mercoledì 18 aprile 2012

Dieci anni fa l'aereo sul Pirellone Celebrazioni per il ricordo delle vittime

Corriere della sera

Formigoni incontra i familiari delle due dipendenti regionali decedute oltre al pilota 64enne


Lo schianto del 18 aprile 2002Lo schianto del 18 aprile 2002

MILANO - Sono passati dieci anni da quelle 17.46 del 18 aprile del 2002, quando il Rockwell Commander pilotato da Luigi Fasulo si schiantò contro il 26° piano del grattacielo Pirelli. Oltre al pilota 64enne morirono Anna Maria Rapetti e Alessandra Santonocito, dipendenti della Regione che si trovavano nel loro ufficio. I feriti furono più di settanta. Lo schianto fece temere un nuovo 11 settembre, poi le indagini esclusero l'ipotesi fondamentalista, ma non chiarirono mai del tutto le cause dell'incidente aereo. Il sacrificio delle vittime è stato ricordato all'auditorium Gaber ai piedi del Pirellone.







Il governatore Roberto Formigoni ha incontrato i familiari delle due dipendenti regionali poi ha deposto un cesto di fiori davanti alla targa dedicata alla memoria delle due vittime.

Redazione Cronaca di Milano
18 aprile 2012 | 18:34

The Bossi Family-Famiglia Addams

Corriere della sera

La parodia sullo scandalo Lega che fa il giro del web


Afghanistan, foto choc Soldati Usa in posa con cadaveri kamikaze

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Le foto, pubblicate dal Los Angeles Times, mostrano uomini dell'82esima aerotrasportata col cadavere di kamikaze afgani





In posa accanto a quelli che sembrano i resti del corpo di kamikaze afgani, mutilati dall'esplosione che li ha uccisi. Sono le foto di alcuni militari statunitensi, pubblicate oggi dal Los Angeles Times e relative al 2010, scattate nella regione sud-orientale di Zabol. Nelle immagini alcuni soldati dell'82esima Divisione aerotrasportata. Le foto destano scandalo, ricordano altro materiale simile e ugualmente orripilante, dal video che ritraeva alcuni marines americani colti a urinare sui cadaveri di presunti talebani, fino alle (tristemente) celeberrime immagini delle torture nel carcere di Abu Ghraib. Tutte occasioni che rischiano di minare l'immagine degli americani in missione nel paese, pur rappresentando la condotta di un numero isolato di militari.

Immediata la replica da parte di Leon Panetta, segretario alla Difesa Usa, che giustamente condanna quanto si vede nelle immagini, dispiacendosi anche della decisione del quotidiano di pubblicarle, nonostante l'esplicita richiesta in senso contrario del Pentagono. Dietro le critiche del segretario statunitense soprattutto la preoccupazione che il materiale fotografico possa essere utilizzato per scatenare un'ondata di violenze contro le forze americane e afgane al lavoro nel Paese per rafforzare "le misure di sicurezza". L'esercito ha dato il via a un'indagine sui fatti.




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