiega Licia Pera, rappresentante delle Udi base «una sirena a Roma non si nega a nessuno». Quanto ci costano? «Molte ditte - spiega Fabrizio Pregliasco, vice presidente dell’Anpas - pur di lavorare al ribasso si sono inserite nel volontariato e ora rischiano rovinarne l’immagine»
E c’è un altro nodo da scogliere. Negli Usa, in altri paesi europei e in alcune regioni italiane, l’equipaggio delle ambulanze è formato solo da persone. Medici o infermieri, barellieri e soccorritori, abilitati alla guida. Hanno ruoli intercambiabili. Se serve chiedono “un rendez vous”, ovvero il supporto di un auto-medica. L’intervento serve per stabilizzare le condizioni del paziente e raggiungere l’ospedale più vicino. Questo sistema, adottato, ad esempio, in Veneto, Friuli e in alcune province della Toscana e dell’Emilia Romagna, consente un notevole risparmio di personale. Risorse umane da utilizzare in altri settori nevralgici della sanità.

Spiega Mario Costa, presidente del SIS, considerato per la sua lunga esperienza uno dei soci fondatori del 118: «L’equipaggio “a due” viene attivato quasi in tutto il mondo. A Roma alcune eccezioni possono anche esserci. Se, ad esempio, in due salgono a prelevare un paziente a domicilio, un altro deve restare nell’automezzo. Ma in tutti gli altri casi? Credo insomma che al primo posto ci sia soprattutto un problema di organizzazione e di cattiva gestione».

È di ieri mattina il caso drammatico accaduto alla postazione di Poggio Mirteto. La Croce Verde Sabina non sarebbe intervenuta per un “codice rosso”: mancavano gli infermieri. Il soccorso è partito dalla postazione di Osteria Nuova, distante circa 20 km, e da Rieti (circa 40 km) con un’auto-medica.
Nel Lazio la rete del Terzo settore è meno presente che altrove. E questo si riflette sui costi. Lo straordinario pesa per venti milioni di euro l’anno. In media ogni dipendente accumula 90 ore al mese. In Lombardia, l’Areu, l’azienda che dal 2008 gestisce l’emergenza/urgenza, può contare su almeno 35 mila volontari a costo zero. Idem o quasi in Toscana per la capillare diffusione delle Misericordiae.





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La madre infanticida: «Sono sollevata»

Corriere della sera

La donna che ha soffocato otto figli appena nati




PARIGI - Dominique Cottrez ha soffocato otto figli appena nati. E poi li ha sepolti nel giardino di casa. I primi due corpicini sono stati rinvenuti per caso, sotto un metro di terra sabato 24 luglio. Altri sei mercoledì 28, avvolti in sacchi di plassica, in un garage. Ora che questa strage di innocenti è stata scoperta e che la madre infanticida è stata incarcerata e formalmente imputata di omicidio plurimo di minori, lei si dice «sollevata». Ha usato proprio questa parola Domenique, 47 anni, infermiera, parlando con il suo avvocato Franck Berton: «Una sorta di sollievo». Quasi volesse essere scoperta: «Aveva come un peso insopportabile sulla coscienza ed ora è lieta perché si sente più leggera. Ma è anche molto provata, stanca e abbattuta» ha raccontato ancora il legale. «Le perizie ora determineranno il suo stato psicologico, ci sono delle reali domande psicologiche e psichiatriche che saranno poste». In particolare, l'avvocato torna ad avanzare l'ipotesi che la donna soffrisse di 'negazione della gravidanza, ovvero non fosse consapevole di essere incinta. «Sono le perizie che lo determineranno; che siano designati esperti competenti, che conoscano bene il principio e il fenomeno» ha auspicato.

LA POSIZIONE LEGALE - L'avvocato Berton ha sottolineato che la sua cliente «non ha tergiversato al momento dell'interrogatorio, ammettendo le proprie responsabilità senza accampare scuse o menzogne». Anzi ha collaborato con gli inquirenti: «Dopo il ritrovamento dei primi due corpi sabato scorso, ha fornito le indicazioni necessarie ad individuare anche gli altri sei».

UNA PERLA - Gli amici, i vicini di casa, descrivono la mamma degli orrori «una perla», addirittura «una signora sorridente, discreta e senza tanti grilli per la testa». a Villers-au-Tertre, paesino a 150 km circa a nord di Parigi, c'è sconcerto, incredulità. «Era piena di premure, piena di tutte le qualità, amorevole ed entusiasta - racconta Francine Caron, 63 ans, diretta superiore della Cottrez nel servizio di infermeria a domicilio che le due donne assicurano nella municipalità di Douai, fin dal 1984. «L'ho vista piangere per la morte dei suoi pazienti - ricorda un'altra collega - sembrava prendere parte ai dolori della gente, anche degli sconosciuti».


30 luglio 2010



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Cucchi, il medico del carcere denuncia: «Io allontanato da Regina Coeli»

Corriere della sera

Lo sfogo: «Da sei mesi ormai sono senza lavoro e non riesco a spiegarmene il motivo»

MILANO - Lo scorso ottobre dfu il primo a diagnosticare la gravità delle condizioni di Stefano Cucchi al suo ingresso a Regina Coeli. Ora Rolando Degli Angioli denuncia di essere stato allontanato dal suo posto. «A dicembre del 2009, dopo il ritorno dal mio viaggio di nozze ho tentato di rientrare in servizio a Regina Coeli dove lavoravo come medico di guardia ininterrottamente da sei anni e non ci sono riuscito» riferisce Degli Angioli.

«PRESSIONI» - All'indomani dell'arresto di Cucchi, il medico visitò il giovane romano, diagnosticandogli un pericolo di vita. In seguito, Degli Angioli segnalò di aver subito pressioni per autosospendersi dal servizio. Cucchi morì il 22 ottobre 2009 nell'ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. Per la sua morte la procura ha indagato 13 tra medici, infermieri e agenti penitenziari. Per accertare le eventuali pressioni sul medico e possibili collegamenti con il caso Cucchi il 22 dicembre scorso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. «Da sei mesi ormai sono senza lavoro e non riesco a spiegarmene il motivo. Ho sempre lavorato con i detenuti e non lo posso più fare. Mi auguro che la Procura di Roma faccia chiarezza al più presto su queste che spero essere delle semplici coincidenze. Credo e continuerò sempre a credere nella legge», spiega il medico. Degli Angioli ha anche riferito di «un tentativo di conciliazione» avviato, attraverso il suo avvocato Carlo Pereno, «circa un mese fa con la Asl Rm A, la dirigenza sanitaria di Regina Coeli e la commissione provinciale del Lavoro per la riammissione e il risarcimento dei danni subiti». (Fonte Ansa)


30 luglio 2010



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Pdl, il contrattacco di Fini "Io espulso, Silvio illiberale"

Quotidianonet

"Lealtà, ma contrasteremo scelte ingiuste". Capezzone: "Attaccato alla poltrona". Alla Camera i finiani sono 33, al Senato 10: il gruppo si chiama 'Futuro e Libertà per l'Italia'. Pd: "Il governo non c'è più"



Roma, 30 luglio 2010 - Dura replica di Gianfranco Fini alle parole di Berlusconi, che ieri ha sancito la rottura nel Pdl. “Ieri sera in due ore - ha detto il presidente della Camera -, senza la possibilità di esprimere le mie ragioni, sono stato espulso dal partito che ho contribuito a fondare”. E ancora: "Sostenere che devo lasciare la Presidenza della camera dimostra una logica aziendale modello amministratore delegato di un consiglio di amministrazione che non ha nulla a che vedere con le istituzioni democratiche". E spiega: "La concezione non propriamente liberale della democrazia che l’onorevole Berlusconi dimostra di avere, emerge dall’invito a dimettermi".


Poi parentesi sul futuro. I finiani "sosteranno il Governo ogni qualvolta agirà davvero nel solco del programma elettorale, e non esiteranno a contrastare scelte ritenute ingiuste e lesive dell’interesse generale", ha detto. “Ringrazio dal profondo del cuore i parlamentari del Pdl che daranno vita a iniziative per esprimere la protesta contro quanto deciso ieri dal partito: uomini e donne liberi”, ha aggiunto Fini.


Gianfranco Fini - ha detto lui stesso - intende impegnarsi per difendere la "legalita" perché molti cittadini del centro destra "non capiscono perche’ nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità". "Legalita’ - ha insistito Fini - intesa nel senso più pieno del termine, cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole".


SUBITO CAPEZZONE - "Le dichiarazioni rese alcuni minuti fa da Gianfranco Fini all’Hotel Minerva - afferma il portavoce del Pdl - sono, nello stesso tempo, una prova di debolezza e un atto di viltà politica. L’unica cosa dignitiosa, per Fini, sarebbe stato dare le dimissioni da Presidente della Camera: ma Fini ha scelto di restare aggrappato alla sua poltrona. Brutto spettacolo, che gli italiani giudicheranno con giusta severità". 

BERSANI: IL GOVERNO NON C'E' PIU' - "E’ sempre difficile dire quanto può durare una respirazione artificiale. Questo governo non c’è più. Questa è la sostanza”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta le parole di Gianfranco Fini. "La barca del governo non può andare avanti con delle falle così 


"Se si riflette di una fase nuova siamo pronti a sostenere una transizione", dice ancora Bersani. Il leader del Pd, rispondendo ai cronisti alla Camera, ha ribadito che le priorità sarebbero "la legge elettorale, l’emergenza sociale e la bonifica delle norme che favoriscono la corruzione". Dopodiché, ha aggiunto, "ognuno fa la sua proposta al Paese, in una logica bipolare, e si apre una fase nuova".

IL CENTRO - Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, non teme una eventuale 'campagna acquisti' con cui: “I nostri parlamentari - assicura nel corso di una conferenza stampa alla Camera - sono immunizzati. Abbiamo un gruppo ampio e vaccinato. Chi è venuto con noi è andato dove il potere non c’era. Non lascerà". Casini ha quindi ribadito ancora una volta di non avere alcuna intenzione di appoggiare l’attuale governo: "Escludo ogni sostegno, stiamo all’opposizione. Non faremo i tappabuchi delle falle della maggioranza. Sarebbe una cosa umiliante".

BOSSI COMMENTA LA LITE A GESTI - Umberto Bossi esclude l’ipotesi di elezioni anticipate e lo fa con il suo tradizionale modo diretto di esprimersi: quando i giornalisti in Transatlantico gli chiedono se la rottura tra Berlusconi e Fini possa portare al voto anticipate il leader della Lega mostra il dito medio. Quindi sul divorzio tra i due cofondatori del Pdl Bossi dice: "Speriamo che tutti e due usino il cervello e il cuore".

 IL GOVERNO - Nuovo gruppo in Parlamento, ma nessun cambiamento in vista nel governo. Gli uomini di governo vicini a Gianfranco Fini spiegano che non c’è nessuna volontà di mettere in discussione la stabilità dell’esecutivo.  Nè c’è l’intenzione almeno al momento da parte del premier Silvio Berlusconi, spiegano le stesse fonti, di avocare a sè le deleghe ora in mano a esponenti vicini al presidente della Camera. Rassicurazione e garanzia che lo stesso premier ha dato oggi, raccontano, a margine del Consiglio dei ministri a Andrea Ronchi. A margine del Consiglio dei Ministri, il premier SIlvio Berlusconi, avrebbe ripetuto al ministro Ronchi il concetto già espresso ieri: "Gli amici di Fini al governo lavorano bene, non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue così".

Del resto, già ieri sera in conferenza stampa dopo l’ufficio di presidenza, Berlusconi aveva risposto ai giornalisti dicendo che non aveva nessun problema a proseguire la collaborazione con i ministri finiani. La parola d’ordine dei finiani al governo è "massima lealtà". Esclusa qualsiasi ipotesi di "fuoriuscita dall’esecutivo».  Nel governo Berlusconi siedono diversi esponenti finiani, tra cui Ronchi, Paquale Viespoli, Adolfo Urso, Andrea Augello, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio.

IL NUOVO GRUPPO ALLA CAMERA - I finiani hanno costituito un gruppo autonomo alla Camera e al Senato, che si chiamerà 'Futuro e Libertà per l'Italia'. Il nome del gruppo è stato formalizzato presso gli uffici della Camera, cui sono state anche consegnate le 33 richieste di adesione da parte dei deputati che hanno deciso di seguire Gianfranco Fini. A Palazzo Madama è stata toccata la soglia dei 10 senatori necessaria per costituire un gruppo autonomo.

Si è intanto assestato a 33 , almeno per ora, il numero dei deputati aderenti al nuovo gruppo di Gianfranco Fini. Ecco l'elenco: Ruben, Ronchi, Lamorte, Buongiorno, Scalia, Lo Presti, Perina, Granata, Briguglio, Giorgio Conte, Bellotti, Polidori, Moffa, Tremaglia, Urso, Menia, Consolo, Angeli, Sbai, Paglia, Raisi, Bocchino, Barbareschi, Siliquini, Della Vedova, Napoli, Proietti, Di Biagio, Patarino, Cosenza, Divella, Barbaro, Bonfiglio.Quanto al capogruppo, sarà stabilito dalla prima riunione del gruppo. Intanto il rappresentante del neonato gruppo dovrebbe essere Giorgio Conte.






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Francia choc, per uno sgombero poliziotti trascinano madre e figlio

Il Tempo

PARIGI (30 luglio) - La scena si svolge all'inizio di luglio nella banlieue difficile della Corneuve, nella periferia nord di Parigi. Si vedono le forze dell'ordine che agguantano gli squatter, mentre questi oppongono resistenza gridando. Ad un certo punto, una donna, che tiene il suo bebè sulla schiena avvolto in un foulard, come si usa nelle comunità di origine africana, viene presa per i piedi e trascinata per terra. Il bambino prima struscia per terra, poi cade e viene afferrato da un poliziotto. Il video finisce poco dopo, quando un agente intima alla persona che stava filmando di smettere. Nessun giornalista era presente sul luogo dei fatti.



FRATERNITé : Les ex-squatteurs de Balzac évacué



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E il gol della vita...ma il compagno colpisce con la mano

Il Tempo

RIO DE JANEIRO (30 luglio) - Segna il gol della vita ma glielo annullano per un fallo di mano di un suo compagno. E’ successo al giocatore dell’Atletico Paranaenese Bruno Mineiro durante il match contro il Goias. Un tiro al volo dalla lunga distanza che lascia di stucco il portiere avversario. Gol della vita ma tutto inutile…



Bruno Mineiro marca um golaço pelo Atlético/PR, mas é invalidado



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Ma come fa l'attaccante a divorarsi un gol così?

IL Mattino

MOSCA (30 luglio) - Si può riuscire a mandare la palla oltre la traversa sulla linea di porta? Il giocatore portoghese del Cska Mosca Rui Miguel c’è riuscito. Un cross con il pallone da spingere solo in porta: ebbene il numero 10 della squadra russa riesce nel miracolo di stoppare la palla di coscia e spedirla alta. Incredibile ma vero




Greatest Football Miss Ever! [2010]



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Diamanti insanguinati”, Naomi in tribunale

IL SEcolo xix





Il tribunale dell’Aja che processa il dittatore liberiano Charles Taylor ha convocato per il 5 agosto prossimo la super top Naomi Campbell e sentirà come testimoni anche l’attrice Mia Farrow e l’agente della stessa Campbell, Carole White, che saranno ascoltate il 9 agosto.

Sia Naomi, che Mia Farrow e Carole White saranno interrogate sulla vicenda dei cosiddetti «diamanti insanguinati». I giudici intendono infatti chiarire se la Campbell ricevette in dono dall’ex presidente liberiano un grosso diamante, in Sudafrica, durante una cena a casa di Nelson Mandela. La tesi del prezioso dono è sostenuta sia dalla White che dalla Farrow.

Caso Claps, i due dna isolati non sono di Restivo

Il Secolo xix

Danilo Restivo
Non è di Danilo Restivo, indagato per omicidio, né il primo né il secondo Dna, appartenenti a due uomini, isolati tra i numerosissimi reperti sequestrati nel sottotetto e nei locali attigui della Chiesa della Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso è stato ritrovato il cadavere di Elisa Claps. Lo ha stabilito - secondo quanto apprende l’ANSA - il gruppo di periti coordinato dal professor Vincenzo Pascali, Direttore dell’Istituto di medicina legale dell’Università cattolica di Roma. Gli esiti degli accertamenti genetici sono stati già trasmessi al gup di Salerno, che aveva disposto la consulenza.

I periti hanno isolato il Dna di Restivo da una tazza e un bicchiere dell’uomo - presunto responsabile dell’omicidio della studentessa potentina Elisa Claps - sequestrati, insieme ad altri oggetti personali, alcuni mesi dalla polizia inglese e inviati in Italia per l’estrazione del Dna, su richiesta della magistratura di Salerno. Il profilo genetico dell’indagato è stato poi confrontato, con esito negativo, con i Dna di due uomini, estratti dai periti genetisti da residui di liquido seminale ritrovati tra i reperti sequestrati nel sottotetto della Chiesa della Trinità e nel sottostante circolo culturale Newman di Potenza.

Danilo Restivo è indagato in Italia per l’omicidio volontario di Elisa Claps (nei suoi riguardi è stato emesso un mandato di arresto europeo) e nel Regno Unito, dove è detenuto, per l’omicidio della sarta inglese Heather Barnett.





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La fuga di pazienti costa 8 milioni all’Asl

Il Secolo xix

Otto milioni di euro. E’ la cifra che la Asl 5 ha pagato nel 2009 per interventi fuori regione di ortopedia e oculistica. I pazienti spezzini hanno scelto quasi tutti la Toscana. Si tratta di 1656 ricoveri, pari a 5.422.180 milioni di euro per interventi ortopedici, e 1543 ricoveri, pari a 2.296.217 milioni per interventi sull’occhio - fonte Datasiel per il 2009 - che la Regione ha messo sotto la lente d’ingradimento. La consegna per tutti è una decisa inversione di marcia, o si profila un taglio di servizi per i pazienti della Asl 5. L’azienda si distingue per cure fuori regione, per un totale che copre 35 milioni di passivo dei 45 dell’intera Liguria. Da qui l’avvertimento dell’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo.



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Sarkozy contro i clandestini:"Troppi diritti"

Libero





Dopo l'annunciato smantellamento dei campi rom bulgari e romeni, la Francia torna a occuparsi di sicurezza puntendo il dito contro gli immigrati regolari e non. In un lungo intervento in occasione della presentazione del nuovo prefetto di Isère, a Grenoble, il presidente Nicolas Sarkozy assicura che userà il pugno duro contro i cittadini francesi di origine straniera che creano scompiglio. Ai criminali "immigrati" che sono stati accolti nel Paese verrà revocata la cittadinanza.

La cittadinanaza - Non è casuale che la proposta venga lanciata da Grenoble. Nella città del sud est di recente si sono verificati scontri tra la polizia e i giovani di una banlieue, a seguito dell'omicidio di un rapinatore di origine straniera da parte degli agenti. "Non possiamo esitare a rivedere i motivi che possono portare alla perdita della nazionalità francese" ha detto il presidente. "La nazionalità francese deve poter essere ritirata a tutte le persone di origine straniera che volontariamente attentano alla vita di un poliziotto o di chiunque altro rappresenti l’autorità pubblica". Inoltre, Sarkozy vuole che l’acquisizione della nazionalità per i minori nati in Francia da genitori stranieri, una volta raggiunti i 18 anni, non sia più un diritto, se delinquono.

I clandestini - E il pugno duro colpisce anche gli immigrati irregolari. "Mi auguro che si valutino i diritti e le prestazioni cui oggi hanno accesso gli stranieri clandestini. Una situazione irregolare non può conferire più diritti di una situazione regolare e legale". Non è chiaro a quale diritto facesse riferimento in particolare il presidente francese, ma è probabile che si riferisse all’assistenza medica.

I rom - Infine Sarkò torna sui nomadi: "Dobbiamo porre fine allo sviluppo selvaggio dei campi Rom. Sono delle zone al di fuori della legalità che non possono essere tollerate" sottolineando che entro la fine di settembre "saranno smantellati i campi che sono già stati oggetto di un’ordinanza del tribunale". "Per i campi su cui non c'è stata ancora una decisione dei giudici, faremo in modo che si intervenga al più presto. Entro tre mesi, voglio che almeno la metà di questi accampamenti sparisca dal territorio francese" ha concluso il presidente.






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E anche nel calcio femminile brillano gli orrori

IL Tempo

NAPOLI (30 luglio) - Un’ingenuità che è costata molto cara alla Nazionale femminile Under 20 della Corea del Sud durante una partita del Mondiale di categoria. Questo tipo di errori si pagano caro, soprattutto contro una squadra forte e temibile come quella tedesca. Ebbene, l’azione di un attaccante della Germania si conclude con un tiro che si stampa sulla traversa: la giocatrice coreana convinta che la palla fosse terminata fuori, la blocca con le mani. Inevitabile il rigore ed il gol: la Germania ringrazia.




The Most Unusual Penalty Ever - Germany V South Korea Women's U-20 World Cup 2010



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Neymar tenta il cucchiao e guardate che combina...

IL Mattino

RIO DE JANEIRO (30 luglio) - Il Chelsea, per lui, è arrivata a offrire ufficialmente al Santos 20 milioni di euro. E il giovane fuoriclasse Neymar: conquista un rigore e pensa di sorprendere il portiere con un cucchiaio alla moda.



NEYMAR-santos-figuraccia rigore con cucchiaio sbagliato malamente http://wlaseriea.altervista.org/



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Salerno, lei lo lascia e lui pretende i regali indietro: per la Cassazione è estorsione

Il Tempo

 

ROMA (30 luglio)

È tentata estorsione chiedere indietro «con condotte violente e intimidatorie» al proprio ex, i regali fatti durante la relazione, dopo la rottura del rapporto sentimentale. Lo stabilisce la Cassazione confermando una condanna per un ragazzo della provincia di Salerno che aveva minacciato la sua ex e i genitori di lei, per riavere gli oggetti regalati durante la relazione.


L'ex fidanzato, non rassegnato alla fine del suo amore, aveva perseguitato per mesi la sua ex, seguendola, costringendola a salire in macchina con un'arma e intimidendola. Aveva, poi, minacciato la donna e i suoi genitori, per ottenere la restituzione dei regali fatti in passato alla fidanzata o almeno di «una somma equivalente» ai soldi spesi. E infine, un giorno, aveva sparato dei colpi di pistola contro la ragazza e gli ex suoceri, ferendoli, in un raptus di gelosia.


Condannato a otto anni di carcere dal Tribunale e dalla Corte d'Appello di Salerno per una serie di reati, dal tentato omicidio e alla minaccia e violenza privata, il fidanzato salernitano si è ritrovato anche una condanna per tentata estorsione per la storia dei regali.


Sentenza confermata dalla Prima Sezione Penale della Cassazione. «Integra gli estremi del delitto di estorsione, e tentata estorsione - è scritto nella sentenza n. 30463 - il comportamento di un fidanzato che, dopo la rottura della relazione sentimentale con la propria ragazza, faccia ricorso a condotte violente e intimidatorie per far valere nei confronti della stessa e dei suoi familiari la richiesta (non assistita da alcuna forma di tutela giuridica nel nostro ordinamento) di restituzione di oggetti o somme di denaro elargiti per mero spirito di liberalità come manifestazione del proprio affetto»





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Napoli, spaccatura per le primarie Pd E Ranieri querela De Magistris

Il Mattino

 

NAPOLI (30 luglio) - Il primo vertice (ufficiale) del centrosinistra per discutere delle comunali è per oggi: presso la sede provinciale del Pd con i segretari provinciali. A convocarlo il responsabile napoletano del Pd, Nicola Tremante. Ma le acque si sono improvvisamente increspate su de Magistris (che correrebbe per le primarie appoggiato da Idv e Sel) e il suo attacco contro Umberto Ranieri (disposto a scendere in campo per il Pd) su una vecchia storia della Tangentopoli napoletana archiviata dagli stessi magistrati. Parole che peseranno sul tavolo interpartitico. Perché Ranieri, ieri, si è recato dai Carabinieri di piazza Venezia a Roma per sporgere querela per diffamazione contro l’europarlamentare dell’Idv. Nel pomeriggio la levata di scudi del Pd, ma anche di Sinistra e Libertà, contro l’ex pm con quest’ultimo che in serata apprende della querela e chiarisce: «Nessun attacco personale».

In mezzo lo scenario per l’individuazione del candidato di centrosinistra a cui lavorano anche i vertici nazionali del Pd. Contatti, incontri, telefonate per sondare il terreno e capire se possa uscire fuori un nome della società civile per la corsa alla poltrona della Iervolino. Caratteristiche: la capacità di mettere d’accordo tutti i partiti e magari allargare la coalizione alle forze moderate. Poi si potrebbe trovare il modo di far passare questo nome per primarie confermative o di programma: giusto per non far sembrare la scelta calata dall’alto. Per ora c’è stato un contatto tra il segretario nazionale del Pd Bersani e la giornalista Lucia Annunziata che avrebbe preso tempo.

Certo è che l’ex ministro, o comunque i vertici nazionali, subito dopo l’estate saranno spesso a Napoli e in Campania in vista del corpo a corpo di primavera. Inizierà Walter Veltroni a Caserta dal 16 al 19 settembre per la festa democrat sulla legalità. Ma, soprattutto, ci sarà Pier Luigi Bersani alla fine di settembre per la festa nazionale del Pd dedicata al Mezzogiorno (si terrà a piazza Dante).

Un modo per far capire che il partito dedicherà il massimo delle energie all’ombra del Vesuvio per non farsi espugnare palazzo San Giacomo. Da qui i contatti già aperti da Bersani con almeno un paio di nomi. Anche se si fa notare dal quartier generale che è solo un modo per iniziare a sondare. Si vedrà poi. Con calma dopo Ferragosto quando la road map sarà più chiara.

Per ora rimane aperto il caso de Magistris-Ranieri con Pd e Sel in difesa di quest’ultimo. «Le dichiarazioni di de Magistris non aiutano perché non sembrano orientate alla costruzione dell’unità della coalizione», fanno notare il consigliere comunale Salvatore Parisi e Arturo Scotto dirigente nazionale del partito di Vendola.

Parole più dure, è chiaro, contro l’europarlamentare dell’Idv arrivano dal Pd. «Il rigore etico e morale di Umberto Ranieri sono al di sopra di ogni sospetto. E l’attacco di de Magistris è completamente sbagliato. Da magistrato qual è, dovrebbe conoscere la differenza tra l’opinione politica e la calunnia personale», dice Peppe Russo, capogruppo pd in consiglio regionale. «Ha fatto bene Ranieri e spero che questo serva a de Magistris per chiarire il senso delle sue dichiarazioni. È evidente che fare politica è cosa diversa dall’imbastire processi», avverte il vicesegretario regionale del Pd Mimmo Tuccillo. Mentre il segretario napoletano Nicola Tremante avverte: «Il Pd respinge la qualunquistica aggressione contro Ranieri che rappresenta una limpida esperienza politica».

In serata Luigi de Magistris chiarisce il senso delle sue parole mostrandosi sorpreso della querela. «Nessun attacco personale. Mi riferivo solo al fatto che Ranieri è stato esponente autorevole di quella parte politica del Pci-Pds coivolta nella Tangentopoli napoletana. Non posso non notare però - aggiunge l’ex pm - che il centrosinistra si presenta con una querela contro chi auspisca una forte discontinuità con quella stessa parte politica. E questo la dice lunga su come agisce la parte più conservatrice del centrosinistra di Napoli».

Ad. Pa.





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