venerdì 19 agosto 2016

L’Iran dice stop ai “Nutella bar”, scomunicata la crema di nocciole italiana

La Stampa

L’Accademia Persiana contro la diffusione a Teheran dei negozi che usano il marchio Ferrero: «Cambino nome, meglio “Pane caldo, cioccolato caldo”»



Stop ai “Nutella bar” di Teheran. Una decisione dura quanto bizzarra, ma che non ha niente a che fare con la bontà della crema di nocciole piemontese. Il divieto, promulgato dall’Accadamia Persiana per la Lingua e la Letteratura, praticamente l’equivalente iraniano della nostra Crusca, riguarda infatti l’utilizzo del nome da parte di decine di chioschi e negozi che ultimamente hanno invaso la capitale Teheran.

Tecnicamente infatti, in Iran sarebbe vietato l’utilizzo di nomi e parole straniere all’interno delle insegne, anche se le decine di negozi non ufficiali di marche occidentali come Levi’s, Apple e Ikea non sono mai state oggetto di lamentele da parte delle autorità. Il problema, nel caso dei Nutella bar, potrebbe però essere non tanto il prodotto della Ferrero in sè, quanto la parola bar, forse un po’ estrema per un paese nel quale il consumo dell’alcol è pesantemente sanzionato.


AFP

«Sfortunatamente, questi Nutella bar si sono diffusi in tutta Teheran - ha scritto Golamali Hadad Adel, a capo dell’Accademia, in una lettera alla polizia -. In questi locali, il cioccolato viene servito su uno speciale tipo di pane insieme a del gelato. L’Accademia propone quindi l’utilizzo del nome “Hot bread, hot chocolate” (Pane caldo, cioccolato caldo) per questo tipo di negozi». Una soluzione bizzarra che ha scatenato l’ironia degli utenti sui social. Anche se questa battaglia, almeno secondo gli esperti, è molto più importante di quanto non possa sembrare.

«Il Farsi ha subito pressioni linguistiche per secoli, anche da parte dell’arabo - spiega Mohammad Ali Zamani, storico dell’università Kharazmi di Teheran -. A volte le decisioni vengono prese un po’ troppo frettolosamente, ma l’Accademia sta solo cercando di preservare la creatività del nostro linguaggio». Una lotta che, almeno sulla carta, costringe gli iraniani all’utilizzo di parole come “balgard” (letteralmente: ali rotanti) al posto di elicottero, oppure “durnegar” (ricevitore di messaggi distanti) al posto di fax. Fortuna che la Nutella, che si tratti di farsi, arabo o italiano, rimane sempre la stessa.