domenica 25 giugno 2017

Fico: “Vergognoso il comportamento di Fazio. Ora non scappa più”

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Esposto Anzaldi a Anac e Corte Conti sul rinnovo del contratto del conduttore



Dopo il Cda di venerdì e in vista della presentazione dei palinsesti il prossimo 28 giugno, esplode il caso Fabio Fazio e la Rai è travolta non solo dalle polemiche, ma anche dalle annunciate interrogazioni parlamentari del presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico e dall’esposto per possibili «abusi» all’Anac e alla Corte dei Conti, del segretario della bicamerale Michele Anzaldi. Mentre il consigliere di Viale Mazzini Carlo Freccero, che ieri ha abbandonato la seduta del consiglio prima del voto, oggi dice che darà battaglia senza tregua dall’interno al nuovo direttore generale Mario Orfeo.

Il prossimo appuntamento per il Consiglio d’amministrazione comunque sarà già martedì quando si troveranno in audizione proprio in Vigilanza: «la prima analisi sarà su Fazio ma poi su tutti i palinsesti, perchè fermo restando che si tratta di scelte strettamente editoriali del dg e del cda, alla Vigilanza toccano gli indirizzi generali. Faremo un approfondimento con un ciclo di audizioni e io farò anche delle interrogazioni su tutta la questione», annuncia il presidente, esponente M5S, Fico. Però il tema centrale resta Fabio Fazio, che per Fico è «il classico comunista col cuore a sinistra e portafogli a destra. Prima voleva andarsene in un’altra tv. Ora che è arrivato il suo compare Orfeo e gli aumentano lo stipendio non vuole più scappare dalla Rai a cui deve tutto». 

Si parla di un compenso di Fazio che «passa da 1,8 milioni di euro annui a 2,8. Un aumento del 50%, mentre l’azienda con una direttiva approvata dal Cda solo una settimana fa si impegnava a tagliare di almeno il 10% tutti i compensi sopra al tetto da 240mila euro», spiega Anzaldi nel suo esposto ad Anac e Corte dei Conti. Ma introduce anche un’altra questione: «la produzione delle puntate della trasmissione di Fazio verrà affidata, in appalto parziale, ad una costituenda società:

il Cda di un’azienda pubblica può deliberare di stipulare un contratto di appalto con una società che ancora, a quanto risulta, non esiste? Società di cui, peraltro, sarà socio lo stesso soggetto già beneficiario del contratto principale?». Insomma per l’esponente del Pd, «di fronte al silenzio o addirittura la connivenza dei consiglieri di amministrazione, che hanno approvato un contratto che smentisce quanto hanno deliberato solo una settimana prima, è opportuno che siano le autorità di controllo Corte dei Conti e Anac a valutare se siamo di fronte o meno a degli abusi».

Ma le critiche non sono solo per il compenso di Fazio. «Non c’è un aumento del pluralismo da quanto si legge dalle cronache. Eppure la mancanza di voci diverse, soprattutto nei talk show, è stato uno dei motivi principali di critica all’ex dg Campo Dall’Orto”, chiosa Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente di Palazzo Madama (FI), che teme la chiusura de L’Arena di Giletti perchè parlava con troppa chiarezza, come «ad esempio ha detto la verità sul caso Fini».

Tra i consiglieri prende le distanze Carlo Freccero che sostiene di avere intenzione «di battagliare dall’interno del consiglio. Sarà una battaglia continua e costante - dice - perchè errori se ne compiono continuamente». A questo proposito racconta: «Io ho proposto persino la rivalutazione di Tv7 spostandolo al mercoledì in seconda serata. Mi sembrava infatti che con l’arrivo di Fazio al lunedì andasse rimodulata tutta la seconda serata, e io che mi intendo di tv vedevo bene rilancio di Tv7, testata storica. Ma mi hanno risposto come se avesse parlato un cretino.

Ecco questo è un caso esemplare», sostiene denunciando: «Sono andato via perchè il direttore generale Mario Orfeo non mi ha mai assecondato, non mi ha mai risposto, se mi avesse risposto non si troverebbe in questa situazione».

Ma l’iPhone senza iOS non è un iPhone

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carolina milanesi*

Una proposta di legge in discussione al Senato imporrebbe all’azienda di Tim Cook di aprire i suoi prodotti a tutti i sistemi operativi. Ma non è detto che darebbe maggiori libertà ai consumatori, anzi



Negli ultimi giorni sono stata scioccata dalla notizia che in Italia sia in discussione un disegno di legge che forzerebbe Apple ad aprire i propri prodotti ad altri software, come Android e Windows.
Perché sono scioccata? Prima di tutto, vorrei essere certa che davvero di questo si tratta, e poi capire chi sono quei consumatori italiani che vogliono una libertà di software che permetta questo tipo di accoppiamenti. Magari mi sbaglio, ma mi sembra più una lotta politica che non una battaglia per la difesa dei diritti del consumatore. Il punto più importante, però, è che chiunque pensi che in un prodotto Apple si possa scindere il software dall’hardware davvero non capisce i prodotti progettati a Cupertino.

Anche se per l’hardware, iPhone, iPad e Mac possono essere superiori in qualità e finitura rispetto ai prodotti di altre aziende, sono però il software e l’ecosistema di applicazioni e servizi a renderli unici. Se vi è mai capitato di andare in Cina, è possibile vedere cloni di prodotti Apple equipaggiati con software Android o copie pirata di Windows. Questi dispositivi sono ovviamente non ufficiali, il che è ben diverso da quanto sembrerebbe richiedere questo disegno di legge. Il mercato italiano è anche differente, e per chi non volesse usare software Apple la scelta è ampia, sia come marchi che come prezzi.

Se il disegno di legge dovesse essere approvato e imporre davvero la possibilità di installare altri sistemi operativi, non vedo come l’azienda di Tim Cook possa ottemperare alla richiesta. Nonostante l’italia sia un mercato importante, il numero delle vendite non giustificherebbe mai il danno di immagine di un prodotto ufficiale Apple con software Android, Windows o Linux. Con la politica italiana, poi, il rischio è che l’iter del disegno di legge diventi una saga infinita. O meglio, una fine possibile esiste: Apple potrebbe ritirare dal mercato italiano i suoi prodotti, e così la libertà di scelta dei consumatori, anziché aumentare, sarebbe drasticamente ridotta. Così non mi resta che sperare di aver interpretato male, perché un decreto così concepito non sarebbe una vittoria per i consumatori, ma solo una sconfitta per il buonsenso.
 
* Carolina Milanesi è analista di Creative Strategies, Inc. Si occupa di hardware e servizi, ma anche software e piattaforme. È stata in precedenza responsabile della ricerca di Kantar Worldpanel e Vice Presidente Ricerca Apparecchi Consumer per Gartner. Suoi contributi appaiono regolarmente in Bloomberg, The New York Times, The Financial Times e il Wall Street Journal, ed è spesso ospite di BBC, Bloomberg TV, Fox and NBC News e altre televisioni.

I vecchi giochi SEGA gratis su iPhone e iPad

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andrea nepori

Tutti i titoli per le vecchie console della casa giapponese arriveranno su App Store e Google Play Store con cadenza mensile. Tutte le app saranno gratuite e si potrà giocare anche offline, senza limitazioni



Ottime notizie per gli appassionati di retrogaming: SEGA ha annunciato che quasi tutti i giochi lanciati in passato sulle proprie console arriveranno su iPhone, iPad e dispositivi Android. Mese dopo mese l’azienda giapponese lancerà nuovi titoli originariamente pubblicati per Mega Drive, Master System, Game Gear o Sega Saturn, sempre con un denominatore comune: la possibilità di scaricare i giochi gratuitamente. Nelle app sarà presente la pubblicità (in maniera poco invadente, promettono dall’azienda) ma si potrà eliminare ogni annuncio pagando 2€ con un acquisto in-app.

Sul sito dedicato all’iniziativa, chiamata SEGA Forever, si possono scoprire i giochi disponibili e quelli che arriveranno su App Store e Play Store con cadenza mensile. I titoli già scaricabili gratuitamente sono cinque: il classico Sonic The Hedgehog (il primo episodio della saga), Altered Beast, Phantasy Star II, Kid Chameleon e Comix Zone.

In futuro SEGA terrà dei sondaggi tra i fan per decidere a quali titoli dare la precedenza, ma l’intenzione rimane quella di rendere disponibile su iOS e Android il catalogo completo dei vecchi giochi SEGA.Tutte le app saranno compatibili con i controller Bluetooth, prevederanno una classifica globale dei punteggi, permetteranno di salvare i progressi di gioco e soprattutto non avranno bisogno di una connessione Internet per giocare, come invece avviene per molti giochi freemium.

«Ci sono già 15 classici Sega disponibili sull’App Store; verranno inclusi e raccolti nella collezione Forever», ha spiegato Mike Evans, responsabile del Marketing di Sega, in un’intervista a GamesIndustry.biz. «Rendere quei giochi gratuiti per noi è una conversione molto semplice e siamo convinti del nuovo modello di business che prevede la pubblicità e un singolo acquisto in app per disattivarla».

L’iniziativa di SEGA sfrutta il ritrovato interesse per il retrogaming, cui hanno contribuito anche i rivali storici di Nintendo con il lancio del progetto NES mini e lo sviluppo di nuovi format dei titoli storici ripensati per le piattaforme mobili. Una strategia che ha pagato: il mini Nintendo, lanciato a Natale 2016, è andato a ruba, mentre Pokèmon Go e Super Mario Run, grazie all’enorme battage di marketing a cui ha contribuito la stessa Apple, sono due tra le app più scaricate di sempre sull’App Store.

Prossimamente su YouTube: video verticali e panoramiche a 180°

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lorenzo fantoni

Una nuova interfaccia, pensata per chi non riesce a fare video orizzontali, e fotocamere in arrivo per un formato panoramico ristretto ma più versatile



Da oggi i video verticali non sono più sbagliati. Anziché continuare a ricordare che il formato giusto è quello orizzontale, Google ha preferito aggiornare l’app di YouTube per permettere di vederli in maniera corretta. Una vittoria simbolica per un formato nato e cresciuto con gli smartphone che ha trovato la sua consacrazione in Snapchat e che è addirittura approdato a festival prestigiosi come il SXSW.

L’app era già compatibile con i video da un paio di anni, ma con l’ultimo aggiornamento i video si adattano automaticamente all’orientamento del telefono e alle dimensioni dell’interfaccia. Mountain View ha studiato una nuova interfaccia mobile che si adatta alle dimensioni del video e mostra i filmati verticali a schermo pieno, ovviamente se lo smartphone è orientato nello stesso modo. Così il video viene visualizzato più chiaramente e si evitano le fastidiose bande nere laterali che accompagnano la proporzione 16:9. Una scelta che ha anche delle implicazioni commerciali; con la diffusione degli smartphone i video verticali sono diventati uno dei formati pubblicitari più utilizzati e grazie a questa nuova app Google va incontro ai bisogni delle agenzie di pubblicità che vogliono utilizzarli anche dentro YouTube. 

Ma le novità non sono finite, perché Google ha intenzione di sperimentare molto con le panoramiche orizzontali a 180°. Presto verrà infatti lanciato un nuovo formato, chiamato VR 180 che ha l’obiettivo di garantire parte dell’esperienza di un video a 360°, bilanciando ciò che viene perso in termini di campo visivo con una maggiore facilità di realizzazione e la possibilità di riprodurre il filmato anche su uno schermo normale, senza perdere la qualità.

In questo tipo di video non sarà dunque possibile guardarsi intorno in ogni direzione, ma solo ruotarlo di 180 gradi. Il vantaggio è che chi gira un video VR 180 non deve nascondersi in qualche modo per non apparire al suo interno e che i file sono molto più semplici da manipolare con un software di editing. Per realizzare filmati di questo tipo serviranno telecamere apposite il cui prezzo e aspetto sono ancora sconosciuti, ma che dovrebbero arrivare entro l’inverno, prodotte da Yi, Lenovo, e LG. Il formato VR 180 non è un passo indietro di Google rispetto ai video a 360° e alla realtà virtuale, ma potrebbe essere semmai un modo per avvicinare più creatori di contenuti (e più pubblico) all’idea dei video panoramici.