giovedì 18 dicembre 2014

Usa, giustiziato a 14 anni nel 1944 Dopo 70 anni la verità: era innocente

Corriere della sera
di Be. Mon.

Un giudice della Carolina del Sud annulla la sentenza di condanna: «Il processo fu ingiusto e la confessione del ragazzino fu estorta con la violenza»

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La giustizia e la verità sono arrivate. Ma dopo 70 anni. È la storia di George Stinney jr, ragazzino di colore ucciso sulla sedia elettrica nel 1944 negli Stati Uniti, per un duplice omicidio di due bambine bianche. A 70 anni di distanza una giudice della Corolina del Sud ha stabilito che il bambino era innocente. È lui il più giovane condannato a morte negli Stati Uniti nel XX secolo. «Lo Stato ha compiuto una grande ingiustizia verso George Stinney», ha dichiarato la giudice Carmen Mullen. Il ragazzino fu giustiziato a meno di due mesi dalla condanna e a sole 12 settimane dall’arresto. Stinney, ha affermato Mullen, ebbe un «processo ingiusto», nel corso del quale fu impossibile stabilire la sua colpevolezza o innocenza.
Il duplice omicidio
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Mary Emma Thames e Betty June Binnicker, rispettivamente di 7 e 11 anni, furono uccise con una sbarra di ferro con cui furono violentemente colpite alla testa. I loro corpi furono ritrovati nella cittadina di Alcolu, Carolina del Sud, il 23 marzo del 1944. Stinney fu arrestato dopo che alcuni testimoni avevano riferito di averlo visto raccogliere fiori insieme alle due vittime. Dopo l’arresto il ragazzo non poté vedere i genitori e successivamente le autorità riferirono che aveva confessato. Secondo la giudice Carmen Mullins, che ha annullato la condanna, quel processo violò i fondamentali diritti stabiliti dalla Costituzione. Fu sommario, frettoloso, condotto da una giuria composta di soli uomini e soli bianchi. Inoltre, la giudice Mullins ha stabilito che la confessione del 14enne, di cui esistono due versioni, venne estorta con la forza. Non c’erano testimoni, né prove concrete della sua colpevolezza.
La riapertura del caso
Nel 2004 uno storico di Alcolu decide di investigare sulla vicendadopo aver letto alcuni articoli dell’epoca. Dalla ricerca emerge la totale mancanza di prove concrete contro il ragazzino. Alla fine, nel 2013, viene ufficialmente chiesta la riapertura giudiziaria del caso. A gennaio 2014 la giudice Mullen ascolta le testimonianze del fratello e delle sorelle di Stinney, di una persona coinvolta nelle ricerche delle bambine e di esperti che hanno messo in dubbio i risultati dell’autopsia e la confessione del ragazzo. Poi, finalmente, arriva l’annullamento della condanna. «Ricorderò per sempre quel giorno in cui hanno portato via mio fratello da casa - ha detto la sorella di George, Amie Ruffner, oggi 78 anni - Non ho mai più visto mia madre ridere».

@colpodisole
18 dicembre 2014 | 15:17

Travolse e uccise un bimbo con lo scooter: «condannato» a scrivere un tema

Il Mattino
di ​Dario Sautto

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Torre Annunziata. Dovrà scrivere «un elaborato contenente riflessioni su quanto accaduto» e presentare «scuse formali alle persone offese dal reato». Questo è uno dei provvedimenti presi contro S.M.A., il 17enne di Torre Annunziata che la sera del 29 novembre scorso investì madre e figlio con lo scooter, uccidendo il piccolo Luigi Panico di appena 4 anni.

A poco più di due settimane dalla tragedia di via Ercole Ercoli, ieri mattina i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, guidati dal maggiore Michele De Riggi, hanno notificato un provvedimento cautelare che dispone prescrizioni precise per il giovane centauro che, a causa dell’alta velocità e per la scarsa visibilità, non vide Luigi e sua madre Antonella attraversare la strada che si trova a Rovigliano, nella periferia oplontina, investendoli con il suo Honda SH. A nulla servirono le cure presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia: il piccolo Luigi spirò poco prima di essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla testa per le gravi ferite riportate.

Sua madre Antonella De Luca Bossa, invece, resta ancora ricoverata in ospedale: dopo i primi soccorsi al Sant’Anna di Boscotrecase, ora è ancora in prognosi riservata al Loreto Mare di Napoli per i diversi traumi riportati dopo l’impatto con il motorino guidato dal giovane che guidava «a velocità molto sostenuta, nonostante si trovasse in un centro abitato» come riporta una delle relazioni stilate dagli inquirenti.

Furti a casa, i consigli di Carminati: «Contro i ladri le impronte digitali»

Il Mattino
di Cristiana Mangani

«Con i cilindri europei hai visto come fanno, no? Per difendersi bene ce vogliono quelli americani»

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ROMA Il Carminati pensiero spazia dalla filosofia alla politica, dalla cultura all'arte, ma dove proprio l'ex Nar riesce a dare il meglio, è sulle tecniche per rubare o su quelle per proteggersi dalle “attenzioni” delle guardie. E anche se, dopo l'ultimo periodo passato in carcere, Massimo il Cecato, ha fatto il salto ed è padrone di mezza Roma, sembra avere nostalgia di quando faceva il criminale da strada. Non c'è intercettazione in cui non ricordi le gesta della Banda, o che consigli di come farla franca con le forze dell'ordine.

I FURTI
L'ultima “massima” affronta il tema furti in appartamento. Il dialogo, anche questa volta ascoltato dagli uomini del Ros, diretti dal colonnello Stefano Russo, riguarda una conversazione tra Carminati e l'amico Emilio Gammuto, avvenuta l'11 dicembre di un anno fa. Il “Nero” spiega che è sbagliatissimo difendere una casa con una serratura troppo pubblicizzata e famosa, perché fatta la chiave trovato il passepartout. L'unico sistema, a suo dire, per tentare di limitare gli accessi sgraditi potrebbe essere quello di utilizzare una serratura con impronta digitale, qualcosa di sofisticato, made in Usa, in commercio a caro prezzo. Il discorso parte «dai professionisti» in grado di individuare “le cimici”, posizionate dagli investigatori, e in un attimo arriva «ai chiavari».

«Un tempo si utilizzavano loro, se sfruttava er chiavaro - dice l'ex terrorista - gente dell'ambiente che se prestava...adesso so professionisti loro. Mo arrivano, t'aprono i cilindri europei come se fossero...». «Hanno fatto vedere su sky tempo fa - conferma Gammuto -... ma se parla de secondi eh!». «Sìììì - replica Carminati - quello vabbè io l'ho sempre visto fa' perché quando andavo a rubbà io c'avevo gli amici miei...lo sai in quanto aprivano na Cisa (un tipo di serratura ndr).? Sotto al minuto. Non l'aprivano, la facevano. Capito come?...Ca limetta pum pa pam e aprivano na Ci, una così? Un minuto! Cioè senza avere la chiave della serratura».

L'amico lo ascolta e ride. «Mitico», dice. E lui si infervora: «Sì, però adesso proprio c'hanno...come se dice...loro mappano, mettono una fibretta ottica dentro: vedono la mappa della chiave... mettono un filo con la testa (inc) la fibra ottica con la telecamera la infilano dentro e se ne vanno. La volta dopo te portano la chiave». E l'amico: «Così non c'hai difesa però...poi fai come te pare a te. Io, a esempio, alla serratura di casa me la so fatta modificare da uno che rubba. Me l'ha limata». «So i meglio - dispensa ancora consigli il Cecato - Ma che è a cinque cilindri?» «È a cinque cilindri! - conferma Gammuto - Però gli ha levato... non so che cazzo ha fatto... ha smontato tutto e l'ha limata».

LE IMPRONTE
Il “Nero” ci tiene a far capire che la sa lunga sull'argomento e aggiunge particolari anche su come difendere la propria casa: «C'ho degli amici miei chiavari...me dicono che ce ne stanno alcune che sono inattaccabili. Ora, poi, trovano il sistema per attaccarla. Ci mettono sei mesi, ma l'attaccano, capito? Le più sicure...quelle miste che c'hanno l'elettronica e la chiave insieme. Con la chiave che ha l'impronta sopra. Però tu la chiave ce l'hai soltanto te, è chiaro che non la devi dare in giro. C'è una memoria dentro la serratura che legge l'impronta. Se non legge l'impronta o la chiave è modificata prende e te la blocca, e va in blocco».

Alcuni modelli riescono a «memorizzare quattro o cinque impronte, è proprio fica...“na figata”». Le serrature, iper garantite, però, costano una bella cifra. L'ex Nar lo spiega bene: «Stanno in commercio. Sò americane, perché coi cilindri europei hai visto come fanno». In ogni caso, è l'ultimo consiglio: «Una chiave è sicura nella misura in cui ce ne stanno poche. Se ce ne stanno poche in giro non si mettono a studiarle. Ma se la chiave è pubblicizzata...è il momento che la trovano subito, perché l'hanno studiata». Come dire: padroni di casa avvertiti.

mercoledì 17 dicembre 2014 - 19:24   Ultimo agg.: 19:25

Ingratitudine. Salva la sua famiglia dall'incendio: abbandonato in canile

Il Mattino

Alla faccia della riconoscenza. Bennie, un mix Labrador color cioccolato, salvò la sua famiglia da un incendio divampato all'improvviso in casa.

1Ora, a 10 anni compiuti, quando il musetto ha iniziato a imbiancarsi e Bennie non è più il cucciolo scattante e atletico che è stato in gioventù deve essere diventato un peso per gli ingrati e spietati esseri umani che non ci hanno pensato su un solo istante. E, dimenticando del tutto di dovere la propria vita al fiducioso e leale quattrozampe, lo hanno scaricato in un canile di Toronto. E tanti saluti.

Ma la storia ha fatto il giro dei social network con tanto di valanghe di anatemi all'indirizzo della famiglia senza cuore. E per fortuna è partito anche il tam tam di richieste di adozione. Con un bel lieto fine: Bennie ora ha una nuova famiglia ed è amatissimo. Chissà se riuscirà a dimenticare la crudeltà di quelli per i quali non aveva esitato a gettarsi nel fuoco.

martedì 16 dicembre 2014 - 18:27   Ultimo agg.: mercoledì

Il 40% dei cuccioli regalati a Natale finisce in strada. 10 foto da non dimenticare

Il Mattino

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Regalare un cane, un gatto, un coniglio o un criceto sotto l'albero? Sì, ma per favore dimenticatevi l'effetto sorpresa. Sono creature viventi: vanno amate, rispettate, curate, accudite e seguite. Ogni giorno di ogni mese di ogni anno. E poi. Non è assolutamente detto che chi lo riceve lo desideri davvero. O al limite che lo desideri anche il resto della sua famiglia. Quanto ai bambini, specie se piccoli, è risaputo che la maggior parte di loro dopo un po' si stufa. Allora molto meglio un giocattolo. Ma non in carne e pelo.

Perché anche se il gattino o il cagnolino sotto all’albero fanno molto film americano, subito dopo il trambusto della festa con parenti e amici, in mezzo a risate, carte colorate e fiocchi, ci sarà la necessità di uscire per i bisogni. E poi la pappa e i pianti di notte e il veterinario e i week end da organizzare e i viaggi e mille altre cose ancora.

Pensate solo a questa cifra: il 40% dei cani e dei gatti regalati a Natale viene puntualmente abbandonato in prossimità dell'estate. Una enormità. Perciò, chi decide di regalare un pet lo faccia sempre in modo consapevole e responsabile. E poi ricordate che la gran parte dei piccoli dagli occhi dolci che vi guardano dalle vetrine dei negozi di animali provengono con molta probabilità dalle fabbriche di cuccioli: allevamenti intensivi, a volte veri e propri lager, dove l’unico scopo perseguito è il profitto a scapito della salute e del benessere delle bestiole.

Gli animali sono tenuti in gabbie piccolissime con condizioni igienico-sanitarie inesistenti. La quasi totalità dei cuccioli che soravvive ai lager, in seguito ai mostruosi viaggi subiti, rivela solo in seguito seri problemi di salute e gravi squilibri comportamentali dovuti ad una assente socializzazione. Molto spesso i cuccioli sono separati dalla madre dopo pochissime settimane e altrettanto spesso non sono della razza per cui vi vengono venduti. Altre volte non hanno documenti o se li hanno sono falsi. Perciò se scegliete di prendere un compagno a quattro zampe adottatelo.

Ci sono una marea di canili, gattili e associazioni che si occupano di salvare e trovare casa anche a criceti, conigli e furetti maltrattati o abbandonati. Non incentivate un commercio orrendo che specula solo sulla pelle degli animali. E ricordate che un animale salvato si legherà a voi come nessun altro. In un per sempre che fortunatamente dura più di un decennio, ma sfortunatamente meno di un ventennio.

Le foto da ricordare