lunedì 2 gennaio 2012

Don Verzé, Sgarbi litiga Prima del funerale

Corriere della sera

Prima del funerale
G.De Faveri G.Gaetano



Capire le ragioni oltre che condannare» Grillo e «i botti di fine anno» su Equitalia

Corriere della sera

Dopo gli ordigni nelle sedi di Modena e Foggia il moralizzatore della politica italiana dice la sua e divide


Il popolare comico genovese Beppe Grillo
MILANO - «Capire le ragioni, oltre che condannare la violenza». Così Beppe Grillo interviene sulla questione Equitalia e suscita un vespaio di polemiche. La strategia della tensione e l'intellettuale che se ne fa portavoce? Gli echi di un periodo storico mai andato in soffitta? Il tentativo di sponda al malcontento diffuso nel Paese anche in chiave elettorale, con il Movimento Cinque Stelle (di cui è il fondatore e l'anima irrinunciabile) dato in ascesa nei sondaggi?
L'elenco di atti intimidatori nei confronti del fisco oppressivo, cui gli uffici Equitalia ne sono la rappresentazione simbolica più evidente, comincia a essere lungo quanto preoccupante. E Beppe Grillo - dalle colonne del suo blog - sembra voler interpretare gli umori della "base", stanca di doversi confrontare con un fisco famelico.

Atterrita da decreti d'ingiunzione che poco lasciano al caso, con uno scadenzario prestabilito fissato dall'amministrazione centrale dello Stato e il rischio di dover pagare interessi di mora salati se non ci si mette in regola immediatamente. Il 2012 è iniziato, come si è concluso il 2011: ancora attentati dimostrativi contro due sedi Equitalia, per un fenomeno che ora pare persino giovarsi dell'effetto emulativo. «Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza», scrive senza termini il blogger genovese.


L'INDIGNAZIONE DI BEFERA - Dal canto suo Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, apostrofa come "imbecilli" coloro i quali hanno deciso di cavalcare questa inusuale - almeno nel modus operandi - levata di scudi contro il potere coercitivo-fiscale dello Stato, esercitato evidentemente da Equitalia: «Spero che i cittadini italiani che sempre nei momenti di emergenza sono stati solidali e coesi capiscano che è importante pagare le imposte e che gli imbecilli che mettono le bombe la smettano». «Colpire i funzionari non ha senso logico», ha poi rincarato, non senza aver fatto trasparire un evidente moto d'indignazione.
 
LA REAZIONE DEL PD - E le affermazioni di Grillo suscitano anche la riprovazione di un autorevole esponente del Pd e parlamentare europea come Debora Serracchiani:
«È estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale», dice la consigliera europea..
Secondo la Serracchiani «c'è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all'asta delle prime case o sull'impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato.
Ma da qui ad accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi sono un fenomeno »da capire - sottolinea- corre la stessa distanza che c'è tra la protesta civile e il lancio delle molotov».
 
CAPEZZONE: SCHERZA COL FUOCO - Condanna anche da Daniele Capezzone: «Sono stato tra i primi esponenti politici - dice Capezzone in una nota - a chiedere a più riprese una modifica dei poteri concessi a Equitalia. Ma, detto questo, Grillo - avverte il portavoce del Pdl - scherza col fuoco. Qualunque ragionamento sui poteri di Equitalia va fatto condannando in modo assoluto, senza se e senza ma, senza alcuna subordinata, ogni atto piccolo o grande di violenza».
 
Fabio Savelli
twitter@FabioSavelli2 gennaio 2012 | 21:06

Un video mostra due giovani frustati e bastonati dai militari

Corriere della sera

Il filmato fa il giro della Rete, mentre non si fermano le violenze. Morto un giornalista siriano




MILANO - In un angolo, bendati e inermi, mentre i militari li picchiano e li frustano senza sosta con un bastone e un cavo elettrico.
 
CAVO ELETTRICO E BASTONE - È la sorte di due giovani siriani, catturati probabilmente dai soldati lealisti nel Sud del Paese. Le torture sono state immortalate in un video che sta circolando in rete da lunedì mattina. Nel filmato, realizzato probabilmente dagli stessi soldati, non è indicata la data ma solo il luogo di realizzazione, ossia Nuayma, villaggio vicino a Daraa. Ben visibili sono due militari in divisa, uno con un berretto e l'altro con l'elmetto, mentre si accaniscono contro due giovani in abiti civili che continuano a ripetere «Non abbiamo armi, ve lo giuriamo, non abbiamo armi!». Il filmato è stato pubblicato sul canale YouTube di Ugarit, una delle piattaforme mediatiche degli attivisti anti-regime.

 
UCCISIONI CONTINUE - Le terribili immagini arrivano nello stesso giorno - lunedì - in cui almeno otto siriani, di cui sei civili e due soldati disertori, sono stati uccisi stamani in varie località della Siria da forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Lo hanno riferito i Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime, che forniscono la lista dettagliata e aggiornata delle vittime. Inoltre le forze di sicurezza siriane hanno aperto il fuoco per disperdere manifestanti che chiedevano il crollo del regime del presidente Bashar Assad nella provincia di Hama. Il tutto mentre domenica il Parlamento arabo, organo consultivo della Lega, ha chiesto il ritiro immediato degli osservatori perché Damasco continua con le uccisioni di attivisti e dissidenti.
 
GIORNALISTA MORTO - Sempre lunedì mattina è morto il giornalista siriano Shukri Abu Barghal per le ferite riportate venerdì in uno scontro a fuoco fuori Damasco. Secondo quanto riferisce suo figlio, Ayham, al sito informativo siriano Syrian News Station, l'uomo era rimasto ferito al volto da un colpo d'arma da fuoco mentre si trovava nella sua abitazione del villaggio di Daria, poco fuori la capitale, dove si stava svolgendo una manifestazione di protesta contro il presidente Bashar al-Assad.

Si tratta del primo giornalista siriano ucciso da quando è iniziata lo scorso marzo la rivolta contro il regime in Siria. Sabato, la tv di stato di Damasco aveva annunciato che Abu Barghal, reporter del quotidiano ufficiale al-Thawrá, era stato colpito da un gruppo di miliziani armati, mentre il 22 novembre scorso un cameraman siriano, Ferzat Jarban, era stato ucciso dalle forze di sicurezza.
 
Redazione Online2 gennaio 2012 | 16:50

Un anno dopo, torna il mistero dei merli morti

Corriere della sera

In una cittadina dell'Arkansas volatili senza vita suklle strade. Esattamente come era accaduto 12 mesi fa




MILANO - Il mistero della città dove piovono uccelli morti incuriosisce l'America. Un fenomeno davvero strano si è manifestato nelle prime ore del 1 gennaio a Beebe, in Arkansas: un migliaio di merli sono stati trovati senza vita sulle strade della cittadina americana dopo essere caduti dal cielo nella notte di Capodanno. Ma la stranezza non finisce qui: infatti l’evento inspiegabile era capitato già nello stesso giorno dell’anno scorso e ora i media americani stanno cercando di scoprire quale sia la causa che ha scatenato quella che è stata definita dalla stampa d'Oltreoceano «la pioggia degli uccelli morti».

FUOCHI D'ARTIFICIO - L'anno scorso gli ornitologi spiegarono che probabilmente l'inedito evento era stato causato dai fuochi d'artificio di Capodanno che avrebbero impaurito gli uccelli tanto da farli volare lontani dal cielo e provocare lo scontro tra circa 5000 esemplari e gli oggetti a bassa quota. Tuttavia quest'anno, proprio per evitare che la strage si ripetesse, le autorità della cittadina statunitense hanno proibito l'uso di fuochi d'artificio nella notte di San Silvestro.

Solo una piccola minoranza dei residenti di Beebe non ha rispettato l'ordinanza e il ripetersi dell'evento ha sconcertato gli amministratori locali che avrebbero ricevuto la prima segnalazione di "uccelli sulle strade" alle diciannove del 31 dicembre. Ma la maggior parte delle morti sarebbe avvenuta nella notte: «Pensavo che il sindaco mi stesse prendendo in giro quando mi ha chiamato - ha spiegato al network Abc Milton McCullar, l'addetto alla supervisione delle strade dell'Arkansas - Mi ha svegliato alle 4 di mattina e mi ha detto che avevamo uccelli che cadevano dal cielo».
 

 
SCONCERTO - Alcuni canali tv e siti web hanno aggiunto alla notizia interpretazioni fantasiose. Ad esempio il sito web del tabloid britannico Daily Mail, tra il serio e il faceto, si domanda se la pioggia di uccelli morti sia «la prima dimostrazione della profezia dei Maya che dichiara che il 2012 segnerà la fine del mondo». Altri network, con meno ironia, ma con maggiore fantasia, segnalano come cause della strage una improvvisa tempesta di grandine oppure la caduta massiccia di fulmini.
Peccato che gli scienziati escludano queste due ultime ipotes: il cielo sopra Beebe nella notte di San Silvestro era assolutamente sgombro di nubi.

E allora come si può spiegare il fenomeno? «Molti di questi uccelli vedono peggio di noi di notte - spiega Kevin McGowan, ornitologo della Cornell University - Non riescono ad adattarsi all'oscurità come i gufi quindi quando sono usciti fuori dai loro nidi era come se fossero completamente ciechi». Ma servono prove con maggiori basi dcientifiche: «Nelle prossime ore effettueremo l'autopsia su alcuni merli - hanno spiegato le autorità - In questo modo forse comprenderemo il motivo del loro decesso»

 
Francesco Tortora
2 gennaio 2012 | 16:57

Lupacchiotto impara a ululare davanti al pc

La Stampa


Un piccolo lupacchiotto che impara ad ululare  dal monitor del computer fa il pieno di clic su YouTube: 350mila visualizzazioni per il filmato amatoriale caricato dall’utente philthans's.



Dipendenza da Internet, al Gemelli il primo centro per curare i drogati di web

Corriere della sera

Storie di ragazzi persi nel computer: giochi e sesso online gli interessi ossessivi dei malati che restano connessi anche 18 ore al giorno. A Roma 300 assistiti dal 2009


ROMA - «Restavo a casa incollato al pc invece di andare a scuola. Giocavo fino a notte fonda e non mi staccavo neanche per andare in bagno». Luca (nome di fantasia) si muove nervosamente fra i corridoi del primo ambulatorio aperto in Italia che cura la dipendenza da internet al policlinico Gemelli. Per raccontare la sua storia preferisce utilizzare una mail. Lo schermo è stato per tutta l’adolescenza il suo unico rifugio e riparo e, nonostante abbia deciso di chiedere aiuto al centro, ancora non riesce a distaccarsene. «Ho toccato il fondo. Dietro quella voglia di collegarmi a internet ed entrare in un altro mondo, ora penso ci sia stato un vuoto di sentimenti».


La camera di un hikikomori, soggetto che mostra estrema dipendenza da internet
ÉQUIPE SPECIALIZZATA - Come Luca sono oltre trecento le persone che dal novembre 2009 hanno fatto i conti con la loro dipendenza e si sono rivolte all’équipe specializzata guidata da Federico Tonioni. «Il 90% dei nostri pazienti ha meno di 30 anni – sottolinea lo psichiatra -. Quasi tutti frequentano ossessivamente i social network e hanno sviluppato una forte assuefazione ai giochi on line». Per loro il centro è diventato l’ultimo appiglio per «uscire dalla rete». «Molti ragazzi hanno smesso di andare a scuola – ricorda Tonioni -. C’è chi naviga ininterrottamente anche per diciotto ore e chi punta la sveglia pur di alzarsi a notte fonda e giocare con gli amici in rete. Non esiste più la cognizione del tempo: è uno stato simile al sogno a occhi aperti».
 
Un giovane alle prese con un war game online
«NON STACCATE LA SPINA» - A lanciare l’allarme sulla cyber-dipendenza è stata, a fine 2011, un’indagine di Eurispes e Telefono azzurro su 1.500 adolescenti dai 12 ai 18 anni. Il 50% dei soggetti intervistati rischia di rientrare nella categoria dei «drogati di web»: si dimentica infatti del mondo reale e di tutti gli altri impegni quando è connesso. Un atteggiamento che di solito porta i genitori a staccare la spina o a sequestrare il computer. «È un errore molto grave che gli adulti commettono per ingenuità», spiega Lisa Allegretti, psicoterapeuta del centro. E Tonioni conferma: «Si rischia una reazione molto aggressiva che può portare anche ad atti violenti verso se stessi o verso gli altri».
 
Federico Tonioni: «Sono ossessionati dai social network»
L’AGGRESSIVITÀ CONTRO I GENITORI - I genitori dei ragazzi che soffrono di «internet addiction» hanno storie molto simili. «Da quando Flavio (nome di fantasia) ha preferito stare attaccato al pc interi pomeriggi invece di vivere una vita normale abbiamo iniziato a litigare in maniera violenta». La madre di questo ragazzo, che partecipa al gruppo per genitori dell’ambulatorio, ricorda come, dopo le sfuriate, sia stato proprio suo figlio a chiederle aiuto. «Si è reso conto di essere diventato dipendente e, anche se sembra incredibile, abbiamo scoperto insieme l’esistenza dell’ambulatorio su internet».
 
Una mail di un giovane cyber-dipendente che racconta la sua storia
ISOLAMENTO TOTALE - Per gli adulti, invece, siti porno e «poker room» spesso sono l’anticamera della cyber-dipedenza. Chi ne soffre può arrivare a perdere il lavoro e annullare tutte le relazioni sociali. Nei casi più estremi l’isolamento diventa totale: non si esce più di casa neanche per fare la spesa, si ordina da mangiare a domicilio e si inverte il giorno con la notte. In Giappone sono 2 milioni e mezzo gli utenti che sono stati ribattezzati «Hikikomori», letteralmente «coloro che stanno in disparte». Il governo nipponico, allarmato dalle cifre, ha lanciato una campagna sulla tv pubblica per sensibilizzare la popolazione. Un fenomeno che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, tanto che anche in Italia si contano i primi casi.
 
Lisa Allegretti, psicoterapeuta per i giovani web-dipendenti
PERICOLOSA COME L’EROINA - «Quando abbiamo inaugurato questo centro pensavo ad una dipendenza light rispetto a quelle da cocaina o eroina – ammette Tonioni –. Ma l’internet addiction mi mette ogni giorno di fronte a problemi che mi lasciano perplesso». Molti pazienti sono riusciti a uscire da questo buco nero. Luca ci sta ancora provando: «Penso di aver perso parecchi anni della mia vita davanti a questo dannato computer che ancora oggi odio e amo – confessa in una mail dopo aver accettato un colloquio online -. Ora però voglio trovare un equilibrio fra il mondo virtuale e quello reale».
 
Sofia Capone e Giuseppe Cucinotta 17 dicembre 2011 (modifica il 2 gennaio 2012)

Iran, non si fermano i test: lanciato un altro missile a lungo raggio

Corriere della sera

Sale la tensione nel Golfo Persico: i militari di Teheran sperimentano nuove armi




MILANO- Dopo il lancio di domenica di un missile a medio raggio, l'Iran rilancia la sfida agli Usa che hanno firmato nuove sanzioni contro Teheran con un altro test nel Golfo Persico: i militari hanno sperimentato con un successo, secondo l'agenzia nazionale Irna, un altro vettore a lunga gittata. L'episodio è avvenuto nell'area dello Stretto di Hormutz, considerata strategica per il rifornimento mondiale di petrolio.

«Abbiamo lanciato un missile a lunga gittata costa-mare denominato Qader (Capace), che è riuscito a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo», ha scritto l'agenzia iraniana citando il vice comandante della Marina Mahmoud Mousavi, che ieri aveva confermato l'altro esperimento spiegando «che si trattava di un missile di produzione interamente iraniana in grado di eludere radar e sistemi elettronici che ne deviano la traiettoria» .

 
PRODOTTA BARRA DI URANIO- Nella stessa giornata di domenica, gli scienziati del paese guidato da Ahmadinejad hanno annunciato di aver prodotto la prima barra a combustibile a base di uranio arricchito. Un componente fondamentale per la realizzazioni di reattori nucleari: per ora è sarebbe stata inserita all'interno del nocciolo di una struttura utilizzata per la ricerca, ma in futuro potrebbe servire ad alimentare centrali dal momento che le sanzioni internazionali vietano a Teheran di acquistare le barre sul mercato.