giovedì 17 maggio 2012

La Cassazione: andare ai funerali di un mafioso non è prova di cattiva condotta

Quotidiano.net

Accolto il ricorso di Emanuele G. che chiedeva di essere riabilitato dopo aver interamente scontato la misura di prevenzione di sorveglianza speciale



Roma, 17 maggio 2012



La partecipazione ai funerali di un boss mafioso non è “prova di cattiva condotta” tale da impedire la riabilitazione di chi ha scontato per intero la pena: lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione accogliendo il ricorso di Emanuele G. che chiedeva di essere riabilitato dopo aver interamente scontato la misura di prevenzione di sorveglianza speciale. La richiesta di riabilitazione era stata bocciata dalla Corte d’appello di Catania il 4 agosto del 2011 sulla base del fatto che l’uomo non aveva dato “costante prova di buona condotta avendo partecipato al funerale di un capo mafia dove si era incontrato con molti altri affiliati”.

Contro il no alla riabilitazione, Emanuele G. ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che di scelta era “di per se un fatto innocuo al quale non poteva dedursi prova dell’attualità del pericolo”. La suprema Corte ha accolto il ricorso e ha sottolineato che “la partecipazione ad un funerale di un boss mafioso da solo non può costituire prova del venire meno della buona condotta dimostrata nel corso degli anni, anche se ad esso hanno partecipato altri affiliati, dovendosi valutare in concreto se questa condotta si sia rivelata uno strumento per riallacciare i rapporti con esponenti mafiosi, con comportamenti attivi, o se invece sia stata una partecipazione meramente attiva”. Il caso è stato cosi’ rinviato alla Corte d’Appello di Catania.




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Se i «rivoluzionari» pretendono la privacy

Corriere della sera

La foto di un gruppo di giovani che inneggiano alle Br ma col volto «pixellato»
di P. Battista

E morta Donna Summer, la regina della disco music

Quotidiano.net

La cantante aveva 63 anni. Era malata di tumore, ma nelle ultime settimane stava ancora lavorando a un nuovo album



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Roma, 17 maggio 2012


E’ morta in Florida, all’eta di 63 anni, Donna Summer. La cantante americana, vincitrice di 5 Grammy e famosa per successi come 'Hot Stuff' e 'Bad Girls' realizzati con il suo produttore Giorgio Moroder, era malata di tumore. Secondo il sito di gossip Tmz, fonti vicine alla cantante affermano che cercava di minimizzare la gravità della malattia e stava provando a concludere il suo ultimo album.


Donna Summer (all'anagrafe LaDonna Andre Gaines) era nata a Boston il 31 dicembre 1948 e deve la sua notorietà è dovuta soprattutto ad una serie di successi musicali tra gli anni Settanta e Ottanta che le valsero il titolo di 'Regina della disco music' (Queen of Disco) e influenzando anche artisti del calibro dei Duran Duran e di David Bowie. Il suo repertorio, però, non si esauriva a questo genere, ma includeva pezzi R&B, rock e gospel, che le valsero un Grammy award per ciascuna categoria.

La cantante aveva sposato nel 1980 il cantante dei Brooklyn Dreams, Bruce Sudano, da cui ha avuto due figlie.

I falsi francesi nella Cina dei falsi. Crollano i prezzi dei superwines

Corriere della sera

La Cina che ha riempito il mondo di prodotti taroccati ora se li ritrova nel bicchiere. E li paga migliaia di euro, facendo guadagnare anche francesi senza scrupoli. Nel mondo rovesciato del falso, il Paese che più esporta merce contraffatta di ogni tipo, importa vino truffaldino di alta gamma. Come funziona? «Un commerciante di Bordeaux è passato da 5.000 a 150.000 casse di vino l’anno vendute in Cina. Ma su quel mercato non si trova una sola sua etichetta, perché quel vino viene probabilmente usato per riempire bottiglie pregiate». Come quelle di Chateau Lafite-Rothschild o Chateau Latour. Lo racconta James Suckling, il critico che ha scritto a lungo su Wine Spectator e che ora organizza eventi come Divino Tuscany che inizia oggi a Firenze. Lo ha scoperto nel suo recente viaggio a Shangai.





La truffa è resa possibile anche da due fattori: la sete cinese di vini status symbol e la poca consuetudione con bottiglie extra lusso da parte di chi se le può permettere”.



James Suckling

“Il falso vino è un problema enorme per la Cina — sostiene Suckling — stanno cambiando le regole, molti cercano ora di comprare direttamente dalla cantine, oppure da importati di onestà certa. Un mercante di vino mi ha confidato che una sola provincia cinese di vino consuma più Latour di quanto ufficialmente ne venga importato in tutta la Cina. Com’è possibile? Io stesso al ristorante, dopo aver ordinato una bottiglia di  Cos d’Estournel ho scoperto che il vino non aveva nulla a che fare con quello che conoscevo, e l’ho rispedita indietro”, ha raccontato Suckling nel suo blog.
Poi c’è l’aspetto politico:
“Sono emersi parecchi episodi di corruzione e di sprechi nella vita politica cinese, così quei vini che venivano francesi bevuti negli incontri ufficiali e di Stato ora sono stati sostituiti da altri meno costosi. Il risultato è che il prezzo di alcune etichette francesi è calato anche del 40 per cento”.
La  conferma di un cambio in corso nel mercato cinese bersagliato dai falsi viene dagli ultini dati sulle importazioni. Nel quinto mercato mondiale del vino (17 milioni di ettolitri consumati, ma solo 1,3 litri ad abitante contro i 47,7 in Francia e i 38,4 in Italia) si è invertita la tendenza. Le importazioni sono diminuite per cinque mesi successive, segnala l’agenzia Xinhua. Il calo, misurato a marzo, è dell’11,3 per cento. Il prezzo per litro che nella seconda metà del 2011 era di 11,6 dollari ora è sceso a 9,8 dollari. L’Oriental Morning Post sostiene che il mercato “sta diventando più razionale”. Ad essere colpiti da questa razionalizzazione sono proprio i francesi. Secondo China Daily all’inizio di maggio una bottiglia di Lafite-Rothschild 2008 è crollato del 53,4 per cento (da 15.500 a 7.230 yuan, che corrispondono a meno di 1.150 dollari). Così nella Cina che è diventata il primo importatore di Bordeaux al mondo superando Regno Unito e Germania, il fenomeno dei prezzi stellari che ha alimentato il mercato del falso sembra destinato al declino. 


Dal blog I numeri del vino, stima Oiv

 ”Per l’Italia questo è quindi il momento di fare squadra è di investire sul mercato cinese”, secondo Suckling. “con i vini di alta gamma che sono già molto conosciuti negli Stati Uniti. I francesi si sono mossi decenni prima degli italiani. Ma ora il mercato sta cambiando”. Intanto Suckling organizza  Divino Tuscany. Quattro giorni di seminari, degustazioni, gala e cene più riservate, con 50 aziende vitivinicole toscana. Le otto “fondatrici” dell’evento sono:   Barone Ricasoli,Marchesi Antinori, Castello Banfi, Marchesi di Frescobaldi, Mazzei, Petrolo, Il Borro, Principe Corsini. Il luogo è  il Grand Hotel Villa Cora sulle colline proprio sopra il Giardino di Boboli. Il costo di partecipazione è stellare come quello dei vini francesi in Cina prima della marcia indietro: 1.900 euro, ma in cambio ci sarà anche un barbeque nella tenuta toscana di Sting e della moglie Trudie.



Divino Tuscany




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