lunedì 9 febbraio 2015

Arriva il motore di ricerca per il «web nascosto», ecco i siti che visita

Il Mattino

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Un motore di ricerca che riesce a scandagliare il 'dark web', quel 90% di pagine che non vengono trovate da quelli tradizionali, sta già aiutando le agenzie Usa nelle indagini sui traffici di esseri umani. Lo rivela un articolo su Scientific American, secondo cui il software messo a punto dal Darpa, il dipartimento per l'innovazione del ministero della Difesa, con 17 centri di ricerca, chiamato Memex, ha fatto condannare ad esempio un uomo coinvolto nel rapimento di una donna.

Il 'web profondo' è formato, spiega la rivista, da dati non strutturati provenienti da dispositivi o sensori, in pagine temporanee che scompaiono prima che i motori di ricerca possano trovarle o da siti accessibili solo attraverso un software chiamato 'Tor', che crea un web 'peer to peer' tra singoli computer invece che centralizzato in nodi. Secondo una ricerca del Darpa negli ultimi due anni negli Usa sono stati postati 60 milioni di annunci di trafficanti. ''Il web è molto più grande di quanto la gente pensi - spiega alla Cbs uno degli ideatori di Memex, Chris White -. Una cosa che Memex fa ad esempio è analizzare gli annunci sessuali 'nascosti' e individuare da dove partono''.

5 regole per una ricerca su Google perfetta

La Stampa

Troppi studenti ancora non sanno come usare il web per le ricerche. In realtà non è poi così difficile, basta usare qualche trucchetto che svela Skuola.net.

di skuola.net


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Ormai, grazie agli smartphone, i ragazzi hanno il mondo nella tasca dei jeans. Possono avere accesso a tutto con un semplice click, sempre che riescano a fare in maniera giusta la loro ricerca. Infatti, riuscirci utilizzando Google non è proprio la cosa più semplice del mondo tanto che 3 su 4 non sanno farlo in maniera appropriata. In occasione del Safer Internet Day con il quale Skuola.net è da sempre in prima linea nella lotta al cyber bullismo e al corretto utilizzo del web, il portale ha deciso di dare una mano ai ragazzi svelando i 5 trucchetti per una ricerca perfetta utilizzando Google. E per far in modo di avere anche questi piccoli segreti nella tasca dei jeans insieme allo smartphone, Skuola.net li ha stampati su una cartolina che verrà distribuita in ogni tappa di Una vita da social. Ormai, grazie aglismartphone, i ragazzi hanno il mondo nella tasca dei jeans.

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Possono avere accesso a tutto con un semplice click, sempre che riescano a fare in maniera giusta la loro ricerca. Infatti, riuscirci utilizzando Google non è proprio la cosa più semplice del mondo tanto che 3 su 4 non sanno farlo in maniera appropriata. In occasione del Safer Internet Day con il quale Skuola.net è da sempre in prima linea nella lotta al cyber bullismo e al corretto utilizzo del web, il portale ha deciso di dare una mano ai ragazzi svelando i 5 trucchetti per una ricerca perfetta utilizzando Google. E per far in modo di avere anche questi piccoli segreti nella tasca dei jeans insieme allo smartphone, Skuola.net li ha stampati su una cartolina che verrà distribuita in ogni tappa di Una vita da social.

1. COME FARE LA RICERCA SU UN SITO Si può utilizzare questo metodo se, per esempio, si vuole cercare su un sito (come Skuola.net) tutti gli appunti di scuola relativi al Risorgimento, ma non si è interessati alle tesine su questo argomento. Basta digitare su Google:
site:skuola.net ~scuola "Risorgimento" -tesine
site: - Ricerca pagine solo su questo sito.
~ - Cercherà le parole correlate come scuole superiori, medie, scuole secondarie. Si scrive premendo alt + 126.
" " - Ricerca la frase esatta, non le singole parole.
- - Esclude termini dalla ricerca.

2. COME CERCARE DELLE IMMAGINI
Si può usare questo metodo se, per esempio, si vuole cercare delle foto sugli aerei della Boeing in volo.Bisogna digitare su Google:
filetype:jpg aereo intitle:volo *Boeing
filetype: - Cerca solo il tipo di file che avete indicato (jpg, pdf...).
intitle: - Mostra solo risultati con la parola esatta nel titolo (in questo caso volo).
* - Utilizza nella ricerca solo termini simili a quello che si è indicato (in questo caso Boeing 747, Boeing 787, ecc.).

3. CERCA CON CTRL + F
Il 90% degli utenti internet non sa utilizzare la combinazione da tastiera. Ecco la dritta: premere CTRL + F mentre si ha un documento o una pagina aperta, poi digitare la parola che si sta cercando e, se presente, verrà evidenziata subito.

4. SUBITO ALLA BARRA CON CTRL + L
Tenere aperte tante schede per fare delle ricerche può diventare un problema. Premere CTRL + L per selezionare subito la barra degli indirizzi.

5. GRANDE E PICCOLO CON CTRL E +/- Si può ingrandire con questo semplice comando un PDF con troppo contenuto scritto che potrebbe mettere a dura prova.

Apple brevetta l’iPhone 6 per difendersi contro Samsung e la concorrenza cinese

La Stampa
andrea nepori

Il Galaxy S6, che Samsung presenterà all’inizio di marzo durante il World Mobile Congress di Barcellona, potrebbe ispirarsi al design dell’iPhone 6. Apple, nel frattempo, ha già messo al sicuro 9 brevetti relativi al design del suo dispositivo, utili per lanciare un nuovo attacco legale contro i coreani o per difendere il design di Cupertino sul mercato cinese

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Il Korea Times, quotidiano anglofono sudcoreano, lo aveva scritto a inizio febbraio: il Galaxy S6, il nuovo smartphone di punta di Samsung, assomiglierà all’iPhone 6, con una cornice in metallo che potrebbe richiamare il design dei dispositivi Apple. A confermare almeno in parte queste indiscrezioni sono arrivate, pochi giorni fa, le prime immagini della scocca del Galaxy S6 , che sembrano suggerire, però, un design a metà fra quello degli iPhone 5 e 6, e quello, un po’ più datato, del Samsung Galaxy SII.

L’aspetto del Galaxy S6, salvo ulteriori fughe di immagini, lo scopriremo a Barcellona fra poco meno di un mese. Nel frattempo, però, l’ufficio brevetti cinese ha approvato 9 richieste avanzate da Apple per blindare, dal punto di vista legale, tutti gli elementi di design dell’iPhone 6, dalla forma dello smusso degli angoli all’aspetto generale del dispositivo. 

Il nuovo corpus di brevetti sarebbe perfetto per attaccare il produttore coreano e riattualizzare uno scontro che sembrava avviato verso una conclusione pacifica dopo i verdetti dell’agosto del 2012 e del maggio 2014, largamente favorevoli ad Apple. L’approvazione dei brevetti da parte delle autorità cinesi, però, è un aspetto da non sottovalutare. I nuovi Samsung sono infatti solo una delle minacce contro cui Apple prepara le barricate.

Il mercato della Repubblica Popolare abbonda di cloni, mentre produttori d’importanza globale come Xiaomi o Lenovo “si ispirano” senza troppe remore a design e marketing di Cupertino per realizzare e commercializzare smartphone che non usciranno dal confine e che, se lanciati su altri mercati, avrebbero già innescato più di un contenzioso. I nove brevetti cinesi sull’iPhone 6 potrebbero servire più che altro a rafforzare la posizione legale di Apple in un mercato di importanza strategica crescente, secondo solo a quello americano per numero di iPhone venduti negli ultimi tre mesi del 2014, ma in cui la protezione della proprietà intellettuale rimane un problema tanto grande quanto irrisolto.

Più di 100 app Microsoft su Apple Store e Google Play

La Stampa
valerio mariani

La strategia della casa di Redmond non sembra affatto improvvisata e potrebbe portare dei frutti nel breve periodo.



Microsoft finora ha reso disponibili più di 100 app nei negozi online di Apple e di Google e il trend non sembra cambiare. Si tratta di app attive realizzate direttamente sotto il marchio della casa di Redmond. Nel conteggio, dunque, non si considerano quelle non più aggiornate o realizzate da brand collegati a Microsoft, come Skype o Yammer.

Segnali di una strategia precisa arrivano anche dalla notizia, non confermata ufficialmente, secondo cui anche Cortana, il sistema di riconoscimento vocale di Microsoft, sarà integrato anche nelle versioni di Office per iOS e Android attraverso l'app specifica Work Assistant

Nonostante l'amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, abbia più volte dichiarato che l'ecosistema Windows, e nello specifico la piattaforma Windows Phone, sia il luogo migliore per le app proprietarie, i fatti non sembrerebbero confermarne la convinzione dato che molte app Microsoft vengono rilasciate prima per iOS e Android.

Come si nota dal grafico realizzato da Qz.com su dati di App Annie, del centinaio di app, la metà sono state rilasciate nel 2014, con un picco di una dozzina negli ultimi mesi. Si tratta, in particolare, di app per Office su Android, del client Outlook per iOS e, buon ultima, Picturesque Lock Screen che permette di “personalizzare” l'interfaccia Android con servizi Microsoft come, per esempio, la ricerca su Bing.

La questione, evidentemente, può essere vista in due modi. I detrattori di Microsoft la considerano un segno di resa di Windows Phone rispetto a due piattaforme che, insieme, compongono il 96% del mercato, secondo i dati più recenti di StrategyAnalytics.

C'è invece chi lascia da parte atavici conflitti e, con un po' più di obiettività, considera la (umile) strategia di Microsoft razionale e forse anche fruttifera. È indubbio che la piattaforma mobile di Microsoft non sia, e probabilmente non sarà mai, leader di mercato mentre è tutto da dimostrare quanto Microsoft potrà incassare dall'uso dei suoi servizi (cloud) da parte di utilizzatori di altre piattaforme mobili.

In termini puramente economici, la strategia di Microsoft è esattamente la stessa di Google: non guadagnare dalla diffusione della piattaforma ma dall'uso dei servizi. E questo è certamente il modo più intelligente di fare soldi con la tecnologia oggi. I servizi, per esempio, possono migliorare e rinnovarsi a un ritmo più vicino a quello della tecnologia, mentre arroccarsi su hardware proprietari e sistemi operativi chiusi genera un rischio di saturazione che qualcuno dei concorrenti sta già sperimentando sui propri bilanci.

C'è poi anche un aspetto squisitamente di marketing: diffondere il nome Microsoft anche in ambienti diversi potrebbe, quantomeno, suscitare interesse tra gli utilizzatori, e magari qualche nuovo acquirente si conquista anche così.

Infine, c'è un aspetto “tecnico” legato all'utilizzo dello stesso servizio su una piattaforma mobile e su un computer aziendale. Utilizzando, per esempio, OneNote sia su smartphone che su pc aziendale non si avrebbero problemi di compatibilità – che invece si hanno quando i software sono chiusi – e conseguenti grattacapi, leggi tempo e soldi persi, da parte degli amministratori dei sistemi informativi aziendali.

E Microsoft questo lo sa bene, forte della sua assoluta leadership in azienda, teatro della prossima diffusione dei sistemi mobili non appena il consumer raggiungerà, almeno in Occidente, la saturazione.

Trovata la borsa segreta di Armstrong: all'interno reperti e ricordi del primo viaggio sulla Luna

Il Messaggero

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La vedova di Neil Armstrong non poteva credere ai propri occhi: quella borsa bianca, di cui lei non sospettava nemmeno l'esistenza, conteneva del materiale preziosissimo e segreto, conservato gelosamente dal marito: memorabilia del suo viaggio sulla luna.

Così come qualsiasi turista tende a conservare ricordi di un viaggio nei luoghi più esotici del pianeta, allo stesso modo l'uomo che per primo toccò il suolo lunare, il comandante della missione Apollo 11, aveva raccolto in una borsa, rimasta nascosta per quasi tre anni dalla sua morte, alcuni oggetti relativi alla capsula spaziale entrata nella Storia per essere stata la prima a sbarcare sulla luna.

Lampade strane, chiavi utensili, staffe, obiettivi fotografici e la telecamera che aveva ripreso la discesa dell'Apollo 11 sulla superficie della Luna; Armstrong aveva conservato tutto questo senza dire niente a nessuno e nascosto il tutto in un armadietto.

Una volta scoperto il contenuto della borsa, la vedova Armstrong, Carol, ha contattato Allan Needell, curatore della collezione Apollo allo Smithsonian's National Air and Space Museum, fornendogli fotografie degli oggetti. Needell, realizzando immediatamente che si trattasse di oggetti relativi alla missione Apollo 11, ha chiesto supporto nell'identificazione e nella documentazione degli artefatti.

Dopo alcune ricerche era divenuto ormai evidente come la borsa e il suo contenuto fossero l'equipaggiamento portato sul Modulo Lunare Eagle durante l'epico viaggio dell'Apollo 11.
Gli oggetti sono quindi fra i pochi rientrati dalla base sul Mare della Tranquillità e hanno un valore storico inestimabile, soprattutto la telecamera che, all'origine, era montata sotto il finestrino destro del modulo lunare e fu usata per filmare la fase finale della discesa sulla luna, comprese le prime attività sulla superficie lunare compiute da Neil Armstrong e Buzz Aldrin.

PLAY FOTO Ecco cosa conteneva la borsa bianca di Neil Armstrong