domenica 29 novembre 2015

La falsa testimonianza benedetta dal Corano

Magdi Cristiano Allam - Dom, 29/11/2015 - 13:02

I musulmani moderati che difendono la bontà dell'islam o non conoscono l'islam o mentono consapevolmente

I sedicenti «musulmani moderati» che dall'indomani della strage di Parigi affollano le nostre televisioni per difendere la bontà dell'islam e sconfessare i terroristi islamici, sostenendo che non avrebbero nulla a che fare con l'islam o che addirittura non sarebbero neppure musulmani, se sono in buona fede non conoscono adeguatamente l'islam, oppure mentono consapevolmente dissimulando la realtà, contando sulla nostra ignoranza del Corano e della vita di Maometto, tramandata nella Sunna, la raccolta dei detti e dei fatti a lui attribuiti, e nella Sira, la sua biografia ufficiale.

Nella trasmissione Virus dello scorso 26 novembre su Rai2, condotta da Nicola Porro, Raes Sayed, rappresentante legale del Caim (Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza), ha detto che lui rispetta la libertà di un musulmano di convertirsi al cristianesimo. Ma quando gli ho fatto presente che Maometto ordina di uccidere i musulmani che abiurano l'islam, e gli ho chiesto se intendesse assumere una posizione differente da quella di Maometto, Sayed ha fatto marcia indietro:

«Non sia mai che contraddica il Profeta»! (https://www.youtube.com/watch?v=vk35EYSJZBI),I hadis sono le citazioni attribuite a Maometto e i racconti della sua vita da parte di persone che affermano di esserne stati testimoni oculari e che complessivamente costituiscono la Sunna. Nei hadis del Sahih (veritiero, autentico o corretto) di Al Bukhari (Muhammad ibn Ismail Al Bukhari, studioso di origine persiana, 810 870), considerati i più affidabili dalla grande maggioranza dei musulmani, Maometto legittima l'uccisione dei musulmani in tre casi: omicidio, adulterio e apostasia.«Narrato da Abd Allah: l'Inviato di Allah disse:

Il sangue di un musulmano che confessa che nessuno ha il diritto di essere adorato se non Allah e che io sono il Suo Inviato, non può essere sparso se non in tre casi:in caso di omicidio, nel caso in cui una persona sposata partecipi a un atto sessuale illegittimo e nel caso in cui una persona abbandoni l'Islam (apostata) e lasci musulmani 9:83:17».Nella trasmissione Quinta colonna su Rete4 del 16 novembre, condotta da Paolo Del Debbio, il sedicente «imam della Magliana», l'egiziano Sami Salem, ha recitato questo versetto coranico che attesterebbe il rispetto dell'islam per la sacralità della vita di tutti: «Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera».

Gli ho fatto presente che la lettura integrale dei versetti coranici dice esattamente l'opposto: «Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera (...)
La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso» (5, 32-33) https://www.facebook.com/stefano.ruozzi.3/videos/10153517031934823/?

È fondamentale sapere che Allah nel Corano legittima la dissimulazione, in arabo la takiya: «Chi rinnega Allah dopo aver creduto in lui si perderà, a meno che sia costretto a rinnegarlo ma in cuor suo resti saldo nella fede». (16, 106). Nel Corano tradotto e curato dall'Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) si precisa: «L'esegesi classica fa riferire questo versetto a quei primi musulmani che furono costretti con maltrattamenti e minacce a rinnegare (a parole) la fede, pur mantenendola ben viva nel cuore.

La portata generale del versetto si traduce in un'autorizzazione alla takiya (la dissimulazione) data dalla legge islamica, quando palesare la fede potrebbe essere gravemente lesivo della vita, dell'incolumità personale o della libertà».Sulla base della mia esperienza di musulmano moderato per 56 anni, vi dico che il musulmano può essere moderato solo se antepone la ragione e il cuore ad Allah e Maometto. Ma tutti i musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente a quanto Allah ha prescritto nel Corano e a quanto ha detto e ha fatto Maometto non possono essere moderati. Cari italiani svegliamoci prima che sia troppo tardi!

10 cose da non dire alla polizia quando ti ferma

Corriere della sera

1 – “È la prima volta che la dimentico!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaChe tu abbia dimenticato la patente di guida, il libretto dell’automobile o la cintura di sicurezza, è la scusa più vecchia e banale del mondo. Il poliziotto potrebbe scommetterci lo stipendio e tu non saresti credibile neanche se interpretassi la parte dell’automobilista sfortunato nel modo più commovente. Non provarci neanche.

2 “Non ero al telefono!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaI poliziotti ci vedono molto bene, sopratutto quando si tratta di fermare un automobilista mentre sta telefonando. Se pensi che i tuoi riflessi siano abbastanza rapidi da permetterti di fregarli nascondendo istintivamente il cellulare, sappi che i loro sono migliori dei tuoi, altrimenti non sarebbero lì a fare quel lavoro. Piuttosto che negare l’evidenza, ti conviene puntare sull’originalità e dire che lo tieni sempre sui tappetini, per arredarli un pochino.

3“Ho bevuto solo un goccino!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaSolo un goccino, piccino piccino. Ma quante volte lo hai bevuto quel goccino durante la serata? Puoi raccontare la storia più convincente del mondo ma, per quanto tu possa riuscire ad apparire sobrio, l’etilometro è un giudice imparziale che fornisce un riscontro preciso ed accurato. Ed al poliziotto basta questo per punirti e toglierti la patente.

4“La prego, la scongiuro!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaCercare di convincere un poliziotto facendo leva sui suoi sentimenti, magari con una lacrimuccia di commozione, è un po’ come incoraggiarlo  a multarti con grande piacere. Una brutta recita risulterebbe irritante, ma una bella recita sarebbe sicuramente il risultato di moltissima pratica che ti identificherebbe come il tipico bugiardo seriale. Lascia perdere.

5 “Una poliziotta bella come lei…”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaSe fare una scenata drammatica è irritante, interpretare la parte del cittadino lusinghiero è come tirarsi la zappa sui piedi. I ruffiani sono semplicemente odiosi, sopratutto per un poliziotto in servizio. In particolare, ti conviene evitare qualsiasi vago apprezzamento nei confronti delle poliziotte: le donne che entrano a far parte delle forze dell’ordine hanno un carattere molto forte e sanno trasformare qualsiasi spaccone in un docile cagnolino.

6 “Peace and love!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaLa pace e l’amore sono due cose bellissime, ma un poliziotto preferisce la patente ed il libretto, oltre che vedere un automobilista in splendida forma. E se la tua vettura ha una plancia imbandita di posacenere, filtri e mozziconi di dubbia natura, uno sconveniente sottofondo musicale di Bob Marley ed un’aria piuttosto pesante, è molto probabile che tu non lo sia.

7 “Mia moglie sta per partorire!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaÈ una motivazione giustificata e. infatti, esistono delle possibilità di successo. Devi soltanto avere la fortuna di trasportare una donna realmente incinta o, almeno, che possa sembrare tale e sappia recitare bene: se lo dice sorridendo in modo smagliante e palesando una freschezza rosea, sarai tu ad aver partorito un’idiozia.

8 “Mi rifiuto!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaRicevere una multa è sempre fastidioso e può capitare di sentirsi in diritto di protestare perché si crede di essere dalla parte della ragione. Può essere così ma, in ogni caso, ti conviene mantenere la calma ed evitare di prendere una ferma posizione di rifiuto o, peggio ancora, fare degli sconvenienti riferimenti alla mamma ed alla sorella del poliziotto. Quando la sanzione per infrazione del codice della strada ed oltraggio a pubblico ufficiale arriverà direttamente a casa tua, capirai il perché.

9“Guardi che mio cugino è un poliziotto come lei!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaIl cugino è il santo protettore dei sanzionati per eccellenza. Puoi pensare che ti renda una persona più rispettabile, ma l’interrogativo che sorge nella mente del poliziotto è senza dubbio “E quindi?”. Magari è vero e, oltre al cugino nella polizia, hai anche uno zio nella finanza, un padre nell’FBI ed un altro paio di parenti che si vestono di nero che se ne vanno in giro a far fuori gli alieni. E quindi?

10 “Lei non sa chi sono io!”

10 cose da non dire alla polizia quando ti fermaTutti, chi più e chi meno, vorrebbero dirlo ad un poliziotto almeno una volta nella vita. Forse sul momento non lo sa per davvero, ma gli basta qualche istante per consultare il database di cui dispone per identificarti. In compenso, tu hai la certezza che lui sia l’uomo che ti multerà salatamente fin da subito. Se il desiderio di realizzare il sogno di una vita è irresistibile, almeno fai in modo di farti sentire da tanti amici.

Natale chiuso per islam

Alessandro Sallusti - Sab, 28/11/2015 - 15:53

In una scuola milanese festa spostata a gennaio in nome della laicità. L'Occidente si sta suicidando

A poche ore dall'apertura dell'Anno santo straordinario voluto da Papa Bergoglio, piovono le cancellazioni delle feste scolastiche per celebrare il Natale cristiano.

L'ultimo caso, ma certamente ne arriveranno altri, accade a Rozzano, prima periferia di Milano. Il preside ha annullato la tradizionale recita perché la canzoncina «Tu scendi dalle stelle» potrebbe offendere i bambini di religione islamica. Non contento, il preside ha anche ordinato di togliere i crocifissi dalle aule per mettersi al riparo da possibili ritorsioni dell'Isis.

Qui non è questione di buonismo o razzismo, questa è pura stupidità che offende, oltre ai cristiani, la storia di questa nazione laica, nata da una guerra al Papa re dello Stato Pontificio ma che mai si è sognata, neppure tra una cannonata e l'altra, tra una confisca e l'altra di beni ecclesiastici, di radiare dai luoghi pubblici i simboli della fede religiosa. Secondo il preside in questione, la festa deve essere spostata a gennaio come Festa dell'inverno.Qui non c'entra la laicità, questo è paganesimo puro, un salto indietro di civiltà di duemila anni, quando gli antichi romani, prima dell'avvento di Cristo, celebravano giusto a fine dicembre la Festa del dio Sole.

Io non voglio vivere in un Paese pagano, io non voglio costringere un bimbo islamico a intonare «Tu scendi dalle stelle», anzi per me può cantare ciò che meglio crede a patto che i nostri figli siano liberi di fare (o non fare) altrettanto, così come lo siamo stati noi, i nostri padri e i nostri nonni.Penso che la laicità dello Stato la si esalti nel «permettere a ognuno», non nel «negare ai più» di celebrare riti e tradizioni. Se questa di Rozzano è la modernità tanto cara alla sinistra, viva i conservatori.

Sulle cui posizioni, strage dopo strage, stanno arrivando un po' tutti: dal moderato di sinistra Angelino Alfano, che ieri ha annunciato la chiusura delle moschee fuorilegge (a noi, per avere chiesto questo, avevano dato dei razzisti provocatori), al socialista Hollande, che ieri, per contrastare il terrorismo islamico, ha chiesto ai francesi di «moltiplicare concerti, feste e affluenza negli stadi». Torniamo a difendere l'Occidente, moltiplichiamo anche le feste del Natale cristiano.

M5S dà l'ok, l'Esselunga espugna la roccaforte rossa di Livorno

Corriere della sera

di Marco Gasperetti

Il Comune (oggi pentastellato) ha firmato l'iter per la qualificazione del nuovo insediamento commerciale. Nogarin: «Atto di democrazia e 200 posti di lavoro»

Filippo Nogarin (LaPresse)

LIVORNO - «Dopo un vergognoso ostruzionismo durato 14 anni finalmente il grande supermercato arriva a Livorno. Credo che anche questo sia un atto di democrazia», dice Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno. Che ha appena firmato il piano di recupero dell’ex Fiat, un complesso che costeggia l’Aurelia nell’immediata periferia della città e che fino agli anni Settanta era il simbolo dell’automobile.

Ma perché tanta enfasi sulla costruzione di un supermercato? Semplice: in quegli spazi (4 mila metri quadrati di struttura, 5 mila di parco, posti auto per quasi 800 auto) salvo imprevisti e dietro front dell’ultim’ora, dovrebbe nascere il tanto agognato ipermercato Esselunga, sì proprio il marchio inventato dal novantenne imprenditore Bernardo Caprotti, l’autore di quel «Falce e Carrello», libro nel quale denunciò «gli ostacoli all’espansione del gruppo nelle regioni e nelle città rosse».

E quale città nell’immaginario collettiva è più rossa se non Livorno dove il Pci è nato nel 1921? A dir la verità da tempo Livorno si è molto scolorita e , dopo quasi settant’anni di dominio della sinistra comunista e post comunista, lo scorso anno ha vinto una giunta pentastellata guidata da Filippo Nogarin.

Che non ha mai disconosciuto le sue simpatie per una sinistra assai radicale («Ho votato Democrazia Proletaria», ha detto in un’intervista), ma allo stesso tempo ha cercato di combattere quello che ha definito un «potere cristallizzato» dopo anni e anni di governo. E tra questi, pare, anche una certa avversione ad arrivi in città di supermercati non targati “cooperative rosse”.

Caprotti aveva addirittura acquistato comprato grandi spazi pubblicitari su tutti i quotidiani italiani (tranne la Repubblica) per denunciare una nuova «prepotenza delle cooperative rosse a Livorno». E aveva parlato (beccandosi una querela) di un sistema Coop che aveva monopolizzato il mercato della distribuzione penalizzando la sua catena.

Coop aveva replicato che «Il proprietario di Esselunga è convinto che la libera concorrenza esiste solo con la sua presenza, ma è lui l'unico a essere stato condannato per concorrenza sleale» e che «il tribunale di Milano ha riconosciuto che Esselunga è stata responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop».

Ma nel giugno 2012 l'Antitrust ha condannato Coop Estense a pagare una sanzione di 4.600.000 euro e a rimuovere gli ostacoli alla concorrenza creati illegittimamente a danno della Esselunga. «Esselunga porterà a Livorno almeno duecento posti di lavoro – spiega il sindaco Nogarin – e soprattutto sarà riaffermata la libertà di intraprendere». Che l’opposizione Pd e gli ex amministratori negano di non aver mai messo in discussione. «Carte alla mano nessuno può dimostrare il contrario, tutto è stato trasparente», hanno sempre detto. Il nuovo insediamento commerciale, sull'area dell'ex Fiat che Caprotti aveva acquistato nel 2002 dovrebbe aprire entro il 2017.

28 novembre 2015 (modifica il 28 novembre 2015 | 13:39)