martedì 10 gennaio 2012

Tenta il suicidio in conferenza stampa: indagava sulla morte di Kaczynski

Corriere della sera

Il procuratore voleva controllare gli sms dei giornalisti. Lunedì si è sparato appena concluso un incontro con i media



MILANO - Un procuratore militare che indagava su fughe di notizie nell'ambito della sciagura aerea che il 10 aprile 2010 vide la morte del presidente polacco Lech Kaczynski ha bruscamente interrotto una conferenza stampa per tentare il suicidio.

LA PISTOLA - Mikolaj Przybyl stava incontrando i giornalisti per smentire le accuse di aver violato la legge chiedendo a delle compagnie di telefonia mobile di rivelare il contenuto degli sms scambiati tra alcuni giornalisti e alcuni magistrati dopo l'incidente aereo di Smolensk. Lunedì, congedati in fretta e furia i media, Przybyl si è sparato con la pistola di servizio, venendo soccorso dagli stessi operatori che avevano sentito il colpo. Trasportato in ospedale, non è in pericolo di vita anche se la pallottola che lo ha ferito non sarebbe ancora stata rimossa dal cranio.

 
LE ACCUSE - Durante la conferenza Przybyl aveva sostenuto che le accuse che gli venivano rivolte a mezzo stampa sarebbero state «manipolate» da imprecisate istanze che vorrebbero ostacolare la sua attività investigativa. Il procuratore capo Andrzej Seremet ha ammesso che la legge è stata violata chiedendo l'accesso agli sms dei giornalisti, ma ha anche aggiunto che «questo caso è stato accompagnato da talmente tante emozioni, compresa un'inutile isteria», e che l'analisi dei tabulati degli operatori dell'informazione era comunque necessaria. Przybyl ha ottenuto anche l'appoggio di tutti i vertici militari.
 

L'incidente di Smolensk (Afp/Kolesnikova)
INTIMIDAZIONI - Nei mesi scorsi aveva denunciato di avere subito minacce e intimidazioni, inclusi un'effrazione al domcilio e danneggiamenti alla macchina.

Nell'aprile del 2010, durante il viaggio tra la Polonia e la Russia, che ironia della sorte doveva commemorare una strage di 22.000 uomini avvenuta durante la II Guerra Mondiale, morirono Kaczynski, la moglie e 94 altre persone, in prevalenza membri del governo polacco. Il gemello del presidente, Jaroslaw, si salvò perché rimase ad assistere l'anziana madre malata.
 
Redazione Online9 gennaio 2012 | 20:38

Una chitarra, 5 player

Corriere della sera

Il brano suonato a 10 mani


Russia, bimbo cade nelle fognature: morto

Corriere della sera

Il piccolo nel passeggino, spinto dalla madre, è stato inghiottito da una voragine che si è aperta nel marciapiedi



MILANO- Una passeggiata di domenica pomeriggio si è trasformata in tragedia a Bryansk, in Russia. Un bambino di 18 mesi è stato inghiottito da una voragine che si è formata all'improvviso sul marciapiedi. Il piccolo che era sul passeggino spinto dalla madre è scivolato nella rete fognaria. Il bimbo è morto, mentre la madre è stata salvata dal marito, un vigile urbano che stava prestando servizio nelle vicinanze.

 
L'INCIDENTE- La cittadina a oltre 300 chilometri da Mosca è sotto choc. Secondo i testimoni, il cratere di oltre 4 metri quadri ha letteralmente inghiottito madre e figlio. La donna, 26 anni, è stata subito soccorsa e trasportata in ospedale. Il piccolo, invece, è stato inghiottito dalle condotte della rete fognaria, setacciata per 28 ore da soccorritori e speciali robot fino al macabro rinvenimento, lunedì pomeriggio.
 
Ancora da chiarire le cause dell'incidente: è probabile che l'asfalto sia stato deformato dalla fuoriuscita di acqua bollente da un tubo sotterraneo, come hanno riferito fonti della polizia. Non si escludono problemi e irregolarità legati alla costruzione dell'impianto locale per lo smaltimento dei liquami. La magistratura ha aperto un'indagine per omicidio colposo.
 
Redazione Online9 gennaio 2012 | 18:50