mercoledì 12 febbraio 2014

Nelle foibe c’è ancora posto», su Facebook la frase di un consigliere eletto con Pisapia

Corriere della sera

Polemiche da parte dell’opposizione di centrodestra e della Lega. In serata, la condanna del sindac


Il messaggio postato da Leonardo Cribio sulla sua bacheca Facebook, che ha scatenato le polemiche (Ansa)
Il messaggio postato da Leonardo Cribio sulla sua bacheca Facebook, che ha scatenato le polemiche (Ansa)«Nelle foibe c’è ancora posto»: è il messaggio choc lasciato martedì su Facebook, alla vigilia del Giorno del Ricordo delle vittime, dal capogruppo della Sinistra per Pisapia in Consiglio di Zona 9 a Milano, Leonardo Cribio. «Sono frasi decontestualizzate, non mi riferivo ai martiri», si è difeso il consigliere.Che, con il montare delle polemiche, ha aggiunto: «Non c’era in me nessuna volontà di offendere né tantomeno denigrare quella immane tragedia - ha dichiarato Cribio -. È stato un moto di rabbia generato dalle innumerevoli strumentalizzazioni e riletture storiche che i neofascisti hanno fatto e fanno di quella tragedia in questi giorni»

POST RIMOSSO DAL SOCIAL - Il post è stato cancellato dall’amministrazione del social network, ma non è sfuggito a un esponente di Zona della Lega che ha fotografato le scritte. «Facebook - ha scritto Cribio in un altro messaggio sulla sua bacheca - cancella un mio stato perché qualche fascistello è rimasto turbato dalla verità sulle foibe». Sempre di quei giorni è un altro post: «A tutti quelli che piangono per qualche infame finito nelle foibe. Un parente legato a mio nonno (partigiano e di famiglia socialista-comunista) fu fucilato in quanto fascista. Sai che vi dico? C...i suoi, giusto così. Peccato non l’abbiano ammazzato prima, il maiale, amen».

L’ATTACCO DELLA LEGA - A denunciare il fatto è stato, sempre sul web, Alberto Belli, consigliere di Zona in quota Lega, che ha fotografato i messaggi e li ha pubblicati. «Mi vergogno di sedere nello stesso Consiglio con persone che esternano e istigano all’odio - ha affermato l’esponente del Carroccio -, auspico che la Presidente del Consiglio di Zona 9 prenda provvedimenti, e non solo lei».

POLEMICHE DAL CENTRODESTRA - «Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, condanni le frasi choc sulle foibe apparse sulla pagina Facebook di un consigliere di zona della Sinistra per Pisapia»: è il coro di proteste alzatosi dai banchi dell’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale. «Il sindaco - è intervenuto Riccardo De Corato (FdI) - condanni duramente il suo consigliere, membro del partito Sinistra per Pisapia e strenuo sostenitore del sindaco durante la campagna elettorale». Per De Corato «già Pisapia non ha impedito che alla conferenza sulle foibe tenuta in Zona 3 venisse invitata a parlare una storica che si distingue per posizioni revisioniste, già Pisapia ieri ha brillato per la sua assenza alla commemorazione ufficiale, già l’allora parlamentare Pisapia votò contro l’istituzione di questa ricorrenza. Adesso è il momento della chiarezza».

L’INTERROGAZIONE
- Il consigliere leghista Massimiliano Bastoni ha annunciato la presentazione di un’interrogazione per chiedere al sindaco «una sua ferma condanna e per conoscere quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di cotale personaggio. Inoltre - ha proseguito il consigliere - chiederò al Consiglio comunale di prendere una posizione univoca nei confronti del consigliere di Zona 9, chiedendone le immediate dimissioni».

LA REPLICA DI RIFONDAZIONE - «Polemica sollevata ad arte perché decontestualizzata» e «strumentalizzazione»: così la segreteria provinciale di Rifondazione comunista commentato le reazioni alle frasi choc sulle foibe scritte da Leonardo Cribio. Anche se, hanno ammesso gli esponenti del partito, sono stati «post certamente sbagliati e non giustificabili, frutto delle accese polemiche di questi giorni con gli ambienti neofascisti che strumentalizzano il Giorno del Ricordo».

LA CONDANNA DI PISAPIA
- Invocata da più parti, in serata è arrivata anche la reprimenda del sindaco Giuliano Pisapia, che ha bollato le parole di Cribio su Facebook come «vergognose, inaccettabili e assurde».

11 febbraio 2014 (modifica il 12 febbraio 2014)

La necropoli sotto gli Uffizi

Corriere della sera

FIRENZE - Vittime della peste o di un altro micidiale contagio sepolte in una necropoli dell'alto Medioevo, tra il V e il VI secondo dopo Cristo nell'area di Firenze dove oggi sorge uno dei musei più famosi al mondo, gli Uffizi. È la straordinaria scoperta compiuta nel corso degli scavi per il cantiere dei nuovi Uffizi, a Levante della struttura: una piccola porzione di un'area cimiteriale più vasta che però offre una eccezionale foto istantanea di una vera catastrofe nella Firenze altomedievale. Sessanta cadaveri affiancati testa-piedi, in una posizione che indicherebbe fretta di sepoltura e necessità di ottimizzare lo spazio per seppellire molti cadaveri, probabilmente in concomitanza con l'insorgere di un'epidemia. «Ora i resti, su cui non sono stati riscontrati traumi mortali da ferita, e che sono stati portati alla luce con un lavoro di cinque mesi - ha spiegato il sovrintendente archeologico per la Toscana Andrea Pessina -, saranno sottoposti all'analisi del Dna e, per l'esatta datazione, all'esame del carbonio 14. Si potrà quindi accertare la causa della morte ovvero l'agente patogeno che la provocò, e potremo ottenere anche molte altre informazioni sugli abitanti dell'epoca, alimentazione, patologie e stress da lavoro».

  Fonte: Foto Cambi/Sestini


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Floppy music: quando i vecchi computer si mettono a suonare

La Stampa

luca castelli


MrSolidSnake745
Del computer non si butta via niente. Floppy disc, vecchi scanner e stampanti provenienti dal giurassico Novecento possono ancora servire per creare qualcosa che i produttori originali non avevano di certo previsto: musica. Un po’ robotica, gracchiante, arrugginita, ma a suo modo affascinante e in costante aumento di popolarità su YouTube, dove artisti come MrSolidSnake745 , bd594 e Gigawipf raccolgono anche milioni di visite per le loro creazioni. Lo dimostra questa raccolta di dieci celebri brani – dal pop al rock, dalla classica alle colonne sonore – reinterpretati in versione tecnovintage. A cominciare da una sontuosa “Tainted Love”, che ci ricorda – con un po’ di romantica sofferenza – come questa sia pur sempre la settimana di San Valentino.


Tainted Love (Gloria Jones/Soft Cell)
Autore: Gigawipf
Strumenti: 13 floppy drive + 1 hard drive
Views: 387.170.



Marcia imperiale (colonna sonora di “Guerre Stellari”)
Autore: Pawel Zadrozniak
Strumenti: 2 floppy drive
Views: 5.233.410





Aerodynamic (Daft Punk)
Autore: MrSolidSnake745
Strumenti: 8 floppy drive
Views: 451.851



Bohemian Rhapsody (Queen)
Autore: bd594
Strumenti: floppy drive, hard drive, stampanti, oscilloscopi e altro ancora.
Views: 2.621.976



Somebody That I Used To Know (Gotye)
Autore: bd594
Strumenti: scanner, hard drive e altro ancora
Views: 3.711.944



Game of Thrones/Il Trono di Spade (sigla dell’omonima serie tv)
Autore: MrSolidSnake745
Strumenti: 8 floppy drive
Views: 1.568.116



Big Ideas (Radiohead, versione originale di “Nude”)
Autore: James Houston
Strumenti: hard drive, stampanti, scanner e altro ancora.
Views: 875.623



Creeping Death (Metallica)
Autore: Giuseppe Paolisso
Strumenti: 6 floppy drive
Views: 324





House of the Rising Sun (Animals)
Autore: bd594
Strumenti: scanner, hard drive e altro ancora
Views: 2.181.542



Toccata e fuga in Re minore, BWV 565 (Johann Sebastian Bach)
Autore: Sammy1Am
Strumenti: 8 floppy drive
Views: 55.314

Puntatori laser per «accecare» gli aerei Fbi offre una «taglia» di 10 mila dollari

Corriere della sera

Soldi a chi fornisce informazioni sui sabotatori. L’anno scorso negli Usa registrati 4mila casi

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    WASHINGTON - Diecimila dollari a chiunque fornirà informazioni su chi spara con i puntatori laser contro aerei passeggeri, elicotteri e piccoli velivoli. L’iniziativa è stata lanciata dall’Fbi per contrastare un fenomeno in crescita. Nel solo 2013 si sono verificati negli Usa 3960 incidenti, episodi potenzialmente pericolosi per i piloti. Un aumento del 1000 per cento rispetto al 2005. Pochi giorni fa in Texas un medico a bordo di un elicottero di soccorso è stato ricoverato in seguito ad un’ustione all’occhio destro. Il velivolo era stato centrato da un laser e costretto ad un atterraggio di emergenza.

    I CONTROLLI - La campagna riguarderà dodici uffici regionali dell’Fbi e coinvolgerà alcuni dei principali aeroporti americani: Albuquerque, Chicago, Cleveland, Houston, Los Angeles, New York City, Philadelphia, Phoenix, Sacramento, San Antonio, San Juan e la capitale Washington. Da tempo polizie locali e agenzie federali hanno accresciuto i controlli ma è servito a poco. I teppisti agiscono su aree immense e solo una soffiata, magari in tempo reale, può aiutare a scoprire i responsabili. Chi viene individuato rischia cinque anni di galera e sanzioni fino a 25 mila dollari.

    SABOTATORI - I puntatori usati dai «sabotatori» sono reperibili in negozi di articoli sportivi e su Internet. Sul web il più economico costa appena 9 dollari, poi ne esistono versioni medie tra i 26 e gli 80 dollari. Per chi ha denaro da spendere sono in offerta modelli da oltre 300 dollari. Alla fine nulla rispetto al danno che gli attacchi al laser possono provocare.

    11 febbraio 2014

    Bitcoin, gli hacker diffondono virus per pc Apple

    Corriere della sera

    Marta Serafini @maratserafini

    Scoperto un virus per i Mac che estrapola i dati degli utenti che usano la moneta virtuale

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    La nuova frontiera degli hacker? Sono i Bitcoin. Se infatti il denaro diventa sempre più virtuale e la nuova moneta si diffonde sempre di più, anche i pirati informatici si attrezzano per fare affari.

    LA PIATTAFORMA - La società di sicurezza SecureMac ha scovato un trojan (un software maligno) che prende di mira i computer Mac di Apple - colosso che tra l’altro ha deciso di vietare l’utilizzo della valuta digitale per le transazioni sulle sue app - per rubare Bitcoin. Intanto Bing, motore di ricerca Microsoft, anticipa Google e introduce nel suo convertitore di valute il cambio nella criptomoneta. Il “cavallo di troia” è un tipo di malware che si presenta come programma legittimo e che invece nasconde funzionalità dannose. Quello individuato da SecureMac si presenta con l’applicazione StealthBit, sponsorizzata come piattaforma per ricevere pagamenti in Bitcoin e che invece installa nei sistemi operativi OS X dei Mac un codice dannoso che traccia l’attività online degli utenti, memorizzando le credenziali di accesso ai siti ed estrapolando le informazioni da quelli che trattano la criptomoneta.

    OSCILLAZIONI - I fan dei Bitcoin (qui un'infrografica che spiega come funzionano) aumentano anche in Italia e gli esperti di sicurezza hanno più volte sottolineato che le monete virtuali sono uno degli obiettivi del momento per i cyber-criminali. Nel frattempo convertire matematicamente euro o altre monete in Bitcoin, e viceversa, è più semplice: Bing di Microsoft ha inserito la criptomoneta nel suo convertitore di valute. La funzione è disponibile in Usa, Australia, India e Uk. Al momento un Bitcoin vale poco più di 480.46euro. Durante il fine settimana i prezzi sono scesi in seguito alla decisione di Mt Gox, una delle maggiori piattaforme di scambi, di fermare i prelievi da parte dei clienti dopo aver riscontrato attività sospette

    11 febbraio 2014

    Altre 60 opere del «tesoro nazista» Monet, Renoir e Picasso a casa Gurlitt

    La Stampa


    Nell’abitazione di campagna vicino a Salisburgo l’81enne Cornelius figlio di un mercante d’arte, custodiva altri quadri; il primo sequestro risale al 2012



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    Il tesoro nazista ritrovato a Monaco di Baviera è più grande del previsto. Nel 2012, quasi per caso, a casa dell’81enne Cornelius Gurlitt fu scoperta una collezione di circa 1.400 opere d’arte e oggi, nella sua abitazione di Salisburgo, in Austria, sono stati sequestrati altri 60 lavori. Tra i capolavori, ci sono anche dei Monet, Renoir e Picasso. «Cornelius Gurlitt - ha detto il suo portavoce Stephan Holzinger - ha dato istruzioni di consegnare le opere agli esperti del settore per stabilire se sono rubate. Un primo sguardo, comunque, non consente di trarre questa conclusione». 

    La vicenda di Cornelius Gurlitt, figlio di Hildebrand Gurlitt, un mercante d’arte dell’epoca nazista, era saltata fuori la prima volta nel settembre del 2012 quando un semplice controllo degli agenti della finanza all’alba nella sua abitazione di Monaco di Baviera, aveva dato luogo al rinvenimento di un tesoro di inestimabile valore: 1.406 dipinti, di cui 121 incorniciati. Quei quadri gli erano stati affidati dal padre, Hildebrand Gurlitt, una delle tante figure controverse degli anni del nazismo. Gli americani avevano interrogato anche lui negli Anni 50 ed egli aveva dichiarato di non avere nulla a che vedere con il regime essendo, tra l’altro, nipote di una nonna ebrea. Vero era però, che Joseph Göbbels, il ministro della Propaganda del Terzo Reich, gli aveva proposto di usare i legami che aveva all’estero come gallerista per vendere quell’arte contemporanea che Adolf Hitler sapeva poter essere assai redditizia.

    Hildebrand morì nel 1956. La vedova, interrogata dalle autorità tedesche aveva dichiarato: «Non abbiamo più un quadro, è andato tutto distrutto nel bombardamento di Dresda». Invece la preziosa collezione dei Gurlitt era stata trasportata nell’appartamento di Monaco e da qui, in parte, (anche se non si riesce a capire come e senza dare nell’occhio, data la quantità di opere), nella casa di campagna di Salisburgo dove oggi è avvenuto il secondo importante rinvenimento.  Un altro colpo al cuore per l’anziano «collezionista» il quale, quando venne privato dei primi 1400 capolavori, pare avesse dichiarato «Potevate almeno aspettare che fossi morto. Quei quadri sono l’unico grande amore della mia vita». 

    Trovano cane con le orecchie tagliate, denunciato titolare di un'impresa agricola

    Il Mattino


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    Napoli. Al suo cane erano state tagliate le orecchie. Per questo motivo il titolare di un'azienda agricola nei pressi di Somma Vesuviana è stato denunciato dagli uomini del corpo forestale della Stato. Gli uomini del corpo forestale hanno trovato anche un cavallo. Gli animali sono stati sottoposti a sequestro, e nel contempo verranno monitorati fino alla loro ripresa e poi deciderà la magistratura.

    martedì 11 febbraio 2014 - 17:04   Ultimo aggiornamento: 18:25

    Ascensore condominiale rumoroso: come valutare i decibel?

    La Stampa


    I criteri previsti dal D.P.C.M. 1° marzo 1991 per la determinazione dei limiti massimi di esposizione al rumore, ancorché dettati per la tutela generale del territorio, possono essere utilizzati come parametro di riferimento per stabilire l’intensità e la tollerabilità delle immissioni rumorose nei rapporti tra privati, quindi anche per valutare la rumorosità di un ascensore condominiale. È quanto emerge dalla sentenza della Cassazione 25019/13.
     

    ascensore-k06F-U1Una condomina aveva convenuto dinanzi al Giudice di Pace il Condominio, affinché fossero dichiarate illegittime le immissioni acustiche provenienti dall’ascensore condominiale e perché, di conseguenza, ne fosse ordinata la cessazione, con condanna del convenuto alla realizzazione di tutte le opere necessarie. In sede di merito, le immissioni acustiche provenienti dall’ascensore erano state dichiarate illegittime. Infatti, l’organo giudicante aveva accolto pienamente le valutazioni operate dal c.t.u., il quale aveva rilevato che l’ascensore produceva emissioni rumorose superiori ai limiti imposti dalla specifica normativa. Pertanto, il giudice di appello aveva confermato la valutazione di intollerabilità, in danno dell’attrice originaria, dei rumori prodotti dalla movimentazione dell’ascensore, non potendosi applicare al caso di specie il criterio della normale tollerabilità e quello del limite differenziale.

    Contro tale decisione, il Condominio ha proposto ricorso in Cassazione, prospettando violazione di legge. Per la Suprema Corte le censure devono essere respinte. Gli Ermellini hanno ribadito che la giurisprudenza di legittimità ritiene, con riferimento al D.P.C.M. 1° marzo 1991 (limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno), che «i criteri dallo stesso previsti per la determinazione di limiti massimi di esposizione al rumore, ancorché dettati per la tutela generale del territorio, possono essere utilizzati come parametro di riferimento per stabilire l’intensità e – di riflesso – la soglia di tollerabilità delle immissioni rumorose nei rapporti tra privati purché, però, considerati come un limite minimo e non massimo, dato che i suddetti parametri sono meno rigorosi di quelli applicabili nei singoli casi ai sensi dell’art. 844 c.c. (immissioni), con la conseguenza che, in difetto di altri eventuali elementi, il loro superamento è idoneo a determinare la violazione di tale norma».

    Come evidenziato da Piazza Cavour, nel caso di specie, il giudice aveva accertato il superamento della normale tollerabilità delle emissioni provenienti dall’ascensore condominiale, apprezzabile in relazione all’art. 844 c.c., prendendo come parametro di riferimento il criterio comparativo tra il rumore con e senza la sorgente disturbante nella differenza massima di 3 db. Inoltre, a rafforzare la valutazione erano stati anche considerati criteri come il livello medio dei rumori della zona (residenziale), gli accertamenti effettuati dalla ASL, il riconoscimento della loro rumorosità (non fisiologica) da parte della stessa assemblea condominiale. Infine, il Collegio ha precisato che i parametri fissati dalle norme speciali a tutela dell’ambiente «non sono necessariamente vincolanti per il giudice civile che, nello stabilire la tollerabilità o meno dei relativi effetti nell’ambito privatistico, può anche discostarsene, pervenendo al giudizio di intollerabilità, ex art. 884 c.c., delle immissioni». Alla stregua delle ragioni esposte, il ricorso è stato respinto.

    Fonte: www.dirittoegiustizia.it

    Stretta di mano storica tra Cina e Taiwan

    La Stampa

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    A Nanchino primo incontro bilaterale 65 anni dopo la separazione


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    Incontro storico fra Cina e Taiwan in una città, Nanchino, fra le più simboliche: i responsabili delle relazioni tra i due Paesi si sono dati appuntamento ieri in quella che è stata la capitale della Cina repubblicana, nata con Sun Yat Sen nel 1911 e, dopo l’avanzata delle truppe comuniste di Mao Zedong, costretta nel 1949 a riparare a Taiwan, sotto la guida di Chiang Kai Shek. 

    Da quell’anno, lo stesso in cui Mao fondò la Repubblica Popolare cinese riportando la capitale a Pechino, tra i due Paesi non si era avuto un incontro a livelli così alti: per la prima volta ieri la Cina «continentale» ha accettato di riconoscere la legittimità di un ministro taiwanese - in questo caso Wang Yu-chi, ministro degli Affari del continente - che ha incontrato la sua controparte cinese, Zhang Zhijun, a capo dell’Ufficio degli affari taiwanesi. 

    L’incontro, che andrà avanti fino a venerdì, rappresenta un’importante evoluzione di una relazione che si era finora sviluppata solo in campo economico e commerciale. Ciononostante, ieri è stata mantenuta una certa prudenza, e all’interno della sala dove si sono incontrati i ministri non sono state esposte targhe con i titoli dei presenti, per non urtare sensibilità o rinnegare affermazioni passate.
    Pechino, infatti, continua a definire Taiwan una «provincia ribelle», non vuole ammettere che l’isola abbia un governo democratico e ancora non rinuncia all’ipotesi dell’uso della forza per «riconquistarla»: 1200 missili sono infatti puntati contro i vecchi nemici, nel caso in cui la nuova tecnica di riavvicinamento non dovesse funzionare.

    In realtà, le relazioni nello stretto di Formosa sono andate migliorando già dal 2008, anno in cui Taiwan scelse come presidente Ma Ying-jeou, del partito nazionalista, poco favorevole a mutare lo status quo, ma propenso a un disgelo con Pechino. E l’incontro di ieri dimostra che i rapporti tra i due Paesi stiano subendo una forte accelerata, più di quanto l’elettorato taiwanese si aspettasse: a Nanchino, infatti, sono stati ripristinati i «tre collegamenti» (navali, postali e aerei) ed è stato stabilito che i cittadini cinesi potranno visitare Taiwan sia come turisti, sia come studenti o investitori, decisione che sta destando non poca preoccupazione sull’isola.

    L’incontro fra i due ministri si concluderà venerdì a Shanghai, dove oggi lavorano oltre due milioni di taiwanesi. Ma dalle prime indiscrezioni pare che sia stata già approvata la creazione di due uffici di rappresentanza nelle rispettive capitali, una proposta in precedenza fortemente respinta da Pechino. Il vertice di ieri, però, sarebbe iniziato con uno screzio: Pechino non avrebbe voluto accreditare i corrispondenti taiwanesi di «Radio Free Asia» e del quotidiano pro-democrazia «Apple Daily», lasciando fuori dalla conferenza stampa anche alcuni giornalisti internazionali. 

    Questo smartphone si autodistruggerà tra 5 secondi

    La Stampa

    Valerio Mariani

    Darpa sigla con Ibm un contratto di 3 milioni di dollari per realizzare un sistema di distruzione dei terminali mobili.


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    Nei giorni dei festeggiamenti del suo 56 anniversario Darpa, l’agenzia di ricerca del dipartimento americano della difesa, paga da bere eccome. Tra simpatiche card condivise su Twitter e la pubblicazione in modalità open source di centinaia di risorse e programmi, l’agenzia statunitense sigla con IBM un accordo da 3,4 milioni di dollari per la realizzazione di un sistema che permetta di distruggere smartphone e altri dispositivi forniti ai corpi militari USA. 

    L’intento del programma “ Vanishing Programmable Resources” è di evitare che informazioni segrete e sensibili finiscano in mano al nemico durante missioni e guerre e, per questo, si pensa a un sistema che consenta il danneggiamento a distanza di telefoni cellulari, ricetrasmittenti e altri eventuali dispositivi portatili. Darpa, che non è scesa troppo nei dettagli, segnala che, ormai, vista l’enorme diffusione di strumenti elettronici portatili tra le forze armate è impensabile riuscire a controllarli tutti, e per evitare fughe di informazioni, è meglio studiare un sistema efficace di distruzione dei terminali. 

    È certamente prematuro immaginare cosa IBM potrà inventarsi. Certo è che di sistemi di distruzione delle informazioni ne esistono diversi, ormai ogni produttore di telefonia, e molti carrier, permettono di “formattare” lo smartphone perso o rubato. Intel stessa sta lavorando da tempo a un sistema di blocco da remoto dei suoi processori. E la questione è talmente calda che lo stato della California, primo caso al mondo, vuole discutere una legge che obblighi l’introduzione di un “kill switch” negli smartphone e in altri terminali mobili. 

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    La legge dovrebbe prevedere che tutti i terminali mobili venduti in California abbiano un “antifurto” ma, anche se la questione è certamente da affrontare, la CTIA – l’associazione mondiale di produttori di terminali mobili – pone l’accento sul rischio di una intromissione negli eventuali sistemi “antifurto” da parte di eventuali hacker. Il sistema che dovrà mettere a punto IBM dovrebbe, piuttosto, utilizzare qualcosa di fisico aggiunto al terminale, in modo da essere indipendente dallo stesso e risultare meno intercettabile. Non si sa ancora niente ma l’idea potrebbe essere di rivestire lo smartphone di una sorta di cover distruttibile a distanza che, con lei, distrugga anche il terminale.