lunedì 12 dicembre 2011

Mentos e Cola nel serbatoio e l'auto va

Corriere della sera

Gli scienziati «pazzi» di Epybird stabiliscono un nuovo record


MILANO- Cinquantaquattro bottiglie di Coca Cola e 324 Mentos. Un cocktail esplosivo che ha consentito a un veicolo denominato «Mark II» di percorrere 329 piedi, poco più di 100 metri. Un record folle quello realizzato dagli «scienzati pazzi» di Epybird (così si autodefiniscono sul loro sito) Fritz Grobe e Stephen Voltz, diventati famosi per i loro strampalati esperimenti a base di mentine e soda.

 
DA NON REPLICARE MAI-Stavolta per alimentare il «Mark II» si sono serviti di tubi a pressione collegati alle bottiglie di Coca Cola Zero nel quale «sparare» le Mentos a tutta velocità. Un'esperienza da incubo per il pilota che viene «investito» da ondate di spruzzi mentre alle sue spalle lascia zampilli marroncini.

«Non provatelo mai a casa» dicono i due, per una volta seri, «potreste farvi male, una tale quantità di Mentos e Cola sviluppa una grande energia, piuttosto divertitevi con una sola bottiglia».
Soddisfatti per il nuovo primato, gli «scienzati pazzi» ci avevano già provato un po' di tempo fa a far marciare un veicolo con questo particolare carburante, ma il test si era concluso dopo pochi metri e per farlo muovere erano state necessari oltre 600 confetti e più di 200 bottiglie di Coca Cola.
 
Redazione Motori12 dicembre 2011 | 12:18

Torino, la giovane: «Chiedo scusa a tutti»

Corriere della sera

La ragazza che ha finto lo stupro in una lettera: «Voglio solo dimenticare». Cancellieri: «episodio ingiustificabile»



MILANO- «Chiedo scusa a tutti», comincia così la lettera della ragazza che sabato ha accusato due rom di averla stuprata. Una violenza che è poi risultata falsa, ma che ha scatenato la rabbia di almeno cinquecento persone che hanno dato alle fiamme le baracche di un campo nomadi a Torino.
La giovane, 16 anni, ha messo nero su bianco i suoi sensi di colpa: « Chiedo scusa a tutti e soprattutto ai bambini del campo. Chiedo scusa a tutta la gente del quartiere per la rabbia che ha suscitato la mia bugia La colpa è solo mia e chiedo scusa anche al ragazzo che sabato pomeriggio era con me e che ho coinvolto. Vorrei soltanto poter dimenticare».

Sulla vicenda è intervenuta il ministro Annamaria Cancellieri: «Nulla può giustificare la violenza». Le forze dell'ordine hanno arrestato due uomini di 52 e 20 anni.


IL MINISTRO- La Cancellieri condanna la vicenda. «Non si fa giustizia da soli. E, nel caso dell'assalto al campo rom di Torino, è un'ingiustizia fatta da soli. Nulla, neppure la rabbia, l'emarginazione, i pregiudizi, possono giustificare episodi come quello che è successo sabato sera alle Vallette».

E poi ha aggiunto: «A nessuno deve passare per la testa che i problemi si risolvono con la violenza. Meno che mai con la violenza nei confronti del diverso, dello straniero. Torino è la città che, da sempre, ha dato esempio concreto di convivenza civile che non si identifica in quel manipolo che ha incendiato la casa dei rom».
 
LE INDAGINI- Intanto si indaga su una vicenda dai contorni tortuosi. Poco prima del raid è circolato un volantino prodotto da uno dei gruppi di tifosi della Juventus. Per questo le indagini si stanno concentrando proprio nell'ambiente della squadra bianconera. Il foglio con la scritta
«Adesso basta, ripuliamo la Continassa» era stato infilato nelle buche delle lettere dei condomini della zona in cui risiede la sedicenne che si è inventata lo stupro da parte di due dei rom residenti nell'area. I nomadi erano scappati poco prima del raid. Almeno due baracche sono andate distrutte.
 
Redazione Online11 dicembre 2011 (modifica il 12 dicembre 2011)

Quell'aeroporto mai aperto dove sfrecciano solo le «supercar» degli amici del sindaco

Corriere della sera

A Comiso le piste sono costate 36 milioni ma sono chiuse. Mancano i fondi per garantire la sicurezza a terra



COMISO (Ragusa) - Sfrecciano a 300 all’ora, ma non decollano le Ferrari inseguite da una Porsche sulla pista dell’aeroporto aperto nel 2007 solo per un volo inaugurale, quando Massimo D’Alema era ministro degli Esteri, ancora in attesa di nuovi nastri tricolore da tagliare, giusto per onorare i 36 milioni di fondi europei finora spesi inutilmente.

Forse anche per questo il sindaco Giuseppe Alfano deve essersi lasciato convincere a utilizzare la pista per «un gioco fra amici», consentendo la gara dei bolidi e trasformando fra mille polemiche quei due chilometri e mezzo in un circuito da grand prix. Il più costoso autodromo del mondo. L’unico senza curve. Solo un rettilineo.

Con frenate record su questa landa assolata circondata dalle serre dei pomodorini, dai vigneti e dalle colline amate da Gesualdo Bufalino, l’autore di Diceria dell’untore.
 
IN PISTA A TAVOLETTA - E allo scrittore nato qui sembra richiamarsi il sindaco solo omonimo dell’Angelino alla guida del suo partito, il PdL. Pronto a respingere le «dicerie» dei ragazzi della «Fabbrica», un gruppo politico vicino a Nicki Vendola, piombati sulla pista armati di telecamere mentre, senza annunci, un po’ alla chetichella, lo stesso sindaco assisteva alle prove di un aeroporto ridotto ad uno strozzato circuito per costosi macchinoni lanciati finalmente a tavoletta senza l’ossessione del limite di velocità.

Non è stato edificante per Alfano ritrovare il filmato su Youtube, sbeffeggiato e insaccato nei panni di chi usa la pista dello spreco per gli amici. Ma il sindaco che allo scalo senza aerei cambiò nome non gradendo l’intitolazione a Pio La Torre si giustifica spiegando di averlo fatto «per beneficenza».
O meglio, assicura che un club locale avrebbe proposto di organizzare in primavera una gara con l’obiettivo di raccogliere fondi per anziani e indigenti: «Ma con questa cattiva pubblicità salta tutto. Saltano almeno 15 mila euro...».
 
ALTRI CINQUE MILIONI - Parola di sindaco irritato dallo scoop che riaccende i riflettori sulla paradossale storia di un aeroporto che nessuno apre perché nessuno riesce a farsi carico dei costi della sicurezza a terra, a cominciare dagli oneri legati alla presenza di un distaccamento dei vigili del fuoco.
Durissimo il governatore Raffaele Lombardo che contestò il protocollo con cui il governo Berlusconi prevedeva di rovesciare tutte le spese sulla Regione: «Una furbata, al contrario di quanto avviene in qualunque altro aeroporto nazionale».

Poi è arrivata la disponibilità dello stesso Lombardo a impegnare altri 5 milioni per l’apertura, convinto che «in quattro anni si potrebbero avere un milione 800 mila passeggeri con un guadagno di 25 milioni di euro».
 
ARGENTINI INTERESSATI - Proiezione che ha portato lo scettico presidente dell’Enac Vito Riggio a dire «si acceleri». Ma senza pensare allo scatto delle Ferrari che per una curiosa coincidenza sfrecciano mentre una delegazione di imprenditori argentini fa la spola fra l’aeroporto di Catania e la pista di Comiso, forse interessati a trasformare quest’ultimo scalo nella base di un asse low cost con Buenos Aires, con la terra di tanti emigranti e dei loro figli nati nel «nuovo mondo».

Ed è proprio Riggio, un siciliano spesso amareggiato da sprechi e ritardi della sua terra, sorpreso dalle immagini dei bolidi in pista, a dire che non bisognerebbe lasciarsi sfuggire la possibilità di un’intesa con gli argentini. Arrivati dopo alcuni finanziatori cinesi che, secondo altri boatos, sarebbero disposti a realizzare un mega aeroporto al centro della Sicilia, fra Enna e Catania. Sussurri e “dicerie”, grandi progetti e piste vuote dove per il momento accelerano solo le Ferrari.
 
Felice Cavallaro 12 dicembre 2011 | 11:02