sabato 13 giugno 2015

Immigrati fuori dalla stazione. Pisapia sbrocca: "Ospitateli voi"

Gli immigrati sgomberati dallo scalo di Milano. Pisapia esulta: "La stazione ha ritrovato la dignità". Ma il problema è stato spostato: fuori dalla Centrale bivaccano centinaia di stranieri

Piazza Duca d’Aosta, il grande spazio antistante la stazione Centrale di Milano, si è trasformata in una sorta di astanteria. Seduti sui gradini e sui cordoli dei marciapiedi e delle aiuole, si mischiano turisti e clandestini di varie nazionalità.  

È il risultato della decisione di sgomberare gli extracomunitari, che da giorni bivaccavano all'interno dello scalo meneghino, senza adottare misure (politiche) per far fronte all'emergenza. "Si stanno facendo dei passi avanti - esulta il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia - intanto la stazione ha ritrovato la dignità e stiamo cercando di ripulirla". Ma il problema è stato solo spostato di qualche metro: gli immigrati stazionano all’esterno, appena fuori dall'ingresso, nella cosiddetta Galleria delle carrozze, in una situazione di evidente disordine e disorganizzazione. E, quando una cronista lo fa presente a Pisapia, lui sbrocca completamente: "Cosa facciamo? Li ospitate voi a Sky".

Nessuna auto, niente pattuglie appiedate, solo qualche vigilante privato nella Galleria delle Carrozze e una camionetta dell’esercito su un lato, con i militari a bordo. D’intorno, tra il vecchio grattacielo della Regione, l’hotel Gallia e lo storico frontale della stazione Centrale, gruppetti di immigrati si sistemano come possono trasformando ogni superficie piana in sedile e tavola per mangiare e le aiuole in orinatoi. 

Anche perché nella piazza non c’è una sola toilette chimica. I turisti che giungono dai treni fanno lo slalom con i loro trolley tra i vari capannelli di persone. Intorno a mezzogiorno, un manipolo di volontari fanno del loro meglio per distribuire un pallet pieno di bottiglie d’acqua e generi di prima necessità alimentare. "Noi aiutiamo tutti indistintamente - spiega un volontario - ma è evidente che non possiamo conoscere le condizioni igienico-sanitarie di tutti soprattutto delle facce nuove che cambiano in continuazione".


 Oggi, per la prima volta da quando è scoppiata l'emergenza, è arrivato un pediatra per visitare i bambini che stazionano davanti alla stazione."Mi chiedo se sia normale che nel 2015 la stazione di Milano assomigli a Calcutta e abbia 35 casi di scabbia e uno di malaria, oppure che ci siano persone che prendono a colpi di machete i controllori dei treni - ha commentato oggi indignato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini - certo che non è normale". Ma per Pisapia l'aver sgomberato la stazione è già un successo. Almeno, così vorrebbe venderlo ai milanesi e alla stampa: "Vorrei che filmaste la stazione completamente rinnovata per la dignità per chi arriva". 

 Ma i giornalisti presenti sul posto gli hanno fatto notare che il problema si era solo spostato all'esterno. "Allora li ospita lei a Sky? - ha replicato maleducatamente il sindaco alla giornalista televisiva - La differenza è questa, c’è chi parla e c’è chi opera, noi stiamo lavorando tutti insieme per trovare una soluzione". Ma, alle insistenze dei giornalisti sull’eventuale soluzione individuata, Pisapia (ancora una volta) non ha saputo rispondere (guarda il video).

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Non voglio profughi nel mio comune: prima vengono i terremotati italiani"


Ventimiglia, camionette della polizia francese al varco: migranti bloccati

Corriere della sera

La Francia «mura» la frontiera. Il sindaco protesta: «Caso diplomatico: alcuni arrivati a Nizza sono stati riportati qui». In 7 giorni Parigi rispedisce in Italia 1.097 persone

 Misura le parole, il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano. Ma sono lo stesso parole inquietanti. Parla di «situazione delicata» che «sta diventando un caso diplomatico perché un gruppo di migranti, mostrando il biglietto del treno Nizza-Parigi, dice di essere stato prelevato a Nizza e riportato a Ventimiglia». Il primo cittadino si riferisce a quel che sta accadendo alla frontiera con la Francia. Sostanzialmente bloccata da Parigi. Da giovedì al confine sono schierate le camionette della Gendarmerie (i carabinieri d’Oltralpe). E non si passa più. Anzi: stando a quel che racconta il sindaco (Pd, alla guida di una giunta di centrosinistra), chi ce la fa a sorpassare quel che nemmeno pochi giorni avremmo definito un normale transito Schenghen per il via libera in Europa, semmai viene preso e rispedito in Italia.

Molti sono scomparsi
Adesso lì davanti al varco della frontiera in una trentina. Ma i numeri sono variabili: e certamente destinati a ingrossarsi viste le emergenze che esplodono ovunque tra Africa e Asia ae che trovano come prima sponda le coste italiane. Giovedì sera erano sui duecento. Gli altri sono scomparsi. Già entrati in quell’elenco dei 50 mila richiedenti asilo di cui non si sa più nulla. Forse hanno desistito. Forse ciondolano in città. Magari sono entrati in Francia in altri modi. Dai sentieri tra le valli che sormontano Riviera e Costa Azzurra. Qualcuno addirittura parlava di provarci a nuoto. Poi deve aver cambiato idea. Gli altri invece sono ancora accampati alla frontiera franco-italiana, in attesa di notizie, che si concretizzi la speranza di attraversare il confine. C’è anche chi dimora alla stazione ferroviaria, dove la Croce Rossa ha sistemato dei wc chimici. Sabato mattina hanno ripreso il sit-in a qualche decina di metri dalla frontiera francese, minacciando seppur pacificamente di bloccare il traffico. Sono in gran parte etiopi, sudanesi, anche siriani e, appunto, vogliono entrare in Francia. Peraltro un punto di passaggio per i migranti. Che hanno come obiettivo altre mete: Gran Bretagna, Svezia, Danimarca. Posti dove hanno parenti, la speranza di un’occupazione.
I gendarmi bloccano l’accesso per la Francia
Uno dei gendarmi ha riferito all’agenzia France-Presse di aver ricevuto la consegna di non lasciarli entrare; una consegna del resto confermata venerdì dalla prefettura delle Alpi Marittime. Su un enorme cartello c’è scritto in inglese: «We need to pass», dobbiamo poter passare; su un altro «Where is freedom in France?», dov’è la libertà in Francia?. Secondo un giornalista di France 2 sul posto, alcune decine di loro hanno cominciato uno sciopero della fame e rifiutano il cibo.
Notte sotto la pioggia
Qualcuno - come dice il sindaco — ha raccontato di esser riuscito a entrare in Francia, ma che alla stazione di Mentone è stato riportato in Italia. Addirittura c’è chi sostiene di essere arrivato a Parigi e poi rispedito indietro. Secondo una fonte della Croce Rossa, rimasto sul posto fino a tarda notte, i migranti nella notte hanno dovuto cercare rifugio a causa dei temporali: «Hanno dormito sotto i ponti, nelle gallerie tra la frontiera e il centro città. Poi stamane sono tornati».
I francesi fermano 1..439 migranti. 1.097 rimandati in Italia
A Ventimiglia sono state allestite strutture all’aria aperta per fornire il primo soccorso sanitario: docce e servizi igienici. Organizzazioni umanitarie distribuiscono cibo e acqua, ma gli uomini (non le donne e i bambini) stamane l’hanno rifiutato. Negli ultimi sette giorni, ha detto venerdì il prefetto Adolphe Colrat, nelle Alpi Marittime è stato fermato un numero record di migranti, 1.439, dei quali 1.097 sono stati rispediti in Italia. Secondo il prefetto, la pressione migratoria alla frontiera franco-italiana conosce da qualche giorno un picco superiore alle settimane record del 2014. 

13 giugno 2015 | 15:01

Pensioni, così gli ex consiglieri regionali potranno aggirare il blocco del vitalizio

Libero


Pensioni, così gli ex consiglieri regionali potranno aggirare il blocco del vitalizio
Prima decisione di Matteo Renzi contenuta nel decreto legge sulle pensioni, con cui il governo dà parzialissima attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato le norme Fornero con cui aveva bloccato per due anni l'indicizzazione delle pensioni oltre tre volte il minimo.

«La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici», è scritto nel decreto, «secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, determinata dal comma 25, primo periodo, per gli anni 2012 e 2013 con riguardo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps è riconosciuta: a) negli anni 2014 e 2015 nella misura del 20 per cento; b) a decorrere dall’anno 2016 nella misura del 50 per cento».

Sì, avete fatto centro: come sempre la norma è stata scritta per non capire un fico secco. Così quando il bonus che arriverà il primo di agosti sarà la metà di quello che era atteso, saprete con chi prendervela: con il meccanismo previsto dal comma x, che modifica la legge y che interveniva sul decreto z... Ma torniamo a Renzi. Comma n. 2 nella sua legge restituisci un pizzico di inflazione ai pensionati: «Le disposizioni di cui al presente articolo si riferiscono a ogni singolo beneficiario in funzione dell’importo complessivo di tutti i trattamenti pensionistici in godimento, inclusi gli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi». Sì, letto bene: «assegni vitalizi». Proprio quelli di cui sta parlando Libero in questi giorni.

Intendiamoci, per quanto confuse le intenzioni del governo sono quelle di prender di mira quei vitalizi. E la frase appena letta avrebbe voluto essere tradotta così probabilmente nelle intenzioni di chi l’ha scritta: «Prendete 2 mila euro lordi di pensione? Avete diritto al rimborso! Ah, ma avete oltre alla pensione pure il vitalizio? No, no! Non avete diritto ad alcun rimborso...». Però quel comma può essere letto (e lo è da qualche ora) anche al contrario, quasi fosse un palindromo. Lo traduciamo noi: «Chi ha diritto alla restituzione di quella indicizzazione negata nel 2011 dalla Fornero?

Qualsiasi trattamento pensionistico di cui si goda. E pure l’assegno vitalizio che deriva da cariche elettive». Non potranno rivendicarlo i parlamentari: non furono toccati dalla decisione della Fornero. E per altro da oltre dieci anni i loro emolumenti non sono indicizzati. Ma quella restituzione fa gola invece ai consiglieri regionali, che infatti ci puntano. I loro vitalizi sono infatti stati toccati dalla indicizzazione della Fornero del 2011 e molte Regioni misero il blocco.

Ora chiedono il rimborso. Potranno averlo? Grazie al decreto Renzi, sì. Anche se non si tratterà di molti altri casi: bisogna non avere altre pensioni oltre al vitalizio generale e non superare i 3 mila euro lordi con l’assegno che si riceve. Chi potrà ambirvi? Quelli che cumulano il vitalizio con un reddito da lavoro dipendente o autonomo: avvocati, professori universitari, medici o magistrati. Non si tratta di centinaia di casi, ma solo dell’ultima beffa che gli italiani rischiano di subire suoi vitalizi...

Fosca Bincher

WhatsApp, ecco tutti i divieti della app: vietata ai minori di 16 anni, ma non solo

Il Mattino

La chat più usata a livello mondiale di messaggistica istantanea ha un divieto che, forse, non tutti conoscono. WhatsApp, infatti, non sarebbe destinato, ma vietato, ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

Ciononostante, si apprende da un recente sondaggio Mec-Skuola.net, il 70 per cento dei ragazzi con meno di 16 anni usa WhatsApp tutti i giorni. L'app, inoltre, vietato anche agli utenti che si collegano da paesi ritenuti “simpatizzanti dei terroristi” da parte della Casa Bianca. Così come è vietato inviare messaggi con contenuti offensivi, razzisti e pornografici.

Tenore di vita ingiustificato, scatta la confisca dei beni per 3 famiglie rom

Il Mattino

di Luca Ingegneri

 PADOVA - Tenore di vita ingiustificato in assenza di lecite fonti di reddito. Possesso e disponibilità di beni dal valore del tutto sproporzionato rispetto all’assenza di redditi dichiarati e alle attività lavorative effettivamente documentate. È su questi presupposti che la Procura della Repubblica chiede il sequestro preventivo a fini di confisca delle proprietà delle famiglie Braidich e Duric, croati di etnia rom, approdati a Correzzola negli anni successivi alla dissoluzione della ex Jugoslavia. I capifamiglia, tutti pluripregiudicati con condanne già passate in giudicato per reati contro il patrimonio, hanno un curriculum criminale di tutto rispetto. Ed è fondato il sospetto che case, terreni, furgoni e autovetture nella loro disponibilità siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.

Vodafone presenta Floome, il primo etilometro per smartphone

Il Mattino



Vodafone presenta Floome, il primo etilometro in Europa in grado di misurare il tasso alcolemico attraverso lo Smartphone.

Floome è compatibile con tutti gli smartphone dotati di sistema operativo iOS, Android e Windows: per utilizzarlo è sufficiente collegarlo alla porta jack audio standard, proprio come un paio di cuffie, non ha bisogno di batterie, né di essere ricaricato.

Migranti, Renzi alla Lega: non si gioca con la paura. E la Francia si blinda

Il Mattino

di Francesca Pierantozzi

L'ordine è chiaro: in Francia non devono entrare, lo dicono le regole. E le regole, con tanto di cifre, ieri le ha ricordate il prefetto del dipartimento delle Alpi Marittime Adolphe Colrat. Ha convocato una conferenza stampa a Nizza, proprio mentre a Imperia si teneva un vertice per far fronte all'emergenza del valico di Ponte San Ludovico.

Una stretta, quella della Francia, che arriva nel giorno in cui in Italia infuria la polemica politica: in campo la Lega e Silvio Berlusconi fila nella battaglia anti-immigrati, ma il premier Matteo Renzi che reagisce contro chi «gioca con le paure degli italiani». Accogliere gli immigrati? «Che pena», sbotta Matteo Salvini che definisce Renzi «un tizio pericoloso che va fermato». E poi c’è Maroni che reagisce all’aggressione del capotreno a Milano da parte di un gruppo di «latinos» con un secco invito alla polizia: «Se è necessario si spari». Anche Berlusconi, che dice di essere «sotto choc» per il raid milanese, sceglie la linea dura: «Polizia comunale e forze dell'ordine devono lavorare con l'esercito. Siamo invasi, ma il governo dov’è?».

Il governo, spiega Renzi, è posizionato su una linea che tiene insieme sicurezza e accoglienza. Le posizioni leghiste non trovano nessuna accoglienza a Palazzo Chigi: «Ci sono tanti che abbaiano alla luna, vivono sulle paure e pensano che l’unica dimensione sia chiudersi a chiave in casa. Non è così».

I dipendenti degli Apple Store a Tim Cook: i controlli nelle borse sono umilianti

La Stampa


Controllare le borse dei dipendenti dei negozi Apple come precauzione in termini di sicurezza è imbarazzante e umiliante. È il messaggio - riporta la stampa americana - recapitato direttamente all’amministratore delegato, Tim Cook, dai lavoratori di almeno due punti vendita Apple. È quanto emerge da alcuni documenti depositati in tribunale nell’ambito di un’azione legale avviata contro Cupertino da alcuni dipendenti per chiedere di essere retribuiti anche del tempo necessario alle perquisizioni.

I documenti in tribunale non rivelano il nome dei dipendenti che hanno presentato la denuncia, ma mettono in evidenza come Cook sembri essere stato preso alla sprovvista dalle lamentate. In una email ai top manager delle vendite al dettaglio e delle risorse umane, Cook chiede: «È vero?». La risposta ricevuta non è inclusa nei documenti, nei quali si precisa che le perquisizioni avvengono ogni volta che un dipendente si allontana dal negozio, anche per la pausa pranzo. L’azione legale punta a diventare una class action.

La Corte Suprema americana lo scorso anno ha dato ragione alle aziende in un caso simile per un contractor di Amazon, stabilendo che le società devono pagare i dipendenti per il tempo trascorso ai controlli. Le perquisizioni non sono infatti l’«attività principale» dei dipendenti e per questo non sono soggette al compenso. Un’udienza sul caso è in programma il 2 luglio. 

Accoglie immigrato in casa e lui gli svuota il conto

RivogliamoMatteo

La Stampa


Giglio Magico, avete un problema. Il vostro Renzi sta diventando un primo ministro come gli altri. Ieri si trovava all’Expo per un incontro Italia-America Latina. Ma il Matteo di un anno fa avrebbe liquidato rapidamente la questione Morales per precipitarsi in ospedale dal ferroviere che, in un altro incontro Italia-America Latina appena avvenuto su un treno milanese, si era visto affettare il braccio sinistro da un machete. Poi Renzi è andato a un convegno istituzionale, mentre il fu Matteo si sarebbe precipitato alla stazione per rendersi conto di persona dell’emergenza del momento, i migranti che bivaccano sui binari di mezza Italia nella speranza di raggiungere un’Europa che ha chiuso loro le porte e sputato in faccia al governo italiano.

Avrebbe coordinato i soccorsi, quel Matteo, magari alzato un po’ di polvere con dichiarazioni roboanti. Ma avrebbe comunicato ai cittadini la presenza fisica dello Stato, di uno Stato giovane, energico e impegnato ad affrontare i problemi in modo anticonformista. Così avrebbe oscurato le parole d’ordine dell’antistato leghista, incarnato da quel Maroni che, da quando è finito nel tritacarne per l’assunzione delle sue amiche, ha dismesso i panni del burocrate invisibile per trasformarsi in un Salvini senza felpa che vuole mandare l’esercito a sparare sui treni.

Giglio Magico, attenzione: l’esercizio del potere ingrigisce, spolpa e fa perdere di vista l’essenziale. Chi ha plebiscitato il vostro Renzi alle primarie e dato il 40% dei voti europei al Pd lo ha fatto per avere Matteo. Se avesse voluto un leader imbalsamato si sarebbe tenuto Letta, che era più competente.