mercoledì 14 dicembre 2011

La7, Mentana si dimette: «Lascio il tg»

Corriere della sera

Il direttore: «Mi hanno denunciato, vado via. E non al Tg1». La replica del Cdr: «È falso, gli rinnoviamo la fiducia»



MILANO - Enrico Mentana lascia la direzione del telegiornale di La7. Le dimissioni sono state rese note dallo stesso giornalista che lamenta di «essere stato denunciato alla magistratura ordinaria da parte del Cdr della testata».

Oggetto del contendere un comunicato della Federazione nazionale della stampa che il giornalista ha deciso di non leggere durante il tg malgrado le richieste del sindacato. Il comitato di redazione fornisce però un'altra versione dei fatti, smentendo di aver denunciato il direttore.
«È una notizia falsa quella riferita da Mentana. La Fnsi ha mandato un comunicato chiedendo di pubblicarlo, e il Cdr ha fatto solo da tramite con Mentana che non ha ritenuto di leggere il comunicato durante il tg.

Ma da noi non è partita nessuna denuncia», ha specificato Stefano Ferrante, membro del Cdr della testata di La7, rinnovando la stima al giornalista.

«Sembra una reazione iperbolica - fa sapere dal canto suo il segretario Fnsi Franco Siddi -. Né il Cdr, né la Fnsi hanno mai denunciato Mentana. Il ricorso per il comportamento antisindacale possono farlo solo gli organismi territoriali dei sindacati».
 
LA DENUNCIA - È stata in effetti l'Associazione stampa romana a dare mandato a un avvocato affinché sporgesse denuncia per «comportamento antisindacale» contro La7 e contro il direttore del tg.
Il tutto è avvenuto martedì. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso - aveva spiegato l'Asr - è stata il rifiuto del direttore di leggere nel tg il comunicato della Fnsi che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici, indetto nell'ambito della mobilitazione di Cgil-Cisl-Uil e Ugl contro la manovra del governo Monti».

«Sono rituali, che se mai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e do notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri», aveva replicato il giornalista.
 
IL NUOVO CASO - Un nuovo caso rischia dunque di travolgere una testata giornalistica dopo l'allontamento dalla direzione del Tg1 di Augusto Minzolini, rinviato a giudizio per peculato. Le dimissioni di Mentana dal tg di La7 arrivano infatti mentre comincia il tam tam su quale sarà il nuovo direttore del Tg1 dopo l'interim ad Alberto Maccari.
 
«NESSUN RAVVEDIMENTO» - «Ieri pomeriggio - sostiene Mentana annunciando le dimissioni - ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del tg di La7».

Quindi il post del giornalista sulla sua pagina ufficiale di Facebook: «Ma vi pare possibile - si legge - che dopo un anno e mezzo di lavoro continuo, con i risultati che sapete, uno debba essere DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA (in maiuscolo sul post originale ndr) per non aver voluto leggere un comunicato sindacale che non c'entrava niente con le notizie della giornata?».
 
TWITTER - Lo strappo di Mentana rimbalza a grande velocità su Twitter. A poche decine di minuti dalla diffusione della notizia delle dimissioni, il social network vedeva già primo in classifica l'argomento #mentana nei trend di diffusione. Un'ascesa senza dubbio legata non solo alla popolarità del giornalista, che ha moltiplicato gli ascolti delle notizie su La7, ma anche ai possibili nuovi approdi dell'anchorman. Non è probabilmente un caso se nella stessa graduatoria le tendenze che figurano al secondo e al terzo posto siano rispettivamente La7 e il Tg1.
 
IL TITOLO IN BORSA - La notizia delle dimissioni ha immediatamente scatenato un brusco peggioramento di Telecom Italia Media a Piazza Affari. Il titolo è arrivato a perdere oltre il 6% in corrispondenza all'annuncio dell'addio di Mentana, per chiudere poi a -3,74%. Telecom Italia Media ha espresso «ampia solidarietà» a Mentana, precisando anche di non avere ancora ricevuto «alcuna comunicazione ufficiale circa la decisione di volersi dimettere dalla guida del Tg La7».
 
L'EDITORIALE DEL DIRETTORE - «Vorrei avere oltre alla coscienza limpida, anche la fedina penale immacolata». Così Enrico Mentana ha concluso l'editoriale che ha preceduto l'edizione di mercoledì sera del suo Tg. Un edizione «raffazzonata», come lui stesso ha precisato, a causa dell'assemblea dei redattori che si è protratta fino a pochi minuti prima dell'andata in onda.
Ma proprio dall'assemblea è scaturito l'invito a Mentana a rinunciare alle dimissioni.

Ma il direttore non intende retrocedere: «O ci sarà un chiarimento ulteriore che possa dissipare il terreno da tutto quanto accaduto, che è molto grave dal mio punto di vista, o non avrò ragione di restare». A quanti già sospettano che la sua mossa sia legata al cambio al vertice del Tg1, in chiusura del telegiornale ha aggiunto: «Non tornerei mai alla Rai. La direzione del Tg1 non m'interessa».
 
Redazione Online 14 dicembre 2011 | 21:31

Perché non l'avete fatto voi?"

Corriere della sera

Monti bacchetta i politici 


Il 2011 in quattro minuti

Corriere della sera

Da Bin Laden a Fukushima
Youtube

Se Tom ha paura di Jerry Ratti sugli scogli, i gatti scappano

Corriere del Mezzogiorno

I felini del molo prendono il sole e i topi, grossi come pantegane, si aggirano indisturbati


NAPOLI - Ritorna l’emergenza topi sulle scogliere del lungomare Caracciolo. Avvistati alcuni esemplari di grosse dimensioni, anche in pieno giorno.

 
INUTILE DERATTIZZAZIONE - Non è bastato l’intervento di derattizzazione operato dall Asl Napoli 1 con l’ausilio dell’Autorità portuale e con il supporto logistico del personale di polizia lo scorso Aprile a contrastare la presenza dei ratti sugli scogli di Mergellina. Gli odiosi roditori, complice l’atavica presenza di rifiuti tra gli scogli, sono cresciuti in sovrabbondanza e ormai sono visibili anche in pieno giorno.
 
A FEBBRAIO ERANO IN STRADA - La questione della presenza diffusa delle pantegane in zona era stata sollevata a Febbraio dal presidente della I Municipalità, Fabio Chiosi che in piena emergenza rifiuti, aveva chiesto all’Asl un intervento ad horas con operazioni di derattizzazione e disinfezione. I ratti allora, uscendo dagli scogli raggiunsero le strade in cerca di cibo, in particolare alcuni esemplari furono avvistati in via Giordano Bruno.
 
Antonio Cangiano
14 dicembre 2011

Non mi occupo dei paesi poveri»

Corriere della sera

Babbo Natale cinico in spot ironico dell'Unicef


Venduto il documento di fondazione della Apple

Corriere della sera

Per 1,5 milioni di dollari negli Usa


Celentano a Sanremo

Corriere della sera

di Aldo Grasso di Aldo Grasso


Il bunker della 'ndrangheta nel centro di Milano

Corriere della sera

La paura e la morte dei testimoni di giustizia in Lombardia. La vicenda di Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido. Il clan dei Cosco nel fortino di via Montello, in pieno centro a Milano e gli affari in città. Ilaria Ramoni, avvocato e referente di Libera Lombardia: «I testimoni di giustizia ci dicono che non sono tranquilli a Milano, ci sono troppi appartenenti alla ‘ndragheta». Il gip di Milano Giuseppe Gennari: «Il fortino in città è una vergogna per Milano»

di R. H.Oliva


13 dicembre 2011 | 19:50

Bosone di Higgs, c'è l'impronta della «particella di Dio»

Corriere della sera

I nuovi dati restringono il campo per la ricerca del bosone in uno stretto margine a energie minori del previsto



MILANO - C'è «l'impronta» del bosone di Higgs, la cosiddetta «particella di Dio». I primi dati sono stati presentati a Ginevra, in un affollatissimo seminario organizzato al Cern, dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). I dati presentati restringono il campo per la ricerca del bosone a energie minori del previsto e si spera di fugare ogni dubbio dell'esistenza della particella entro la fine del 2012, quando sarà stata completata l'analisi degli esperimenti in corso.
 
BOSONE - Il bosone di Higgs» è all'origine della manifestazione della massa e la conferma della sua esistenza potrebbe far compiere passi avanti nelle Teorie di unificazione, già verificate per le forze nucleari ed elettromagnetiche ma che escludono ancora la gravità. La ricerca è stata condotta da due squadre differenti (con gli esperimenti denominati Atlas e Cms) ciascuno all'oscuro dei risultati dell'altro


Entrambe hanno lavorato in collaborazione con il Cern e con l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare vicino a Ginevra. La Gianotti, che fa parte della squadra Atlas, ha dichiarato che l'intervallo in cui con maggiori probabilità si potrebbe rinvenire il bosone di Higgs, si trova ai livelli di energia più bassi: tra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con uno scarto compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard.
 
ABBOTTONATI - I fisici del Cern restano comunque molto abbottonati e affermano che «non si può ancora parlare di una scoperta». Il termine «scoperta», infatti, non è stato mai pronunciato nel corso del seminario di presentazione dei risultati.

«Atlas», ha spiegato Fabiola Gianotti, «esclude al 95% la presenza della particella nell'intervallo di energie compreso fra i 131 e 453 GeV mentre rileva un possibile picco a 126 GeV (un livello di energia che corrisponde a poco più di cento volte la massa del protone) con una precisione statistica pari a 2,6 sigma; per la certezza che non si tratti di una casualità occorre un valore pari a cinque».
Tonelli, coordinatore dell'esperimento Csm, ha aggiunto che «si tratta di valori statistici prevedibili con i dati a disposizione e i relativamente bassi livelli di energie come quelli in gioco; l'esperimento conferma alcuni eventi interessanti nell'intervallo tra 120 e 131 GeV, con un picco sotto i 130 GeV (1,9 sigma)».
 
«MY GOD» - «My God!» è stato il primo commento di Peter Higgs. Lo ha raccontato Guido Tonelli. «Quando gli abbiamo comunicato i nostri dati, Higgs era spaventato dall'idea che fossimo così vicini e la sua prima esclamazione è stata My God». A 82 anni, Peter Higgs preferisce essere molto prudente: «sembrava davvero un po' terrorizzato - ha osservato Tonelli - dall'idea che si arrivasse al dunque».
 
Redazione Online13 dicembre 2011 | 19:51