martedì 8 maggio 2012

Modifiche anagrafiche direttamente dal pc di casa

La Stampa


Dal 9 maggio si potranno apportare modifiche anagrafiche direttamente dal pc di casa. È la circolare n. 9 del dipartimento dei servizi demografici del Ministero dell’Interno - datata 27 aprile 2012 - che, in attuazione del decreto semplificazioni (d.l. n. 5/ 2012), fornisce i chiarimenti necessari in materia di cambio di residenza in tempo reale. In pratica, sarà possibile trasmettere, attraverso il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, ovvero, in mancanza della Pec, attraverso la mail personale allegando la fotocopia del documento di identità, le istanze di variazione anagrafica.

È altresì possibile effettuare le stesse modifiche attraverso fax o raccomandata. La circolare ricorda che le disposizioni acquistano efficacia a decorrere da 90 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso, ovvero dal prossimo 9 maggio. Quindi, oltre alla consueta presentazione diretta allo sportello, i cittadini potranno presentare le variazioni anagrafiche anche tramite raccomandata, fax e via mail. La circolare precisa che la variazione per via telematica deve essere sottoscritta dall'utente con firma digitale, oppure che il sottoscrittore sia identificato tramite carta d'identità elettronica, con carta nazionale dei servizi o con strumenti che consentano l'individuazione del soggetto che effettua la dichiarazione.

In alternativa, sarà considerata valida anche la dichiarazione trasmessa attraverso la casella di posta elettronica certificata o, in assenza, attraverso una casella di posta elettronica semplice. In quest'ultimo caso, però, la dichiarazione dovrà essere munita di firma autografa e, in allegato all’istanza, il richiedente dovrà inviare copia della sua carta di identità. Tutti i recapiti utili devono essere indicati nei siti web dei comuni.

L'ufficiale di anagrafe rilascerà all'interessato la comunicazione di avvio del procedimento, che avvisa il dichiarate del successivo accertamento della sussistenza dei requisiti previsti e che, trascorsi 45 giorni dalla dichiarazione, «resa in assenza di comunicazione in merito alla mancanza dei requisiti, la variazione (ovvero l'iscrizione o la registrazione) si intende confermata».


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Cina, espulsa reporter di Al Jazeera La tv araba chiude l'ufficio a Pechino

La Stampa

Non rinnovato il visto a Melissa Chan. L'ultimo giornalista era stato allontanato nel 1998. L'emittente del Quatar: inorriditi




La corrispondente di Al Jazeera da Pechino Melissa Chan


La corrispondente della rete televisiva Al Jazeera, Melissa Chan, è stata espulsa dalla Cina. Lo ha annunciato oggi il Foreign Correspondent Club of China (Fccc) che in un comunicato si dichiara «inorridito». Il Club, che ha circa 700 iscritti, sottolinea che l’ episodio costituisce «una grave minaccia per la possibilità che i corrispondenti stranieri lavorino in Cina».

«Funzionari cinesi - si legge nel comunicato - hanno espresso la loro rabbia per un documentario trasmesso da Al Jazeera in novembre, alla cui realizzazione Melissa Chan non ha preso parte. Inoltre, hanno espresso una generale insoddisfazione i contenuti editoriali di Al Jazeera English e hanno accusato Chan di aver violato alcune regole, senza specificare quali». L’Fccc aggiunge che l’espulsione di Chan è «l’ultimo ed estremo esempio dell’uso dei visti per censurare e intimidire i corrispondenti stranieri». «L’Fccc - conclude la nota - ritiene che siano i mezzi d’informazione stranieri, e non il governo cinese, ad avere il diritto di decidere chi lavora per loro in Cina, in accordo con gli standard internazionali».

In seguito alla decisione delle autorità cinesi l'emittente araba ha deciso di chiudere temporaneamente l’ufficio a Pechino del suo servizio inglese Al Jazeera English «non aveva altra scelta che la chiusura del suo ufficio», dopo il ripetuto rifiuto di rinnovare il visto della Chan, corrispondente in Cina dal 2007, ha riferito l’emittente basata in Qatar. Era dal 1998 che non venivano più espulsi giornalisti dalla Cina. Secondo l’associazione della stampa estera in Cina, le autorià di Pechino avevano criticato un documentario diffuso in novembre dalla rete televisiva araba e accusato la Chan di non meglio specificate violazioni delle regole per i giornalisti. Il caso Chan, afferma Bob Dietz del Commitee to Protect Journalists di New York, «segna un vero deterioramento della situazione dei media in Cina, il messaggio è che la copertura giornalistica internazionale non è gradita».

Al Jazeera ha espresso la sua «delusione» per la decisone di non rinnovare il visto della Chan, ma ha aggiunto di voler «lavorare con le autorità cinesi per riaprire l’ufficio di Pechino». Per l’associazione Stampa Estera di Pechino si tratta «del più estremo esempio del recente sistema di usare i visti ai giornalisti come tentativo di censurare e intimidare i corrispondenti stranieri in Cina». L’associazione sottolinea che ben 27 giornalisti stranieri hanno dovuto aspettare più di quattro mesi per il rinnovo del visto negli ultimi due anni. «La sorveglianza e le intimidazioni sono la norma per i giornalisti in Cina. Le autorità spesso rinviano l’approvazione del visto o minacciano di revocarlo nell’ambito di una strategia di intimidazione», denuncia Dietz.



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Orrore in Corea del Sud, sequestrate pillole contro l'impotenza a base di resti umani

Corriere della sera

Realizzate in Cina dalla pelle liofilizzata di feti abortiti o nati morti comprati da aziende e messi in speciali «microonde»



Pillole a base di resti umani, corpicini di bambini o feti abortiti ridotti in polvere. Migliaia di queste pasticche dell'orrore, ritenute farmaci «passepartout» un po' per tutte le malattie e usati soprattutto per aumentare il vigore, anche sessuale, sono state scoperte dalla dogana sudcoreana al confine con la Cina. Da agosto dello scorso anno - si legge sul Daily Mail - sono state sequestrate oltre 17 mila capsule. Un commercio illegale, che desta non poche preoccupazioni visto che l'ingrediente principale di questi prodotti, parte dalla Cina. Qui medici e operatori sanitari corrotti informano le aziende quando una donna abortisce o dà alla luce un bebé morto. I corpicini vengono comprati, conservati in normali figoriferi domestici e poi portati nelle cliniche dove vengono messi in speciali «microonde» per essiccare la pelle, che viene liofilizzata. La polvere viene trasformata in compresse insieme ad altri ingredienti vegetali per confondere le autorità sanitarie e gli ufficiali delle dogane.

IL TRAFFICO ILLEGALE - Secondo il San Francisco Times, i test condotti hanno rivelato che le pillole sono fatte al 99,7% di resti umani. Un macabro contenuto che ha scioccato le autorità cinesi che hanno scoperto il traffico illegale lo scorso agosto e stanno cercando di arrestarlo. Migliaia di confezioni, però, hanno raggiunto in questi mesi la Corea del Sud. Qui la domanda è elevata perché si ritiene che le compresse abbiano un effetto anti-impotenza. Queste pillole in realtà, avvertono gli esperti, preoccupati che il commercio possa arrivare anche su internet, contengono superbatteri e altre sostanze pericolose.



(Fonte: Adn-Kronos Salute)
8 maggio 2012 | 17:26




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Cassano Magnago: il paese di Bossi che ha tradito il Senatur

Corriere della sera

Le voci del malessere dal cuore della Lega




Vivisezione, Green Hill: "Basta, non siamo assassini"

Il Giorno


La società che si occupa di allevamento di animali da laboratorio è stanca delle aggressione e dei sabotaggi: "E’ anche grazie al nostro contributo se ci sono farmaci che permettono di salvare la vita a pazienti affetti da gravi malattie"



Brescia, 7 maggio 2012



"Non possiamo più accettare di essere trattati come degli assassini da una propaganda che vuole imporsi con la violenza e l’illegalita’. L’aggressione e i sabotaggi all’allevamento hanno avuto conseguenze gravissime per la salute degli animali, che amiamo e rispettiamo come d’obbligo per chi fa il nostro mestiere". Lo afferma la societa’ di Green Hill, che si occupa di allevamento di animali da laboratorio, alla vigilia dell’iniziativa internazionale promossa dal coordinamento ‘Fermiamo Gree Hill’.

L’azienda ricorda come la sua sia ‘’un’attività che richiede professionalità’’ e come ‘’qualsiasi insinuazione sul presunto maltrattamento degli animali’ sia stata respinta anche dall’indagine della Procura di Brescia’’. ‘’Sottrarre illegalmente i cuccioli dall’allevamento - continua Green Hill riferendosi al blitz degli animalisti di sabato 28 aprile - equivale a sottrarre i pazienti, uomini, donne e bambini, dalla possibilità di curarsi’’. ‘’Non dobbiamo vergognarci di svolgere un lavoro indispensabile per la comunita’ scientifica e per migliorare la salute delle persone e degli animali. E’ anche grazie al nostro contributo se ci sono farmaci che permettono di salvare la vita a pazienti affetti da gravi malattie’’, proseguono i responsabili di Green Hill.


‘’Secondo le leggi internazionali, nessun farmaco puo’ essere introdotto sul mercato se prima non siano stati condotti accurati studi sugli animali per valutarne la potenziale tossicita’. La ricerca alternativa in vitro viene infatti considerata - continua la nota - necessaria, ma non sufficiente dalla comunita’ scientifica’’.  ‘’Continueremo a fare il nostro lavoro - conclude Green Hill - forti del sostegno che riceviamo ogni giorno da migliaia di cittadini che non intendono cedere al ricatto di una minoranza di violenti estremisti che non sa e non vuole ascoltare’’.



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L'auto senza pilota potrà circolare Il Nevada assegna la prima targa speciale

Corriere della sera

Lo Stato americano è il primo al mondo a concedere il permesso alla «Google car»




MILANO- Lo Stato del Nevada è il primo al mondo nel quale le auto «robot» potranno circolare. Il dipartimento dei trasporti locale, infatti, ha assegnato il 7 maggio la prima targa special, creata su misura per questo genere di veicoli, alla «Google Car». L'auto sviluppata da colosso di Mountain View sulla base di una Toyota Prius in grado di muoversi autonomamente grazie alla potenza di calcolo dei computer, a telecamere disseminate ovunque ai sensori Gps ultra-precisi.




LA STRANA«PROVA» DEI COMMISSARI-Il via libera è arrivato dopo che i tecnici della commissione hanno provato, o meglio sono saliti a bordo della vettura, effettuando un test lungo le autostrade di Carson City e a Las Vegas. Il percorso comprendeva tratti di autostrada e passaggi in città, anche se va detto che il Nevada è uno dei posti meno popolati d'America. Ma sarà difficile vedere auto-robot sfrecciare senza nessuno all'interno: per la sicurezza, infatti, il regolamento dello stato americano prevede che dentro debbano esserci almeno due persone, anche se la vettura marcia in modo del tutto autonomo. Una sperimentazione che ha scalato i cuori degli amministratori locali: secondo Bruce Breslow, direttore del Dipartimento dei Traporti del Nevada, «i veicoli automatici sono il futuro delle quattro ruote». E non si esclude che vengano rilasciate autorizzazioni non solo alle imprese, ma anche a privati cittadini. Secondo i detrattori il Nevada ha scelto di anticipare tutti in cambio di cospicui finanziamenti da parte di Google, sperando che i più importanti costruttori mondiali ne seguano l'esempio.

Redazione Motori8 maggio 2012 | 13:28

Referendum, via 4 Province I sardi meglio di Monti: "Cancellate questi sprechi"

di -

Il 97% dei sardi ha votato per l'abolizione delle nuove Province. Uno snellimento burocratico e di riduzione dei costi che i cittadini chiedono a gran voce


Dalla Sardegna arriva un segnale forte che esprime la voglia di cambiamento dei cittadini, all'insegna della lotta agli sprechi di denaro pubblico e alla gestione troppo allegra della cosa pubblica.



Il presidente del Consiglio Mario Monti
Il presidente del Consiglio Mario Monti

Quegli sprechi che sino ad ora il governo non è riuscito a toccare fino in fondo ma che i sardi, con i referendum, hanno dimostrato di voler rimuovere. Qualcuno attribuisce al voto dell'isola un significato anticasta con il taglio dei costi della politica. Senza se e senza ma. Un voto (525mila sardi sono andati alle urne) che esprime un no seccco agli sprechi e pretende un sistema amministrativo più efficiente e che costi meno.

Ma vediamo l'esito del voto nei referendum abrogativi: abolite quattro Province su otto (Gallura, Olgiastra, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente), cancellate le indennità dei consiglieri regionali. Per i referendum consultivi (di fatto privi di effetti pratici) ridotti i consiglieri regionali (da 80 a 50), elezione diretta del presidente della Regione, con primarie obbligatorie, assemblea costituente per riscrivere lo statuto regionale, abolizione dei cda di enti e aziende regionali (guarda tutti i risultati dei referendum).


Il risultato più eclatante è l'abolizione delle quattro Province, istituite una decina di anni fa e operative dal 2005. Il 97% dei votanti si è espresso per la loro cancellazione. Un voto bulgaro. Ma ora che succede? Entro 15 giorni la Corte di Appello ufficializzerà i risultati, poi toccherà al presidente della Regione abolire, con decreto, le quattro Province.



Mario Monti


Restano aperti alcuni problemi sui passaggi di competenze, i dipendenti e gli appalti. Le Province storiche (Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari) rimangono: il quesito referendario, anche se hanno vinto i Sì per l'abrogazione (con il 67% dei voti), era solo consultivo. Per cancellarle servirebbe una norma costituzionale. Ed è competenza del parlamento...


I politici sardi come hanno reagito? Il presidente della provincia di Carbonia-Iglesias Salvatore Cherchi (Pd), si è dimesso dicendo di voler rispettare il voto". Quello del Medio Campidano, Fulvio Tocco (Pd), prende tempo. In Gallura prevale la rabbia, si parla di "colpo all’indipendenza del territorio" e gli amministratori per il momento non vogliono lasciare. Infuriato il senatore Pd Gian Piero Scanu (Pd):


"Eliminare le nuove Province significa affossare l’economia e sfregiare l’autodeterminazione dei sardi che, come nel caso della Gallura, hanno lottato per 30 anni per costruire la Provincia". Protesta anche il deputato Settimo Nizzi (Pdl): "Dopo anni di lotte ci troviamo davanti a un risultato devastante. I cittadini alla politica chiedono risposte e non false rivoluzioni su false emergenze. Siamo nel caos giurisprudenziale. Perché le Province nuove devono essere cancellate, ma anche le vecchie...". La polemica non accenna a diminuire. Dalla Sardegna, intanto, un segnale forte e chiaro contro gli sprechi è arrivato. La politica non si muove? Ci pensiamo noi cittadini.




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Il mito di Gilles Villeneuve rivive a 30 anni dalla morte

Corriere della sera

Al via l'8 maggio a Modena una mostra dedicata al pilota Ferrari scomparso in un tragico incidente nel 1982


MILANO- Sono passati trenta anni da quando se n'è andato in un giorno maledetto per l'automobilismo. L'8 maggio del 1982, a Zolder in Belgio si fermava per sempre la corsa di Gilles Villeneuve dopo una collisione fatale con la March di Jochen Mass. Ma il ricordo dell'«Aviatore» resta indelebile: nei suoi duelli infiniti con il compagno di squadra Didier Pironi, nelle testimonianze d'affetto di Enzo Ferrari che gli voleva bene come un figlio, nelle istantanee di un'epoca in cui scendere in pista significava rischiare la vita a ogni curva. Questo Gilles lo sapeva e non solo lo accettava, ma spingeva l'asticella sempre più in là, come se il copione della sua carriera fosse già stato scritto. Con finale in volo senza atterraggio.

La vita di Gilles Villeneuve La vita di Gilles Villeneuve La vita di Gilles Villeneuve La vita di Gilles Villeneuve La vita di Gilles Villeneuve La vita di Gilles Villeneuve

UNA MOSTRA A MODENA-. Tante le iniziative per commemorarlo: a Modena si apre l'8 maggio una grande mostra dedicata all'ex pilota del Cavallino: «Gilles Villeneuve e il suo tempo». Fino al 10 giugno presso il Foro Boario, nell'ambito della rassegna «Modena Terra di Motori» una monografica racconta la vita e le imprese del canadese mostrando monoposto, caschi, tute, alettoni, gomme e altri cimeli legati alla carriera dell'«Aviatore». Per la prima volta vengono esposti al pubblico oggetti mai visti: come l'ultimo casco che avrebbe dovuto proteggerlo e che, invece, volò via nel terribile schianto di quel pomeriggio di maggio. Dal passato riaffiora ciò che è rimasto della vettura dopo il volo a 225 orari: il volante, una gomma, l'alettone e il musetto.


LE ROSSE CHE LO HANNO RESO GRANDE- Immancabili alcuni dei bolidi che lo hanno reso grande: come la Ferrari 312T4 del 1979, in prestito dal Museo di Maranello, l'auto con la quale Gilles prima diede battaglia ad Arnoux in duello che divenò epico sul circuito di Digione. In un'altra corsa sulla stessa macchina completò un giro su tre ruote a Zandvoort. Sempre dalle collezioni Ferrari arrivano la 126 CK che corse nella stagione di F1 del 1981, progettata da Mauro Forghieri. E poi altre «chicche» come la Ferrari 308, la vettura personale di Gilles con la quale si racconta sfrecciasse da Maranello alla Costa Azzurra in 3 ore e 30 minuti. Leggende? Può darsi, ma gli «eccessi» di Gilles sono testimoniati anche dal verbale di un non certo tenero vigile imolese che nel 1982 gli inflisse 12 mila lire di multa perché correva troppo. E poi ancora video, ricostruzioni interviste e testimonianze di ex colleghi che ripercorrono la sua breve carriera. Anche se non vinse mai il titolo, l'«Aviatore» un posto nell'Olimpo della F1 ce l'avrà per sempre. Così lo ricorda il figlio Jacques, che per celebrarlo guiderà la Ferrari del papà sul circuito di Fiorano: «Per mio padre cose impossibili per mio padre non esistevano. Ma non era un incosciente, era un funambolo che sapeva usare la testa».

Redazione Motori7 maggio 2012 (modifica il 8 maggio 2012)

Il sottomarino realizzato dal contadino

La Stampa

Si chiama Zhang Wuyi, il contadino cinese inventore del sottomarino biposto. Da sempre interessato alla scienza e ai suoi risvolti pratici, ha costruito, sperimentato e messo in vendita, per 100.000 Yuan l'uno (circa 12.178 euro), sei sottomarini di dimensioni ridotte.

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Spiagge accessibili cercasi

Corriere della sera

di Simone Fanti
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Qualche settimana fa l’amministrazione della regione Puglia, con un’ordinanza, obbligava tutti gli stabilimenti balneari pugliesi ad acquistare una sedia Job (una sorta di sdraio con le ruote larghe che consente a chi ha difficoltà motoria di spostarsi sulla sabbia). “Evviva, qualcosa si muove”. E stato il mio primo pensiero. Ma già dopo pochi attimi il sorriso si è spento sul mio volto. Non basta, infatti, una sedia o una passerella a trasformare uno stabilimento balneare in una struttura accessibile.

Si fa presto a dire vacanze al mare. Al di là della crisi economica acuita dai continui tagli al welfare, la difficoltà è sempre la stessa e ha il nome di accessibilità. Nonostante l’articolo 23 della legge del 5 febbraio 1992 preveda una multa e la chiusura da uno a sei mesi dell’esercizio pubblico che discrimini una persona con disabilità, le spiagge a norma (il decreto ministeriale 236/1989 ne definisce le caratteristiche di accessibilità) sono ben poche in Italia.

Peccato che nessun imprenditore abbia la lungimiranza di investire in questo settore e attrarre così una fetta consistente di popolazione: il 8% degli italiani sono persone con disabilità . «Il mercato potenziale è di 5 milioni di persone in Italia e di 75 milioni in Europa», spiega Roberto Vitali, presidente di Villageforall «E ognuna di queste persone con disabilità  viaggia in media con almeno tre accompagnatori al seguito». La crisi può essere quindi uno stimolo per migliorare l’accessibilità anche perché rendere più fruibile una struttura non va solo a vantaggio delle persone con disabilità, ma può essere di aiuto alle mamme con i passeggini o semplicemente agli anziani che su una passerella camminano con maggiore facilità rispetto a un viottolo acciotolato o alla sabbia.

L’accessibilità non significa solo abbattimento delle barriere architettoniche (anche se questo sarebbe un gran passo avanti) ma anche accoglienza, ovvero la reale consapevolezza che ricevere un ospite con una disabilità significa farlo sentire a casa sua e regalargli una vera vacanza, se non dalla disabilità, almeno dalle preoccupazioni. «I primi interventi che vengono effettuati in uno stabilimento balneare sono l’adozione  di passerelle e delle sedie Job», spiega Max Ulivieri, responsabile di Diversamenteagibile.it. «Certamente il personale che gestisce delle spiagge accessibili se ha esperienza con la disabilità rende un servizio migliore: ogni tipologia di disabilità ha le sue esigenze. Per i disabili con fragilità mentale, il discorso è più delicato. Certamente è auspicabile che abbiano una persona con sé che possa aiutarli e prendersene cura. Altrimenti ci vuole personale specializzato all’interno della spiaggia, ma poi chi lo paga?».

Nel nostro piccolo vorremmo essere d’aiuto, ma da soli non ce la facciamo ed è per questo che vi chiediamo una mano. Invisibili infatti vorrebbe costruire una mappa delle spiagge più accessibili d’Italia. Alcuni elenchi di spiagge accessibili sono facilmente reperibili sui siti amici di disabili.com, turismosenzabarriere.it e diversamenteagibile. Vogliamo però andare oltre e cercare di verificare le spiagge grazie a voi lettori (Leggi Io, verificatore contro le vacanze «inaccessibili»). Sarete i nostri occhi, le nostre ruote, il nostro metro.
Nessun giudizio opinabile, ma misure concrete, un elenco di c’è-non c’è che offra al futuro visitatore l’idea esatta di quello che potrà trovare o non trovare recandosi nella spiaggia indicata (gli esperti la chiamano accessibilità trasparente). Ecco quindi cosa si intende per spiaggia accessibile sotto forma di questionario.




C’è un parcheggio adiacente all’entrata con dei posti riservati alle persone con disabilità (la legge impone il minimo di un posto ogni 50 o frazione di 50)?

Il percorso che collega il parcheggio all’ingresso e tutti i percorsi che collegano i vari servizi, dalle cabine, ai bar, le docce fino agli ombrelloni sono senza ostacoli?

Il percorso e le passerelle sono di larghezza adeguata (almeno 90 cm) e la pavimentazione è antisdrucciolo?

La passerella in spiaggia arriva fino al mare e sotto l’ombrellone riservato ai disabili?

Esistono piazzole con ombrellone per le persone con disabilità?

Esistono delle piazzole per permettere l’inversione di marcia a chi è in sedia a rotelle?

Esistono segnali e indicazioni per le persone non vedenti (un corrimano di corda, mappe tattili)?

Ci sono bagni attrezzati e ampi a sufficienza per persone con handicap motori (i requisiti sono tutti indicati decreto ministeriale 236/1989)?

Le docce sono a filo del pavimento e dispongono di maniglioni o supporti?

La stazione balneare è dotata di ausili (sedia Job o sedia Sand & Sea) per permettere a chi non può muoversi di essere portato fino al mare?

L’area giochi per bambini è accessibile? E l’area ristorazione? C’è un bagnino con specifica formazione al soccorso di una persona a mobilità ridotta?

La Lega Nord si è disintegrata: prende schiaffi da tutte le parti

Libero

Dopo gli scandali, il Carroccio perde nei luoghi simbolo: Varesotto e Brianza


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E, per paradosso, un colpo basso arriva anche da Tosi: con lui vince la Lega Nord che vuole rompere con Bossi e con il passato


Qualcuno poteva aspettarsi risultati anche peggiori dopo l'incredibile serie di scandali che ha travolto il movimento, ma la sostanza non cambia: la Lega Nord esce sconfitta da queste elezioni amministrative. E, onta ancor più grave, il Carroccio è uscito sconfitto nei luoghi simbolo di una storia ventennale: il varesotto e la Brianza su tutti. Il fatto che fa più male di tutti, probabilmente, è il crollo a Besozzo, il paese a pochi metri dalla Gemonio di Umberto Bossi, e a Cassano Magnago, dove il Senatùr è nato. Quindi i crac a Gerenzano e Sumirago completano il quadro della debacle nel Varesotto (dove si salva soltanto Tradate).

Persi i feudi brianzoli - Lega sconfitta anche nei due capoluoghi al voto: Como e soprattutto Monza, dove "verde" era il sindaco uscente, Marco Mariani, e dove Bossi aveva chiuso la campagna elettorale. I padani devono arrendersi anche a Mozzo, il paese natale di Roberto Calderoli. Quindi le notizie che arrivano da Crema, dove il deputato Alberto Torazzi non ha raggiunto il 7 per cento. Cattive notizie anche dal cuore della Brianza, dove la Lega ha perso feudi quali Cesano Maderno, Lesmo e Lissone.

Uno schiaffo anche da Tosi - Lasciamo parlare le cifre. Il Carroccio in Lombardia mandava al voto 23 sindaci e oggi, di sicuri, ne ha appena 10. Migliore la situazione in Veneto, dove la Lega guidava 17 amministrazioni e dove oggi ne guida 18, mentre in altre due andrà al ballottaggio. Ma è proprio dal Veneto che, paradossalmente, giunge uno degli schiaffi più duri per il Carroccio: la scintillante vittoria di Flavio Tosi a Verona, che è sì della Lega, ma del Carroccio è l'eretico, l'uomo della rottura con Umberto Bossi e che non si è mai fatto troppi problemi a bombardare un movimento mai in difficoltà come oggi.

Cecchi Paone contro Rivera: sui gay straparla

Il Messaggero

ROMA - «Non vedo, non sento e non parlo. Piuttosto straparlo. Sembra essere questa la linea di condotta della vecchia guardia del calcio italiano» secondo Alessandro Cecchi Paone, che si dice «stupito dall'insistenza di Gianni Rivera sull'opportuna assenza di gay nel mondo del pallone». 




L'affondo. Secondo il coautore con Flavio Pagano del libro «Il campione innamorato» edito da Giunti, l'ex golden boy del Milan, che ha rilasciato le sue dichiarazioni a Chi, rappresenta «un football vecchio,chiuso e senza cuore, incapace di capire la portata liberatoria» dell'invito rivolto dal ct azzurro, Cesare Prandelli, a tutti gli sportivi (quando aveva invitato i calciatori gay a fare coming out, ndr) «perchè vivano serenamente la loro affettività e sessualità alla luce del sole e così rendere meglio anche sul campo di gioco». «Proprio grazie a Prandelli però il ghiacciaio del pensiero unico del calcio italiano si sta sciogliendo in mille rivoli -conclude Cecchi Paone- e nuovi campioni come Milito cominciano a dare voce a spogliatoi più giovani,vitali e civili».

Lunedì 07 Maggio 2012 - 13:33
Ultimo aggiornamento: 13:34




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