domenica 7 settembre 2014

Gianluca Buonanno (Lega Nord) a La Zanzara: "Con gli islamici occhio per occhio. Se ammazzano, ammazziamoli"

Libero


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"Vedere questi islamici che decapitano, ci vuole la legge del taglione, questi sono indietro di mille anni. Se ammazzano qualcuno bisogna fare altrettanto. Occhio per occhio, dente per dente". E' destinata a far rumore la provocazione dell'europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno, intervenuto alla trasmissione di Radio24 La Zanzara. Cioè ammazzare un islamico, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? "

Questi capiscono solo questo. E poi bisogna chiudere tutte le moschee, che diventano un ricettacolo di estremisti. Questi tagliano le teste ai cristiani, le mettono sulla schiena e noi apriamo le moschee. Ma siamo matti?". "Gli islamici - continua Buonanno - non cambieranno mai. Fino a quando non capiscono che è ora di finirla sono per la chiusura di tutte le moschee in Italia. La legge del taglione: loro fanno così e noi in Italia dobbiamo fare la stessa cosa".



Ferrara: contro l'Islam, una violenzaincomparabilmente superiore

Libero
05 settembre 2014


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Un editoriale durissimo e intenso quello di Giuliano Ferrara contro l'Islam. L'elefantino usa parole forti e chiare. Per Ferrara non ci sono dubbi: "L'unica risposta è una violenza incomparabilmente superiore". Scrive. "Guerra al terrore o al terrorismo va bene se è per il marketing politico, ma nella definizione, peraltro respinta dai riluttanti e dagli umanitari in quanto espressione bellicista sta un equivoco colossale".

Ferrara ricorda come, diversi anni fa, il Foglio pubblicò "come un Caravaggio la testa mozzata di Nick Berg" e raccontò la storia di Daniel Pearl, "decollati entrambi in nome del Misericordioso, ma è un sospetto scorretto, una verità intollerabile: è questa una guerra di religione, della cui ferocia ultimativa e coesiva, appunto religiosa, solo un fronte è consapevole, il loro.

La madre dell'ultimo reporter ucciso in nome della giustizia divina si dice convinta che l'Islam è stato tradito quando su ordine di un Califfo uno sgherro occidentale tutto vestito di nero, stufo probabilmente di fare il dj, ha impugnato la lema e ha tolto dal busto il collo di un figliolo d'Occidente e niente è proibito a una mamma addolorata e trafitta senza pietà nell'amore che solo è suo. Ma sappiamo che non è così. E' ideologico esorcizzare il rito del nemico, provare a diminuirlo, essere ciechi di fronte alla carabura feroce di bene in cui si specchia il nostro feroce male".

Violenza maggiore - La conclusione di Giuliano Ferrara non lascia spazio al dibattito: "So di dire qualcosa di sconcertante, ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un'idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l'unica risposta è una violenza incomparabilmente superiore.

Imbarazzi a Imola per l’anatema anti islam

La Stampa

franco giubilei

Il vescovo in una lettera: “Condannate l’Isis o lasciate le nostre terre”

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Se i musulmani non hanno il coraggio di condannare persecuzioni e atrocità commesse in nome della loro fede, è meglio che facciano le valigie e lascino l’Italia. Suonano così le parole del vescovo di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli, contenute nella lettera pubblicata sul settimanale della diocesi «Il Nuovo Diario Messaggero»: un invito a dissociarsi dalle efferatezze compiute in Medio Oriente, reso in termini ultimativi che non lasciano scelta agli «islamici presenti tra noi»: «Altrimenti - scrive il vescovo nella parte finale della lettera -, dovrebbero avere il coraggio di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa».

In un periodo segnato dalle imprese sanguinarie delle milizie del Califfato, le parole del prelato assumono un significato particolare. Il vescovo accenna ai conflitti in corso, al forte afflusso di profughi in Europa (almeno 150mila persone all’anno), al numero crescente delle vittime, alle feroci persecuzioni contro i cristiani e altre minoranze religiose, fino alla crudeltà delle bande e alle azioni dell’Isis. Poi l’appello a politici e governanti: «Avete il dovere di proteggere e difendere non la supremazia, ma la vita e la libertà delle persone, altrimenti pagherete caro ogni silenzio od atteggiamento di viltà». 

C’è anche un distinguo importante rivolto agli italiani, ma il senso del messaggio non lascia spazio a dubbi: «E noi cittadini finiamola di prendercela in blocco con gli stranieri. Chiediamo piuttosto agli islamici presenti fra noi di dimostrarsi uomini d’onore, di prendere posizione pubblicamente contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà». «Sappiamo che sono intimoriti dagli integralisti ma è arrivato il momento di rompere il circolo vizioso dei soprusi - aggiunge -. La situazione è seria, mettiamoci tutti in modo senza tergiversare, superando sia il buonismo sia l’intolleranza». 

Se il consigliere comunale di Forza Italia Simone Carapia esprime consenso alle «parole forti» del vescovo, il sindaco di Imola Daniele Manca sembra piuttosto sorpreso: «Mi sembra strano che il vescovo chieda ai musulmani di pronunciarsi in questo modo: qui a Imola fra l’altro c’è sempre stata una comunità islamica molto disponibile, che ha partecipato puntualmente alle iniziative di ricordo dell’11 Settembre, né io ho notizia di movimenti che facciano pensare a cellule di estremisti». 

Il sindaco aggiunge che l’integralismo va combattuto culturalmente, continua a pensare che «chi vive nella nostra comunità, nel momento in cui rispetta le regole e manda i figli nelle nostre scuole, non abbia niente a che fare col fondamentalismo» e, rispetto al tono ultimativo dell’appello di monsignor Ghirelli, dice di trovarlo «un po’ violento: penso che non ci sia bisogno del ricatto. Gli islamici che vivono qui nel rispetto delle regole civiche dimostrano ogni giorno di essere distanti dai fondamentalisti».