sabato 25 marzo 2017

Diverbio in auto e il giudice si arma: «Lo Stato ha completamente perso il controllo del territorio»

corriere.it
di Alessandro Fulloni

Angelo Mascolo, gip, è stato inseguito da due automobilisti dopo uno screzio. «Ho avuto una fortuna sfacciata a incontrare i carabinieri». «Se devo scegliere tra la mia vita e quella di uno che mi aggredisce allora avere la pistola può essere utile»

Angelo Mascolo, gip a Treviso (foto Balanza)
Angelo Mascolo, gip a Treviso (foto Balanza)

«Mi son preso una paura bestiale, mi hanno seguito per sette chilometri in auto. Un incubo. Ho avuto una fortuna sfacciata a incontrare i carabinieri. Ma lo Stato non c’è, il territorio è incontrollato. Fossi stato armato, come sarà d’ora in poi, che sarebbe successo?». Nordest, poco fuori Treviso. Sera inoltrata di qualche giorno fa. Al volante c’è Angelo Mascolo, giudice per le indagini preliminari nella cittadina veneta, 64 anni, pugliese. Sta rincasando quando viene avvicinato da una Bmw «che, ammetto, ho sorpassato in modo brusco». L’auto con due persone a bordo lo tallona. Minuti interminabili. A un tratto «vedo un posto di blocco dei carabinieri, lampeggio». I militari mostrano la paletta dell’alt e bloccano anche l’altra auto. I due si giustificano così: «Volevamo insegnargli a guidare». Poi «se ne sono andati, non ho chiesto se fossero stati presi provvedimenti».
«Avessi sparato, sarei andato incontro alla rovina economica»
Qualche giorno dopo il giudice ha raccontato il fatto a «La Tribuna» di Treviso in un intervento in prima persona. «Avessi sparato, sarei andato incontro quantomeno alla rovina economica» per «l’iradiddio dei processi — ha scritto — da parte dei miei colleghi che giudicano a freddo e difficilmente». E ancora: «Lo Stato ha perso completamente il controllo del territorio nel quale scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori», questo per lo «scarso rigore della magistratura» e «nonostante gli sforzi eroici di poliziotti anziani e mal pagati». «Parole che fotografano la realtà» per il governatore Zaia al quale fa eco il leader leghista Salvini: «Se sei toccato nel vivo scopri che qualche problema di sicurezza c’è». Ma per l’Anm le affermazioni del gip sono «disfattiste e inaccettabili».
Sottoposto a un accertamento della Procura generale
Mascolo è sottoposto a un accertamento disciplinare della Procura generale per via di quel che disse ai giornali nel 2016 dopo aver scarcerato due finanzieri arrestati per aver intascato orologi durante un’ispezione in un’azienda: «Non giustifico però comprendo queste dazioni. È un modo per rimanere in buoni rapporti con la Finanza». Ma l’arma appresso? «Mai sparare — risponde il giudice —, mai fare il pistolero». Però «se devo scegliere tra la mia vita e quella di uno che mi aggredisce, senza che io abbia la possibilità di scappare, allora avere la pistola può essere utile».

24 marzo 2017 (modifica il 24 marzo 2017 | 22:14)

Linea fissa e fibra, l’Agcom: fattura deve essere mensile e non a 28 giorni

corriere.it
di Francesca Basso

L’Authority ha stabilito un periodo temporale di novanta giorni per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove regole. E in materia di conoscibilità del credito residuo ha deciso che gli utenti debbano conoscere gratuitamente il proprio credito. La replica di Assotelecomunicazioni: delibera priva di basi giuridiche



Rivoluzione nella telefonia fissa e nei canoni internet Adsl e fibra: il criterio di fatturazione e di rinnovo delle offerte deve essere il mese e non i 28 giorni com’è attualmente perché così «l’utente può avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi». Lo ha stabilito il consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in seguito alla relazione del Commissario Francesco Posteraro.
La reazione delle società di tlc e dei consumatori
Sul mobile gli operatori hanno adottato già da molto la fatturazione a 28 giorni, mentre sulla linea fissa finora l’hanno introdotta Vodafone e Wind e ad aprile avrebbero cominciato Fastweb e Tim. Ma l’AgCom ha imposto uno stop. Con la reazione immediata di Asstel, l’associazione di Confindustria che riunisce le società di telecomunicazioni, che ha definito la delibera dell’Agcom «priva di basi giuridiche». Mentre il Codacons ha parlato di «tutela a metà» dei consumatori poiché «non si capisce perché per la telefonia fissa i canoni debbano essere mensili, mentre per quella mobile la fatturazione può essere a 28 giorni».


 
La questione «credito residuo»
«Alla luce dell’evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile», spiega una nota dell’AgCom, «l’Autorità ha ravvisato la necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa». L’AgCom ha anche precisato che in caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per quest’ultima cioè su base mensile. E ha stabilito un periodo di novanta giorni per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove regole. Quanto al credito residuo, l’Authority ha deciso che gli utenti debbano conoscere gratuitamente il proprio credito con un sms o tramite una pagina web o app dedicate.

24 marzo 2017 (modifica il 24 marzo 2017 | 21:12)