venerdì 14 novembre 2014

Non volete la benedizione natalizia? Ecco il cartellino «No prete»

Corriere della sera

di Olivia Manola

L’iniziativa di don Gabriele, parroco del Comune alle porte di Milano


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Un cartellino giallo, come quello usato dagli arbitri di calcio per ammonire i giocatori. Soltanto che, in questo caso, ad essere «ammonito» di non entrare (anzi, addirittura di non bussare) è il sacerdote arrivato davanti alla porta di casa per la benedizione di Natale.

L’idea è venuta ad un sacerdote di Corsico, don Gabriele della parrocchia Spirito Santo, nel quartiere popolare di piazza Europa. Nella tradizionale lettera inviata in questi giorni alle famiglie in cui si ricordano gli orari e le date delle visite per la benedizione, il sacerdote ha infilato anche un cartellino giallo su cui è raffigurata l’immagine sbarrata di un sacerdote. Don Gabriele è stato chiaro e lo ha scritto nero su bianco: chi non gradisce la visita del parroco e del diacono è invitato ad applicare il cartellino giallo fuori dalla porta e non verrà disturbato. Nessuna perdita di tempo, nessun imbarazzo per le famiglie e per il sacerdote. Una soluzione di grande senso pratico ed efficacia, certo, che non nasconde (forse) un certo gusto per l’ironia.

14 novembre 2014 | 16:34

Aquila, la Rai chiede il canone a un terremotato con la casa distrutta

Libero

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La Rai ora chiede il canone pure ai terremotati. La storia incredibile arriva da L'Aquila, dove Viviana Sidoni, come racconta il Tempo ha ricevuto il bollettino per il pagamento dell'imposta tv. Il 15 ottobre la signora Sidoni ha ricevuto una lettera della Rai con cui le veniva notificata una "rettifica di intestazione del canone televisivo". Dopo un paio di mail con richieste di chiarimenti rimaste inevase, a casa Sidoni è stata recapitata un'altra lettera: questa volta con un conto di 134,28 euro di canone per il 2014 più relativi interessi. A questo punto l'amara scoperta: la signora Sidoni ha capito che la fattura faceva riferimento a quella casa di Castelnuovo di San Pio, nell'Aquilano, dove erano morti il padre e i nonni.

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La vicenda - "L’addetta allo sportello mi ha detto che, alla morte di mio nonno, non è stata fatta la disdetta del canone - spiega al quotidiano romano la signora Sidoni - Ho quindi ereditato un abbonamento Rai di un’abitazione che non esiste più, che il terremoto ha ridotto in macerie. La signora mi ha anche detto che avrei dovuto disdire l’abbonamento in fretta, perché mi avrebbero prima o poi inviato anche le richieste di pagamento degli anni passati, dal 2010 al 2013", ha spiegato al Tempo. A questo punto la signora è stata costretta a inviare precipitosamente una raccomandata all'Agenzia delle Entrate con tutta la documentazione - stato di famiglia, certificati di morte dei congiunti, foto dell'abitazione distrutta - che attesti che la casa è andata distrutta e che comunque lei non sia nemmeno inclusa in quell'asse ereditario.

Vitalizi, rivolta della casta: «I tagli sono una malvagità»

Il Mattino
di ​Marco Esposito

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Senza pudore. La casta dei tremila ex consiglieri regionali minaccia di «resistere in giudizio ovunque» se saranno toccati i vitalizi d’oro. Cioè assegni di migliaia di euro al mese che garantiscono ricche pensioni, cumulabili e reversibili, a chi ha versato anche solo cinque anni di contributi. Il Coordinamento nazionale degli ex consiglieri ha approvato infatti una risoluzione, inviata alle massime istituzioni italiane, nella quale si usano parole reboanti, degne forse di miglior causa:

«Noi apparteniamo a una storia che solo per ignoranza o malvagità può essere demonizzata o gabellata come la fonte degli sprechi e dei costi».Ignoranti e malvagi sarebbero i giornali che hanno sollevato il caso, come Il Mattino, e soprattutto gli attuali consiglieri regionali di Lombardia, Molise e Lazio i quali - non godendo più per se stessi dei vitalizi perché aboliti per legge per chi è entrato in carica dopo il 2012 - hanno tagliato gli assegni degli ex. Le altre Regioni, Campania compresa, potrebbero seguire a ruota, per cui le associazioni regionali degli ex consiglieri hanno deciso di passare al contrattacco.

Si sono riuniti a Roma in assemblea e hanno votato all’unanimità una risoluzione che grida alla lesa democrazia e si appella «per opportuna conoscenza e dovuto riguardo, essendo noi uomini e donne delle istituzioni, al Capo dello Stato, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Corte Costituzionale».

Incuranti della crisi che vivono i tanti italiani non appartenenti al piccolo mondo dei privilegiati, gli ex Consiglieri difendono sia il favore di aver potuto beneficiare di assegni vitalizi spesso già da cinquantenni, sia il privilegio di aver potuto cumulare tale benefit con quello di parlamentare, sia soprattutto il fatto che l’assegno incassato è in genere 4-5 volte più ricco rispetto a quanto spetterebbe monetizzando la trattenuta sull’indennità mensile. In Campania - e non è la Regione più generosa - con cinque anni di contributi versati ci si assicura 2.500 euro lordi al mese, con diritto di reversibilità gratuito. In Puglia con due consiliature, cioè dieci anni di attività, si arriva a 7.000 euro lordi al mese.

Ciclisti indisciplinati, niente più infrazioni con il numero di targa sul casco

Il Mattino

Impossibile «farla franca» per i ciclisti che attraversano con il rosso, prendono le strade contromano o adottano uno stile di guida pericoloso per gli altri: è questo uno degli obiettivi del casco intelligente, munito di targa, ideato per gli appassionati delle due ruote a pedali da un designer australiano, Toby King.

1Proprio in Australia, e in particolare nel Nuovo Galles del Sud, i politici locali stanno valutando la possibilità di dare la licenza di guida ai ciclisti. Di qui l'iniziativa del designer, che ha ideato un prototipo di casco iper-tecnologico. Il dispositivo non solo è dotato sul retro di numero di targa, che rende il ciclista identificabile e passibile di multa, ma è concepito anche per la sicurezza di chi guida la bici. Infatti è provvisto di due indicatori di direzione, che fungono anche da luci di posizione, di indicatori di direzione e di una visiera con tanto di specchietti retrovisori e tergicristallo.

Presente anche un altoparlante che avvisa il ciclista quando si avvicina troppo ai pedoni, distanza quest'ultima rilevata da appositi sensori di prossimità. Completano il casco una telecamera anteriore dotata di luci led e lo scomparto batterie. «Questo è un dispositivo - ha spiegato King - concepito per migliorare la sicurezza stradale. Non è un prodotto da business, è un prodotto di design. Gli attuali caschi in vendita non offrono molte caratteristiche che li rendono sicuri».

venerdì 14 novembre 2014 - 16:50   Ultimo agg.: 16:52

Trieste. «Lei è morto, restituisca la pensione». Ora dovrà dimostrare all'Inps di essere vivo

Il Mattino
di Elisabetta Batic

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TRIESTE - Un pensionato triestino deve dimostrare all'Inps di essere in vita e in ottima salute visto che all'Istituto di previdenza sociale risulta... deceduto. Per questo motivo, l'Inps ha inviato una lettera alla moglie "presunta vedova" per chiedere indietro la pensione del "de cuius" che sarebbe stata percepita illegalmente. Il procedimento è in corso.

Un equivoco - come riporta "Il Piccolo" - legato ad un caso di omonimia in quanto la persona realmente scomparsa aveva nome e cognome simile all'anziano in questione. Lui, ancora in buona salute, dopo aver fatto tutti gli scongiuri del caso si è rifiutato di pagare comunque la somma richiesta per poi aspettare il rimborso. Ovvero la differenza tra la pensione di reversibilità riconosciuta alla vedova e quella effettiva.

Il pensionato ha dunque spedito una raccomandata per puntualizzare all'Inps di non essere morto e aspetta ancora che gli venga riconosciuta... l'esistenza in vita.

giovedì 13 novembre 2014 - 11:19   Ultimo agg.: 15:57

Sul New York Times spunta una lettera minatoria inviata dall’Fbi a Martin Luther King

La Stampa

Il capo dell’intelligence nazionale si spacciò per un attivista e lo minacciò di rendere pubblici gli “scandali” della sua vita sessuale, tentando così di indurlo al suicidio

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J. Edgar Hoover era ossessionato da Martin Luther King e cercò in tutti i modi di screditarlo. L’ennesima testimonianza emerge da una lettera anonima e minatoria che il potentissimo capo dell’Fbi fece scrivere al suo vice e nella quale il pastore afroamericano paladino dei diritti civili è additato come «un male, un animale sporco e anormale, un ciarlatano», e viene apparentemente istigato addirittura al suicidio.

La lettera, di cui si fece cenno per la prima volta la scorsa estate, è stata pubblicata ora dal New York Times in forma inedita e integrale dopo la copia scoperta da una storica dell’università di Yale, Beverly Gage, negli archivi nazionali. «Stavo cercando un libro su Hoover quando mi sono ritrovata tra le mani la lettera», ha raccontato al Nyt. «Sono rimasta sorpresa nello scoprire una versione completa e non censurata, nascosta in un documento riservato negli archivi», ha aggiunto. La lettera fu scritta nel 1964 dal capo dell’intelligence nazionale, William Sullivan, che finse di essere un attivista nero disilluso, in base a un estremo tentativo di Hoover di destabilizzare il leader afroamericano pochi giorni prima di ricevere il premio Nobel per la pace.

L’ex capo dell’Fbi - figura potentissima per decenni ai vertici del potere Usa e oggi più che controversa secondo molti studi storici - odiava e temeva King a tal punto da bollarlo come «il leader negro più pericoloso del Paese». I suoi agenti cercarono disperatamente qualcosa per poterlo distruggere e l’unica che trovarono riguardava le sue relazioni extraconiugali, definite nella lettera “orge sessuali”.

Quando Hoover scoprì che il reverendo stava per ricevere il premio Nobel aumentò gli attacchi contro King, istruendo i suoi uomini a inviargli la lettera anonima in cui addirittura gli faceva balenare il suicidio, ventilato come l’unica strada per evitare la gogna mediatica, di fronte al ricatto della rivelazione di segreti sulla sua vita privata. «C’è solo una cosa che puoi fare. Non c’è che una via d’uscita per te. È meglio farla finita prima che tutto il male venga fuori. Hai solo 34 giorni di tempo per farlo», si legge nella lettera, che indica di fatto come scadenza limite la data in cui il celebre attivista avrebbe ricevuto il Nobel.

King partì comunque per la Norvegia prima di ricevere la missiva, che fu aperta dalla moglie Coretta. Quando il reverendo mostrò poi il contenuto ai collaboratori, tutti concordarono che era chiaramente un lavoro dell’Fbi e un palese tentativo di ricattarlo visto anche che all’epoca i neri non potevano avere accesso a sofisticati sistemi di sorveglianza. 

«Una stranezza della campagna di Hoover contro King è il fatto che si rivelò un fiasco e che l’Fbi non riuscì mai veramente a danneggiare la sua immagine», fa notare peraltro la studiosa Gage. «Mezzo secolo dopo, continuiamo a considerare King come un modello di coraggio morale e dignità umana. Hoover, invece, è vituperato. E in questo contesto, forse la cosa più sorprendente non è ciò che l’Fbi tentò di fare, ma il fatto che fallì».

Usa, i cellulari dei cittadini comuni intercettati da nuovi sistemi spia su piccoli aerei

La Stampa

A rivelarlo è il Wall Street Journal secondo il quale un programma operativo partito nel 2007 utilizza finte torri di comunicazioni posizionate su Cessna, per la caccia a potenziali criminali e nella rete sono finiti anche persone senza macchia

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Un gran numero di cellulari di cittadini americani comuni è stato intercettato da un programma messo a punto dal dipartimento di Giustizia Usa per dare la caccia ai delinquenti. È quanto rivela il Wall Street Journal. In base al programma, il ministero raccoglie dati da centinaia di telefonini attraverso finte torri di comunicazioni posizionate sugli aerei, per una caccia high-tech ai potenziali criminali, ma nella rete sono finiti anche numerosi cittadini che con il crimine non hanno nulla a che vedere.

Il programma, operativo da 2007, sfrutta piccoli aerei Cessna stazionati in almeno 5 aeroporti con un’autonomia di volo che permette di coprire quasi tutta la popolazione americana, secondo quanto rivelano fonti informate al Wsj. Gli aerei sono dotati di attrezzature in grado di `imitare´ le torri cellulari delle grandi aziende di telecomunicazioni e quindi `ingannano´ i telefonini registrando abusivamente una serie di informazioni. La tecnologia permette di raccogliere dati da centinaia di migliaia di cellulari in un unico volo, fornendo i dati identificativi e la posizione di chi telefona.

Le fonti non hanno voluto dare dettagli sulla frequenza o la durata dei voli, ma l’impressione è che si svolgano su base regolare. Un funzionario del dipartimento di Giustizia, interpellato dal Wsj, non ha voluto confermare o smentire l’esistenza del programma limitandosi a dire che le agenzie agiscono conformemente alle leggi federali. Il programma è solo l’ultimo esempio di come gli Usa stiano allargando la rete di sorveglianza nel Paese ed è simile all’approccio usato dalla Nsa (National Security Agency) per raccogliere le intercettazioni di milioni di americani e non.