martedì 26 luglio 2016

Indecisi su Windows 10? Ecco perché fare l’upgrade

la Stampa
enrico forzinetti

Scade il 29 luglio la possibilità di aggiornare il proprio apparecchio gratuitamente. Molte le novità del sistema operativo



A un anno dal suo lancio, venerdì 29 luglio è l’ultimo giorno disponibile per ottenere gratuitamente Windows 10 sui dispositivi con sistema operativo Windows 7, 8 o 8.1. Microsoft ha già rivisto al ribasso la previsione di un miliardo di device con il nuovo sistema montato sopra entro il 2018. In ogni caso ci sono almeno sette buone motivazioni per passare a Windows 10 prima del fatidico 29 luglio.

AGGIORNAMENTO GRATUITO
Il primo motivo è anche probabilmente il più scontato. Fino a quel giorno gli utenti non dovranno pagare nulla per effettuare l’upgrade e non dovranno sborsare neanche un euro per i futuri aggiornamenti. Al contrario i ritardatari pagheranno una somma che si aggira intorno ai 150 euro per la versione Home o circa 280 per la Pro.

SUBITO UN NUOVO AGGIORNAMENTO
Chi passa a Windows 10 godrà anche di un altro beneficio: dal 2 agosto potrà nuovamente aggiornare il proprio device grazie al Windows 10 Anniversary Update. L’utente avrà a disposizione nuove funzionalità tra cui Windows Ink, per prendere appunti come su un foglio di carta, e Xbox Play Anywhere, con cui è possibile acquistare un titolo una sola volta e giocarci sia su pc Windows 10 che su Xbox One. Infine il software Cortana sarà ancora più integrato.

L’ASSISTENTE VOCALE
Proprio Cortana rappresenta una della novità di Windows 10 rispetto ai sistemi operativi precedenti. Sulla falsariga di Siri di Apple, Cortana è un vero e proprio assistente virtuale che aiuta l’utente a compiere diverse attività, imparando le preferenze individuali e offrendo suggerimenti su misura, anche attraverso comandi vocali. Recentemente è anche stato riprogrammato per rispondere a tono a domande sessiste o offensive.

DA SMARTPHONE A DESKTOP
La modalità Continuum di Windows 10 permette di passare da una visione dello schermo di smartphone a quella di un pc, collegando il proprio device con uno monitor, un tastiera e un mouse. Una funzionalità prevista anche per i tablet che potranno configurare così lo schermo come un desktop di un pc.

UN NUOVO PC INSPIRON (SOLO IN USA E CANADA)
Un punto che vale solamente per gli statunitensi e i canadesi: le persone che si presenteranno ai Microsoft Store potranno sempre farsi aggiornare gratuitamente il pc, ma nel caso il lavoro non fosse completato entro la sera riceveranno un notebook Dell Inspiron da 15 pollici nuovo di zecca. Ovviamente con Windows 10 montato sopra.

MAGGIORE SICUREZZA
Windows 10 rappresenta un passo in avanti in termini di sicurezza rispetto alle versioni precedenti del sistema operativo. Questo grazie a nuove funzioni come Windows Hello e Windows Passport che permetteranno il login al dispositivo e il blocco o l’accesso ai contenuti tramite parametri biometrici, come la scansione dell’iride, il riconoscimento facciale o l’impronta digitale. Infine è presente anche la protezione gratuita anti-malware Windows Defender.

UN NUOVO BROWSER
Addio a Internet Explorer sostituito da Microsoft Edge, un browser più veloce e più facile da aggiornare. Un cambiamento che finora non è stato premiato visto che gli utenti dei software di navigazione di Microsoft continuano a diminuire.

Terrorismo, la rete criptata: così la cyber-jihad comunica con i lupi solitari in Europa

repubblica.it
FABIO TONACCI

Le indagini. Darknet, Tor, Vpn e mail con doppia password: istruzioni e indottrinamento passano da strumenti difficili da intercettare per l'intelligence

ANSBACH (Germania) - E se i lupi solitari fossero meno solitari di quanto si pensi? Se quell'idea diffusa dell'uomo a disagio che si radicalizza autonomamente sul web, seguendo solo il sentiero della sua solitudine senza legami reali con il Califfato, fosse un racconto pigro, approssimativo, da riscrivere? Il killer di Nizza Mohamed Bouhlel, l'aggressore con l'ascia di Wurzburg Muhammad Riyad, il bombarolo di Ansbach Mohamed Daleel, pur nella loro documentata psicopatia, sono entrati in contatto con lo Stato Islamico. Direttamente, o indirettamente. Hanno comunicato nel segreto con chi ha fornito istruzioni, consigli, una ragione per farlo. Hanno sfruttato la cyberjihad nel suo potenziale massimo: la rete di comunicazioni criptate invisibili all'intelligence.

Le darknet, Tor, le Virtual private network (Vpn), Telegram, le mail cifrate con doppia password, i software che ingannano il gps del telefonino e ti posizionano in un posto dove non sei, la app per bambini ("Alphabet") che insegna ad associare ogni lettera dell'alfabeto a un oggetto, un fucile d'assalto o un tipo di bomba in questo caso. I jihadisti non sono muti. Parlano, ma dietro scudi digitali. Hanno inzeppato la loro cassetta degli attrezzi di tecnologia di ultima generazione e a basso costo. La media house "As-Sahab" con cui Al Qaeda fabbricava e diffondeva nel 2001 rudimentali messaggi in Pakistan e Afganistan è archeologia. Adesso è un altro mondo, molto più complesso. Adesso c'è Opera.

Opera è uno dei browser per navigare in anonimato su Internet. È compatibile con il sistema android per telefonini, che a quanto pare è il più usato dagli islamisti. Con Opera gli aspiranti jihadisti scaricano i manuali per fabbricare ordigni con fertilizzante, chiodi, bulloni e poco altro. Nell'aprile di quest'anno gli analisti di "Flashpoint", società che fornisce strumenti di intelligence per frugare nelle profondità del Deep web (cui non si accede con i comuni motori di ricerca), scoprono un forum di fanatici religiosi dove vengono condivise informazioni sull'uso di Opera e di Tor.

Con accortezze che dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, il grado di expertise di cui si sono dotati i cyberjihadisti di Al Bagdhadi: "Scaricate il software di Tor su una pennetta usb, utilizzatelo solo negli internet café: mai due volte nello stesso posto, mai due volte sullo stesso computer". E sulle Vpn, le reti di telecomunicazione private, segnalano: "Non sono del tutto sicure, lasciano una traccia del numero seriale dell'hard disk da cui si può risalire a noi".

Intercettando i telefoni alla maniera tradizionale si rischia di perdere tempo, dunque. Raramente si ascoltano commenti sullo Stato Islamico o su obiettivi sensibili da far saltare in aria. Per quello ci sono le chat criptate, Telegram e Whatsapp. L'ordine di colpire l'Italia giunto dalla Siria ad Abderrahim Moutaharrik, kickboxer marocchino di Lecco, era contenuto in un messaggio audio trasmesso su Whatsapp. I poliziotti della Digos e i carabinieri del Ros, che arrestano Moutaharrik ad aprile scorso con l'accusa di terrorismo, lo captano solo grazie a una cimice piazzata nella sua auto.

Osserva una fonte qualificata dei nostri servizi segreti interni: "L'utilizzo massiccio di tecnologia per cifrare le conversazioni è un ostacolo serio. Dobbiamo scoprire un potenziale kamikaze dal comportamento che assume. Una volta individuato, allora, solo allora, lo monitoriamo con microspie e virus digitali". In Siria, nei ranghi dello Stato Islamico, esiste una piattaforma che ha un compito speciale: rendere trasparenti le direttive che Abu Muhammad Al Adnani, la mente della campagna del terrore in Occidente, invia alle cellule in Europa.

Si chiama "United CyberCaliphate", il CyberCaliffato Unito. Si occupa pure di tenere aggiornata la grande rete di comunicazioni occulte dell'Is. Sono canali che qualche falla, tuttavia, ce l'hanno. Sulle darknet sono da sempre infilitrati centinaia di agenti di polizia. Un segreto di Pulcinella svelato da Edward Snoden nel 2012: con documenti top secret ha dimostrato che la Nsa, la maggiore agenzia di spionaggio degli Stati Uniti, è in grado di "rastrellare" il traffico su Tor. "Tiene sotto controllo nove server", si legge nel dossier di Flashpoint. È il motivo per cui il governo americano non vuole "accecare" questi canali e i social network su cui girano i contenuti di propaganda jihadista.

Contano sulla capacità dei loro 007 di "sniffare" qualsiasi brandello di informazione. Però, dopo la strage di Dacca (29 morti, tra cui 9 italiani), l'Europa spinge per isolare il più possibile le reti del'Is, per evitare di renderle cassa di risonanza dei video delle esecuzioni. Nessuno ha ancora trovato il modo di farlo. Ma intanto il lupo solitario è diventato meno solo.