giovedì 15 dicembre 2011

La casa di San Giuseppe Moscati in (s)vendita a Napoli per 600mila euro

Corriere del Mezzogiorno

L'abitazione del medico canonizzato da Giovanni Paolo II nell'elenco degli immobili del Comune in dismissione



NAPOLI - Da circa 50 anni la signora Elena Fazio abita nell’appartamento napoletano dove Giuseppe Moscati, il medico santo famoso in tutta Europa per essere stato uno dei precursori dell’umanizzazione della professione medica, ha vissuto ed operato. In quella casa, in una stanzetta angusta ma luminosa dalla quale si scorge il campanile del Gesù Nuovo, Moscati ha riposato per numerose notti prima di spegnersi, il 12 aprile 1927, poco dopo aver terminato l’ennesima e pienissima giornata di lavoro.

L’ex abitazione del santo, però, di proprietà del comune di Napoli, è stata inserita nell’elenco degli immobili in dismissione con un costo approvato tramite delibera della giunta comunale che supera i 620.000 euro. A causa della crisi, quindi, quello che è a tutti gli effetti un patrimonio non solo religioso ma anche laico, è stato messo all’asta e sarà venduto al miglior offerente.


IL «SALOTTO» DEL SANTO - L’appartamento di via Cisterna dell’Olio 10 (che non è lo stesso ripreso dalle telecamere della nota fiction con Beppe Fiorello del 2003) è citato e ricordato in praticamente tutte le principali biografie di San Giuseppe Moscati e rappresenta un luogo di grande interesse non solo per i fedeli.

Non a caso, come la signora Fazio ha raccontato, sono numerose le visite di curiosi e devoti che chiedono di poter accedere all’appartamento situato al terzo piano, in uno stabile piuttosto malridotto ed avvolto dal degrado. A fare da «filtro», giù al portone del vecchio palazzo, c’è il proprietario di un esercizio commerciale che da anni affaccia sul piccolo cortile d’ingresso.
L’uomo valuta di volta in volta i visitatori che chiedono dell’appartamento di Moscati e, se gli individui appaiono raccomandabili, provvede ad indicare il percorso per raggiungerlo ed eventualmente visitarlo.

Lo seguiamo ed entriamo nella casa. Dopo aver aperto la porta, il primo dettaglio che invita a una profonda riflessione è l’enorme differenza di ampiezza tra gli spazi che il medico riservava alla sua persona e quelli dove invece accoglieva i malati: al contrario della stanza da letto con scrittoio, infatti, il salone d’ingresso è vasto e bene illuminato. In quello stesso salotto, migliaia di pazienti hanno atteso di essere visitati, quasi sempre gratuitamente, dal santo.

 

Giuseppe Moscati
Giuseppe Moscati
 
IL RUOLO DEI GESUITI E L'IMPEGNO DI TUCCILLO 
 
Sulla delicata (e clamorosa) questione della casa in vendita è intervenuto l’assessore comunale al Personale Patrimonio e Demanio, Bernardino Tuccillo, che si è detto disponibile a tentare ogni strada possibile per eliminare l’appartamento dall’elenco degli immobili in dismissione e preservare quindi un fondamentale luogo di memoria per il noto santo partenopeo. I custodi principali della struttura sono i Gesuiti e, in particolare, con il mobilio e le reliquie preservate in un’apposita cappella espositiva, il Gesù Nuovo rappresenta il punto di contatto principale tra i fedeli e Moscati. Ebbene, dopo aver saputo della totale apertura al dialogo da parte del Comune, il Superiore nonché parroco del Gesù Nuovo, padre Vittorio Liberti, si è detto disposto ad incontrare l’assessore Tuccillo e la signora Fazio.

Nessuna iniziativa di raccolta fondi per un eventuale acquisto della casa e nessun impegno ufficiale da parte dell’ordine religioso, quindi, ma esclusivamente una cauta (e vaga) disponibilità a discutere del problema nel tentativo di trovare una soluzione più rapida ed efficace possibile. «Abbiamo già tantissime incombenze e siamo oberati di lavoro – ha infatti precisato Liberti. Tuttavia riscontriamo con piacere che l’amministrazione comunale si sia interessata dell’appartamento di via Cisterna dell’Olio ed abbia palesato la volontà di intervenire per evitare che sia venduto e siamo pronti ad incontrare Tuccillo». A questo punto la palla torna al comune e, probabilmente, anche a tutti i devoti che verranno a conoscenza della vicenda.
 
Germano Milite
15 dicembre 2011

Non pagano i soliti noti»

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Il premier replica alle critiche



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Ammainabandiera a Bagdad, finisce la missione americana

Corriere della sera

Alla cerimonia il segretario alla Difesa Panetta. Gli ultimi soldati lasceranno il Paese entro il prossimo 31 dicembre




MILANO - Dall'invasione ordinata da George Bush sono passati quasi nove anni. Ora la missione americana in Iraq è finita. La cerimonia dell'ammainabandiera svoltasi giovedì mattina a Bagdad, alla presenza del segretario alla Difesa Leon Panetta, segna l'ufficiale conclusione dell'impegno americano nel Paese.

Gli ultimi 4.000 soldati americani ancora in Iraq lasceranno il Paese entro il 31 dicembre, in base ad un accordo tra Washington e Bagdad del 2008. Al momento di maggiore presenza, il numero dei militari statunitensi nel Paese era arrivato a 170.000. Gli americani lasciano un Iraq ancora in preda a violenze politiche e interconfessionali, con attentati mortali quotidiani.


«UTILE IL VOSTRO SACRIFICIO» - Panetta ha ufficialmente dichiarato la fine della guerra durante la cerimonia dell'ammainabandiera. Le truppe statunitensi hanno abbassato la bandiera a stelle e strisce e l'hanno avvolta in un tessuto mimetico come prevede la tradizione dell'esercito.
Panetta ha reso omaggio ai suoi soldati, dicendo che lasciano l'Iraq con «un orgoglio permanente». «Potete essere sicuri che il vostro sacrificio ha davvero aiutato il popolo iracheno a lasciarsi alle spalle la tirannia», ha aggiunto rivolgendosi direttamente ai veterani del conflitto, durato quasi nove anni.
 
Redazione Online 15 dicembre 2011 | 18:12

Addio al papà di Calimero il pulcino piccolo e nero gran personaggio di Carosello

Il Mattino

ROMA

È morto ieri sera a Guanzate (Como), all'età di 82 anni, Carlo Peroni, in arte 'Perogatt', celebre fumettista e papà di numerosi personaggi tra i quali Calimero, Draghiottino, Slurp, Gianconiglio, Zio Boris, Nerofumo, Paciocco, l'Ispettore Perogatt. Ne ha dato notizia la famiglia in un messaggio postato su Facebook: «Non ha sofferto, è volato via in un attimo breve come il battito d'ali d'una farfalla che vola sorridente verso un luogo felice».







Nato a Senigallia (Ancona) il 29 novembre 1929, Peroni ha iniziato la sua carriera nel 1948 collaborando con Il Giornalino. Ma le sue creature hanno popolato tante altre riviste, italiane e straniere, tra cui Il Vittorioso, Capitan Walter, Jolly, il Corriere dei Piccoli, Sonny, Tilt, Slurp!, Guerin Sportivo, Bild Zeitung.

'Perogatt' ha lavorato con la Rai e con agenzie e case di produzione per Carosello, Topolino e Pecos Bill, il mediometraggio Arrivano i Putipoti e il lungometraggio Putiferio va alla guerra. Numerosi i suoi disegni animati, come Silvanella (Ferrarella), Calimero, Billo e Tappo, Minù e l'elefante, Paciocco e le sue sigle tv (per programmi come Zitti e Mosca, Slurpiamo!, La città dei consumi).

Nella sua lunga carriera, ha anche pubblicato libri ed opuscoli tra i quali Uffa Charlie Brown quanto rompi, Zio Boris, 30 anni di fumetti, Mondo Lumaca, Parlacosando, Anche i robot hanno un cuore.

Tra i tanti premi vinti da Peroni, il riconoscimento alla carriera ad Acqui Terme in occasione di AcquiComics nel 2003 e il Premio miglior sito italiano 2004 a TorinoComics 2004 per il suo sito web, che aggiornava continuamente e dove presentava i suoi personaggi, le sue animazioni e le sue 'Cartoline virtuali'.

Mercoledì 14 Dicembre 2011 - 19:17    Ultimo aggiornamento: 19:22




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