venerdì 16 dicembre 2011

La Littizzetto? Una comunista e un cesso"

Libero


L'onorevole della Lega Nord, Gianluca Buonanno, era balzato agli onori della cronaca quando spiegò: "La Padania esiste perché esiste il Grana Padano". La battuta è stata ripresa da Luciana Littizzetto, la comica a senso unico che nel consueto tripudio di volgarità conclude le puntate della domenica di Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio.

La comica torinese si scaglia contro Buonanno e chiede un minuto di silenzio per "pensare a fondo al fatto che lo paghiamo". Pronta, è arrivata la replica dell'onorevole del Carroccio, che ai microfoni de La Zanzara di Radio 24 ha parlato senza peli sulla lingua. "La Littizzetto mi piace - esordisce ironico Buonanno - perché è una comunista piena di soldi con i paraocchi, che spara sempre contro tutti. E' una che va da Fazio a fare la fighetta. In realtà è un cesso".


 "Le farei portare il cane" - Buonanno prosegue: "Ha il portafoglio a destra e fa la politica di sinistra, fa la snob. Invece di parlare così mi inviti da Fazio, così gli spiego la provocazione che ho fatto sulla Padania e sul Grana Padano". Alla domanda se uscirebbe mai con la Littizzetto, il leghista risponde: "Uscirei con la Littizzetto per darle il cane da portare in giro, così potrei prenderla in giro. Insomma, non mi piace, guadagna milioni di euro, fa la pubblicità della Coop in tv e poi mi critica perché i cittadini mi pagano. E lei da chi viene pagata? Dai contribuenti che pagano il canone Rai".

Il gatto che dorme solo sul seno della padrona

Corriere della sera

Il video virale che spopola in Rete  



Manovra a Montecitorio E la deputata leghista si veste da operaia

di -

Per protestare contro le misure anticrisi, Emanuela Munerato, ex operaia tessile, interviene alla Camera con grembiule arancione e cuffia bianca.


 "Mi spoglio dai panni di deputato e indosso la divisa di lavoro che ho indossato con dignità fino a due giorni prima di entrare in questo palazzo". Grembiule arancione e cuffia bianca in testa, Emanuela Munerato, deputata della Lega e ex operaia tessile, ha voluto dire la sua sulla manovra ricordando anche con l'abbigliamento che da un lato ci sono milioni di lavoratori rappresentati proprio da quel grembiule, dall’altro i banchieri, le assicurazioni, i professori eleganti e ben vestiti, che hanno la domestica e la baby sitter e che non sanno che cosa vuol dire vivere con 1.200 euro al mese.



 E sono quelli in giacca e cravatta che firmano oggi un provvedimento che "colpisce i più deboli" e che "li disgusta", sottolinea la Munerato: "Se vi toglieste i panni di ministri tecnici rimarrebbero degni rappresentanti di banche, assicurazioni e poteri forti. Oggi non indosso scarpe antiscivolo e tappi". Poi rivolta al ministro del Welfare, Elsa Fornero: "Ma lei sa, del rumore che ci può essere in una catena di montaggio? No, altrimenti non avreste toccato le pensioni".

Poi a Monti: "Alla Bocconi non avrà visto tanti operai. Ma la mia divisa oggi rappresenta milioni di lavoratori disgustati da questa manovra". E a tutto il governo: "Siete bravi a scrivere le riforme da una cattedra di università, ma sarebbe molto più difficile scriverle andando in mezzo alla gente".

Milano la città più trafficata d'Italia: Pontaccio e Lunigiana maglie nere

Corriere della sera

Nella top ten delle strade col bollino «nero», ad alto tasso di congestione, tre sono milanesi


MILANO - Gira e rigira, qui si arriva. E ci si ferma. Viale Lunigiana, 788 metri di strada semicentrale tra la stazione e piazza Carbonari: «Le auto si muovono allo stesso passo lento dei filobus». Prima, seconda, stop: marcia lenta. Via Porpora incolonna macchine e tram lungo un imbuto d'un chilometro e trecento metri: «Si rimane ingolfati per sette minuti e 26 secondi negli orari pomeridiani». La classifica dell'Osservatorio TomTom è un termometro dello stress al volante. Milano è - o meglio, si conferma - la città più trafficata d'Italia, inseguita a distanza da Napoli, Roma, Genova e Torino (guarda la top ten).
 



Nella top ten delle strade col bollino «nero», ad alto tasso di congestione, tre sono milanesi. Viale Lunigiana (quarta su dieci), via Porpora (nona) e via Pontaccio, delizioso asse di collegamento tra San Marco e corso Garibaldi, cuore inquinato del quartiere Brera: «I tempi di percorrenza - emerge dall'indagine di TomTom - sono superiori del 221% rispetto al normale».
Ma poi, così normale? La viabilità di Milano è strozzata «ovunque» da file e ingorghi, non solo all'interno dei Bastioni: «A partire dal marzo 2011 - si legge nell'indagine - le vie caotiche sono aumentate del 4,4% e una strada su tre è il tormento di ogni automobilista».

Un tormento democratico, mica d' élite. Viale Lunigiana e via Porpora sono direttrici pesanti lontane dal centro storico, fuori dall'attuale zona Ecopass ed escluse dalla futura Area C (il pedaggio da 5 euro sarà attivato il 16 gennaio 2012). L'Osservatorio TomTom (la società che produce i sistemi di navigazione Gps) ha esaminato i flussi di traffico incrociando i dati raccolti in tempo reale. Una finestra sugli ingorghi è aperta anche su Internet all'indirizzo tomtom.com/livetraffic.

Armando Stella16 dicembre 2011 | 9:44

Berlusconi e la manovra: Monti disperato «Non è detto che duri, noi pronti al voto»

Corriere della sera

Il Cavaliere: «Il premier ha fatto marcia indietro su tutto». Sottovalutata la crisi? «Non chiedo scusa agli italiani»


MILANO - La manovra, l'asta per le frequenze tv, il rapporto con Umberto Bossi, la crisi «sottovalutata». Ma soprattutto un avvertimento chiaro: il governo Monti può anche non durare fino a fine legislatura. Silvio Berlusconi interviene a tutto campo alla presentazione al Tempio di Adriano (davanti a una platea semivuota) dell'ultimo libro di Bruno Vespa Questo amore. E lancia un messaggio preciso al suo successore.
 


 
«SCEGLIAMO IL MALE MINORE» - Il Pdl voterà la fiducia alla manovra, ha assicurato l'ex premier, e lo farà «perché è il male minore». Ma, ha anche avvisato il Cavaliere, «questo decreto contiene molte disposizioni che potremo sicuramente cambiare in futuro quando e se gli italiani ridessero a noi il governo del Paese».

«Anche Monti, disperato, ha capito che l'architettura dello Stato va cambiata - ha argomentato Berlusconi - se ne è accorto presentando un certo decreto legge che ha poi dovuto cambiare ma giustamente ha i giornali dalla sua parte che non lo hanno criticato».

Quanto all'esecutivo Monti, l'ex presidente del Consiglio è chiaro: può anche non durare fino a fine legislatura e lo «scioglimento delle Camere può sempre accadere, anche domani». Per questo il Pdl è pronto al voto «in qualsiasi momento».


LA CRISI «SOTTOVALUTATA» - La presentazione del libro di Vespa diventa anche l'occasione per tornare a parlare della crisi che ha travolto il nostro Paese e l'intera Europa. Secca la domanda in proposito di Massimo Franco: «Non crede di dover chiedere scusa agli italiani per averla sottovalutato?».

Altrettanto secca la risposta di Berlusconi: «No, assolutamente». «Non è vero - ha spiegato il Cavaliere - che io personalmente e il mio governo non abbiamo previsto l'avanzare della crisi. L'avevamo chiaro, ma avevamo anche chiaro che il fattore psicologico era ed è il primo fattore di crisi».
 
ASTE E LIBERALIZZAZIONI - Altra questione affrontata, quella dell'asta per le frequenze tv: «Non credo che Mediaset farà offerte perché i costi per occupare le poche frequenze rimaste sono elevati», ha annunciato il Cavaliere. Contrario poi alle liberalizzazioni, perché «i taxi e le farmacie non penso siano un ostacolo allo sviluppo - ha detto l'ex premier -, non mi piace la moda di queste liberalizzazioni», ha aggiunto.
 
BOSSI-BERLUSCONI - Ironie del'ex premier sull'alleato Bossi. «Se vedo Berlusconi mi metto a ridere», aveva detto il Senatùr rispondendo ai cronisti. Scherzosa la replica di Berlusconi. «Bossi lo conosciamo, ha queste uscite rustiche e ruvide.

Sono capace anch'io di rispondere "Bossi mi fa piangere", ma non lo dico...». Poi la parte seria. «L'alleanza Pdl-Lega non è persa», visto che i lumbard «non sono così masochisti, se vanno soli perdono e fanno perdere anche il Nord anche a noi».

 
I DIARI DEL DUCE E LE POLEMICHE - Infine, da parte dell'ex premier, una citazione che ha immediatamente scatenato polemiche. «Sto leggendo in questi giorni le lettere di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Aveva ragione - ha spiegato Berlusconi - quando diceva che non è difficile governare gli italiani ma è inutile».

«Debbo dire che in quelle lettere - ha aggiunto - mi ci ritrovo. Chi governa l'Italia non ha potere, può al massimo chiedere una cortesia, ma non può dare ordini». Il Cavaliere ha ricordato come il Duce si lamentasse del fatto di non potere neppure raccomandare una persona.

«Che democrazia è questa?», si chiedeva Mussolini. E infatti, fanno notare a Berlusconi, non era una democrazia quella del dittatore fascista. «Beh era una democrazia minore», la replica del leader del Pdl. Immediate le polemiche. Berlusconi «chieda scusa a tutte le vittime del fascismo», è l'appello dell'Italia dei Valori.
 
Redazione Online15 dicembre 2011 (modifica il 16 dicembre 2011)

Ergastolo a Carlos lo sciacallo

Corriere della sera

Condanna bis per il terrorista 



Accordo fiscale, si tratta. Ma la Svizzera non rinuncia al segreto bancario

Corriere della sera

L’ambasciatore svizzero Bernardino Regazzoni a Report: “Continuiamo a trattare sullo scambio di informazioni fiscali, ma il mio Governo esclude fin d’ora che possa essere automatico”


Giovanna Boursier




Qualche giorno fa, il governo Monti ha annunciato che non firmerà l’accordo fiscale proposto dal governo svizzero, già firmato invece da Germania e Gran Bretagna, che prevede una doppia tassazione sui capitali esportati.

Praticamente, a partire dal 2013 le banche elvetiche gireranno ai paesi firmatari sia una tassa sulla rendita dei capitali (che in qualche modo già versano con l’Euroritenuta del 35% sugli interessi dei conti) sia una “una tantum” sull’intero deposito che serve a sanare il passato di evasione fiscale che i conti cifrati si portano dietro.

La Germania, per questo, ha fissato un’aliquota dal 19 al 34% e basta fare due calcoli per capire che se venisse applicata ai circa 200 miliardi italiani stimati in Svizzera, potrebbe voler dire almeno 20 miliardi di gettito per il nostro paese, garantiti da chi in cambio chiede di uscire dalle black list bancarie internazionali, ma soprattutto vuole tenersi i capitali e mantenerli anonimi.


Questione non da poco, che aveva già bloccato le trattative col governo Berlusconi (anche se l’ex ministro Tremonti aveva varato lo scudo 2009 con appena il 5% di aliquota) e che sembra riproporsi adesso.

Mentre, oltretutto, i giornali scrivono che da una parte l’Europa minaccia sanzioni a Berlino e Londra perché gli accordi sull’imposta liberatoria non rientrerebbero negli standard Ocse in materia di trasparenza e informazione fiscale, e dall’altra annuncia di voler ampliare la direttiva sulla fiscalità del risparmio per arrivare nel 2017 allo scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali, a cui dovrebbe aderire anche la Svizzera che per ora ha firmato con 36 paesi ma non con l’Italia, accordi basati sugli standard Ocse in cui lo scambio di informazioni avviene solo su richiesta.

In questa intervista l’ambasciatore Svizzero dice: "Le trattative per accordi fiscali col governo italiano non sono affatto interrotte, non è necessario parlare di accordi uguali a quelli tedesco e inglese, l’Italia dovrebbe aderire anche allo scambio di informazioni su richiesta e comunque il governo Svizzero non intende rinunciare al segreto bancario né adesso né nel 2017".

16 dicembre 2011 | 11:38

Caccia alla rete del killer razzista

Corriere della sera

L'hard disk scomparso nella casa di via del Terzolle, un pc portatile in macchina che non c'è più. Gli investigatori cercano eventuali appoggi o fiancheggiatori




FIRENZE - In questa storia, nella storia del killer xenofobo Gianluca Casseri, mancano all’appello troppi computer. Prima l’hard disk che non è stato trovato nella casa di via del Terzolle, dove il ragioniere pistoiese viveva da giugno; ora si scopre che un altro personal computer è scomparso dalla Polo parcheggiata sotto il mercato coperto di San Lorenzo, in cui lo scrittore di fantasy si è suicidato dopo aver ucciso Mor Diop e Modou Samb e ferito altre tre persone.
 
Nell’auto di Casseri i poliziotti hanno trovato una borsa porta computer, ma del pc nessuna traccia. Sparito, pure quello. Gettato da qualche parte? Distrutto? Passato di mano? Nessuno lo sa con certezza. È anche per questo che il procuratore Giuseppe Quattrocchi e il sostituto Paolo Canessa stanno cercando eventuali appoggi o fiancheggiatori. Questa indagine ricorda molto le inchieste sull’eversione di destra. Si cercano i «covi», i «fiancheggiatori», i «simpatizzanti». Si cerca di ricostruire la «rete» di rapporti del ragioniere commercialista.

 
LA RETE NEL MIRINO - Si scava tra i contatti dell’uomo, che scriveva libri e fabbricava le pallottole nella sua casa di Cireglio, piccolo centro sulle montagne pistoiesi. Da questo punto di vista i carabinieri stanno lavorando senza soste: da un lato hanno cominciato i primi accertamenti telematici, spedendo richieste agli amministratori dei vari social network (a partire da Facebook) e violando le password della email dell’uomo.

Questione di tempo e di tecnica: dall’indirizzo ip del computer di Casseri, che usava solo la Rete per comunicare, si può risalire agli eventuali movimenti nelle varie caselle di posta elettronica. E da lì si può arrivare ai contatti, magari anche ai testi dei messaggi.
 
CENE SOSPETTE E CONTROLLI - Gli investigatori, che hanno riesumato il vecchio «porto d’arma lunga» rilasciato dalla Questura di Modena nel 1990 e mai più rinnovato, si muovono su un’asse che da Firenze porta a Prato e arriva fino a Pistoia.

Proprio per ricostruire la tela del ragioniere si guarda con molta, moltissima attenzione ad alcune cene avvenute in un locale di Prato dove in passato — prima del raid di lunedì — sono stati notati elementi della destra più estrema. Cene alle quali ha partecipato lo stesso Casseri. Un uomo che, nel corso degli ultimi due anni, è stato fermato e controllato più volte nel pistoiese assieme ad alcune persone che l’Antiterrorismo del Ros ha qualificato come estremisti.
 
TERRENI E BANCHE - Anche il patrimonio di Gianluca Casseri, rampollo di una delle famiglie più ricche di Pistoia, è stato mappato. Da un accertamento al catasto, ad esempio, è spuntato che l’uomo possiede sei particelle di terreni (tra campi e boschi) che si trovano in provincia di Pistoia.
E non è escluso, ad esempio, che si possa decidere di andare proprio lì a cercare altre tracce dell’uomo. Si indaga anche sulle chiavi trovate nell’auto dell’uomo: uno era dell’abitazione di Firenze, sull’altro è mistero. Di sicuro nelle prossime ore i carabinieri potrebbero dare il via agli accertamenti bancari: la pista del denaro, infatti, si porta in dote altri contatti dell’uomo.
 
IL PIANO DELL'UOMO - La sensazione è che l’uomo avesse pianificato con la massima esattezza il suo blitz: nonostante fosse caduto in depressione, infatti, ha agito — secondo gli inquirenti — basandosi su un piano ben preciso e studiato a tavolino. Compreso quello di lasciare meno tracce possibili. Se sia stato solo o se qualcuno lo abbia in qualche modo aiutato, questo è adesso materia di indagine.
 
IL CORTEO - Intanto, la comunità senegalese si organizza per il grande corteo di sabato. Sarà un percorso straordinario, quello della manifestazione di protesta e solidarietà per l’agguato contro i cittadini senegalesi che ha portato all’uccisione da parte di un folle razzista di Mor Diop e Samb Modou e al ferimento di Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike. Partirà sabato alle 15 da piazza Dalmazia, luogo della prima sparatoria perpetrata da Gianluca Casseri, fino a Piazza Santa Maria Novella.
 
Simone Innocenti
15 dicembre 2011(ultima modifica: 16 dicembre 2011)