domenica 11 dicembre 2011

Banche: zero spese sui conti correnti per le pensioni minime

Corriere della sera

Mussari, presidente Abi: «Disponibili a ragionare anche sui costi delle carte di credito dopo le misure del governo»


MILANO - «Tutte le banche italiane sono disponibili a ragionare su un conto corrente a zero spese per i pensionati al minimo» e «sui costi delle carte di credito alla luce delle misure del governo». Lo ha detto il presidente dell'Abi (Associazione bancaria italiana), Giuseppe Mussari, che ha però precisato che gli istituti di credito «non sono disponibili a dare gratuitamente servizi che costano alle imprese bancarie».


AZIONE LEGALE - Per quanto riguarda gli stress test condotti recentemente dall'Eba, secondo i quali servirebbero 15,4 miliardi di euro di ulteriore di capitale per i nostri istituti di credito per rientrare nei parametri europei, Mussari ha aggiunto che «l'Abi percorrerà tutte le strade possibili, compresa quella legale, per contrastare l'esercizio dell'Eba.

È un esercizio sbagliato nel merito e nel metodo che non tiene conto delle specificità delle banche italiane, anzi le offende profondamente. Si mettono in grave difficoltà banche che hanno sempre acquistato titoli di Stato».
 
Redazione Online11 dicembre 2011 | 19:08

Noriega estradato torna nella sua Panama

Corriere della sera

L'ex dittatore 77enne era in carcere a Parigi: ora dovrà scontare in patria tre pene di 20 anni


MILANO - L'ex dittatore Manuel Noriega fa ritorno a Panama. Il 77 anni ha lasciato domenica Parigi per essere estradato verso il suo Paese. L'aereo della compagnia spagnola Iberia, con a bordo Noriega, è decollato verso le 8 del mattino dall'aeroporto d'Orly per raggiungere Madrid. L'arrivo a Panama, dalla capitale spagnola, è previsto per le 17.30 locali (le 23.30 in Italia).

 
ALTRI 20 ANNI IN CELLA - Noriega dovrà adesso scontare nel suo Paese tre pene di vent'anni per violazione dei diritti umani e per aver ordinato l'omicidio di tre oppositori. Dal 2010 era detenuto nella prigione parigina de la Santé per riciclaggio di denaro sporco. Noriega ha già scontato ventuno anni di carcere negli Stati Uniti per traffico di droga. Al suo arrivo a Panama Noriega sarà portato, tra forti misure di sicurezza, direttamente al carcere «El Renacer», un'ex base militare statunitense situata a circa 30 chilometri dalla capitale del Paese centroamericano.
 
Redazione Online 11 dicembre 2011 | 13:16

La divina provvidenza

Corriere della sera



 

Gli affari di Don Luigi Verzè, il prete manager fondatore del San Raffaele. Tra imprenditori discussi, servizi segreti, fazende in Brasile e uomini vicini al governatore Formigoni.



La mattina del 18 luglio, Mario Cal, il manager della sanità privata più potente d’Italia, entra nel suo ufficio e si spara. Cal non è un manager qualunque, è il fidatissimo braccio destro di Don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele, l’impero della sanità convenzionata, sepolto da un miliardo e mezzo di debiti. Il suicidio di Mario Cal, però, sembra solo uno dei misteri.

Cosa c’èdietro il disastro finanziario che rischia di mandare in frantumi l’ospedale privato più importante del Paese? Perché migliaia di dipendenti rischiano di perdere il lavoro? Le cause della morte e della voragine finanziaria vanno cercate nei paesi di mezzo mondo.

Coperto dalla nebulosa legislazione che circonda le fondazioni e il loro controllo, il gruppo di don Verzè, che governa un reticolo impressionante di società, ha investito milioni di euro in attività insospettabili come strutture alberghiere e piantagioni di mango e uva in Brasile.

L’inchiesta di Alberto Nerazzini che per Report è andato fino a Salvador de Bahia, dove si trova il quartier generale del prete manager, prova a ricostruire una vicenda intricata che ogni giorno che passa riserva nuovi capitoli e apre scenari sorprendenti, a cominciare dai rapporti tra Don Verzè e i vertici dei servizi segreti.

All’interno della storia spuntano imprenditori discussi che con movimentazioni di denaro, hanno consentito a tutto il sistema di reggere. È il caso della famiglia Zammarchi titolare della Diodoro e della Metodo, le due società che al San Raffaele fatturavano costi anche 5 volte superiori a quelli standard. Ma con quale scopo? Per drenare denaro e creare fondi neri?

Per pagare i politici? La magistratura che sta tentando di sbrogliare i fili di questa complicata matassa indaga e arresta Daccò, l’uomo ombra della sanità lombarda, vicino al governatore Formigoni. Ma è solo l’inizio di un’indagine che deve inseguire fiumi di denaro finiti nei conti di società off shore.

Per arrivare a scoprire la verità di uno dei crac più misteriosi della storia del nostro Paese bisogna però scoprire chi è veramente Don Luigi Verzè e cosa si nasconde dietro la sua impenetrabile comunità religiosa: l’associazione dei Sigilli. Ma soprattutto si deve scoprire qual è stata, per decenni, la sua rete di amicizie e protezioni.
 
Alberto Nerazzini
10 dicembre 2011(ultima modifica: 11 dicembre 2011 | 8:44)

Lesbiche orgogliose? Come i ladri» Bufera su Scilipoti che insulta la Concia

Corriere della sera

L'ex esponente dei responsabili: «Due donne che stanno insieme non sono una famiglia»


Paola Concia e Domenico Scilipoti
MILANO - «Paola Concia è orgogliosa di essere lesbica? Va bene, ma questo che significa? Anche una persona che si dichiara ladro si dice orgogliosa di esserlo, proprio perché si comporta in maniera diversa da tutti gli altri. Due donne che stanno insieme non possono essere paragonate a una famiglia». Il deputato dei Responsabili Domenico Scilipoti parla così della collega del Pd Paola Concia ed è subito polemica.

 
Le frasi dell'ex dipietrista diventato berlusconiano di ferro suscitano l'immediata reazione di Idv e Pd. Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando si rivolgono alla vittima: «Esprimiamo piena solidarietà a Paola Concia per le offese volgari e gratuite. È davvero triste che si debbano ancora ascoltare parole simili». Per il deputato pd Michele Meta «le offese rivolte alla Concia sono ridicole e tragiche allo stesso tempo. Se ci fosse una legge contro l'omofobia, probabilmente Scilipoti sarebbe condannato per recidiva».
 
11 dicembre 2011 | 14:21