lunedì 26 dicembre 2011

God save the capiton», su fb un gruppo di vegetariani contrari alla «mattanza»

Corriere del Mezzogiorno

Sulla rete il tam tam degli «obiettori del capitone»


NAPOLI - «God save the capiton». Dal 2008, parafrasando il celebre motto inglese «Dio salvi la Regina», due studenti vegetariani napoletani lanciano, dall’omonima pagina di facebook, un singolare appello contro quella che definiscono una vera e propria mattanza delle anguille. L’ideatore: «In aumento il numero degli iscritti, cerchiamo di salvare quanti più capitoni è possibile».


SALVIAMO IL CAPITONE - Un appello rivolto ai vegetariani ma non solo, quello di Massimiliano e Giuseppe, due studenti napoletani in veterinaria che dal social network più famoso del mondo lanciano sul web contro quella che non esitano a definire una vera e propria «mattanza» delle anguille.
«La pagina nasce dall’idea di riunire quanti per scelta etica, gusto e sensibilità, evitano di acquistare il tradizionale capitone durante le festività natalizie, sottraendo l’anguilla da una fine atroce» spiega Massimiliano Gallucci, ideatore di un’ironica ma decisa campagna di sensibilizzazione.
 
APPELLO VEGETARIANO - Dal 2008 durante le festività natalizie, il tam tam degli obiettori del capitone, riparte puntuale sulla rete. Il gruppo conta un numero considerevole di iscritti, tenendo presente che si riaffaccia sul web solo durante un determinato periodo dell’anno. «Sulla pagina discutiamo, scherziamo - spiega uno dei fondatori - tenendo ben presente però che ogni anno vengono sterminati migliaia di esemplari durante le festività natalizie».
 
Antonio Cangiano
26 dicembre 2011

Addio Giorgio Bocca, cronista dell'Italia

Corriere della sera

Il giornalista e scrittore si è spento nella sua casa di Milano dopo una breve malattia. Aveva 91 anni


Giorgio Bocca
MILANO - È morto nel giorno di Natale, nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia, Giorgio Bocca. Aveva 91 anni. Tra i grandi protagonisti del giornalismo italiano, Bocca ha raccontato nei suoi articoli e nei suoi libri l'ultimo mezzo secolo di vita italiana con rigore analitico e passione civile, improntando sempre il suo stile alla sintesi e alla chiarezza.
 

L'ULTIMO ARTICOLO - L'ultimo articolo di Bocca risale al 28 novembre 2011. Il tema: l'alluvione in Liguria. «Il dramma di questo Paese è di avere queste contraddizioni che non possono essere guarite dall'intervento del governo, ma sono connaturate alla storia delle popolazioni» si concludeva il pezzo nella rubrica «L'antitaliano» su L'Espresso.

L'articolo sottolineava le responsabilità non solo dei politici ma di tutti gli italiani. Risale invece al novembre 2008, una delle ultime apparizioni in tv, a Le invasioni barbariche su La7. «I giornalisti della mia generazione - disse in quella occasione - erano mossi da un motivo etico: ci eravamo messi tragedie alle spalle, perciò il nostro era un giornalismo abbastanza serio. Oggi la verità non interessa più a nessuno» e «l'editoria è sempre più al servizio della pubblicità».

LA VITA E LA CARRIERA - Nato a Cuneo il 28 agosto del 1920, Bocca iniziò a scrivere già a metà degli anni 30, su periodici locali e poi sul settimanale cuneese La Provincia Grande. Durante la guerra si arruolò come allievo ufficiale alpino e dopo l'armistizio fu tra i fondatori delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà.

Riprese allora l'attività giornalistica, scrivendo per il giornale di GL, poi lavorando per la Gazzetta del Popolo, per l'Europeo e per Il Giorno e segnalandosi per le grandi inchieste. Nel 1976 fu tra i fondatori del quotidiano la Repubblica, con cui ha sempre continuato a collaborare.
 
La copertina di «Grazie no»
«GRAZIE NO»: IL LIBRO IN USCITA - Nella sua carriera cinquantennale, Bocca è stato anche autore di numerosi libri, che spaziano dall'attualità politica e dall'analisi socioeconomica all'approfondimento storico e storiografico, senza mai dimenticare l'esperienza partigiana. Il prossimo 11 gennaio uscirà postumo, per Feltrinelli, il nuovo volume Grazie no: un pamphlet contro chi si è assuefatto all'Italia di oggi, dove cose che dovrebbero fare indignare passano sotto silenzio.

Sette, in particolare, secondo Bocca, i punti a cui ribellarsi: la crescita folle; la produttività, il nuovo dio; la lingua impura; il dominio della finanza; la corruzione generale; la fine del giornalismo; l'Italia senza speranza. «La gente oggi è più ricca ma è peggiorata culturalmente e intellettualmente» dice il giornalista nella video-intervista che accompagna la scheda del volume (guarda). E ancora: «È una crisi di cui nessuno sa niente, nessuno sa quando è cominciata e come finirà. Mai nella storia dell'umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere».
 
«DIRE SEMPRE LA VERITA'» - Nell'aprile 2008 Bocca ha vinto il premio Ilaria Alpi alla carriera. Disse in quella occasione, ricevendo il riconoscimento: «Tutti quelli che fanno il giornalismo lo fanno sperando di dire la verità: anche se è difficile, li esorto e li incoraggio a continuare su questa strada».
 
Redazione Online25 dicembre 2011 | 22:17