lunedì 2 gennaio 2017

Ecco perché non dovete inviare email importanti di lunedì

repubblica.it
Lori Janjigian


Juice Images / AGF

Scrivere email efficaci può essere difficile. Otterrete una risposta? L’oggetto del vostro messaggio è abbastanza attraente perché qualcuno scelga di cliccarci sopra? Il testo è troppo prolisso? Boomerang è una applicazione che si concentra sulla produttività delle email, per migliorarle. Hanno scoperto che una cosa è certa – i lunedì hanno un pessimo effetto sulle vostre email. La scoperta nasce dall’analisi di oltre 250mila email: Boomerang ha verificato che le email mandate di lunedì di solito hanno più refusi nell’oggetto e quindi hanno un tasso di risposte inferiore.

NUMERO MEDIO DI ERRORI NEL SOGGETTO DI UNA MAIL PER GIORNO DELLA SETTIMANA

Fonte: Boomerang

Infatti lo studio ha dimostrato che i tassi di risposte scendono di circa il 14 per cento quando il soggetto contiene uno o più errori. I refusi più comuni sono state le lettere lasciate impropriamente minuscole, gli errori ortografici e la punteggiatura scorretta.

“Se ricevete una email il cui oggetto è pieno di errori, potreste pensare che si tratta di spam e non aprirla neppure, figuriamoci rispondere” ha detto a Business Insider Brenda Greenley, data scientist di Boomerang. “Ci aspettiamo che quegli errori abbiano un maggiore effetto sull’eventualità che qualcuno legga o risponda ad una email generica da parte di una società, rispetto alle email mandate da amici o colleghi”.

Ma non è tutto. Boomerang ha anche scoperto che le email mandate di lunedì tendono ad avere i sentimenti più negativi nel loro oggetto.

“SENTIMENTO” MEDIO NEL SOGGETTO DELLE MAIL PER GIORNO DELLA SETTIMANA

Fonte: Boomerang
“Abbiamo scoperto che email moderatamente positive e moderatamente negative ottengono più risposte delle email neutre o di quelle con eccessiva positività o negatività” dice Greenley.
Quindi sebbene i lunedì possano essere una seccatura, non lasciate che influenzino le vostre email. Assicuratevi che non ci siano refusi e che quello che scrivete nel vostro oggetto non sia completamente negativo.

O semplicemente aspettate un giorno prima di premere il pulsante “invia”.

Non solo bufale: Facebook vuole bloccare anche la musica pirata

La Stampa

Un sistema automatizzato potrebbe individuare e rimuovere le cover e i contenuti non autorizzati dal social network



Prima o poi doveva succedere. Con l’aumento della diffusione dei video, Facebook si trova a fronteggiare il problema della musica non autorizzata sul social network. Le case discografiche e le associazioni di categoria iniziano a fare la voce grossa e – a quanto riporta il Financial Times – le loro proteste non hanno lasciato insensibile Mark Zuckerberg. In un periodo già piuttosto turbolento a causa del problema delle «fake news», nel quartier generale del social network si vorrebbe evitare di entrare in un’altra tempesta mediatica (e legale).

La strada scelta da Facebook, secondo il giornale britannico, è simile a quella percorsa da YouTube con il suo Content ID: lo sviluppo cioè di un sistema che identifichi e rimuova i video che contengono musica non autorizzata. Oppure, ancora meglio, che li monetizzi. Nei suoi dieci anni di vita, il Content ID di YouTube ha portato due miliardi di dollari nelle casse dei proprietari dei diritti. Facebook è ancora ferma a zero e – dall’alto dei suoi (quasi) due miliardi di utenti – rappresenta un obiettivo ormai impossibile da ignorare per l’industria musicale. Una volta realizzato e messo in funzione il meccanismo di riconoscimento automatico, partirebbero le trattative per definire un accordo simile a quello in atto con YouTube (non a caso, nei mesi scorsi Facebook ha pubblicato un annuncio di lavoro per una figura professionale specializzata in musica e copyright).

Ma di quali brani non autorizzati stiamo parlando? Al momento, il pomo della discordia sono le cover registrate e caricate dagli utenti del social network. Prova ne è che a lamentarsi non è tanto il ramo discografico quanto quello editoriale dell’industria. In un articolo pubblicato a ottobre su Billboard, il presidente dell’associazione degli editori musicali americani David Israelite ha citato centinaia di video che hanno raccolto oltre 600 milioni di visualizzazioni su Facebook. Un piccolo campione «pubblico» di ciò che si nasconde nell’immenso giardino chiuso del social network, ha aggiunto Israelite. Contenuti protetti dalle opzioni di privacy del sistema, impossibili da monitorare dall’esterno, che potrebbero però essere raggiunti e neutralizzati dai segugi tecnologici automatici. Sempre che Facebook decida davvero di seguire quella strada.

Veltroni racconta una storia d’Italia con le prime volte dei cantanti in tv

La Stampa
piero negri


Mina con juke box, ospite del «Musichiere» nel 1959

Cristina D’Avena ha tre anni e mezzo e va allo Zecchino. Ed Emilio Fede è già lì: «Tu da grande cosa vorresti fare?», le chiede. E lei, sicura: «La dottoressa». Francesco Guccini ancora universitario («All’ultimo anno di Lettere»), che canta Auschwitz ospite di Caterina Caselli. Eros Ramazzotti diciassettenne a Castrocaro nel 1981: «Scuola? Fino alla terza media, poi ho lasciato perdere per studiare chitarra». Per Cantare, il documentario di un’ora e dieci minuti dedicato alla canzone italiana nella serie «Gli occhi cambiano», in onda oggi alle 23.20 su Rai 1, Walter Veltroni ha scelto la chiave della prima volta. Le prime apparizioni di voci destinate a lasciare il segno - rintracciate negli archivi Rai con un lavoro di sei mesi da Veltroni regista e una squadra tutta interna alla tv di Stato - costituiscono lo scheletro del racconto.


(Francesco Guccini debutta in tv con Caterina Caselli)

Dal Battiato leggero di fine Anni Sessanta («Cosa voglio? Sbattervi giù dalla torre, tutti e due», dice sfrontato alla Caselli e a Gaber) a Ligabue 1990, che ha appena pubblicato il primo album e che, ripreso a Correggio per strada, saluta i passanti senza interrompere l’intervista, il filo narrativo è quello di un mutamento del gusto epocale, arrivato molto oltre le contestazioni a Claudio Villa, pure molto presente nel documentario, anche perché spesso evocato come pietra di paragone.
Il Reuccio dal suo trono accetta tutto, ma non la definizione di «patetico»: «Io non sono patetico, non ti faccio pena, ti metto paura. Io picchio». Fino al suicidio sanremese di Tenco (1967), la canzone italiana racconta la storia di un Paese che non ha nulla e vuole tutto, è il veicolo privilegiato per l’ascesa sociale di tanti figli del popolo che rivendicano una nuova agiatezza.


(Claudio Villa risponde ai «contestatori» dal trono)

Rita Pavone si racconta nel nuovo salotto della casa che ha potuto acquistare ai genitori e sua madre candidamente confessa che su quella poltrona non si è mai seduta prima. Lo fa solo ora, per parlare con la Rai. E ci tiene a dire: «Non è mia, è di mia figlia». Poi, dopo Tenco, con i cantautori, tutto cambia, gli sguardi si allargano, le ambizioni pure. Ora aver successo non basta, bisogna farlo alle proprie condizioni: «Proprio perché c’era questa famosa canzone melodica, non potevamo che guardare in giro, rivolgerci ai francesi, Brel, Brassens, e a certi americani», dice Guccini a tavola.


(Vasco Rossi nel 1979, al quiz per cantanti esordienti)

Cantare, tra l’altro, dimostra quanto importante sia stata la Rai nel far affiorare l’undeground e trasformarlo in mainstream, per usare categorie nate dopo la gran parte di queste immagini. Ed è questa la riflessione che fa anche Veltroni: «Una delle caratteristiche straordinarie della Rai - ci dice - è che è riuscita a raccontare anche l’avanguardia o i mondi alternativi senza snaturarli. In archivio ho trovato interviste a Keith Haring, una molto bella a Ezra Pound ed è stato inevitabile domandarsi se oggi accadrebbe ancora.

Lo stimolo che questi documentari dovrebbero offrire è anche questo: la Rai se ne deve un po’ fregare degli ascolti. Deve indagare la realtà, fare qualità e - perché no - salvaguardare la memoria. Non ho nostalgie per gli ascolti pazzeschi de L’Isola dei Famosi, mi pare che il San Pietro di Alberto Angela e la diretta della Butterfly dalla Scala vadano in un’altra direzione. Chi fa televisione deve capire che ha una grande responsabilità, perché è l’offerta che guida: quando la qualità è alta, il pubblico risponde, chi rifiuta la gara al ribasso alla fine vince». 


(Eros Ramazzotti a 17 anni al festival di Castrocaro)

Fausto Coppi, oggi è il giorno del ricordo

La Stampa
massimo delfino

Castellania celebra il suo campione


Campione. Castellania (nella foto il museo) ricorda Fausto Coppi con la consueta commemorazione nel giorno della scomparsa, avvenuta il 2 gennaio 1960

Il 2 gennaio a casa Coppi è un rito, un impegno inderogabile, un appuntamento da non perdere anche 57 anni dopo la morte del più grande campione del ciclismo di tutti i tempi. Così oggi, il piccolo borgo di Castellania, fra le colline sopra Tortona, nell’Alessandrino, vive il giorno del pellegrinaggio di centinaia di sportivi che vogliono ricordare Fausto.

Il «mito»
Qualche nostalgico c’è sicuramente, ma sono pochissimi coloro che nel 2017 possono affermare di aver visto correre Coppi e di aver fatto il tifo per lui. Se ne sono andati, l’uno dopo l’altro, anche quasi tutti i suoi gregari e gli amici più cari. E, allora, perché la folla a Castellania aumenta sempre, invece di diminuire? Non c’è risposta. O forse sì: Fausto Coppi è un «immortale». Non ci sono nonni che non abbiano raccontato ai nipoti qualcosa di lui, non ci sono appassionati di ciclismo che non abbiano in casa un libro sulla storia e le imprese del Grande Airone. E le nuove generazioni di corridori, soprattutto nel Basso Piemonte dove resistono tante piccole società del pedale, sono incuriosite da questo personaggio leggendario, di cui dodici mesi fa andò in scena l’ultimo «mistero», quello di una bici forse appartenuta a lui e ritrovata dopo tanto tempo in casa di un collezionista lombardo.

L’omaggio del Giro
Quest’anno, c’è poi un motivo in più per salire a Castellania di buona mattina (la messa è alle 10,30, poi si potranno visitare la casa del Campionissimo e il centro documentale che ne conserva i cimeli). Verrà infatti premiato un ospite particolare, il direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, che per il centenario della corsa rosa ha deciso di far partire a maggio una tappa dal paese di Fausto. La frazione si concluderà a Oropa, nel Biellese, laddove un altro grande del ciclismo, Marco Pantani, ottenne una delle sue vittorie più memorabili. Un filo diretto, nella vita e nello sport, ha sempre legato questi due fuoriclasse.

Cosa

La Stampa
jena@lastampa.it

Se il 2016 l’abbiamo passato a raccontare cosa stava facendo Renzi, il 2017 lo passeremo a indovinare cosa starà pensando.

Le anticipazioni del 2017 di Luca Bottura Totti sindaco di Roma, Serie A al Billionaire

Corriere della sera

di Luca Bottura
Un anno tutto da ridere: Tevez si compra il Monte dei Paschi. Castrogiovanni fa il piazzista

Gennaio

Coppa d’Africa, Salvini assunto come preparatore dalla Nigeria «perché come corre dietro ai neri lui, nessuno». Polemiche.

Matteo Salvini (Cavicchi)

Febbraio

Ai Mondiali di bob trionfa il Pil italiano, che scende più veloce di ogni equipaggio concorrente. Per celebrare l’evento, Gentiloni si manda un telegramma da solo. Che però arriva a Renzi.
-Coppa Davis: durante Argentina-Italia scompaiono le righe del campo ma Maradona ha un alibi. Sconcerto.

Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio (Ansa)

Marzo

Cade la Giunta Raggi. Totti verso il Campidoglio con la lista civica «Daje Roma» e lo slogan «Io ho rimasto l’unico che può salvare la città».
-Juventus-Porto 8-0. Prima della gara, però, Higuain parcheggia l’auto di 0,5 cm fuori dallo spazio delimitato: di nuovo a rischio la panchina di Allegri.

Francesco Totti (Lapresse)

Aprile

Il Vesuvio vicino a risvegliarsi ma poi assiste a una lite tra Sarri e De Laurentiis e decide di rinviare l’eruzione: «Ho troppa paura».
-Si insedia il governo Grillo. Ai rapporti col parlamento va Massimo Ferrero: prima che le Camere abbiano capito cosa dice, la legislatura sarà finita.

(Ansa)

Maggio

Formula 1, dopo un avvio di stagione insoddisfacente, nuovo rimpasto in Ferrari: comprati 12 motori Mercedes
- Primi effetti della cessione di Mediaset a Vivendi: l’ex arbitro De Marco si iscrive a un corso di francese, così per commentare le azioni del Milan potrà far ruotare addirittura due lingue.

(Epa)

Giugno

Confederations Cup: Ventura lamenta disinteresse delle società col pretesto che Galliani gli ha scritto «fesso» con un pennarello sul trench prima della partita inaugurale. Polemiche.

Giampiero Ventura (Ansa)

- Nel test march con la Scozia, clamoroso rientro di Martin Castrogiovanni. Negli 80 minuti di gioco riesce a piazzare ai compagni ben 12 materassi e 8 termocoperte in lana merinos.

Luglio

Per festeggiare un intero giugno senza gaffe che lo riguardano, Tavecchio tira un bestemmione in diretta tv. Tutto da rifare.
- Esordio degli arbitri italiani nel campionato Usa. Lo vince la Juve. Dibattito.

Carlo Tavecchio, presidente della Figc (Lapresse)

Agosto

Mondiali di atletica: Tamberi si infortuna nuovamente pur di apparire in qualunque trasmissione tv a molestare gli astanti. Cresce il sospetto che si tratti di Matteo Renzi con metà barba.

Gianmarco Tamberi (Ap)

- Come richiesto dal c.t. Ventura, la serie A parte prima di Ferragosto. Ma la prima giornata si gioca direttamente al Billionaire, dove quasi tutti i giocatori erano ancora in vacanza.

Settembre

La Polonia, Paese organizzatore, vince gli Europei di pallavolo. Decisiva la mossa di espellere tutti gli altri partecipanti accusandoli di immigrazione clandestina
-Dopo aver vinto il titolo nella Premier, Conte vara un’operazione simpatia per il Chelsea: «Mi dimetto». Confusione.

Antonio Conte con Eden Hazard (Ap)

Ottobre

Nuovi sospetti di doping sulla Russia: durante i mondiali di ginnastica artistica di Montreal, una giovane atleta perde il contatto con le parallele asimmetriche e viene recuperata nello stretto di Bering.
- Scandalo nella Roma: si scopre che Nainggolan in realtà è Fedez con un toupet a forma di cresta. Il romanista scoperto per una decisiva somiglianza: sia lui che il rapper parlano un italiano incomprensibile.

(LaPresse)

Novembre

MotoGp, nel Gp di Valencia vittoria della signora che Rossi aveva scalciato l’anno prima ai box, su Ducati: inseguiva Valentino per menarlo, ma poi ci ha preso gusto.

Valentino Rossi (Getty)

- Gaffe dell’Inter: durante il match col Bologna gli allenatori in tribuna in procinto di sostituire Pioli sono così tanti che a Mourinho tocca di vedere la partita dal parcheggio.

Dicembre

St. Moritz: scoperto tra gli spettatori dei Mondiali di sci un italiano che non ha scudato soldi in nero. La Gdf indaga.
-Mps, tutto risolto: la compra Tevez con l’ingaggio di una settimana in Cina.
-Buffon si taglia ancora i baffetti e tenta di invadere la Polonia. Fermato dalla D’Amico che lo richiama per cena.

Carlos Tevez è il giocatore più pagato del mondo (Epa)