mercoledì 16 maggio 2012

Ecco com’è cambiata l’Europa negli ultimi 1000 anni

Corriere della sera

Un filmato in time-lapse riassume in appena tre minuti e mezzo come si sono spostati i confini delle nazioni europee


MILANO - Com’è cambiato il Vecchio Continente nell’ultimo millennio? Un filmato in time-lapse riassume in appena tre minuti e mezzo come si sono spostati i confini delle nazioni europee, dal 1000 d. C. al 2003. Per la gran parte degli utenti è il «miglior video didattico degli ultimi tempi».



ATLANTE IN MOVIMENTO - Dall’Impero bizantino al Sacro Romano Impero; dalla Guerra dei cent'anni alla formazione dell’Impero russo. E poi, ovviamente, le due guerre mondiali, la Rivoluzione d'ottobre, la dissoluzione della Jugoslavia: sono solo alcune delle tappe storiche rappresentate nella clip che in questi giorni ha iniziato a fare il giro di blog e social network. L’atlante in movimento, realizzato con il software Centennia, evidenzia l'infinita serie di alleanze mutevoli e di terre occupate; di Paesi inghiottiti da altri Paesi, rinati con nuovi nomi e nuove frontiere. Il tutto è accompagnato dalla colonna sonora di Inception.

Elmar Burchia
16 maggio 2012 | 13:55

Come farsi dare 50 giorni di malattia da medici che non ti conoscono

Corriere della sera

Un dottore addirittura manda il certificato via fax: basta pagare


MILANO - I certificati medici non si possono prorogare più per telefono? Ma stiamo scherzando? E la Cassazione, che ha condannato un medico che aveva prorogato la malattia via telefono, cosa dovrebbe sentenziare contro il medico che il certificato ce lo manda direttamente via fax, senza averci mai visto in faccia e senza essere nemmeno suoi pazienti? E come lui ne incontriamo tanti.


A Roma chiediamo giorni di malattia a medici che troviamo sull'elenco telefonico. Entriamo nei loro studi privati per la prima volta, non sanno chi siamo, non ci visitano, non ci guardano nemmeno in faccia. «Quanti giorni le servono?» ci chiedono solo. Oppure «che malattia mettiamo? Una bella lombalgia e 20 giorni a riposo?». E se per i Supremi giudici «non è consentito al sanitario effettuare valutazioni o prescrizioni semplicemente sulla base di dichiarazioni effettuate per telefono dai suoi assistiti», figuriamoci cosa direbbe di chi certificato, diagnosi e giorni di riposo ce li manda via fax. Alla fine della giornata saremo entrati in circa dieci studi medici e avremo accumulato le diagnosi più fantasiose: influenza A, calcoli renali, stress, vertigini, sciatalgia e polmonite. Sempre senza mai controllare niente. Ma non solo. Mettendo insieme tutti i certificati medici avremo un monte di 50 giorni di malattia. Una terribile abitudine, insomma, che fa tornare alla mente il peggior medico della mutua firmato da Alberto Sordi.

Antonio Crispino
16 maggio 2012 | 14:13

Caso Orlandi, volantini «omaggio» a De Pedis «Perché disturbare un uomo morto?»

Corriere della sera

I fogli comparsi nel centro storico di Roma inneggiano all'ex capo della Banda della Magliana dissepolto dalla Basilica di S. Apollinare per l'inchiesta sulla ragazza scomparsa 29 anni fa




ROMA –Gli automobilisti se li sono ritrovati sotto il tergicristallo, nella zona tra corso Vittorio e piazza Sant’Apollinare. Esattamente in quello spicchio di centro storico dove, 29 anni fa, sparì Emanuela Orlandi e dove, in questi giorni, l’affaire è tornato d’attualità per l’apertura della tomba del boss nella basilica. Le decine di volantini, grandi come fogli A4, hanno un titolo su due righe: «Omaggio a Enrico Renatino De Pedis – Capo dell’Organizzazione Criminale che comandò la Capitale negli anni settanta e ottanta». A fianco, la famosa fototessera del defunto. Sono stati alcuni abitanti della zona, tra cui uno dei promotori del gruppo Facebook fondato da Pietro Orlandi, il fratello dalla ragazza scomparsa, a segnalare l’anomala iniziativa.

«RIPOSO DISTURBATO» – Già nel titolo, colpisce l’uso delle maiuscole da parte dell’anonimo estimatore del gangster quando si riferisce alla banda della Magliana («Organizzazione Criminale»), considerata con una sorta di deferenza. Poi, sotto la scritta «in memoria e con immenso rispetto», viene riportato un sonetto del Belli («La corda ar Corzo»). In chiusura, altre due frasi. Una di critica alla decisione di spostare la salma dalla cripta di Sant’Apollinare. «La chiesa sapeva e sa… Ma lo Stato ha preferito disturbare l’eterno riposo di un uomo MORTO!!». E l’altra riferita, pare di capire, al sequestro di Emanuela Orlandi: «Visto che (De Pedis) non può più parlare né per difendersi né per rivelare veramente i colpevoli di questa assurda vicenda ITALIANA». Non è escluso che, nelle prossime ore, il volantino venga acquisito dagli investigatori per tentare di individuarne la provenienza.



Fabrizio Peronaci
16 maggio 2012 | 15:08




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Trovato reattore nucleare nei sotterranei della Kodak nello stato di New York

Corriere della sera

In pochi ne erano a conoscenza. Era nascosto in una stanza con pareti rinforzate. Nessuno sa il perché



Il reattore rinvenuto alla Kodak (Democrat and Chronicle)Il reattore rinvenuto alla Kodak (Democrat and Chronicle)

MILANO - Un reattore nucleare nascosto giù in cantina. È successo nel quartier generale della Kodak di Rochester nello stato di New York. Il marchingegno è rimasto nel palazzo dal 1974 fino al novembre 2007, a insaputa della maggior parte degli impiegati.

STANZA SEGRETA - raccontare l'incredibile storia è il quotidiano locale, Democrat and Chronicle. Il reattore era situato in una stanza con pareti spesse 60 centimetri, nascosta nel seminterrato dell'edificio 82 del quartier generale Kodak. E in pochissimi alla Kodak, in amministrazione controllata da questo gennaio, erano a conoscenza della sua esistenza e ancora meno vi avevano accesso. Stando a Democrat and Chronicle, il reattore era troppo piccolo per essere definito un impianto nucleare e non c'era alcun rischio che potesse esplodere. Un ex ricercatore dell'azienda ha inoltre spiegato che le barre di uranio in realtà non sono mai state mosse per 30 anni. Ciononostante, poiché il reattore conteneva circa un chilogrammo e mezzo di uranio arricchito, il bunker con il reattore era strettamente sorvegliato. Sebbene abbiano assicurato che non hanno mai provato a occultare l'esistenza del reattore, i dirigenti Kodak ammettono anche di non aver mai pubblicizzato la cosa e che negli ultimi anni, per precauzione, sulla scia degli attentati dell'11 settembre 2001, sono stati obbligati al silenzio dal governo federale. Ma perché Kodak avesse un reattore nucleare continua a rimanere un mistero. Stando ad alcuni suoi dirigenti, l'azienda lo utilizzava per controllare che i materiali adoperati non avessero impurità. Ma c'è chi ipotizza ricerche commissionate dal governo durante la Guerra Fredda.



M.Ser
16 maggio 2012 | 14:52



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Si "auto-radia" dall'Ordine l'inventore della dieta Dukan

di -

Contro il nutrizionista francese due procedure disciplinari. La sua dieta iperproteica è una delle preferite dai vip


Fino a qualche anno fa Pierre Dukan era sconosciuto ai più. Ma da quando i vip di tutto il mondo hanno adottato il suo stile alimentare, i suoi libri sono diventati i più letti del globo.




Una dieta controversa e discussa la sua, che impone un regime esclusivamente proteico nei primi giorni e non reintegrando mai del tutto carboidrati e fibre. E oggi il nutrizionista ha ottenuto, dietro sua stessa domanda, la radiazione dall'Ordine dei medici. Dukan in realtà è in pensione dall'ottobre del 2011 e nei due provvedimenti disciplinari intentati contro di lui rischia al massimo una sanzione di avvertimento o di censura. Non si conoscono i motivi per cui il dottore ha chiesto di essere rimosso dall'Albo, considerando inoltre, che le procedure disciplinari risalgono a fatti anteriori alla radiazione e restano in vigore. Al nutrizionista viene contestato l'esercizio della professione a fini commerciali. In ogni caso, essendosi "auto-radiato", ora Dukan non rischia più la radiazione.




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Il nome Kinder si associa a Ferrero" Il gruppo salva l'esclusiva del marchio

La Stampa

La Corte di giustizia europea scioglie il contenzioso tra la casa di Alba e l'imprenditore tedesco proprietario di "Kindertraum"





Secondo la Corte di giustizia Ue il nome “Kinder” distingue per più di una generazione di italiani un’intera famiglia di prodotti della Ferrero e quindi non è possibile registrare in Europa un marchio simile come “Kindertraum” perché potrebbe generare confusione nel pubblico


Bruxelles


Il nome “Kinder” distingue per più di una generazione di italiani un’intera famiglia di prodotti della Ferrero e quindi non è possibile registrare in Europa un marchio simile come “Kindertraum” perché potrebbe generare confusione nel pubblico. Questo il significato della sentenza adottata oggi dal Tribunale della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo. Il contenzioso è approdato davanti ai giudici europei dopo essere già stato esaminato dall’Uami, l’ufficio per l’armonizzazione nel mercato unico di marchi, disegni e modelli. A questo ufficio si era rivolto qualche anno fa un tedesco, il signor Harald Wohlfahrt, per registrare il marchio denominativo “Kindertraum” (che significa “sogno dei bambini”) per prodotti del settore cartario (cartoncini, prodotti da cartoleria, decorazioni natalizie). Ma cogliendo l’opportunità offerta nell’ambito della normale procedura di registrazione di un marchio, la Ferrero si era opposta.

Nel 2009 l’Uami aveva dato ragione al gruppo italiano, giudizio ribadito nel 2010 dalla commissione per i ricorsi della stessa Uami. Il signor Wohlfahrt aveva ha quindi deciso di presentare ricorso al Tribunale Ue per chiedere l’annullamento della decisione dell’Uami sostenendo che il rischio di confusione tra i due marchi non sussisteva. I giudici comunitari hanno però stabilito ora che il marchio “Kinder” non ha carattere descrittivo, bensì distintivo, per il pubblico italiano, e proprio questo specifico carattere «impedisce la registrazione di marchi simili».



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Isola del Giglio, la Suprema Corte: "Schettino non adatto a comandare"

La Stampa

Uscite le motivazioni della sentenza che conferma gli arresti domiciliari per il comandante della nave Costa affondata




Il comandante Francesco Schettino: oggi sono uscite le motivazioni della sentenza che confermano gli arresti domiciliari per il naufragio


Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ha «scarsa resistenza» nello svolgimento «di funzioni di comando o comunque di responsabile della sorte di persone a lui affidate». Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi della sentenza 18851 che confermano gli arresti domiciliari per il naufragio di gennaio. Per la Suprema Corte, il comandante della Costa Concordia - naufragata lo scorso 13 gennaio sugli scogli dell’Isola del Giglio con 32 vittime - ha «scarsa resistenza» a «reggere situazioni di crisi e ad assicurare in quelle situazioni l’adempimento delle obbligazioni di sicurezza e garanzia verso le persone a lui affidate». Inoltre è «verificata» la «insufficienza strutturale» di Schettino, nelle situazioni in cui sia in gioco l’incolumità delle persone.

La Suprema Corte sottolinea «il comportamento tenuto da Schettino»: non solo, «le gravi imprudenze e negligenze che hanno determinato il naufragio della nave», ma anche il suo «comportamento tenuto nelle successive fasi della vicenda», con il «ritardo nella segnalazione del fatto all'autorità portuale», la «perdita di controllo della nave e delle operazioni di salvataggio dei passeggeri, gestite da altri», il ritardo «nell'ordine di abbandono nave ai passeggeri, con il proprio abbandono della nave e rifiuto di ritornarvi» la «sottovalutazione dell'emergenza creatasi e il tentativo di accreditarsi comunque come un bravo capitano per la manovra di accostamento della nave».



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Ecco Hyq, robot quadrupede corre, salta e supera ostacoli

Il Mattino

ROMA - Corre, salta, si solleva sulle zampe posteriori e supera gli ostacoli per potere aiutare l'uomo in situazioni di emergenza: è il robot a quattro zampe realizzato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ispirandosi all'agilità e versatilità di movimento di alcuni animali a quattro-zampe presenti in natura, dal cane al cavallo, allo stambecco.



Il robot si chiama HyQ (Hydraulic Quadruped) e viene presentato in questi giorni in occasione di una delle principali conferenze di robotica e automazione Icra 2012, in programma fino al 18 maggio negli Stati Uniti, a Saint Paul nel Minnesota. Quest'anno la conferenza è dedicata ai «Robot e Automazione: innovazione per i bisogni di domani», e il robot quadrupede è, infatti, studiato per sostituire l'uomo in scenari pericolosi: edifici pericolanti o a rischio di esplosione, ambienti contaminati come centrali nucleari o industrie chimiche.

Realizzato in alluminio, il robot misura un metro di lunghezza e pesa circa 70 chilogrammi ed è stato sviluppato nel Dipartimento di Advanced Robotics (ADVR) diretto da Darwin Caldwell. Grazie al nuovo sistema di misurazione inerziale, spiega l'Iit in una nota, HyQ è in grado di superare rapidamente gli ostacoli e correggere i suoi passi in tempo reale per mantenere una postura predeterminata. Dai primi test eseguiti su una pista di 20 metri, HyQ è in grado di raggiungere la velocità di due metri al secondo, che, secondo Jonas Buchli e Claudio Semini che hanno coordinato il gruppo che ha lavorato al progetto, «potrà essere superata su un percorso più lungo».

Attraverso un sistema di controllo reattivo della forza delle zampe HyQ è in grado di rispondere alle irregolarità del terreno; il robot è infatti capace di adeguare il proprio passo per superare ostacoli di diversa dimensione e forma. Dopo questi risultati, il prossimo passo, annuncia la nota, sarà dotare il robot di braccia. HyQ è uno dei pochi robot quadrupedi al mondo, sottolinea la nota, che riesce a compiere movimenti veloci e precisi grazie «a soluzioni ingegneristiche innovative, ispirate all'agilità e versatilità di movimento di alcuni animali a quattro-zampe presenti in natura, dal cane al cavallo, allo stambecco».

Martedì 15 Maggio 2012 - 12:36    Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Maggio - 13:24

Venduto per 9,6 milioni il Beau Sancy diamante che fu di Maria de Medici

Il Mattino



GINEVRA 

È stato aggiudicato ieri sera a Ginevra per oltre 9,6 milioni di dollari il Beau Sancy, diamante storico di 34.98 carati, tagliato a pera doppio rosa. Il gioiello battuto all'asta da Sotheby's, nel 1610 ornò la corona indossata da Maria de Medici nel giorno della sua incoronazione . La stima, che oscillava tra i 2 ed i 4 milioni di dollari, è stata rapidamente superata ed ha raggiunto i 9 milioni di franchi svizzeri (9,6 milioni di dollari) in otto minuti. Al termine di una competizione a cinque, il diamante - mai proposto in un'asta prima d'ora - è stato aggiudicato a un acquirente anonimo che ha partecipato alla vendita all'incanto per telefono, precisa Sotheby's in una nota. 

Il Beau Sancy è considerato uno dei diamanti più importanti dal punto di vista storico: è stato testimone di 400 anni di storia europea ed è stato in possesso delle famiglie reali di Francia, Gran Bretagna, Prussia e Casa d'Orange. Acquistato da Nicolas de Harlay, Signore di Sancy (1546-1629) a Constantinopoli nella seconda metà del XVI secolo, il Beau Sancy fu trovato nelle miniere del centro-sud dell'India. Nel 1604, il de Sancy vendette il dimante a Enrico IV che l'offrì come dono di nozze a Maria dè Medici. Ultimi proprietari, la Casa di Prussia.

Mercoledì 16 Maggio 2012 - 11:04    Ultimo aggiornamento: 11:05





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