venerdì 29 gennaio 2010

Magistrati e politica, basta conflitti I processi? Più lenti che in Gabon»

Corriere della Sera

Il procuratore generale della Cassazione all'apertura dell'anno giudiziario: «Contrasti non più tollerabili»




ROMA - Basta ai contrasti tra magistratura e classe politica: «Non sono più tollerabili». È l'appello rivolto dal procuratore generale della Corte di cassazione, Vitaliano Esposito, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Contrasti non più tollerabili tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica», ha detto Esposito, citando anche il presidente della Repubblica e sottolineando che «è necessario che si fermi la spirale delle tensioni non solo tra le parti politiche ma anche tra le istituzioni». Contrasti però che non riguardano solo magistrati e politici, ma anche magistrati al loro interno: «In talune realtà territoriali si ha la sensazione che taluni magistrati impegnino le loro energie a contrastarsi reciprocamente più che a contrastare la criminalità. Si tratta di esigue minoranze che, tuttavia, destano preoccupazione».

PROCESSO BREVE: SÌ MA CON RISORSE - Il procuratore generale apre al processo breve, a condizione però che siano «adeguatamente potenziate» le risorse umane e materiali. Devono essere «accolte con favore tutte le iniziative volte a contenere la durata del processo entro termini ragionevoli», ha affermato il pg. Ma «ogni intervento in tale direzione, se non vuol restare una mera enunciazione d'intenti e produrre guasti maggiori dei benefici auspicati, deve essere preceduto da una radicale riforma strutturale dei sistemi sostanziali e processuali, oltre che da un adeguato potenziamento delle risorse umane e materiali». Per fare la riforma però, ricorda Esposito, «occorre instaurare un dialogo franco e costruttivo fondato su un sentimento di comune appartenenza».

CARENZE ORGANICO - Esposito ricorda altresì la carenza di organico: «Diventa sempre più grave la carenza di personale amministrativo, con conseguenze assai importanti in diversi settori. Taluni uffici hanno carenze di personale che raggiungono il 30%. Inoltre la drastica riduzione degli stanziamenti, ad esempio per gli straordinari, non consente di trattenere in ufficio il personale amministrativo oltre l'orario di lavoro».

INTERCETTAZIONI - Le intercettazioni telefoniche e ambientali sono «invasive» ma «utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali», specie in un periodo «in cui il contributo dei collaboratori di giustizia si è sensibilmente ridotto», ha sottolineato il procuratore generale Esposito. Sui costi il pg segnala che sono stati ridotti, ma si potrebbero diminuire «in modo consistente se le procure disponessero di impianti adeguati».

PERPLESSITÀ PER I GIUDICI NEI TALK SHOW - Nel suo intervento Vincenzo Carbone, primo presidente della Cassazione, ha affermato che «desta perplessità» la partecipazione dei giudici ai talk show televisivi dove si ricostruiscono delitti alla «ricerca di una verità mediatica diversa da quella processuale. Carbone ricorda ai giudici che partecipano a queste trasmissioni di «ispirarsi sempre a criteri di equilibrio e misura, a pena di sanzioni disciplinari».

CSM - Nicola Mancino, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm), nel suo intervento ha detto che «una buona riforma ha bisogno della collaborazione di tutti». Se l'anno in corso «sarà quello delle riforme, il Csm non mancherà di dare il proprio contributo». Mancino si è espresso contro ogni intimidazione dei magistrati. L'esercizio della giurisdizione «va salvaguardato da ogni forma, scritta o verbale, di intimidazione o di interferenze che possano mettere in dubbio il pieno e libero suo svolgimento».

ALFANO - Nel suo intervento, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha prima ringraziato il capo dello Stato per aver pronunciato «in materia di giustizia parole sempre decisive per il mantenimento degli equilibri istituzionali», e poi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «per il sostegno politico offerto all'azione riformatrice del governo soprattutto in materia di antimafia e giustizia civile».

Il Guardasigilli ha poi annunciato che il governo ha «in mente un progetto chiaro per vincere la lentezza» della giustizia italiana. «È un percorso irto di ostacoli che non prevede che da un giorno all'altro come d'incanto tutto si risolva. Ma non ci siamo rassegnati». Alfano ha poi ribadito «il rispetto per l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati», ma ha sottolineato che «la legge la fa il Parlamento libero, democratico, sovrano, espressione del popolo italiano».

ANM - Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara smentisce che ci siano spaccature tra le toghe sulla protesta che si terrà sabato nelle corti d'appello.«La magistratura è unita, l'Anm è la casa di tutti i magistrati. Sabato parleremo con una voce sola» aggiunge Palamara, ricordando che i rappresentanti del sindacato delle toghe leggeranno sabato un unico documento. Per protesta, infatti, l'Anm lascerà le cerimonie quando prenderà la parola il rappresentante del ministero della Giustizia, eccetto a L'Aquila dove interverrà Alfano e la protesta non sarà fatta «per rispetto delle istituzioni». L'Anm nel documento critica «gli insulti e aggressioni» rivolte ai magistrati da parte del capo del governo e da altri «esponenti politici di primo piano» e ribadisce quali sono le «vere riforme» di cui ha bisogno la giustizia

Redazione online
29 gennaio 2010



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Gaffe in Austria: video imbarazza la Difesa, rimosso

La Stampa


Un video caricato sul sito mette in imbarazzo l'esercito austriaco: su ordine del ministro della Difesa Norbert Darabos la Bundesheer ha dovuto rimuovere dalla propria home page un video considerato «sessista». Nel filmato promozionale si vede un tipico "macho" che chiede alle ragazze che lo accerchiano se abbiano voglia di fare un giro sulla sua auto fiammante. In quel momento spunta fuori dal nulla un carro armato; un soldato si rivolge alle giovani: «Eh ragazze, avete voglia di fare un giro? Venite nella Bundesheer, lì potrete guidarlo voi un carro armato». Il carro armato riparte e le ragazze, folgorate, lo inseguono. «L'esercito austriaco non vuole ferire i sentimenti di nessuno», si legge in un comunicato diffuso per spiegare il dietrofront improvviso.

Video



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Cancro, 6 mesi d'attesa per la cura salvavita

Il Tempo

A Tor Vergata l'ipertermia è per pochi fortunati. Il prof. Pigliucci: c'è solo una macchina del calore. E chi vuole sopravvivere deve emigrare all'estero.





È la macchina del calore che ferma il cancro senza alcun effetto collaterale dannoso per il paziente. Ma c'è una sola macchina per fare ipertermia al policlinico Tor Vergata. E per farsi applicare le piastre che scaldano e rimpiccioliscono i tumori, bisogna aspettare sei mesi, e nell'attesa si muore. «L'ipertemia è la cura più moderna ed efficace nella lotta ai tumori, una terapia capacitiva ovvero ripetibile e non invasiva, senza nessun danno» conferma il prof. Giuseppe Maria Pigliucci, chirurgo oncologo.

Ma a Tor Vergata, nell'ambulatorio che dirige, c'è ancora un solo macchinario, nonostante la richiesta inoltrata al direttore generale del policlinico Enrico Bollero, al rettore dell'università di Tor Vergata, Renato Lauro, e al direttore sanitario aziendale, Isabella Mastrobuono. «Sì, abbiamo ancora un solo macchinario» conferma Pigliucci. E pensare che quando non lavorava in una struttura pubblica di macchimari ne aveva di più.

«Per facilitarmi mi avevano dato Villa Mafalda - racconta - poi Villa Europa dove prima avevo tre macchine di ipertermia, e potevo trattare circa 25-30 malati al giorno».
Al policlinico universitario invece se ne possono trattare «solo 8-9 al giorno - dice Pigliucci - perché ogni malato deve fare 8-16 sedute e blocca l'unica macchina per 3 settimane».

Le richieste aumentano. «Oggi è arrivato un ammalato da Torino, un altro ha chiamato da Monterotondo - dice Pigliucci-, è una continua richiesta di aiuto della gente che non risponde più alla chemio ed è grave che non si possa dare un aiuto con una terapia ufficiale e non sperimentale riconosciuta dal servizio sanitario nazionale col numero 99.85». 


La lista è lunga, si calcola che ci siano almeno 700 persone in attesa, informate dal tam tam di chi ha saputo dell'esistenza dell'ipertermia, solo dopo lunghi cicli di chemio, e quando era stata rimandata a casa con la sola morfina. È la storia di Angela Speranza, 73 anni, abruzzese romanizzata. Come lei tanti altri sono approdati alla cura del calore come ultima spiaggia. Perché quasi mai gli oncologi ne parlano ai pazienti. «Eppure l'ipertermia se associata alla chemio ne potenzia gli effetti pur consentendo dosaggi minimi, e per questo dovrebbe essere inserita in multiterapia» dice Piglucci. Ma, chissà perché, quasi mai viene consigliata la «chemioterapia associata metronomica che da effetti ottimi perché rinforzata dall'ipertermia». 


Chi può, emigra all'estero per sottoporsi all'ipertermia. «In Germania ci sono 200 centri di ipertemia - fa il conto Pigliucci - in Giappone 92, e in Francia, Inghilterra e in Russia si può fare ipertermia nelle strutture pubbliche. Da noi invece i pazienti muoiono nell'attesa o emigrano all'estero. Se almeno ci fossero due macchinari a Tor Vergata potremmo dimezzare i tempi d'attesa».

La buona notizia è che il prof. Pigliucci, unico in Italia a dirigere un corso di perfezionamento post laura in ipertermia per medici e laureati in scienze mediche, il 19 febbraio inaugura un corso di ipertermia a Tor Vergata. Al corso collaborerà anche il prof. Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt). E si sono interessati a questa metodica anche il prof. Roberto Orecchia, primario di radioterapia dello staff di Veronesi, e il prof. Mattia Osti del Sant'Andrea che fa radioterapia stereotassica, cioè mirata al tessuto tumorale, la più localizzata e meno dannosa, e «anche questa, si potenzia con l'ipertemia».

Grazia Maria Coletti
29/01/2010




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Milano, disoccupato si finge straniero per trovare lavoro da becchino

Quotidianonet



Un disoccupato romagnolo si è finto ungherese per trovare lavoro e ha ricevuto un trattamento migliore rispetto a un italiano oltre alla promessa di impiego

MILANO, 29 gennaio 2010


Arrivare a fingersi straniero per poter trovare lavoro in Italia. E' quanto e' accaduto a Davide Fabbri, un quarantenne italiano, residente nella Riviera Romagnola, alle prese con la disoccupazione e una famiglia da mantenere

''Rimasto senza lavoro, mi sono recato dal sindaco del mio paese, dicendo che ero disposto a fare qualsiasi cosa, dal becchino al giardiniere, visto che un mio amico albanese era appena stato assunto al cimitero'' ha raccontato Fabbri, oggi a Milano per la presentazione di Forza Popolare, partito di nuova creazione a cui si e' iscritto.


Rimandato dal Comune alla Regione, tentate tutte le strade anche a Bologna e vistosi chiudere ogni volta le porte in faccia, Fabbri ha deciso di fingersi ungherese: ''Tornando negli stessi uffici di collocamento, parlando in un inglese rudimentale, sono stato trattato con grande gentilezza e sono stato rassicurato da tutti che avrei ricevuto aiuto e che un lavoro senz'altro sarebbe venuto fuori'' ha raccontato. ''Come italiano mi veniva solo ripetuto che c'era crisi e che facevo meglio a rivolgermi ai miei genitori, invece paradossalmente come straniero ho ricevuto comprensione e incoraggiamento''.

Denunciando una ''discriminazione al contrario verso gli italiani poveri'', Fabbri ha detto di essersi sentito in qualche modo sollevato dalla vicenda: ''Si sente sempre dire che gli italiani non vogliono fare i lavori piu' umili. Invece ora ho capito che non e' colpa mia se sono vittima della disoccupazione, ma che c'e' qualcosa che non va nel nostro sistema''




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Nozze, Bendetto XVI: "Basta annullamenti facili Niente comunione ai divorziati poi risposati"

di Redazione

Benedetto XVI contesta "la diffusa e radicata tendenza che - nei giudizi sulla nullità dei matrimoni - porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l’altra".

E poi: "No alla comunione se il matrimonio era valido"



Città del Vaticano - Benedetto XVI contesta "la diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che - nei giudizi sulla nullità dei matrimoni - porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l’altra". "Alcuni - denuncia nel discorso per l’apertura dell’anno giudiziario della Rota Romana - ritengono che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare. La stessa verità, pur invocata a parole, tenderebbe così ad essere vista in un’ottica strumentale, che l’adatterebbe di volta in volta alle diverse esigenze che si presentano".

"Diritto canonico sottovalutato" "Il vostro ministero - spiega ai giudici del supremo tribunale che all’interno della Chiesa giudica in questa metaeria - è essenzialmente opera di giustizia: una virtù che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto, della quale è quanto mai importante riscoprire il valore umano e cristiano, anche all’interno della Chiesa". Oggi, secondo Papa Ratzinger, "il Diritto Canonico, a volte, è sottovalutato, come se esso fosse un mero strumento tecnico al servizio di qualsiasi interesse soggettivo, anche non fondato sulla verità". "Occorre invece - raccomanda - che tale Diritto venga sempre considerato nel suo rapporto essenziale con la giustizia, nella consapevolezza che nella Chiesa l’attività giuridica ha come fine la salvezza delle anime". "In questa prospettiva - sottolinea il Papa - è da tenere presente, qualunque sia la situazione, che il processo e la sentenza sono legati in modo fondamentale alla giustizia e si pongono al suo servizio". Infatti, anche se "l’azione di chi amministra la giustizia non può prescindere dalla carità e di conseguenza, l’approccio alle persone, pur avendo una sua specifica modalità legata al processo, deve calarsi nel caso concreto per facilitare alle parti, mediante la delicatezza e la sollecitudine, il contatto con il competente tribunale, tuttavia occorre ribadire che ogni opera di autentica carità comprende il riferimento indispensabile alla giustizia".

Eucarestia: "No ai divorziati-risposati" Sarebbe un errore facilitare le dichiarazioni di nullità di matrimonio e spianare quindi con eccessiva facilità la strada alla riammissione alla comunione alle persone coinvolte in procedimenti di questo tipo. È quanto ha detto questa mattina il Papa rivolgendosi ai membri del Tribunale della Sacra rota ricevuti in udienza in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. "Occorre rifuggire da richiami pseudo pastorali - ha detto il Papa - che situano le questioni su un piano meramente orizzontale, in cui ciò che conta è soddisfare le richieste soggettive per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l’altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia". "Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica - ha aggiunto - dopo la riconciliazione sacramentale, esige invece di considerare l’autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica. Sarebbe un bene fittizio, e una grave mancanza di giustizia e di amore, spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale". In precedenza il Papa aveva osservato a proposito dei processi davanti al tribunale della Sacra Rota: "l’approccio alle persone, pur avendo una sua specifica modalità legata al processo, deve calarsi nel caso concreto per facilitare alle parti, mediante la delicatezza e la sollecitudine, il contatto con il competente tribunale. In pari tempo, è importante adoperarsi fattivamente ogni qualvolta si intraveda una speranza di buon esito, per indurre i coniugi a convalidare eventualmente il matrimonio e a ristabilire la convivenza coniugale".

"Il relativismo oscura il matrimonio" La cultura contemporanea, impregnata di relativismo, oscura "la stessa essenza del matrimonio" e, sacrificando la verità alle esigenze particolari, rende l’amore "un guscio vuoto". Lo ha detto papa Benedetto XVI ricevendo in udienza i componenti del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. "Senza verità - ha affermato il pontefice - la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso - ha proseguito - è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario". "Un simile svotamento" - ha oggi denunciato papa Ratzinger - può verificarsi non solo nell’attività pratica del giudicare, ma anche nelle impostazioni teoriche, che tanto influiscono poi sui giudizi concreti". "Il problema si pone", in particolare - ha aggiunto - "quando viene più o meno oscurata la stessa essenza del matrimonio, radicata nella natura dell’uomo e della donna, che consente di esprimere giudizi oggettivi sul singolo matrimonio.



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Bill Gates promette 10 miliardi per la ricerca sui vaccini

Corriere della Sera


Il fondatore di Microsoft ha ribadito l'impegno della sua fondazione a favore dei paesi poveri






DAVOS - La Fondazione Bill e Melinda Gates ha annunciato al Forum economico mondiale in corso a Davos il suo impegno a versare 10 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di vaccini per i Paesi più poveri.
Parlando a margine del World Economic Forum di Davos, il fondatore di Microsoft e la moglie Melina hanno invitato i presenti a «fare di questo decennio il decennio dei vaccini». Gates ha aggiunto che «la ricerca medica renderà possibile di salvare la vita di tanti bambini, come mai prima».

POSSIBILE SALVARE 8 MILIONI DI BAMBINI - «I vaccini già salvano e migliorano la vita di milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo. L'innovazione renderà possibile salvare più bambini che mai prima d'ora», ha detto Bill Gates in un comunicato. Secondo Bill e Melinda Gates, una più ampia diffusione dei vaccini potrà salvare oltre 8 milioni di bambini da qui al 2020 ma «i finanziamenti non sono ancora abbastanza, altri partner devono partecipare a questo sforzo».

Redazione online
29 gennaio 2010





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Rapporto Eurispes: «Gli stipendi italiani tra i più bassi dei Paesi industrializzati»

Corriere della Sera


L'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta dell'Ocse.
E l'affitto può assorbire tutto il budget familiare





MILANO - Gli stipendi italiani sono tra i più bassi dei Paesi industrializzati. «Dalla classifica 2008 relativa alle economie che fanno parte dell'Ocse emerge che, a parità di potere d'acquisto, l'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi monitorati, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro». È quanto si legge nel "Rapporto Eurispes Italia 2010". «Tra i paesi con il maggior salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari si collocano tra i primi dieci:

Corea del Sud (39.931 dollari),
Regno Unito (38.147),
Svizzera (36.063),
Lussemburgo (36.035),
Giappone (34.445),
Norvegia (33.413),
Australia (31.762),
Irlanda (31.337),
Paesi Bassi (30.796)
Usa (30.774)

continua l'Eurispes - Il nostro Paese con 21.374 dollari occupa invece la ventitreesima posizione. «Volendo fare un paragone con gli altri cittadini europei, il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44% rispetto al dipendente inglese, guadagna il 32% in meno di quello irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 19% in meno di un greco, il 18% in meno del cittadino francese e il 14% in meno di quello spagnolo. I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei paesi industrializzati, mediamente il 17% in meno della media Ocse, il cui valore è pari a 25.739 dollari».

LA CRISI - Il rapporto Eurispes, come sempre, scatta un'istantanea del nostro Paese sotto molti punti di vista. Sempre analizzando il quadro economico italiano, la ricerca rivela che nonostante la crisi «galoppante» a livello mondiale, il sistema produttivo italiano ha registrato un aumento delle imprese di 28mila unità nel secondo trimestre del 2009. Aumento che ha riguardato per lo più imprese individuali con titolari non giovanissimi, visto che la percentuale di giovani imprenditori con età inferiore ai 30 anni è diminuita, mentre è aumentata quella relativa alla fascia di imprenditori tra i 30 e i 49 anni. E sono in particolare le «imprese rosa» quelle che resistono meglio alla crisi.

AFFITTI - L'Eurispes si occupa anche di redditi familiari, sottolineando che un affitto ormai può pesare sul budget di una famiglia con un reddito annuo di 20 mila euro l’anno e che abita in una zona centrale fino al 116 per cento. L'Eurispes confronta il canone di locazione annuo medio di otto città (zona centrale o periferica) con un reddito lordo disponibile di 20 mila o 30 mila euro.

Una famiglia con un reddito annuo di 20mila euro che volesse vivere in una zona urbana centrale di una delle otto città considerate, afferma l'Istituto, dovrebbe destinare al pagamento del solo canone di locazione (escluse quindi le spese accessorie), una percentuale del proprio reddito compresa tra il 24,8% e il 116,6%, mentre in zona periferica la stessa percentuale varierebbe dal 20,2% e il 67,5% (rispettivamente Palermo e Roma).

L'incidenza del canone di locazione su un reddito di 30mila euro l'anno «risulterebbe, ovviamente, inferiore, ma tutt'altro che trascurabile», si sottolinea nel Rapporto: Varierebbe, infatti, tra il 16,6% e il 77,8% in una zona urbana centrale e tra il 13,4% e il 45% in periferia (rispettivamente Palermo e Roma). Inoltre, una famiglia su tre non arriva a fine mese.

L'Eurispes rileva però «segnali di ripresa» perché diminuiscono gli italiani che devono »raschiare il fondo del barile» o che hanno difficoltà a pagare il mutuo o l'affitto. Rispetto allo scorso anno, spiega l’Eurispes, sono in diminuzione le famiglie che hanno necessità di utilizzare i risparmi familiari (42,9% del 2010 contro il 51,2% del 2009) o che hanno difficoltà a pagare la rata del mutuo (23,3% del 2010 contro il 34,3% del 2009) o il canone d'affitto (18,1% del 2010 contro il 23,1% del 2009). Il 30,8% delle famiglie italiane inoltre, riesce a risparmiare qualcosa.

BANCHE - La maggioranza degli italiani, sottolinea ancora l'Eurispes, è critica verso le banche: per l’86,1%, quasi 9 su 10, gli istituti non sono in grado di farsi carico delle necessità delle famiglie. Per quanto riguarda l'onerosità dei prestiti bancari, il giudizio degli italiani è «decisamente negativo»: quasi la metà (45,7%) di coloro che hanno avuto accesso al credito «negli ultimi tre anni ritiene che il tasso di interesse applicato sia alto» e solo uno su tre (32,3%) ritiene viceversa che sia «adeguato».

L'86,1% ritiene che il sistema bancario italiano non sia «in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie (rispettivamente il 46,6% e il 39,5%)», mentre solo l'8,8% pensa che sia abbastanza in grado e solo lo 0,7% molto in grado. Il 55,2% degli italiani è inoltre «molto convinto» che le banche diano credito solo a chi dimostra già di possedere beni, mentre il 33,6% ne è comunque abbastanza convinto.

IMMIGRATI - Non manca un'analisi dell'immigrazione: secondo l'Eurispes, quasi la metà degli italiani (46,1%) ritiene che un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli immigrati sia giustificabile, ma solo in alcuni casi. Il 22,8% definisce questo atteggiamento pericoloso, il 17,7% riprovevole, il 10,4% condivisibile. Nelle Isole la diffidenza verso gli immigrati viene definita pericolosa in percentuale superiore alla media (27,2%). Al Nord-Est, invece, sono particolarmente numerosi coloro che considerano giustificabile la diffidenza verso gli immigrati, ma solo in alcuni casi (53,2%), mentre sono inferiori alla media quelli che la considerano riprovevole (13%).

DAL CAPPUCCINO AI SINGLE - Spazio poi alle curiosità. In ordine sparso: il 17% degli italiani salta cappuccino e cornetto; in soli tre anni i single nel nostro Paese sono aumentati del 10%; il 60% degli italiani è contrario alla rimozione del crocifisso; il 2009 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui sono avvenute più segnalazioni da dieci anni a questa parte; un italiano adulto su tre dichiara di bere alcolici, e se questa è un'abitudine saltuaria per il 55,7%, beve spesso l'11% e tutti i giorni il 4,1%.



Redazione online
29 gennaio 2010



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Vende sul web lettera di Rossini Denunciato pensionato trapanese

Quotidianonet

Oltre alla missiva autografa del grande compositore, in vendita anche numerosi documenti storici, tutti sequestrati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale



Trapani, 29 gennaio 2010


Numerosi antichi documenti di elevato interesse storico e artistico, compresa una lettera del compositore Gioachino Rossini, erano stati posti in vendita sul web da un pensionato trapanese. Tutti i reperti sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Palermo e del Comando provinciale di Trapani, nel corso di una lunga operazione che si concluderà con l’invio dei reperti a diversi enti e musei di competenza.

 Il pensionato è stato denunciato a piede libero, mentre continua l’attività investigativa per accertare la provenienza di tutti i documenti.

 Più in dettaglio, nell’operazione volta al contrasto del fenomeno della commercializzazione di beni d’interesse archivistico sottratti a enti pubblici, i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale della Sicilia e i militari dell’Arma di Trapani, hanno sequestrato ben 1.461 antichi documenti presso l’abitazione del pensionato trapanese: corrispondenza di natura amministrativo-contabile e giudiziaria proveniente da magistrature centrali e indirizzata alle varie amministrazioni locali, documenti a stampa e dispacci, tutti riguardanti un arco temporale compreso dal XVI all’inizio del XX sec.

Tra gli argomenti trattati l’istruzione, i lavori pubblici, la viabilità, la pirateria, la navigazione e la sicurezza dei porti, la guardia nazionale, il demanio, la sanità, l’anagrafe e lo stato civile, milizia e annona militare, finanze, dazio e tasse e ordini militari afferenti la riorganizzazione dei territori dopo il 1860.

Tra i documenti proprio la lettera autografa di Rossini, che ha tradito il privato detentore che l’aveva posta in vendita su un sito web: la foto su internet del documento mostrava, infatti, la presenza del timbro della Biblioteca comunale di Palermo. Al termine dell’inchiesta giudiziaria è stata disposta la restituzione dei beni ai vari enti e la condanna dell’imputato.

GI




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Odio intorno alla moschea» Minacce a M’hamed Lekroune

Il Secolo xix

Minacciato per telefono e di persona, nell’occhio del ciclone per l’esternazione delle sue paure legate al clima rovente che a Genova circonda la questione della possibile costruzione di una moschea: «Qualcuno potrebbe fare una pazzia. Anche farsi esplodere», aveva detto. E ora sono giorni difficili per M’hamed Lekroune, il cittadino marocchino presidente del movimento politico Italia Colorata, che ieri è stato ascoltato in questura, dalla Digos.



Da una parte ha sporto denuncia per una serie di minacce ricevute nelle ultime settimane per telefono e di persona: «Mi hanno tempestato di chiamate - ha raccontato Lekroune - minacciando me e insultando il Profeta. Poi, sull’autobus, un uomo anziano che non avevo mai visto mi ha detto che la pagherò cara. Ho avuto paura per me e per la mia famiglia».

Dall’altra, il presidente di Italia Colorata ha riferito “spontaneamente” dei suoi timori: «C’è un clima di odio intorno alla moschea, troppa violenza nella campagna della Lega contro di noi. Ho davvero paura di questa tensione».




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Bin Laden attacca gli Usa su clima e dollaro

di Redazione

Nuovo messaggio audio attribuito al capo di al Qaeda trasmesso dalla tv araba al-Jazeera. 

Il leader terrorista accusa i paesi industrializzati, primo fra tutti gli Usa, di essere responsabili dei cambiamenti climatici con le loro politiche. Poi dice: "Boicottate i prodotti americani"


Dubai - Un nuovo messaggio audio attribuito al leader di al Qaeda, Osama Bin Laden, è stato trasmesso poco fa dalla tv araba al-Jazeera. Dopo quello diffuso domenica scorsa, nel quale il terrorista saudita ha rivendicato il fallito attentato eseguito dal nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab a bordo di un volo Amsterdam-Detroit, questa volta il leader di al-Qaeda parla dei problemi legati al cambiamento climatico nel mondo. In particolare Osama accusa i paesi industrializzati, primo fra tutti gli Stati Uniti, di essere responsabili dei cambiamenti climatici del mondo con le loro politiche. Bin Laden chiede inoltre, per affrontare la crisi economica mondiale, di boicottare il dollaro e i prodotti americani.

"I paesi industrializzati e in particoalre quelli più grandi sono responsabili dei cambiamenti climatici - afferma Bin Laden - Il cambiamento climatico del pianeta non è solo un’idea, ma una realtà. Loro sono responsabili perché hanno invocato gli accordi di Kyoto accordandosi sulla riduzione delle emissioni dei gas, salvo poi, per decisione di George Bush e prima ancora del Congresso americano, respingere gli accordi per accontentare le grosse multinazionali". "Ci sono loro dietro l’aumento generalizzato dei prezzi di prima necessità - dice terrorsta - e dietro la cattiva situazione economica nella quale ci troviamo".

"Ha ragione Noam Chomsky quando sostiene che c’è un legame tra la politica americana e quella delle bande mafiose", aggiunge citando l'intellettuale americano. "Sono loro i veri terroristi. Dobbiamo impedire l’uso del dollaro e liberarcene al più presto". 





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In Italia oltre due milioni di disoccupati

Corriere della Sera


Sono 57mila in più rispetto a novembre. In Europa è salita al 10%, contro il 9,9% di novembre


ROMA - Il mercato del lavoro continua a segnare rosso, sia in Italia che in Europa: il tasso di disoccupazione a dicembre sale all'8,5% dall'8,3% di novembre. Lo rende noto l'Istat precisando che il tasso di disoccupazione è in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Secondo l'Istat è il dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche. I senza lavoro sono 2.138.000, 57mila in più rispetto a novembre e 392mila in più rispetto a dicembre 2008.

Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 26,2%, invariato rispetto al mese precedente ma in aumento di 3 punti percentuali rispetto a dicembre 2008. Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni, è pari a 14 milioni 822 mila unità, con una riduzione dello 0,2% (-25 mila unità) rispetto a novembre 2009 e un aumento dell'1,1% (+164 mila unità) rispetto a dicembre 2008.

Il tasso di inattività è pari al 37,6% (-0,1 punti percen-tuali rispetto al mese precedente e in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a dicembre 2008).

EUROPA - L'aumento dei disoccupati trova conferma anche nei 16 Paesi dell'area euro è salita al 10%, contro il 9,9% rivisto di novembre. Nel dicembre di un anno fa era all'8,2%. Lo rende noto Eurostat rilevando che si tratta del tasso più elevato nella zona dell'euro dall'agosto 1998. Il più elevato della zona euro e tra i più alti in Ue resta quello della Spagna al 19,5%. Nell'intera Ue il tasso di dicembre era al 9,6% (9,5% a novembre) e il 7,6% un anno fa. In questo caso è il tasso più elevato dal gennaio 2000. Secondo stime Eurostat, a dicembre i disoccupati erano nell'Ue 23,012 milioni di cui 15,763 milioni nell'eurozona. In un anno la disoccupazione è aumentata di 4,628 milioni nell'Ue e di 2,787 milioni nella zona dell'euro.

29 gennaio 2010




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Germania: non parli bene tedesco? Licenziato

Il Secolo xix


Una conoscenza lacunosa della lingua tedesca può giustificare il licenziamento. Lo ha deciso oggi il tribunale federale del lavoro a Erfurt (est della Germania). Il tribunale ha anche confermato il licenziamento di un operaio spagnolo che lavorava da 25 anni per un subappaltatore nel settore automobilistico, motivandolo con il fatto che l’uomo non era in grado di leggere le istruzioni.

Nel 2004 l’azienda aveva introdotto un marchio di qualità certificata, secondo il quale i suoi dipendenti dovevano essere in grado di leggere e capire ordini scritti. L’operaio, di 55 anni, nel 2003 aveva preso lezioni di tedesco pagate dal suo datore di lavoro ma poi, benchè il suo livello di comprensione fosse rimasto insufficiente, si era rifiutato di continuare.

Nel 2005, all’ennesima richiesta dell’azienda di migliorare la sua conoscenza del tedesco, l’operaio aveva risposto picche affermando che per svolgere il suo lavoro non gli era necessario saper leggere il tedesco, dato che lo parlava e lo capiva. Nel 2007 infine era stato licenziato. Il tribunale al quale si era rivolto per essere reintegrato al lavoro gli ha dato torto, ritenendo che il marchio di qualità dell’azienda costituisse un motivo per esigere la sua conoscenza scritta della lingua tedesca.



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Sicilia, il lusso degli sprechi

La Stampa

Ecco dove finiscono i soldi che mancano per scuole e abitazioni
LAURA ANELLO

PALERMO

Alla faccia della superstizione, i novanta consiglieri regionali della Sicilia - che per legge hanno il diritto di farsi chiamare deputati - hanno pensato anche al benefit per il passaggio a miglior vita: un contributo di cinquemila euro per le spese funerarie. D'altronde, se hanno trascorso l'esistenza di agi nelle auguste sale del Palazzo dei Normanni di Palermo - un tempo reggia di Federico II - dovrebbero forse privarsi di incensi, velluti rossi e corone di fiori al momento della dipartita?

Ma anche la vita è bella per il deputato siciliano, l'unico consigliere regionale che abbia compensi equiparati ai senatori, 19.685 euro lordi al mese. Più tutti gli extra, dall'autista ai cellulari di servizio, dai portaborse ai viaggi all'estero (pardon, missioni istituzionali).

Sarà forse per questo - per l'abbondanza in cui vivono gli inquilini dei palazzi del potere - che altrettanta munificenza, liberalità, larghezza viene adoperata per legioni di precari, eserciti di formatori professionali, barellieri delle ambulanze. Il viaggio tra le spese delle amministrazioni siciliane non manca certo di riservare sorprese. Tanto che la gara bandita per acquistare trenta computer portatili per i consiglieri comunali della disastrata Favara - dove due bambine sono appena morte nel crollo della loro catapecchia - appare una tessera infinitesimale di un mosaico gigantesco. Una goccia nel mare. L'antipasto di un pranzo luculliano.

Proprio come i pasti che i deputati dell'Assemblea regionale possono gustare nelle due buvette di palazzo, una aperta pochi mesi fa con la possibilità di optare per menù etnici, dal sushi al pollo al curry. Per un primo gli onorevoli pagano 2 euro e 25, per un secondo 3 euro e 38, per un contorno 1 euro e 13, per il pane e il caffè 75 centesimi. Perché conti così stracciati? Perché il resto è a carico del Parlamento più antico d'Europa. C'è da stupirsi allora se l'apertura di questo punto di ristoro abbia innescato una piccola lotta di classe? I 220 tra commessi, segretari, stenografi non hanno sopportato che l'ingresso sia stato riservato solo a deputati e portaborse. Per loro solo la storica buvette, altrettanto economica ma meno suggestiva.

Così, non c'è da meravigliarsi nemmeno se l'Assemblea - assediata ogni giorno da legioni di disoccupati, cassintegrati, precari, indigenti - abbia speso 216 mila euro per il nuovo logo commissionato dall'allora presidente forzista Gianfranco Miccichè nel sessantesimo anniversario dell'autonomia regionale. E se le celebrazioni, per una ricorrenza che cadeva nel 2007, durino ancora oggi.

Mentre è eterna la questione della formazione professionale, sulla quale proprio ieri è stato presentato un progetto di tagli alla spesa da 20 milioni: la Regione spende ogni anno 240 milioni di euro per foraggiare una galassia di migliaia di insegnanti. Pazienza se ogni corso costa alle tasche dei cittadini 108 mila euro, pazienza se viene seguito in media da undici allievi, se soltanto uno studente e mezzo, alla fine, trova lavoro. I calcoli li ha fatti il procuratore generale d'appello della Corte dei conti, Giovanni Coppola: «L'effettivo avviamento al lavoro di un giovane siciliano pesa sui contribuenti 72 mila euro, non so davvero se ne valga la pena».

Meglio è andata a un drappello di venti giornalisti che invece il lavoro l'hanno avuto dalla Regione, e per chiamata diretta, assunti a tempo indeterminato nell'ufficio stampa con la massima qualifica di capo redattore. Con quelli che c'erano già fanno ventitré, a fronte dei cinque di Palazzo Chigi. Forse per questo, il pm della Corte dei conti ha appena chiesto un risarcimento di sette milioni e 300 mila euro all'ex governatore Totò Cuffaro che li assunse e al successore Raffaele Lombardo che li tiene in servizio. Bazzecole rispetto al buco della Sise, la società che si occupa dei soccorsi con il 118, la cui passata gestione è stata inghiottita in una voragine da 60 milioni di euro, 40 dei quali solo per straordinari. A dispetto del fatto che per ogni ambulanza ci sono dodici soccorritori-barellieri, in totale 3.200 dipendenti, il doppio della Regione Piemonte. I costi? Nel 2008 quasi 90 milioni di euro.

Troppi primati per non innescare una gara di emulazione. Così Palermo, completata la stabilizzazione degli ultimi tremila precari (che costano 55 milioni di euro l'anno e che in passato sono stati impiegati con le più diverse mansioni, da «guardiani della aiuole» a «custodi della fontana municipale»), diventerà il Comune con più personale d'Italia: 9.594 occupati, uno ogni 69 abitanti. Più di Milano e Roma. E i giardinieri? Sono mille, il quadruplo che a Torino. Ma al verde sono anzitutto le casse.




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Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

Corriere della Sera

Il telegramma del 1941: «Esigo che alle 8 gli uffici pubblici siano già al lavoro»



ROMA — Ci ha già provato niente di meno che il duce a far lavorare i fannulloni. Nel 1941. Esattamente il 19 maggio del XIX anno dell’era fascista, con un telegramma agli uffici pubblici. Il tono è quello perentorio, inconfondibile di Benito Mussolini, se possibile accentuato dalla mancanza di segni di interpunzione: «È ormai diventato un sistema quello adottato da Ufficiali e Funzionari che consiste nell'avviarsi all'ufficio alle 8 il che significa essere al tavolo di lavoro non prima delle 8 et 15 e forse più tardi alt Esigo che questa deplorevole abitudine tipica manifestazione di quel pressappochismo e deleteria tara del carattere di troppi italiani abbia immediatamente a cessare alt Alle 8 chi non è già al suo tavolo di lavoro ha perduto la giornata con le relative conseguenze alt Farò controllare quanto sopra alt - MUSSOLINI»

Del telegramma si è trovata traccia in una circolare dell'«Istituto nazionale fascista per l’assicurazione contro gli infortuni del lavoro», mandata a tutte le direzioni il 23 maggio del 1941 per informarle che «il Ministero delle Corporazioni » il 21 maggio aveva comunicato «per la scrupolosa osservanza» il telegramma del duce, di cui si riportava appunto il testo. La scoperta è stata fatta negli archivi di Stato da alcuni ricercatori che, racconta Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi, per conto dell’associazione nazionale partigiani d’Italia stanno conducendo studi sugli scioperi del ’43-44. Quale sia stato l’esito degli ordini di Mussolini non è dato sapere, ma il problema non è stato evidentemente risolto se ancora oggi il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha tra le sue principali preoccupazioni la lotta ai fannulloni. Anche allora il nodo era la verifica della effettiva presenza in ufficio. Tanto che nella circolare si invitano tutte direzioni a emanare un «ordine di servizio al dipendente personale — che dovrà firmare per presa conoscenza — il telegramma del DUCE - esigendo da tutti indistintamente la più rigorosa e puntuale osservanza dell’orario, sia in entrata sia in uscita dall’ufficio ».

Facile concludere per Pizzinato, che ha alle spalle una lunga carriera nel sindacato fino a diventare segretario generale della Cgil (1986-88), che «non è con i metodi autoritari chesi fanno lavorare le persone, ma coinvolgendole e motivandole ». Fatto sta che, 68 anni dopo Mussolini, Brunetta è dovuto ricorrere a misure punitive come il taglio della retribuzione accessoria per abbattere il tasso di assenteismo.

Enrico Marro
29 gennaio 2010





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