domenica 12 aprile 2015

The Great Cannon, l’arma segreta della Cina per controllare il web

Corriere della sera
di M. Ser.


1Non c’è solo il Great Firewall, il potente strumento di censura del web. Ora Pechino sembra aver un altro asso nella manica. Great Cannon, l’hanno chiamato gli esperti (grande cannone, in italiano). Il mese scorso infatti la Cina ha dirottato sui siti Usa una grossa mole di traffico web. Apparentemente, come spiega anche il New York Times, l’obiettivo sembrava essere quello di sabotare una serie di servizi che sono proibiti dalla censura cinese. E sempre apparentemente Pechino sembrava aver fatto ricorso al Great Firewall.

Da GitHub a Baidu
Secondo due ricercatori, Bill Marcazak e John Scott-Railton, uno di Berkeley e uno di Toronto, i cinesi hanno usato una nuova tecnica che i due studiosi hanno ribattezzato il Great Cannon. Questo complesso sistema informatico è in grado di intercettare traffico web straniero destinato a siti cinesi e reindirizzarlo ad altri siti. Il tutto attraverso modifiche del codice. Come spiegato nel rapporto dei due ricercatori questa tecnica sarebbe stata utilizzata a metà marzo contro GitHub, un popolare sito americano per programmatori che ha pubblicato contenuti per la Cina e su GreatFire.org, una Ong che combatte la censura in Cina. Apparentemente questi siti funzionavano perfettamente, nonostante risultassero sotto attacco DDos. Nonostante le apparenze, tuttavia, il traffico diretto a questi due siti sarebbe stato dirottato su Baidu,il motore di ricerca cinese più grande, che conta 5.2 milioni di utenti unici solo negli Usa. Un’escalation notevole, dunque, nel livello di censura e di controllo della rete da parte di Pechino.
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I precedenti
I ricercatori però avvertono che con il Great Cannon la Cina sarebbe in grado di spiare i computer di chiunque. Esattamente come i sistemi utilizzati dall’Nsa (Quantum) e dal Gchq britannico, smascherati grazie alle rivelazioni di Edward Snownden. Solo che in questo caso il Grande Cannone permetterebbe alla Cina di spiare le potenze nemiche in ogni loro mossa, da quelle commerciali fino a quelle militari.

12 aprile 2015 | 13:17

Trecate, il Comune che da 500 anni paga il cappellano

La Stampa
elisabetta fagnola

Il sindaco alla diocesi: non è più sostenibile

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Di quel testamento si è persa la memoria, quasi più nessuno ne ricorda il contenuto nel dettaglio, sindaci, assessori, parroci, archivisti. Ma il Comune di Trecate ancora paga per un lascito del 17 settembre 1515, quando Zanino De Sassi lasciò denaro e beni al Comune in cambio di una garanzia: che il Comune si facesse carico di un sacerdote, un cappellano comunale per messe e funerali.

Un testamento del 1515
Così è stato senza interruzione per 500 anni e solo pochi giorni fa la giunta del sindaco Enrico Ruggerone si è ritrovata di nuovo tra le mani quell’accordo, da rinnovare ogni anno: «Il cappellano era pagato da noi, faceva parte del nostro personale - racconta il sindaco -, aiutava in parrocchia, celebrava messe e funerali, la comunità si faceva carico dei suoi servizi». L’ultimo è morto una decina d’anni fa e nel 2004 si è passati a una più moderna convenzione: 11.362 euro l’anno dal Comune alla parrocchia per onorare l’antico lascito, all’incirca lo stipendio del «sacerdote civico» che non c’era più. Il testamento non è mai stato messo in discussione, fino a oggi: in tempo di spending review, la spesa per il cappellano che non c’è si è fatta pesante, anche se quella somma negli anni è diventata un contributo pubblico alle attività sociali della parrocchia.

Dipendente del Comune
Ma quella figura ormai la ricordano solo gli esperti di storia: «La motivazione iniziale era assicurare i funerale a tutti i trecatesi, anche ai più poveri – ricorda monsignor Fausto Cossalter, vicario della diocesi di Novara -. Poi la cosa si è evoluta, ma per rispettare il lascito è stato mantenuto il contributo».

Nel 2004 il sindaco dell’epoca, Pierpaolo Almasio, aveva perfino chiesto un parere legale: «Sarebbe stato possibile solo uno scioglimento consensuale» racconta ora. Difficile calcolare quanto le casse pubbliche, in 5 secoli, abbiano sborsato: se il valore dato all’incarico è stato mantenuto più o meno costante nel tempo, moltiplicando 11 mila euro per 500 anni risulterebbe una spesa di 5,5 milioni; e lo storico dell’economia Valerio Castronovo, a cui abbiamo chiesto una valutazione, pur con tutte le riserve del caso commenta che «il ragionamento fila».

In linea con i conti
«Immagino che il lascito a questo punto sia stato ampiamente estinto - commenta il sindaco Ruggerone -, anche se il cappellano era un servizio importante, ora il problema è rispettare il patto di stabilità». Un problema più moderno: «Quella spesa era inserita nel capitolo del personale e per Trecate, anche se sotto organico, era notevole, abbiamo chiesto così alla diocesi di ridurre il contributo a 4 mila euro». Se ne parlerà in consiglio comunale: «La questione è da approfondire - commenta Roberto Varisco, consigliere Idv - per capire se si può estinguere. Sarebbe meglio dare direttamente i soldi alle associazioni». I fondi verranno investiti nel sociale, assicura monsignor Cossalter: «È un contributo simbolico, ma permette alla comunità di onorare ancor il testamento».

Google brevetta il sistema anti-spoiler per serie tv

La Stampa
carlo lavalle

A Mountain View si ragiona su un programma in grado di combattere le informazioni online che rivelano il contenuto di film telefilm su internet

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Facebook e Twitter sono diventati i canali privilegiati degli spoiler, termine con cui si indicano le informazioni che anticipano e rivelano il contenuto di libri, film e serie tv. Ma Google sembra voler contrastare questo problema grazie a un sistema registrato presso l’Ufficio brevetti americano.

Gli spoiler, che hanno un’ampia diffusione su web e social media, sono un incubo sia per gli spettatori che per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Ma il fenomeno ha anche sostenitori illustri come Netflix, il servizio di distribuzione programmi via streaming, che ha creato addirittura il sito Living with spoilers per promuovere l’attività di spoiling online.

Google, invece, ha deciso di muoversi nella direzione opposta. Il sistema ideato da Big G ha l’obiettivo di identificare automaticamente anticipazioni e rivelazioni indesiderate condivise online e sui social network, consentendo all’utente di scegliere se visualizzarle o no. Il meccanismo, installato su smartphone, tablet e pc, dovrebbe essere in grado di capire a che punto si è arrivati nella lettura di un libro o nella visione di una serie televisiva in modo da bloccare post e messaggi contenenti spoiler.

Il modello di Google potrebbe avere successo ma non è ancora chiaro quali siano le reali intenzioni del gigante di Mountain View. «Non tutte le idee si trasformano in prodotti» ha dichiarato un portavoce dell’azienda, intervistato da Quartz, lasciando trasparire incertezza sulla effettiva realizzazione del sistema anti-spoiler.

L’uomo che gira il mondo con la sua caffettiera

La Stampa
federico taddia

La porta ovunque e la fotografa: dalla Grande Muraglia cinese alla piazza Rossa a Mosca. La storia di Vincenzo Rusciano, globetrotter di 35 anni: «A Louvre la foto più difficile»

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«È un legame continuo con l’altrove: quando sono in giro mi richiama alle radici e alla mia comfort zone; quando sono a casa e la guardo rivivo tutte le avventure che abbiamo passato insieme». Un uomo e la sua caffettiera. Ha l’aroma della goliardia e il gusto della costanza il progetto avviato una decina d’anni fa da Vincenzo Rusciano, napoletano globetrotter di 35 anni, che nel suo pellegrinare da un angolo all’altro della terra da sempre porta con sé una moka, sempre la stessa, da immortalare nei luoghi più belli del pianeta. 

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«Ho iniziato per gioco facendo il giro del mondo nel 2004: sette mesi con zaino in spalla e caffettiera, tra treni, bus e autostop per muovermi sempre via terra, perché viaggiare in aereo non mi piace, è come fare l’amore senza i preliminari, si perdono tutte le gradazioni che passano da una cultura all’altra. Era il periodo in cui stava spopolando la moda dei blog, ma non avevo voglia di annoiare i miei amici con lunghi post dove descrivere le mete che toccavo: così mi è venuta l’idea di fissare tutte le emozioni in singole foto, dove la protagonista assoluta era la moka, che per me rappresenta l’oggetto del giorno dopo giorno». 

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Eccola quindi spuntare ai piedi del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, nel centro della Piazza Rossa a Mosca, lungo la Grande Muraglia cinese, tra le dune del deserto del Sahara, tra i resti di Machu Picchu o davanti al teatro dell’Opera di Sidney. «Uno degli scatti più complicati è stato quello con la Gioconda: quando gli uomini della sicurezza del Louvre hanno visto che fotografo la caffettiera davanti all’opera di Leonardo sono rimasti senza parole e neppure loro sapevano cosa dirmi. In India invece me la volevano sequestrare: era un oggetto che non conoscevo e mi hanno permesso di portarla con me solo a condizione che la smontassi». 

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Il sito www.cafeteraglobal.com raccoglie, divise per continente, gran parte delle foto realizzate. Il prossimo obiettivo sono le cascate del Niagara, che Vincenzo ha in programma di visitare a maggio. “Viaggiare è l’unica esperienza che permette di stimolare tutti i sensi, grazie al continuo variare di cibi, lingue, culture, panorami e suoni. Ti apre a prospettive inattese e a soluzioni nuove. E quando sento il bisogno di riassaporare il clima di casa, la soluzione è sempre con me: basta farsi un buon caffè”.