mercoledì 21 dicembre 2011

Capodanno, spot contro i fuochi illegali «Regalati una botta di vita»

Il Mattino


NAPOLI - «Non rischiare, regalati una botta di vita». È questo il messaggio dello spot realizzato Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della Campania, in collaborazione con la Regione Campania. Il filmato, curato da Digit Campania, è stato promosso per convincere i cittadini a non festeggiare l'arrivo del nuovo anno con i botti pericolosi e illegali.




Mercoledì 21 Dicembre 2011 - 16:11    Ultimo aggiornamento: 16:13

Così compravamo i giocatori»

Corriere della sera

Le ammissioni di Carobbio e Zamperini. Nel mirino 22 gare di A




CREMONA - Primi interrogatori e prime ammissioni. Tocca al calciatore Filippo Carobbio e all'emissario Alessandro Zamperini inaugurare i botta e risposta della seconda ondata di arresti nella calciopoli scoperchiata dalla procura di Cremona. Entrambi, seppur con sfumature diverse, ammettono gli episodi che ne hanno determinato l'arresto.

Carobbio conferma le combine a cui lui si è prestato con la maglia del Grosseto e parla di altre partite truccate di squadre in cui ha militato. Zamperini confessa invece di aver brigato per pilotare il risultato di Cesena-Gubbio (partita di Coppa Italia) ma nega un suo coinvolgimento per l'incontro di serie A Lecce-Lazio, ultima giornata del campionato 2010/2011.

Chi si attendeva un rifiuto di rispondere alle domande del gip Guido Salvini, chi prospettava una tenuta del legame che teneva assieme corrotti e corruttori del pallone è andato deluso: la diga dell'omertà sta già cedendo.

 
Alessandro Zamperini era stato l'ultimo personaggio in ordine di tempo a essere inquadrato dall'orizzonte dell'inchiesta: è lui ad avvicinare il difensore del Gubbio Simone Farina offrendogli 200mila euro per perdere contro il Cesena. Farina risponde picche e denuncia l'episodio; Zamperini ieri davanti al giudice ha confessato. «Ma ha detto solo il minimo sindacale» sussurra uno degli inquirenti.
 
Zamperini avrebbe agito per conto di Hristyan Ilievski, uno degli «zingari» a sua volta arrestato: «Mi avvicinò dopo gli arresti di giugno, mi disse "Datti da fare perché siamo in crisi..."» All'indagato è stato chiesto conto del fatto che la sera precedente Lecce-Lazio lui e altri indagati alloggiavano nello stesso albergo della squadra salentina, tattica che è sempre stata il preludio a tentativi di avvicinare giocatori e corromperli. «È solo un caso» si è difeso Zamperini.
 
Meno sfuggente al pressing dei magistrati è stato il centrocampista Filippo Carobbio, attualmente in forza allo Spezia e a cui vengono contestati cinque incontri truccati (quattro col Grosseto, uno col Siena); Carobbio avrebbe ammesso le responsabilità, cominciando però ad accennare ad altri match da lui accomodati quando vestiva la maglia di altre squadre; le prime indiscrezioni sono indirizzate sull'AlbinoLeffe, club che secondo le confessioni del pentito Wilson Parumal era da tempo nel mirino degli scommettitori e nel quale hanno militato altri calciatori finiti nelle carte di Cremona (Gervasoni, Acerbis, Joelson e Conteh).

 
L'analisi delle medesime carte mette in luce la dimensione dell'organizzazione smascherata dal pm Di Martino. Se la «testa» stava a Singapore, i tentacoli abbracciavano i campionati italiano e di altri Paesi europei e anche incontri fra nazionali. Il sodalizio, corrompendo alcuni arbitri ungheresi aveva potuto conoscere in anticipo i risultati di Argentina-Bolivia (partita del campionato sudamericano under 20), Estonia-Bulgaria e Lituania-Bolivia (amichevoli). In una intercettazione con uno sconosciuto interlocutore africano, inoltre, Zamperini si dice sicuro del risultato di un'altra amichevole, Bielorussia-Nigeria («La Bielorussia vince 4 a 0, lo sai...»).

 
Il risveglio del vulcano calcioscommesse ha determinato ieri anche dichiarazioni risentite da parte del presidente del Coni Gianni Petrucci: «Il mondo del calcio parla solo di soldi, è ora di darsi un codice etico». Il presidente di Federcalcio Giancarlo Abete dal canto suo ha detto che è troppo presto per prevedere se la nuova indagine porterà a condanne a campionato in corso. Tenendo conto dell'inchiesta di Cremona e di quelle di altre Procure italiane, sarebbero complessivamente 22 le partite di serie A sotto la lente della giustizia sportiva.
 
Claudio Del Frate21 dicembre 2011 | 15:33

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