venerdì 26 febbraio 2016

Bollo auto, ecco quando scatta la prescrizione

Claudio Torre - Ven, 26/02/2016 - 11:44

Non avete pagato il bollo auto per l'anno 2016? Adesso scatta la prescrizione. In tanti hanno ricevuto avvisi di pagamento per bolli auto del passato. E così è scattato l'allarme su quando e quanto pagare. Serve fare un po' di chiarezza. Il bollo auto, come ricorda laleggepertutti.it, si prescrive dopo tre anni



Non avete pagato il bollo auto per l'anno 2016? Adesso scatta la prescrizione. In tanti hanno ricevuto avvisi di pagamento per bolli auto del passato. E così è scattato l'allarme su quando e quanto pagare. Serve fare un po' di chiarezza. Il bollo auto, come ricorda laleggepertutti.it, si prescrive dopo tre anni.

Facciamo un esempio chiaro. I termini della prescrizione cominciano a decorrere dal primo gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento per il pagamento. Di fatto nel caso di un bollo dovuto per l'anno 2012, la prescrizione comincia a decorrere dal 1 gennaio 2013. E con questo calcolo i tre anni si compiono il 31 dicembre del 2015. Dunque di fatto gli anni che devono trascorrere perché entri la prescrizione sono 4. Ma occhio agli atti che interrompono la prescrizione.

Quali sono? I solleciti di pagamento e la cartella di Equitalia interrompono il decorrere della prescrizione. Se il contribuente dovesse ricervere uno di questi atti il termine di prescrizione comincia a decorrere da capo. Ecco qui di seguito alcuni esempi per la prescrizione.

2008 1° gennaio 2012
2009 1° gennaio 2013
2010 1° gennaio 2014
2011 1° gennaio 2015
2012 1° gennaio 2016
2013 1° gennaio 2017

Google Play "invaso" dai malware porno

repubblica.it

In sette mesi scoperte 343 app infette. Lo rende noto la società specializzata in sicurezza informatica Eset
Google Play "invaso" dai malware porno

IL MALWARE Android/Clicker e negli utlimi sette mesi è stato individuato in ben 343 nuove applicazioni. Le app infette sono state scoperte nonostante si nascondessero dietro app legittime di Google Play. Si tratta della più vasta campagna malware mai esistita fino a oggi sullo store per terminali Android. Lo rende noto Eset, società specializzata in sicurezza informatica.

Google Play "invaso" dai malware porno
In media, spiega Eset, ogni settimana 10 nuovi Porn clicker riescono a superano le verifiche di sicurezza di Google. Il malware viene continuamente 'ripacchettizzato' dai cybercriminali, che offuscano i codici malevoli per nascondere i loro veri propositi e superare le verifiche di Google. Una volta lanciate, queste applicazioni non causano danni diretti alle vittime, come ad esempio il furto delle credenziali, ma indirizzano in maniera nascosta l'utente verso siti fraudolenti, generando un alto livello di traffico dati internet e facendo quindi lievitare i costi delle bollette a fine mese.

Per evitare il contagio, gli esperti di Eset consigliano di leggere attentamente le recensioni degli utenti, che molto spesso smascherano le app corrotte, e installare su tutti i dispositivi Android uno scanner anti-malware.

Natura

La Stampa

Se l’universo è il macrocosmo e l’uomo è un microcosmo, Alfano cos’è?

Uomini e topi

La Stampa
Mattia Feltri



Secondo le ultime stime, a Roma per ogni abitante ci sono due topi. Vedetela dal lato buono: finalmente qualcosa da lasciare ai nostri figli.

Consigli per un bucato bianco e immacolato

La Stampa

Come rendere la biancheria candida tra manutenzione ordinaria e rimedi naturali

Bucato bianco

Il bianco splendente è l’obbiettivo di chiunque si appresti a fare il bucato, ma è un risultato che non sempre si riesce ad ottenere. Al contrario, i capi che ingrigiscono, le tovaglie che rimangono macchiate, le lenzuola che ingialliscono sono una conseguenza molto comune di un bucato non fatto a regola d’arte. Dunque, come fare ad avere la biancheria immacolata?

Innanzitutto è assolutamente necessario dividere i bianchi da tutto il resto del bucato, ed effettuare un’ordinaria pulizia della lavatrice (muffe e calcare possono contribuire all’opacità dei capi bianchi), due azioni basilari e fondamentali. Se i capi sono pesantemente macchiati occorre effettuare un trattamento preventivo e il prelavaggio, in alternativa si può procedere infilando il bucato in lavatrice, ma avendo cura di non riempire il cestello: il lavaggio sarà molto più efficace se la lavatrice è riempita solo per metà (in tal caso inserite la modalità ‘mezzo carico’ per il risparmio energetico) o poco di più.

In base alla resistenza dei capi, scegliete un programma di lavaggio dai 60° in su – 90° solo se lo sporco è resistente. Non esagerate con le dosi di detersivo e ammorbidente perché non è assolutamente necessario, provate ad aggiungere alcuni elementi naturali ad essi. L’aceto di vino bianco per esempio oltre a fungere da ammorbidente agisce come smacchiatore, ed è ottimo per un ammollo pre-trattamento; un cucchiaio di bicarbonato di sodio aggiunto al detersivo migliora le prestazioni del detergente oltre a disinfettare e mantiene le fibre bianche più a lungo.

Un grande classico che le nonne utilizzavano è la cenere, da utilizzare sotto forma di lisciva (l’acqua di cottura della cenere di legna). Se volete trattare a mano un capo particolarmente delicato, immergetelo in una bacinella d’acqua in cui avrete disciolto il succo di due limoni e una manciata di sale grosso. Lasciate perdere la candeggina perché tende ad ingiallire le fibre.