venerdì 26 giugno 2015

Aggiornamento gratuito di Windows 10: il caos e il chiarimento

La Stampa
valerio mariani

Un post pubblicato sul blog ufficiale di Microsoft ha creato confusione, poi Microsoft ha sciolto alcuni dubbi. Ma non tutti


La settimana scorsa, Microsoft ha scritto nel suo blog che gli iscritti a Windows Insider Program potranno scaricare l’ultimo aggiornamento disponibile della versione di prova di Windows 10, la build numero 10130 del 29 maggio.

L’annuncio sarebbe dovuto essere chiaro, e invece ha scatenato un putiferio. Come poi chiarito dall’autore del post, Gabriel Aul, responsabile del progetto Windows, intanto si voleva specificare che Windows Insider Program - sito rivolto ai betatester, ossia chi prova le diverse versioni e segnala eventuali problemi a Microsoft - sarebbe stata la fonte principale del download del nuovo sistema operativo, anche dopo il 29 luglio, data ufficiale del lancio di Windows 10, al contrario di quanto ipotizzato in precedenza, ovvero che il sito si chiudesse non appena conclusa la fase di testing.

Inoltre, specificava Microsoft: per iscriversi al programma e scaricare gratuitamente le versioni in aggiornamento di Windows 10 si sarebbe potuto accedere con il proprio account ai servizi Microsoft (Live o Skype per esempio), il MSA (Microsoft Account).

Essere stati troppo sintetici, aver delegato a chi probabilmente non è un esperto di comunicazione con media, ha provocato una serie di tweet, retweet e tanta confusione. Ci si chiedeva se e come si sarebbe ottenuta la versione definitiva di Windows 10 dopo il 29 luglio – la cosiddetta Rtm, quella preinstallata nei pc -cosa avrebbero potuto fare gli utenti che usano versioni di Windows non compatibili, come Windows Xp e Windows Vista, o anche chi usa una versione piratata.

Il 22 giugno lo stesso Aul chiede scusa e aggiorna il post chiarendo le questioni aperte. In primo luogo, scrive il manager, “sia che si scarichi una build prima del 29 luglio dal sito Windows Insider Program, o una versione dopo quella data, tutti avranno a disposizione una versione (originale) definitiva di Windows 10 gratuita per un anno a patto che la macchina in cui si installa non contenga una versione piratata di Windows”.

Poi, dipenderà dall’utente decidere se continuare a essere iscritto al Windows Insider Program, e quindi ricevere gli aggiornamenti provvisori del sistema operativo come un betatester oppure uscire dal programma e quindi ritornare a essere un “utente comune” ovvero beneficiare della propria copia di Windows 10 e dei suoi aggiornamenti definitivi gratuitamente per un anno (a patto che l’aggiornamento si effettui su una macchina con Windows 7 e Windows 8.1 non piratato) con la stessa licenza del sistema operativo precedente.

Se queste condizioni non sono soddisfatte, Microsoft richiede di regolarizzare la posizione, pena il blocco della versione di Windows 10 installata dall’utente.

Adblock e la battaglia contro la pubblicità online

La Stampa
rita rapisardi

Un software permette di nascondere banner, avvisi e spot. Ha già 144 milioni di utenti attivi al mese che ne apprezzano anche un vantaggio collaterale: fa durare di più la batteria degli smartphone


La pubblicità su internet è un campo di battaglia. Da un lato gli utenti che si sentono infastiditi dall’invasione, dall’altro gli investitori, impotenti di fronte alla crescita esponenziale di software in grado di bloccarla. Primo fra tutti AdBlock , la piattaforma creata dallo statunitense Michael Gundlach. Un plug in che opera sui maggiori browser (Chrome, Safari, Firefox e Opera), capace di fermare annunci pubblicitari e filtrare contenuti. Google ha calcolato che solo il 54 per cento di tutti gli annunci sul web viene visualizzato, mentre su YouTube la percentuale sale al 91 per cento. L’Italia è nella media, con rispettivamente il 56 per cento degli annunci visualizzati sul web e l’89 per cento su YouTube.

I numeri  

Il fenomeno ha superato le nicchie degli appassionati della tecnologia ed è diventato globale. Secondo un report di Adobe, nel 2014 sono stati 144 milioni gli utenti mensili attivi su AdBlock, un aumento del 96 per cento rispetto all’anno precedente. In cima alla lista dei paesi che usano software per bloccare le pubblicità troviamo la Polonia con il 28,6 per cento della popolazione sul web, seguono Grecia 24,5 per cento e Svezia 21,6 per cento. L’Italia insieme ad altri paesi come Giappone, Spagna e Cina, si avvicina rapidamente, con una crescita negli ultimi 12 mesi del 134 per cento. L’utilizzo cambia anche in base all’età: a detestare le pubblicità sono soprattutto i Millennials, la generazione del nuovo millennio cresciuta con il web, tra i 18 e i 29 anni. In questa fascia però si registra un forte divario di genere: i maschi lo usano per il 54 per cento, le femmine il 31 per cento. 

I migranti di oggi come i meridionali del 1957: “Portano malattie e sono violenti”

La Stampa
raphaël zanotti

 Le lettere su Specchio dei Tempi negli Anni Cinquanta: i pregiudizi che si ripetono



In questi ultimi mesi, soprattutto sui social network, è esplosa la discussione sui migranti. Alcune argomentazioni vanno per la maggiore, soprattutto per richiedere uno stop all’accoglienza. Però, più le sentivo più mi sembrava di averle già sentite. Così ho fatto una piccola ricerca sulle lettere che Specchio dei Tempi riceveva negli Anni Cinquanta. All’epoca la polemica era sui migranti del Sud Italia. Ecco cosa è venuto fuori.

COSTANO TROPPO


Avete presente quando avete 20 anni? Uno non se ne accorge, poi li rimpiange nei successivi 60. Il periodo 1950-1963 è universalmente riconosciuto come quello del Miracolo Italiano, il boom economico che non si è mai riusciti a replicare. Il costo? Forse bisognerebbe fare due conti seri anche oggi. Secondo due rapporti della fondazione Leone Moressa e Andrea Stuppini, un collaboratore de «lavoce.info», nel 2014 le imprese create dagli immigrati in Italia hanno creato valore aggiunto per 85 miliardi di euro. Togliete tutte le spese per l’accoglienza e il respingimento, aggiungete le entrate che provengono dai migranti: l’Italia ha guadagnato 3,9 miliardi.

FACCIAMO ENTRARE DEI CRIMINALI/TERRORISTI



  Ovviamente non si tratta di percentuali vere, ma questa era la percezione all’epoca. Percezione che si ha tutt’oggi. Questo perché, quando si parla di migranti, è quasi sempre nelle pagine di cronaca nera. Nel 2014 su due dei principali giornali italiani la percentuale di articoli sui migranti finiti in cronaca batteva sul 70-75%. Non si hanno notizie di attentati su suolo europeo di terroristi migranti. Il più sanguinoso atto di terrorismo avvenuto in Europa dal Dopoguerra è stato compiuto da Anders Behring Breivik, norvegese, cattolico: 77 vittime nel 2011. 

CI RUBANO IL LAVORO


È una delle argomentazioni più in voga. Se lo era durante il Miracolo Economico, figuriamoci oggi che siamo in crisi recessiva. Secondo i dati Istat, però, in Italia ci sono 2,4 milioni di occupati stranieri (il 10,8% del totale). I due mondi non si toccano. Il 63% degli immigrati è relegata a una decina di mestieri, quasi tutti poco qualificati e in cui non si trovano quasi italiani: badanti, spaccapietre, raccoglitori di ortaggi. La crisi, poi, ha colpito più gli immigrati che gli italiani: 9 punti rispetto ai 2,8 dei nostri connazionali.

PORTANO MALATTIE


Beh, all’epoca si diceva anche questo. Quando una popolazione si sposta porta con sé le malattie tipiche della sua area di provenienza. Lo sanno bene le popolazioni precolombiane, sterminate dal vaiolo e dal morbillo portate dai conquistadores spagnoli. Ma una cosa sono le malattie, un’altra le fobie. Prendiamo l’Ebola. Ha ucciso 11.184 persone su 27.341 infetti (dati World Health Organization aggiornati al 17 giugno), in pratica tutte in Guinea, Liberia e Sierra Leone (11.169). Questo perché da quelle parti hanno strutture sanitarie pessime. In Italia, Spagna, Regno Unito e Usa si contano 7 casi, un solo morto. Negli Stati Uniti.

SONO VIOLENTI E MALEDUCATI CON LE DONNE



La cultura e le tradizioni hanno il loro peso, questo è un fatto. E sicuramente in alcuni Paesi il ruolo della donna è insopportabilmente schiacciato. Ma anche gli italiani non sono ben messi: due anni fa su 131 femminicidi, 94 sono stati perpetrati da italiani. C’è ancora molto lavoro da fare, su tutti i fronti.

Lo storico bacio del marinaio a Times Square: ci hanno mentito, ecco perché

Il Mattino
di Simone Pierini


 Sono passati quasi 70 anni e ancora oggi è considerato uno dei baci più romantici e celebri mai immortalati da una macchina fotografica. Erano le 17:51 del 14 agosto 1945, Alfred Eisenstaedt scattò una foto a Times Square che divenne leggenda. Un marinaio e un'infermiera, un bacio appassionante, una posa perfetta. Così festeggiarono la vittoria sul Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma chi erano i due protagonisti? Dove sono finiti? Un lungo mistero che non ha trovato soluzione fino al 2012 quando George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman rivendicarono il fatto. Dichiararono di essersi baciati in quello stesso luogo poco dopo pranzo. Ma la scienza sembra dargli torto.

Ricercatori dell'università del Texas hanno analizzato l'immagine nel dettaglio. Hanno cercato ogni minimo particolare ed ecco spuntare un nuovo elemento. Un potenziale orologio all'interno della lettera O del cartellone pubblicitario BOND sembra indicario l'orario delle 17,50, variabile solo per l'ora (forse 16,50 o forse 18,50). La scoperta di un altro orologio ha sollevato ulteriori dubbi. Una meridiana per l'esattezza, proiettata su un palazzo. I fisici Donald Olson e Russell Doescher e l'astrofisico Steven D. Kawaler hanno curato ogni minimo particolare e analizzando la foto sono arrivati alla conclusione: 17,51. Il mistero sull'identità dei due innamorati resta fitto. Forse eterno, come la passione di un bacio indimenticabile.