domenica 19 gennaio 2014

Cane rubato non riconosce più la proprietaria, il ladro se lo compra

La Stampa

Il cucciolo è rimasto cinque mesi con l'uomo e si è affezionato a lui


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Dopo cinque mesi trascorsi con chi l’ha rubato, un cagnolino ha preferito rimanere con il ladro piuttosto che tornare con la legittima proprietaria. Questa strana storia ha inizio a Cagliari quando un uomo si dice interessato a comprare un cucciolo di pincher da una signora. Ma quando i due si incontrano e l’uomo ha fra le braccia il cagnolino scappa lasciando di stucco la donna a cui non è rimasto altro che fare denuncia.

Da quel fatto passano cinque mesi e solo il 15 dicembre scorso le forze dell’ordine riescono a individuare lo “scippatore canino” e riportano il pincher alla signora. Ma il ritorno a casa si dimostra subito difficile: il cane si mostra nervoso, ringhia e non vuole stare in quella abitazione. È subito chiaro che l’animale si è affezionato all’uomo che evidentemente l’ha trattato bene. Così la signora non ha più voluto saperne, mentre il ladro, molto affezionato all’animale, si è proposto di comprarlo pagando 500 euro. 

Un gesto che, almeno questa volta, ha messo tutti d’accordo e il piccolino è tornato in quella che è stata la sua vera casa.

Amazon inventa la «consegna preventiva» Prima del vostro ordine il prodotto è già pronto

Corriere della sera

Un sistema di rilevamento su scelte e ricerche fatte dal cliente per preparare future spedizioni con consegne più veloci
 
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Prima di cliccare il tasto «compra», il giusto prodotto sarà già sulla strada per essere recapitato a casa nostra. Amazon ha depositato un brevetto che sfrutta i dati sulle abitudini di consumo dei clienti anticipando quello che compreranno. È la «consegna preventiva», un concetto intrigante ma allo stesso tempo inquietante.

IL MOUSE - Al colosso del commercio elettronico è stato concesso un brevetto che consente il cosiddetto «anticipatory shipping». Cosa significa: determinati prodotti verranno inviati ad un centro di spedizione in prossimità del quale, uno o più clienti, con ogni probabilità, sono interessati proprio a quell’articolo. Se questo, alla fine, viene effettivamente ordinato, la spedizione del pacco all’indirizzo del consumatore sarà molto più veloce. Ma come farà Amazon a sapere cosa ci interessa? Lo spiega il Wall Street Journal: la società di Jeff Bezos studierà gli ordini fatti in passato dai suoi utenti, le loro ricerche su Internet, il contenuto dei carrelli virtuali e la tipologia di merce restituita. Non basta: addirittura il tempo che il cursore del mouse trascorre su determinati articoli.

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DAL MAGAZZINO A CASA - Insomma, sulla base di tutti questi dati, Amazon preparerà per la consegna i prodotti che il gruppo si aspetta verranno ordinati da determinati consumatori. Futuristico? Pare di no. In ogni caso la mossa del colosso di Seattle non sorprende: che Amazon stia cercando di ottimizzare i tempi di consegna, non è una novità. I ritardi tra il momento in cui viene effettuato un ordine e quello in cui viene ricevuto il pacco, potrebbe dissuadere molti consumatori dal fare acquisti online e recarsi, forse, al negozio dietro l’angolo. Per il momento non è dato sapere l’effettiva riduzione prevista dei tempi di consegna. E nemmeno se e quando questa nuova organizzazione verrà utilizzata. Ma se fosse un progetto reale avrebbe il potenziale per rivoluzionare il mondo delle vendite online. A dicembre Bezos aveva annunciato l’utilizzo, entro cinque anni, di droni per effettuare le consegne, dal magazzino a casa in 30 minuti.

19 gennaio 2014

La doppia vita degli artisti che di notte imbrattano muri

Corriere della sera

Le tag di un musicista-pittore e di altri disegnatori quotati clonate da writer? Indaga la polizia locale


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Adesso ci si mettono anche gli artisti veri, quelli quotati. Di giorno creano opere d’arte sui muri e di notte vanno in giro ad imbrattarli con la propria tag. È il sospetto che gli agenti della polizia locale che si occupano del fenomeno hanno da qualche tempo. Ma è anche il dubbio dell’associazione nazionale graffiti che è sempre vigile sull’argomento. Dallo scorso maggio, infatti, sui muri di mezza città, sono aumentate le scritte Elvs e Kende. E in breve tempo non hanno risparmiato nessuna strada. Le puoi trovare da via Padova al Ticinese, nelle vie della movida e sulle circonvallazioni. Ma chi è Kende? E’ un musicista street-artist di origine bresciane. A Brescia infatti si è iscritto alla scuola d’arte Caravaggio, dove si è appassionato alla grafica pubblicitaria.

Ma è rimasto affascinato dai graffiti che in quegli anni apparivano sempre più numerosi a Milano.
Kende ha vissuto anche a Londra dove, secondo chi gli sta sempre col fiato sul collo, ha lasciato un pesante ricordo di scritte vandaliche perfettamente riconducibili a quelle copiosamente trovate a Milano. A Londra ha fatto così tanto danno che a lui è stato addirittura dedicato un servizio sulla BBC. Eppure lo stesso ha tele che esibisce in varie gallerie. Vuoi che ci sia in giro un mitomane che va ad imbrattare i muri utilizzando la sua tag? Ma Kende non è un caso isolato. Su ogni genere di superficie può cadere l’occhio, ad esempio, sulla tag Morg e ritorna il dubbio: che sia lo stesso Mork che ha realizzato i bellissimi pannelli della Centrale Termica Quarenghi? E che dire della scritta 2501 che capeggia su molti muri e diverse carrozze dei treni?

Pioniere dell’urban art italiana, rampollo di una famiglia bene, 2501 si è spinto oltreoceano per confrontarsi e realizzare opere con artisti di altre culture. È apprezzato per il suo lavoro ed espone in importanti gallerie internazionali. Una curiosità: la tag 2501 sarebbe la data di nascita, il 25 gennaio. Insomma, se fossero veramente le loro tag che imbrattano la città, resta difficile stabilire il limite tra street art e writing vandalico. «È noto - sottolinea Fabiola Minoletti, studiosa del fenomeno - che spesso gli street artists usino la vetrina della strada, massacrandola di tag, per farsi pubblicità, oppure perché vittime di una trasgressione vandalica da cui non riescono a distaccarsi»

E chi non si è accorto delle icone pop piazzate in giro per la città, in particolare quella dell’adorabile faccino di Arnold? Dietro quel faccino, però, si nasconde la tag Zibe, un artista di strada nato a Città del Messico, che ormai da tempo vive e lavora a Milano. E che dire di Manuinvisibile, artista internazionale che da diversi anni si occupa di personalizzazioni pittoriche per compagnie italiane ed estere, utilizzando qualsiasi tipo di superficie. Predilige lo spray, ma la sua arte spazia avvalendosi anche di una vasta tecnica mista. «Gli artisti di strada - dicono gli esperti della polizia locale - hanno maturato nel corso degli anni una connotazione culturale propria. Di solito i writers più preparati artisticamente o più consapevoli del proprio talento, si dimostrano rispettosi nello scegliere il supporto delle loro opere, evitando i monumenti storici, i portoni dei palazzi, i muri della case. Forse non è più così».

19 gennaio 2014

Napoli, la scoperta. Ritrovate in un antico rifugio di guerra le armi delle Quattro giornate

Il Mattino

di Paolo Barbuto

Il team speleo «La Macchina del Tempo» e Il Mattino sono scesi nelle viscere della città e hanno ritrovato un pezzo di storia


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In un antico rifugio di via Broggia sono state ritrovate armi della seconda guerra mondiale. Secondo gli esperti erano per le Quattro giornate. Quando sei lì sotto, trenta metri in fondo alle viscere di Napoli, e nella polvere vedi apparire baionette, proiettili e fucili della seconda guerra, provi un brivido indescrivibile. Quando torni in superficie e scopri che quelle armi erano state conservate dai napoletani che organizzavano le quattro giornate, l’emozione assume la forma dell’entusiasmo, della passione: abbracci da stritolarsi e occhi lucidi, «ti rendi conto?

È un pezzo di storia...».Per spiegare a voi lettori l’emozione del ritrovamento e l’entusiasmo che ne è seguito, è necessario fare un piccolo passo indietro e raccontare quel che è successo ieri a Napoli. Un gruppo di speleologi nel corso di una ispezione all’interno di un antico ricovero di guerra si è imbattuto in un eccezionale ritrovamento: sotto un piccolo cumulo di terra sono stati scoperti fucili e proiettili della seconda guerra mondiale. La scoperta, già di per sé unica settant’anni dopo la guerra, è divenuta ancora più clamorosa dopo aver ascoltato le parole della professoressa Gribaudi secondo la quale l’ipotesi che quelle armi fossero state preparate per la rivolta del popolo napoletano è più che accreditata.

Il ritrovamento è avvenuto in fondo all’antico ricovero di guerra di via Broggia. Ancora oggi c’è l’accesso in fondo all’androne di un palazzo e la discesa attraverso le lunghe rampe di scale è un viaggio nel tempo: al termine della scalinata malridotta e colma di rifiuti, ritorna la Napoli del tempo di guerra. Muri ricoperti di incisioni che ricordano i bombardamenti e la paura, taniche di benzina con l’incisione Us Army, macerie di palazzi ridotti in polvere dalle fortezze volanti.

Lì sotto s’infilano gli speleologi della «Macchina del Tempo», l’associazione guidata con entusiasmo e passione da Luca Cuttitta, alla quale s’è rivolta la seconda municipalità per un progetto di verifiche e controlli. I ragazzi si tuffano nel cuore della città e si accertano che non ci siano perdite d’acqua, fratture nel terreno, pericoli imminenti. Se invece quei pericoli ci sono, segnalano tutto e fanno scattare le procedure di sistemazione. L’altro giorno dentro la pancia della città, c’erano, con Cuttitta, anche Mauro Palumbo, Matteo Scarpato, Mario Cristiano e Luigi De Santo.

Dopo aver esplorato il rifugio e averne affrontato una porzione difficile avanzando sui gomiti per superare impossibili strettoie, gli speleo napoletani si sono ritrovati di fronte a un piccolo cumulo di terreno dal quale spuntava un pezzo di cuoio: sembrava un ritrovamento come tanti (un casco, una cintura), invece, scavando in quel cumulo, sono venuti fuori due moschetti M91/38 della seconda guerra, con tanto di baionette e proiettili. Immediatamente gli speleologi hanno avvisato le autorità.

Sul posto sono giunti gli uomini del gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, comandato dal tenente colonnello Giuseppe Santonastaso, che hanno seguito gli speleo nel difficile percorso sotterraneo e hanno preso in consegna le armi recuperate sottoterra. Anche se ben conservati, i fucili sono estremamente malridotti, le baionette spezzate, i proiettili sicuramente inermi: i baschi verdi ne hanno segnalato il ritrovamento alla procura della Repubblica e alla Procura Militare e custodiscono i reperti in attesa della conclusione del procedimento.

C’è attesa anche da parte del gruppo della «Macchina del Tempo», la prima idea, subito dopo il ritrovamento, è stata quella di mettere in mostra quegli oggetti per consentire a tutti i napoletani di riscoprire quel pezzetto di passato che, d’improvviso, s’è materializzato nelle viscere della città. Anche perché quelle armi e quel ricovero potrebbero consentire di raccontare un’altra storia, questa volta con un protagonista. A pochi metri dalle armi, infatti, c’è una incisione sul muro «Marmo Felice, artigliere Battaglione 815», e sotto un’altra iscrizione «Sottufficiale scorta convogli Secondigliano».

A partire da questi dati il leader del gruppo di speleologi, Luca Cuttitta, lancia il suo appello: «Chi ha notizie dell’artigliere Felice Marmo si faccia vivo con noi, anche tramite Il Mattino. Se è lui il soldato che ha lasciato lì le armi, la famiglia potrebbe raccontarci la sua vicenda e consentirci di aggiungere un tassello alla storia delle quattro giornate di Napoli». Una storia meravigliosa e appassionante che ancora oggi riesce ad essere viva e a ripresentarsi agli occhi della città che si emoziona di fronte a quel moschetto, simbolo di reazione, rivincita, rivolta

 
VIDEO | Il recupero 30 metri sotto la città
 
Ricovero via Broggia (Newfotosud Sergio Siano)



 
domenica 19 gennaio 2014 - 09:37   Ultimo aggiornamento: 09:49

Stop all’aranciata senza arance

La Stampa

luigi grassia

Un emendamento alza dal 12 al 20% il contenuto minimo di succo nelle bibite


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«Ma chi l’ha fatto ’sto caffè? È una ciofeca!». Così dice Totò di un beverone poco invitante e paragonabile ai surrogati del tempo di guerra. Disgraziatamente sulle nostre tavole finiscono, a volte, cose da bere e da mangiare che non sono proprio come le vorremmo: cioccolato con dentro poco cacao, vino addizionato di zucchero o passato sui trucioli, mozzarelle fatte con la polvere. 

E capita che non si tratti di imbrogli ma di cose a norma di legge. Per esempio: vi sembra giusto che nelle aranciate ci sia solo il 12% di succo originale? Eppure è stato così a norma di legge, fino a ora. Ma se vi pare che quel 12% di arancia nella aranciate fosse troppo poco, sarete contenti che un emendamento alla Camera abbia appena proposto di alzare al 20% la quota minima, per migliorare la qualità nutrizionale e sostenere la produzione di frutta «made in Italy». A dir la verità è da anni che l’Italia prova a far passare questa norma ma l’Europa ci ha sempre stoppato, minacciando persino una procedura d’infrazione. Sia chiaro: la nuova legge italiana non è ancora stata approvata, per adesso è passata in commissione e attende il sì dell’Aula. Ma la volontà c’è tutta.

Commenta il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo: «Basta con l’aranciata senza arance, che inganna i consumatori facendo pagare l’acqua come la frutta». Moncalvo incalza: «Con le nuove regole, i 23 milioni di italiani che consumano bibite gassate berranno ogni anno il succo di 200 milioni di chili di arance in più, salvaguardando anche i frutteti italiani e l’occupazione». 
Invece non applaudono gli industriali di Assobibe, che accolgono «con sorpresa» l’emendamento; il direttore di Assobibe David Dabiankov dice che la nuova soglia del 20% «non è supportata da alcuna giustificazione legata alla salute, e anzi aumenta l’apporto calorico».

Aggiunge che «l’Ue ha già censurato questo aumento», inoltre «la norma non può impedire l’arrivo in Italia di bibite prodotte all’estero con la quota del 12%. E questo danneggia chi produce bibite in Italia, con effetti distorsivi della concorrenza». Ma secondo chi ha proposto l’emendamento, la norma si applicherà a tutte le aranciate, anche a quelle importate, inoltre è stata congegnata nella nuova versione in modo da superare le precedenti obiezioni di Bruxelles. Vedremo. 

Rileva la Coldiretti che «purtroppo il caso dell’aranciata senza arancia non è il solo. Spesso le norme comunitarie hanno abbassato la qualità dell’alimentazione». Per esempio, l’Ue ha imposto all’Italia di aprirsi al cioccolato prodotto con grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Poi ci sono i formaggi a pasta filata fatti con cagliate, polveri e caseinati al posto del latte: il prodotto viene proposto al consumatore come se fosse equivalente alla mozzarella. «Oggi – denuncia la Coldiretti – la metà delle mozzarelle in vendita non deriva direttamente dal latte ma da semilavorati industriali importati». 

E c’è il caso del vino allo zucchero, una pratica comune nei Paesi del Nord Europa, che permettono di aumentare così la gradazione del vino; certe addizioni invece sono vietate in Italia e nel resto del Mediterraneo. Da sempre il nostro Paese combatte per impedire i trucchi di cantina e per etichettare come vino solo quello prodotto interamente con l’uva. Purtroppo nel 2007 è diventata lecita un’altra pratica che non va a tutela della qualità: si è dato il via libera all’invecchiamento artificiale del vino con segatura di legno (i cosiddetti trucioli) al posto delle tradizionali botti, senza che ciò debba essere indicato chiaramente in etichetta. Mentre sembra giusto che chi certe cose almeno lo dichiari, così che il consumatore sappia quello che beve.

La Haribo ritira le caramelle "razziste"

Roberto Fabbri - Sab, 18/01/2014 - 17:20

Follie polticamente corrette: l'azienda costretta a ritirare le liquirizie a forma di maschera africana

Caramelle a forma di maschera africana? Non sia mai: qualcuno si potrebbe offendere e pensare a un'intenzione razzista.


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Così la Haribo, famosa casa dolciaria tedesca, ha deciso di propria iniziativa di ritirare dal mercato svedese e danese le sue caramelle di liquirizia, ovviamente di color nero, della forma incriminata. È essenziale ascoltare la voce dei consumatori, ha detto in tutta serietà il signor Ola Dagliden, responsabile di Haribo in Svezia. Questa voce, che è più che probabile rappresenti una minoranza insignificante ma appunto vociante, aveva cominciato a farsi sentire il mese scorso contro il contenuto della confezione «Skipper mix», le cui caramelle gommose ritraggono maschere tribali africane, asiatiche e sudamericane: l'idea, semplice e innocente, è quella di evocare i Paesi esotici toccati dal capitano di una nave («skipper», appunto) in giro per il mondo. Ma in Paesi come la Svezia e la Danimarca, dove il «politically correct» di sinistra è ormai una nuova religione puritana, c'è chi riesce a vedere in queste caramelle un bieco intento razzista. Così le Skipper Mix continueranno a essere vendute, ma senza più le liquirizie della discordia. E la pace sociale sarà salva.

Vitalizi, scoppia un nuovo caso: la regione Lazio spende ogni anno 20 milioni

Il Messagero

di Jacopo Orsini


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I vitalizi degli ex consiglieri regionali del Lazio costano 20 milioni di euro l'anno. Per questo il Movimento 5 Stelle torna all'attacco e si dice pronto a dare battaglia per eliminare gli assegni anche retroattivamente. O almeno per cancellare il cumulo, quel fenomeno per cui anche con pochi anni di mandato ex consiglieri ed ex parlamentari si ritrovano a incassare ogni mese due vitalizi di parecchie migliaia di euro. A risollevare il problema delle pensioni d'oro degli ex consiglieri regionali sono stati i dati forniti al Corriere della Sera dai consiglieri 5 stelle: a dicembre 2013 sono stati pagati ben 266 assegni (contro i 217 di appena tre anni fa), con una spesa in un anno di 19.631.004 euro. Nella lista degli ex pensionati, molti appena cinquantenni, ci sono anche diversi ex consiglieri della precedente legislatura, quella dello scandalo di Franco "Batman" Fiorito, dove alla presidenza della regione c'era Renata Polverini, che ha esteso il vitalizio anche agli assessori.

I dati, finora tenuti nascosti, arrivano da un accesso agli atti portato tenacemente avanti dalla consigliera M5S Valentina Corrado: «Durante la spending review di giugno - afferma - presentammo degli emendamenti per l'abolizione dei vitalizi anche per le scorse legislature che furono bocciati con la motivazione che si trattava di diritti acquisiti, nonostante le pronunce della Corte costituzionale legittimino gli interventi retroattivi di modifica in pejus dei trattamenti pensionistici qualora intervengano in un contesto di riduzione della spesa pubblica». Il governo di Mario Monti in realtà aveva cercato di tagliare drasticamente e da subito i vitalizi di tutte le regioni d'Italia. Il provvedimento, che era stato ribattezzato “decreto anti-Fiorito”, indicava un minimo di 66 anni di età e 10 di mandato per ricevere la lauta pensione. Poi però in Parlamento un emendamento proposto dal Pd ma votato anche dagli altri partiti che sostenevano la maggioranza l'aveva molto edulcorato, rinviandone l'applicazione alla legislatura successiva e lasciando tutto com'era per i consiglieri allora in carica (compresa la possibilità, prevista nel Lazio, di prendere l'assegno ad appena 50 anni).

Nell'elenco dei giovani pensionati della regione Lazio ci sono fra gli altri Isabella Rauti 51 anni, moglie dell'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si porta a casa 2.611 euro netti al mese e Piero Marrazzo, ex governatore travolto da uno scandalo sessuale che l'ha costretto a dimettersi, che prende invece 3.187 euro. «Ora l’opinione pubblica è informata di cosa succede con i soldi dei cittadini, la nostra azione non si limiterà all’aver fatto uscire i dati dalle segrete stanze ma andrà avanti durante la discussione del collegato del bilancio, previsto a febbraio invece che a gennaio - sottolinea la capogruppo M5S alla regione Lazio Silvana Denicolò -. Abbiamo una nostra proposta che gode dell’appoggio di alcuni membri del consiglio. Non è più possibile andare avanti così, la politica non è un aristocrazia ma l’attività di lavoratori che hanno gli stessi diritti e doveri degli altri. Il passaggio al regime contributivo, come fatto da altre istituzioni, è obbligatorio così come il divieto di cumulo, i cittadini sanno e a via della Pisana non potranno più far finta di niente».

«I vitalizi nel Lazio sono aboliti da questa legislatura. Noi consiglieri non li percepiremo. Sicuramente approfondiremo la materia, perché in effetti certe cifre non si addicono alla sobrietà della politica. Il tema è l'età di accesso al vitalizio e il cumulo con altre forme di remunerazione pubblica, che siano stipendi, pensioni, o vitalizi», commenta il capogruppo Pd Marco Vincenzi.
«Si può preparare un'iniziativa che tenga conto dei vincoli che ci sono, ma dobbiamo aspettare anche un'iniziativa nazionale: o l'affronta il Parlamento o tutte le Regioni», afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Storace (La Destra Verso An). «Un terzo del bilancio annuale del Consiglio regionale, che ammonta a 60 milioni, viene speso in vitalizi», spiega il consigliere segretario della Pisana Teresa Petrangolini (lita Per il Lazio) che prospetta «una norma inattaccabile per introdurre il divieto di cumulo tra diversi vitalizi e indennità pubbliche. Ad oggi ci sono ex consiglieri regionali, nel Lazio, che incassano due vitalizi: uno della Camera, uno della Pisana, e non è ammissibile».

Twitter @jacorsini


Venerdì 17 Gennaio 2014 - 13:22
Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Gennaio - 19:29



Vitalizi, ecco​ quanto prendono nome per nome tutti gli ex consiglieri regionali

Il Messaggero

Ecco l'elenco degli ex consiglieri che percepiscono un vitalizio della regione Lazio (in caso di reversibilità il nome è quello del beneficiario). Il documento è stato richiesto da Valentina Corrado, presidente del Comitato regionale di controllo contabile del Lazio, e consigliere regionale del Movimento 5 stelle.

Accanto a ogni nome l'importo netto del vitalizio mensile

ABATE LUIGI 3.187,42
ABBATE ANTONIO 3.167,63
ALAGNA ROBERTO 2.611,27
ALBA ROSA 5.134,30
ALBERTI EVELINA 5.895,15
ALLEGRINI LAURA 4.705,51
AMATI MATTEO 5.895,15
AMBROSI DE MAGISTRIS RENATO 3.167,63
ANDERSON GUIDO 3.167,63
ANDERSON MASSIMO 5.134,30
ANTINUCCI RAPISARDO 5.934,74
ANTONINI GIOVANNI 5.134,30
ANVERSA LUISA 3.167,63
ARBARELLO PAOLO 5.134,30
ARMENI FABIO 5.321,54
BADALONI PIETRO 5.168,23
BAFUNDI GIANFRANCO 3.167,63
BAGNATO AGOSTINO 2.862,30
BARBARANELLI FABRIZIO 3.167,63
BATTAGLIA AUGUSTO 3.187,42
BENEDETTO RANIERO 5.895,15
BERNARDI ENZO 5.895,15
BERNARDINI ELISA 3.726,98
BETTINI GOFFREDO 3.187,42
BOCCARUSSO MARIA 2.179,16
BOCCHINI LUCIANA 2.179,16
BONADONNA SALVATORE 5.168,23
BONELLI ANGELO 4.861,63
BONOTTO GIANPIETRO 5.134,30
BORGNA GIOVANNI 5.134,30
BORGOMEO LUCA 3.167,63
BOTTACCIOLI FRANCESCO 3.187,42
BRANCATI ANTONIETTA 3.167,63
BRIANTI PAOLA 3.187,42
BRISCA LIDIA 3.167,63
BROCCHIERI GIGLIOLA 3.187,42
BROZZI MARIO 3.187,42
BRUNI FRANCESCO 5.134,30
BUCCI CLAUDIO 5.628,14
CACCIOTTI GIOACCHINO 3.630,30
CAENARO ANNA MARIA 3.516,65
CAGLIOTI CONCETTA 2.179,16
CALIENDO ENZA 3.516,65
CANALI LUIGI 2.682,78
CANCRINI LUIGI 5.781,44
CAPONETTI CLAUDIO 3.167,63
CARAPELLA GIOVANNI 3.167,63
CARDUCCI ARTENISIO FRANCESCO 2.467,23
CARELLI RODOLFO 3.167,63
CARLINO ROBERTO 5.168,23
CARLUCCI FABIO 4.331,74
CASCIANI GILBERTO 3.187,42
CAVALLO ANNA ROSA 5.590,81
CELESTRE ANGRISANI LUIGI 2.529,76
CELLI GIUSEPPE 5.168,23
CELORI LUIGI 5.934,74
CENTO PIERPAOLO 2.467,23
CERRI UMBERTO 5.134,30
CETICA STEFANO 3.187,42
CHIAVARINI MARIA 4.034,74
CIANCARELLI LUIGI 3.167,63
CIANI FABIO 3.187,42
CIARALDI WANDA 3.167,63
CIARAMELLETTI LUIGI STEFANO PAOLO 1.131,98
CICCHETTI ANTONIO 5.168,23
CIOCCHETTI LUCIANO 3.598,96
CIOFFARELLI FRANCESCO 3.167,63
CIOFI DEGLI ATTI PAOLO EMILIO 5.590,81
CIRILLI FABRIZIO 3.995,28
COLAGROSSI GIOVANNI LORETO 5.168,23
COLLEPARDI DANILO 5.134,30
CORRADI GUERRINO 5.134,30
CORRADI CONSUELO 3.167,63
COSENTINO LIONELLO 5.168,23
COSTI ROBINIO 3.167,63
CURSI CESARE 5.168,23
D'AMATA FERNANDO 3.359,80
D'AMBROSIO RAFFAELE 5.590,81
DANESE LUCA 3.187,42
D'ANNIBALE TONINO 3.566,85
DE JORIO FILIPPO 5.438,64
DE LILLO STEFANO 4.232,02
DE LUCIA VEZIO EMILIO 3.187,42
DE MARCO ANTONIO CIRO 3.167,63
DE MAURO TULLIO 3.167,63
DEKEPPER HELENE 2.179,16
DEL BALZO ROMOLO 5.168,23
DELLA ROCCA RICCARDO 5.134,30
DELLE FRATTE ANTONIO 2.072,63
DELLE MONACHE ANGELO A. 3.167,63
DELL'UNTO PARIS 5.134,30
DESIDERI FABIO 2.467,23
DI BARTOLOMEI MARIO 5.590,81
DI CARLO DANIELE 2.446,66
DI NUNZIO ADRIANA 3.516,65
DI PAOLA CRESCENZO 3.576,34
DI RESTA DOMENICO 3.167,63
DI STEFANO ENZO 2.467,23
DIANA LINO 3.625,13
DIONISI ARMANDO 5.934,74
DONATO PASQUALE 3.167,63
D'OTTAVI LILIA 3.187,42
D'OVIDIO ANGELO 5.168,23
D'URSO FILIPPO 5.168,23
ERCOLI ROBERTA 3.187,42
FABI ANTONIETTA 4.034,74
FEDERICO MAURIZIO 3.167,63
FERRONI ANDREA 4.565,12
FICHERA DANIELE 2.467,23
FOGLIETTA ALESSANDRO 5.781,44
FONTANA ENRICO 3.187,42
FORLANI ALESSANDRO 2.755,31
FORMISANO ANNA TERESA 5.321,54
FORTI MARIA TERESA 3.249,16
GAIBISSO GERARDO 5.742,98
GALLENZI GIULIO CESARE 342,98
GALLUCCI DOMENICO 3.167,63
GARGANO DOMENICO 1.640,63
GARGANO SIMONE 5.168,23
GENTILE GIUSEPPE 3.167,63
GIGLI RODOLFO 5.895,15
GIOCONDI ROBERTO 3.187,42
GIORGI GIOV BATTISTA 3.167,63
GRAMAZIO DOMENICO 5.895,15
GRIONI GIULIANA 2.179,16
GROSSO MARIA ANTONIETTA 3.187,42
GUERRA PAOLO EMILIO 3.167,63
HERMANIN DE REICHENFELD GIOVANNI 5.168,23
IANNARILLI ANTONELLO 3.758,29
IRMICI PIER ERNESTO 0,00
LA SERRA ADRIANA 2.179,16
LAI FRANCESCA 1.597,66
LANDI BRUNO 5.286,47
LAURELLI LUISA 2.662,98
LAZZARO BRUNO 5.895,15
LEONETTI SABATINO 3.187,42
LEOPARDI EUGENIO 4.468,76
LIBANORI FRANCO 5.325,97
LIMIDO GABRIELE 4.784,42
LUCIANI ENRICO 3.995,28
LUCIANI ANTONIO 3.187,42
LUCISANO PIETRO 3.167,63
LUMBROSO GIOVANNA 3.187,42
LUNA MARIA ANNUNZIATA 3.187,42
LUZZI TOMMASO 5.934,74
MACERATINI GIULIO 5.628,14
MARCIALIS GIUSEPPINA 5.134,30
MARIANI GIUSEPPE 3.187,42
MARIGLIANI PIERO 2.087,42
MARRAZZO PIETRO 3.187,42
MARRONI ANGIOLO 8.590,03
MASCI GIULIANO 3.167,63
MASELLA LAURA TERESA 4.034,74
MASELLI FRANCESCO 5.495,15
MASSIMI ANNA MARIA GRAZIA 2.682,78
MASSIMIANI ELIDO 5.134,30
MASTRANTONI PRIMO 5.168,23
MATTEI MARCO 2.467,23
MAZZOLI CLARIS 2.179,16
MEI MARIO 2.611,27
MELE MARGHERITA 2.179,16
MELPIGNANO GIUSEPPE 3.187,42
MEZZABOTTA LOREDANA 2.662,98
MICELI GIACOMO 3.167,63
MIELE ANGELO 3.187,42
MINNUCCI BIAGIO 5.134,30
MOLINARI ANTONIO 5.742,98
MONTALI SEBASTIANO 3.238,11
MONTINO ESTERINO 5.334,74
MORELLO VANDA 2.179,16
MURATORE ANTONIO 5.134,30
NAPOLETANO PASQUALINA 4.784,42
NIERI LUIGI 5.168,23
NISTRI PAOLO EMILIO 3.167,63
NOBILI LIDIA 3.187,42
OSIO ARTURO 3.167,63
PADOVANO RITA 2.595,43
PALADINI STEFANO 5.895,15
PALIOTTA GIUSEPPE 5.134,30
PALLOTTINI LUIGI 5.590,81
PANIZZI GABRIELE 5.895,15
PARIS ANTONIO 3.187,42
PARRONCINI GIUSEPPE 5.628,14
PASCUCCI ROCCO 5.168,23
PASETTO GIORGIO 5.134,30
PEDUZZI IVANO 4.389,85
PERAZZOLO MAURIZIO 3.187,42
PERCONTI ENRICA 3.516,65
PERFETTI FRANCA 3.829,56
PERILLI MARIO 4.361,57
PIETRINI VINCENZO 4.365,60
PIETROSANTI STEFANIA 2.179,16
PIGLIACELLI AUGUSTO 3.187,42
PINESCHI MASSIMO 3.187,42
PIZZO ANNA EVELINA 3.187,42
PIZZUTELLI VINCENZO 3.167,63
POCCI MARISA 3.726,98
POLIZZANO CATALDO 2.179,16
PONZO UMBERTO 4.938,28
PORZIOLI CECILIA 2.179,16
PRESTAGIOVANNI BRUNO 5.168,23
PROIETTI CARLO 3.167,63
QUARTINI LUCIANA 3.516,65
QUARZO SALVATORE 3.167,63
QUATTRUCCI MARIO 5.134,30
RANALLI GIOVANNI 5.590,81
RAUTI ISABELLA 2.611,27
REA ROMOLO 2.682,78
REDLER ADRIANO 5.134,30
RENZI PAOLO 2.467,23
RICCI ACHILLE 3.187,42
RIDOLFI MARIA GRAZIA 3.726,98
RIGGINS ANNE 4.034,74
RINALDI VLADIMIRO 3.187,42
ROBILOTTA DONATO ROSARIO 4.565,12
RODANO GIULIA 5.934,74
ROMANO RAFFAELE 2.860,96
ROMANZI LUCIANO 3.043,39
ROSELLI ANNA ROSARIA 3.516,65
ROTONDO GIULIANA 2.179,16
SAINI SILVIA 2.179,16
SALVINI MARIA PIA 3.516,65
SANTARELLI GIULIO 5.590,81
SAPONARO FRANCESCO 4.934,74
SARACENI VINCENZO MARIA 5.134,30
SARTORI SECONDINA 1.203,16
SCALABRINI LAURA 3.167,63
SCALCHI ADA 3.167,63
SCHIETROMA FABIO 3.187,42
SCHIETROMA GIAN FRANCO 3.187,42
SENTINELLI GABRIELLA 3.187,42
SIGNORE ANTONIO 3.167,63
SILVI FERNANDA 4.034,74
SIMEONE DOMENICO 5.168,23
SIMEONI GIORGIO 4.938,28
SOCCIARELLI CANDIDO 3.187,42
SODANO UGO 3.187,42
SPAZZONI RANIERO 5.895,15
SPERANZA FRANCESCO 3.187,42
SPLENDORI FRANCO 5.895,15
TARQUINI IMMACOLATA 4.034,74
TEMPERINI DOMENICO 2.467,23
TIDEI PIETRO 3.187,42
TOFANI ORESTE 5.934,74
TOLA VITTORIA 3.598,96
TOSONI CARLA 3.516,65
TOZZI PAOLINA 3.516,65
TRENTINI INNOCENZA 2.469,22
TRITA DOMENICA 3.516,65
TRITARELLI ANNA MARIA 3.516,65
TRITTO CHIARA 2.179,16
TROJA GIACOMO 5.895,15
TUFFI PAOLO 3.506,09
TURINA GIANNI 3.167,63
URBANO ETTORE 2.662,98
VERZASCHI MARCO 4.587,14
VICARI ALESSANDRO 3.187,42
VISOCCHI GIULIANA 3.516,65
VITELLI ANGELA 3.167,63
VITELLI PIETRO 5.134,30
VUOLI MARINELLA 2.179,16
ZACCHEO VINCENZO 3.187,42
ZANON ANTONIO 2.687,42
ZAPPALA' STEFANO 5.134,30
ZEKY NOEMI 4.034,74
ZIANTONI VIOLENZIO 5.895,15

Venerdì 17 Gennaio 2014 - 19:38
Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Gennaio - 17:01