venerdì 25 marzo 2016

Trovata nave della marina Usa scomparsa nel 1921 con 56 marinai

Il Messaggero

La Conestoga dell'Uss Navy

Era partita con 56 marinai dal porto di San Francisco il 25 marzo 1921, destinazione Isole Samoa via Pearl Harbor, ma non è mai arrivata facendo perdere completamente le proprie tracce, inghiottita per 95 anni nei misteri del mare. Ora l'Agenzia americana oceanica e atmosferica (Noaa) ha identificato il Conestoga, il rimorchiatore rimasto sino ad oggi il più grande enigma della marina Usa. Il relitto, lungo oltre 50 metri, era già stato ritrovato nel 2009 a 60 metri di profondità da una nave della Noaa al largo di San Francisco, nel golfo di Farallon, ad una cinquantina di km da Golden gate bridge.

Ma solo pochi mesi fa gli esperti dell'agenzia hanno accertato tramite un robot che si tratta di quello del rimorchiatore. La conferma è arrivata da alcune caratteristiche, come la misura del ponte in legno, il motore a vapore, le caldaie, un'elica e un solo cannone, come descritto nei progetti del Conestoga pubblicati nel 1904. Non è stato rinvenuto alcun resto umano. Gli annali del meteo indicano che quando il vascello salpò si alzò un forte vento e il mare era agitato con forti onde. Dopo il mancato arrivo alla data prevista a Pear Harbor, a 2400 km di distanza, la marina americana lanciò una vasta operazione di ricerche per mare e per cielo, concentrandosi intorno alle Hawaii.

Le indagini furono riorientate dal ritrovamento due mesi dopo, al largo del Messico, di un canotto di salvataggio in cattivo stato con la lettera «C», l'iniziale della Conestoga. La scomparsa, l'ultima in tempi di pace per la Marina Usa, aveva mobilitato per mesi la stampa americana, fino alla sospensione delle ricerche nel giugno del 1921. Un giallo analogo per molti versi a quello del volo MH370 del Boeing 777 della Malaysia Airline. Costruito inizialmente per rimorchiare delle chiatte che trasportavano carbone per le ferrovie, la Marina statunitense aveva comprato il Conestoga nel 1917 durante la prima guerra mondiale per viaggi a lunga percorrenza sulla costa atlantica americana e quella delle Azzorre.

Giovedì 24 Marzo 2016, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 12:41

Google, multa da 100 mila euro in Francia: «Violato il diritto all'oblio»

Il Messaggero



Parigi punisce Google. La Cnil, la commissione nazionale francese per l'Informatica e la Libertà, ha condannato "Big G" a pagare una multa di centomila euro per violazione delle disposizioni sul «diritto all'oblio», il diritto cioè di veder cancellati dai motori di ricerca i link a notizie su una persona ritenute «inadeguate o non più pertinenti». Da tempo il garante transalpino esige che i risultati delle ricerche eliminati dal web in virtù di questo nuovo diritto individuale lo siano al livello mondiale e non solo nelle versioni europee di Google. Il gruppo californiano è infatti accusato di applicare tali disposizioni solo per le ricerche effettuate dalle estensioni europee della sua piattaforma (come Google.it o Google.fr) ma non da Google.com.

«La soluzione che consiste nel far variare il rispetto dei diritti individuali in funzione dell'origine geografica di chi consulta il sito in questione non consente agli individui di godere del diritto» di essere pienamente rimossi dal web, deplora la Cnil nella decisione rivelata oggi da France Tv Info. A fine agosto il motore di ricerca più potente al mondo aveva richiesto all'authority di non ostinarsi a pretendere la cancellazione dei dati al livello globale. Il Cnil, però, non si è tirato indietro, anzi, ha presentato un'ingiunzione che ora ha portato a questa prima multa. Al centro della controversia, l'interpretazione della sentenza della corte di giustizia europea del maggio 2014 che riconosce il diritto di tutti gli internauti del Vecchio continente di poter rimuovere i propri dati dalla rete. Per l'autorità parigina questo diritto può essere rispettato solo se viene applicato nel mondo intero.

A Mountain View c'è invece chi ritiene sufficiente renderlo effettivo solo nei confini Ue. A Parigi Google rischiava una multa di 150.000 euro, se la cava con centomila, comunque bruscolini rispetto ai 20 milioni di euro (o 4% del fatturato) previsti nel progetto di legge francese sulla 'Repubblica digitalè e nel futuro regolamento Ue in discussione a Strasburgo. Spetta ora al colosso Usa decidere se mettersi in conformità con i rilievi parigini o ricorrere al Consiglio di Stato. A quasi due anni dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue che garantisce il diritto all'oblio Big G ha rimosso oltre 440mila link. Da parte degli europei sono arrivate 348mila richieste - 26mila da italiani - inerenti a 1,2 milioni di link. L'Italia è il quinto Paese Ue per numero di solleciti: 26.186, che coinvolgono 85mila link, mentre 21mila sono i link cancellati finora. I francesi hanno inviato 73mila richieste, i tedeschi 60mila, gli inglesi 43mila e gli spagnoli 33mila.

Giovedì 24 Marzo 2016, 22:11 - Ultimo aggiornamento: 22:12