giovedì 5 giugno 2014

Addio all’ultimo “code Talker” Navajo

La Stampa

LaStampa.it
È morto negli Stati Uniti l’ultimo dei soldati Navajo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, usarono la loro lingua nelle comunicazioni militari: i giapponesi non riuscirono mai a decifrarli

Addio all’ultimo «code-talker». L’ultimo dei «guerrieri» Navajo che durante la Seconda Guerra Mondiale usarono l’antica lingua degli antenati nelle comunicazioni militari per non farsi capire da chi cercava di intercettarle è morto in New Mexico a 93 anni.
Chester Nez era l’ultimo sopravvissuto del nucleo iniziale di 29 Navajo reclutati dai marines per creare un codice basato sulla loro lingua - un idioma praticamente quasi estinto - che le forze giapponesi non riuscirono mai a decifrare.

Chiusi in una stanza bunker per 13 settimane, Nez e i suoi 28 compagni misero a punto un «dizionario» di 200 parole e un alfabeto basato sulla lingua che da bambini era vietato loro di parlare a scuola. Sulla missione dei «code talker» Hollywood nel 2002 ha girato il film «Windtalkers» di John Woo con Nicolas Cage. Il figlio di Nez ha detto che Chester è morto serenamente nel sonno nella sua casa di Albuquerque: «Era l’ultimo di una grande era. Una grande parte della storia degli Stati Uniti».


I «code talkers» pellerossa arrivarono ad essere 400 alla fine della Seconda guerra mondiale: «Senza di loro - dichiarò il generale Howard Conner - i Marines non avrebbero mai preso Iwo Jima». I messaggi cifrati dei «parla-codici» transitavano indenni su telefoni e radio in tutto il Pacifico e i crittografi giapponesi non riuscirono mai a venirne a capo perche la lingua di partenza, priva di una forma scritta, era parlata solo nel Sud Ovest degli Stati Uniti e solo una trentina di persone non Navajo ne erano a conoscenza.

Alle capacità dei Navajo, la loro velocità e l’accuratezza in feroci battaglie dalle Isole Marshall a Iwo Jima è attribuito il merito di aver salvato migliaia di vite di soldati americani e di aver abbreviato il corso della guerra. I marines avevano insegnato loro il Morse e i sistemi a base di luci usati per trasmettere messaggi tra navi. Loro avevano ideato il codice, sostituendo termini militari con parole Navajo: tartaruga era un carro armato, un kamikaze era lo sparviero, l’aereo spia il gufo, l’incrociatore una balena. Quando poi c’erano termini che non rientravano nel vocabolario si decise di trasmetterli lettera per lettera, usando una parola navajo il cui equivalente in inglese iniziasse con la lettera voluta.